Adventure's Planet
Sabato, 19 Aprile 2014
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Recensione

Ankh

di Carlo De Rensis  

il nostro voto
77
il vostro voto (18 votanti)
78
In breve

Cairo... l’antica città dalle mille forme, colori e profumi. E di Faraoni, coccodrilli ed assassini. Non sarà facile per Assil avere udienza al palazzo per sconfiggere la maledizione che lo perseguita. E peggio ancora, il numero dei suoi nemici aumenta esponenzialmente via via che la maledizione si impossessa di lui. E questo avviene molto velocemente. Solo una mente acuta può salvare Assil da morte certa: VOI! Durante la sua avventura Assil incontrerà molte persone strane, da schiavi felici a spaventati coccodrilli fino a Osiride stesso, il Dio del Regno dei Morti.

 

Recensione Completa del 21 Marzo 2006
“Le avventure grafiche sono morte”. Questa era una delle tipiche e incontrovertibili frasi che fino a qualche mese fa alcuni “esperti” del settore sostenevano senza tema di smentita. Ma come - direte voi, nostri affezionati lettori – e allora Still Life, Fahrenheit, TMOS, Keepsake, 80 Giorni (solo per citarne alcuni recenti) cosa sono?? Ma ecco, pronta, la reazione: “Le avventure grafiche comiche sono morte, e la cancellazione di Sam & Max sta lì a dimostrarlo”. Ebbene, finalmente si torna anche a ridere sui nostri monitor grazie ai tedeschi (guarda un po'..) della Deck13, che ci inviano in Egitto con questo Ankh, già annunciato come “the next big thing” dalla stampa di settore internazionale. Ma sarà poi vero tutto quel che si dice?

Vestiremo i (pochi) panni di Assil, figlio dell'architetto della Sfinge (..detto niente) che insieme al suo gruppetto di amici la combina grossa: irrompe in una piramide, risveglia dal suo sonno secolare una mummia e addirittura le sfila nientepopodimeno che l'Ankh, simbolo della vita e strumento in grado di assicurare enorme potere a chi lo possiede. Peccato che il nostro lo usi non proprio in maniera canonica (chi non lo scambierebbe per un apribottiglie, in effetti!!): l'essere bendato non se la manda a dire, inviando una malefica maledizione mortale – sotto forma di tatuaggio – al nostro sfortunato protagonista. Ed ora che si fa, Assil? Si cerca di raggiungere gli Dei, ovviamente! Niente di più facile tramite il consenso del faraone, un personaggio però troppo difficile da raggiungere per un umile essere umano.. E così inizia la nostra avventura, tra Giza e il Cairo, tra la sabbia rovente e la rigogliosità delle sponde del Nilo.

Il nostro giovane egiziano è un tipo piuttosto alla mano, sempre pronto alla battuta o al commento sarcastico (spesso anche su se stesso). Non si rende per niente conto di quello che gli accade intorno, ma ha una naturale predisposizione per mettersi nei guai in ogni circostanza possibile e immaginabile. Chiaro che i programmatori si siano ispirati a Monkey e al personaggio di Guybrush, non ottenendo però gli stessi effetti: Assil è simpatico, a volte i suoi interventi fanno morire dal ridere, altre volte però i suoi tentativi di strappare un sorriso otterranno pochi risultati. Tutto sommato, un protagonista azzeccato, che però di certo non lascerà un segno indelebile nelle vostre menti.

Nel corso del gioco, incontreremo poi una bella fanciulla araba di nome Thara, figlia dell'ambasciatore del suo paese in Egitto, e che avremo possibilità di interpretare in alcune fasi del gioco. Il suo personaggio sembra essere stato creato apposta per aprire una “via comico-sentimentale” al gioco, ma non riesce a distinguersi più di tanto, dimostrandosi essere un ritratto scialbo e senza forza, insomma.

Molto migliore la schiera degli antagonisti: l'indolente faraone è forse uno dei personaggi più riusciti mentre il possente Osiride ha il suo perché. Tutto il resto del cast di supporto è ben realizzato, ma non spicca. Ottime sono le idee (come gli ebrei rivoluzionari, lanciatori di bucce di banana), meno la caratterizzazione: le personalità dei vari vostri interlocutori è appena accennata, e spesso i dialoghi con loro sono troppo “raffazzonati” e alla ricerca della battuta ad ogni costo per poter essere giudicati soddisfacenti. Vince il modello dello stereotipo a mani basse, senza possibilità di replica: in alcuni casi va bene così, in altre sarebbe stato lecito attendersi qualcosa di più.

