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Recensione

Cognition: An Erica Reed Thriller Episode 3 - The Oracle

di Daniele Picone  

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In breve

Nel terzo episodio di Cognition, un nuovo omicidio riapre un caso riguardante un luogo dal passato sanguinoso. La detective Erica Reed dovrĂ  risolvere il mistero che avvolge l'edifico, scavando tra i ricordi e i segreti di un'intera famiglia. Solo grazie al suo potere di assistere a visioni del passato, Erica potrĂ  giungere alla veritĂ .

 

Recensione Completa del 07 Giugno 2013
La prima cosa che quest’Oracolo mi ha insegnato è che io non ho alcuna capacità divinatoria. Non mi aspettavo difatti che, dopo un secondo episodio molto fiacco, Cognition cambiasse totalmente registro e innalzasse di molto la qualità narrativa, così come non ero riuscito a prevedere nessuno degli eventi di un eccellente finale d’episodio.

The Oracle esordisce sviluppando uno dei temi di sceneggiatura che prediligo, di cui non credo esista una definizione univoca universalmente riconosciuta, ma che chiamerei “duello psicologico”, con la qual dicitura intendo uno scontro tra il protagonista ed una sua cosiddetta controparte malvagia, che mettono alla prova le loro facoltà mentali mentre lo spettatore segue la sfida da entrambe le prospettive. Questo tipo di struttura, già sviluppato in vari altri ambiti, ad esempio nella cinematografia (The Departed) oppure nei manga (Death Note), ma troppo ritardatario in True Calling per salvarlo dalla cancellazione, rappresenta un unicum nelle avventure grafiche e introduce un interessante potenziale narrativo e di gameplay che auspico sarà ripreso in futuro.
Gli sviluppatori sembrano essere consci che l’effetto di questo dipolo antitetico è tanto più accentuato quanto più è forte il contrasto tra i protagonisti. Se da un lato può sembrare indispensabile che ci sia una scissione caratteriale tra Erica, la rozza testa calda che abbiamo imparato a conoscere, e l’assassino, un clinico pianificatore alto-borghese (divertente in particolare vedere come descrivano una stessa opera d’arte con una sensibilità agli antipodi), dall’altro è ancora più apprezzabile che tale differenziazione si estenda anche alle caratteristiche peculiari della saga. Infatti, mentre i poteri paranormali di Erica sono collegati in qualche modo al rivivere eventi del passato, quelli dell’assassino s’interfacciano invece su quelli futuri; oltre alle implicazioni dicotomiche, questo espediente espande anche il concetto di doppia prospettiva, permettendo non solo allo spettatore, ma anche ai protagonisti stessi della storia di assistere agli eventi sia attraverso i propri occhi che attraverso quelli del rivale.

Questa convivenza forzata è inizialmente di forte impatto. Il burroso partner è disperso, il nuovo boss è solo capace a mettere i bastoni fra le ruote; Erica è conscia (dagli episodi precedenti) dell’efferatezza dell’assassino e si trova ora nel bel pieno del territorio nemico, lontano dalla confortevole sicurezza del suo ufficio. É anche vero, però, questo primo approccio sul chi-va-là dura molto poco e la tensione tende a scemare velocemente; questo cambio di ritmo, che ho vissuto con non poco rammarico, è però un male necessario nell’ottica di far conoscere il background del killer. Ci si ritrova dunque ad interagire con una versione più giovane dell’antagonista, precedente alla sua trasformazione in lucida follia, tranquilla nella bambagia del suo appartamento.
Seppur permanga un alone d’inquietante mistero attorno al rivale, specie tramite i documenti sparsi per la sua magione che ne testimoniano le malefatte, l’intenzione è ora di trasformare il contrasto in simmetria, collocando i due personaggi in due versioni temporali dello stesso ambiente e facendoli persino collaborare l’uno con l’altro. L’avventura procede sull’onda di un vicendevole scambio di informazioni, offrendo qualche acerbo spunto di gameplay davvero ottimo, ad esempio riprendendo il concetto di flashforward predittivo di Prince of Persia: Le sabbie del tempo, che tuttavia ha una resa non sempre ideale a causa di un’interfaccia ereditata perlopiù degli episodi precedenti e non del tutto specializzata in questo tipo di meccaniche parallele. In virtù di ciò è possibile che il giocatore non veda sempre il trasferimento di dati come una conquista personale, seppur non neghi che non siano assenti un paio di istanze in cui il tutto è gestito in maniera molto scaltra.
Mentre l’assassino diventa sempre più un alleato, si comincia invece a dubitare di tutti gli altri inquilini delle Enthon Towers, anche quelli sporadici, ma l’episodio non assumerà mai del tutto la struttura whodunit che pubblicizza, specie perché il crimine, pur conosciuto, non è analizzato a valle dell’accaduto, ma vissuto in divenire tramite gli occhi dell’assassino. Per fornire al giocatore un minimo livello di sfida, The Oracle fa anche affidamento ad una struttura più affine al resto della saga, chiamando in causa un mix tra il set di poteri paranormali di Erica e una matrice investigativa più tradizionale, riflessiva e a volte anche una punta più difficile di quella degli episodi precedenti quando si sviluppa su più livelli, in linea con l’atmosfera più distesa della parte centrale.

A mio avviso, tuttavia, Cognition riesce tanto meglio quanto più si distacca da Still Life e si avvicina invece a ciò che si prefigge di essere, appunto un thriller; è proprio quando l’episodio cerca di utilizzare a forza le meccaniche pregresse, ad esempio nel caso di una reazione di McAdams poco in linea con il suo profilo caratteriale, che il continuum narrativo ha un leggero zoppicamento. É nell’ordine delle cose che il ritmo di una storia non debba essere costantemente concitato, tuttavia è caratteristica comune ai 3 episodi che la parte centrale abbia un momento di stanca, magari atto a lasciar respirare gli enigmi, ma in contrasto con la canonica piramide di Freytag in cui ci si aspetterebbe invece un crescendo narrativo. Sarà per un intreccio più simile ad una soap opera, sarà per il poco tempo a disposizione per sviluppare la ministoria, sarà per un modello facciale di una giovane Cordelia piuttosto inespressivo, ma le vicende dei proprietari delle Enthon Towers non catturano troppo l’attenzione; le motivazioni finiscono per essere prettamente economiche e, sebbene sia possibile che nell’apparente calma formalità covasse già un germe di follia, tutte le ripercussioni che essa comporterà sembrano un po’ sproporzionate. La totale mancanza di bivi nell’episodio rappresenta poi una seconda incongruenza rispetto alla descrizione commerciale del titolo fornita dagli sviluppatori.

Chiudiamo però in bellezza parlando del finale. Cercherò di evitarne quanto più possibile le anticipazioni, ma spero che siate comprensivi se qualche informazione possa comunque sfuggire, poiché farei un disservizio al titolo se non ne discutessi in maniera sufficientemente approfondita. Ormai in simbiosi, nei pressi della scena del delitto, Erica e l’assassino si scambiano il controllo in continuazione, l’una rivivendo la scena e l’altra indagando su ciò che ne rimane; il luogo è claustrofobico e sinistro, ogni azione si svolge repentinamente e si è bombardati da una valanga di informazioni e visioni, presenti e passate, che ricostruiscono il trauma della giovane Cordelia. Una scena, che inizialmente sembra semplicemente riesumare il finale di The Wise Monkey, riserva invece molte più sorprese; se nei flashback di Erica essa si passava quasi con noncuranza, nel finale si carica di un fardello emotivo non indifferente, tanto che ho dovuto faticare non poco per costringere me stesso a ripeterla dopo averla contestualizzata, subdolamente illuso dall’aguzzino che ne potessi cambiare l’esito. Dal lato investigativo, un enigma è progettato in maniera veramente geniale, incastrando il colpevole nel bel mezzo del processo di risoluzione ed evitando la solita banale rivelazione tramite cutscene. In questo quarto d’ora finale tutto funziona come un orologio svizzero e si tratta di uno dei pochi casi in cui ho messo via il mio taccuino di appunti recensòri, dimenticato che esistesse un menu di salvataggio e sono rimasto incollato allo schermo.

Mi perdonerete se mi sono dilungato molto sulla trama, ma le qualità tecniche non eccelse passano in secondo piano una volta che ci si è fatta l’abitudine. Mi sento in dovere di premiare i Phoenix Online Studios per aver rischiato con qualcosa di originale, pianificandolo sin dall’inizio una storia che ha dato i suoi frutti soltanto adesso; ovviamente c’è ancora tantissimo margine di miglioramento che sembra raggiungibile solo scardinando alcuni dei paletti sui quali si sono costruiti i primi due episodi e stando più attenti alla cura dei dettagli (seppur praticamente impossibile da raggiungere, l’episodio ha un vicolo cieco che vi impedirebbe di concludere il gioco). Nonostante ciò, alla fine di quest’episodio le aspettative per il prossimo sono comunque elevate; mando perciò un grosso in bocca al lupo agli sviluppatori nella speranza che siano all’altezza della sfida. Non credo servano capacità da oracolo per prevedere che, editori volendo, ci risentiremo tra qualche mese per commentare anche la chiusura della saga.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Phoenix Online Studios
Distributore: Zodiac
Data Rilascio: 17/05/2013
Piattaforma: MAC, PC
Caratteristiche
Genere: Avventura investigativa
Grafica: 2.5D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Italiano
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Requisiti minimi
OS: Windows XP/Vista/7/8
Processore: 2 GHz Dual Core
RAM: 2 GB
Scheda Video: 512 MB Shader3 DirectX 9.0 compatibile
Hard Disk: 3,5 GB
Supporto: Online Download
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