L'Egitto è terra di faraoni, scorpioni e.... Avventure grafiche! Ma questa volta il misterioso paese della Sfinge è realizzato in maniera del tutto differente dal solito. Bandite le tinte monotoni e scure delle tipiche lande desertiche, Ankh si presenta in tutto lo splendore di una paletta di colori vibrante, simpatica e allegra: per carità, la sabbia per esserci c'è, ma il riflesso dei raggi del sole, la presenza di rigogliose oasi e la spumeggiante atmosfera del bazar fa risaltare l'atmosfera giocosa del titolo, perfettamente resa. Che dire poi della grafica di gioco? Il motore utilizzato richiama un po' quello di Bone della TellTale (che, per inciso, ha collaborato ai testi del gioco), cioè un 3D integrale. Per quanto riguarda gli sfondi, il lavoro fatto è sufficiente senza mai avventurarsi nello spettro dello splendido o del mediocre (forse i tanti “passaggi”, ponti, ecc. non sono proprio uno spettacolo a vedersi), mente i personaggi sono davvero eccellenti, soprattutto Assil nelle sue espressioni facciali riprese puntualmente in primo piano da una buona gestione delle telecamere che, se nei dialoghi è esente da errori, mostra delle pecche nelle fasi di movimento: in certi momenti il movimento è mal calibrato e vi farà venire un po' di mal di testa. I filmati sono in grafica di gioco: assolutamente impossibile accorgersi della differenza col gioco vero e proprio.

La parte sonora del gioco non esalta più di tanto, pur non essendo disprezzabile: carino il motivo principale, e alcune musichette di richiamo qua e là, ma niente che faccia impazzire per originalità o meraviglia. I rumori di fondo si adeguano al gioco, divertenti e umoristici in alcune fasi. Il doppiaggio, in inglese (la Take2 Interactive Italia lo ha localizzato solo nei sottotitoli), presenta una discreta varietà di pronunce (si va da un inglese volutamente accentuato, allo slang delle periferie americane) ma non convince in maniera particolare nei due protagonisti. Da sottolineare tra l'altro una serie di fastidiosi bug (frasi non tradotte, frasi di Thara recitate da Assil, linee non doppiate completamente) che con un po' di beta testing sarebbero stati certamente evitati.

I dialoghi sono indubbiamente il punto “forte” del gioco, ovvero la parte su cui gli sviluppatori si sono concentrati maggiormente e su cui ogni avventura/commedia dovrebbe cercare di emergere: bene, non si può dare che l'obiettivo sia centrato in pieno, ma indubbiamente neanche che sia un fallimento. Probabile che vi ritroverete a ridere di gusto in certe occasioni (deliziosi i riferimenti al “modello Guybrush”, tra le altre) ma anche che non possiate apprezzare alcune forzature. Soprattutto il personaggio di Thara sembra superfluo e mal creato: non fa ridere, anche se ci prova e ci si sforza.

Caricato il gioco (processo abbastanza lungo, tra l'altro) vi troverete ad avere a che fare con semplici opzioni: a parte i comandi standard carica/salva, potranno essere impostate delle scelte grafiche. Prima di tutto la risoluzione, che essendo il mondo completamente 3D, è assolutamente configurabile (ma per superare i fatidici 1024x768 ci vuole un hardware piuttosto potente): ma potrete smanettare anche con il livello delle ombre e di alcuni effetti che arriscono l'atmosfera di gioco.

Già prima si è avuto modo di citare l'impostazione 3D del gioco e vedo già orde di puristi infuriati in rivolta a picchettare sotto la sede dei bravi sviluppatori renani. Ragazzi, potete mettere giù i vostri cartelli: l'interfaccia è quanto di più classico potete aspettarvi, un punta e clicca old-style (quello dei “bei” vecchi tempi) in cui dovrete utilizzare solo i due tasti del nostro amico mouse. Bisognerà però prendere la mano con dei comandi un po' diversi del solito: la tipica azione di guardare verrà realizzata col tasto sinistro del topo, mentre compirete tutte le altre scelte cliccando col destro. Una volta passato questo momento di “apprendimento” iniziale, tutto vi verrà piuttosto naturale, così come è naturale la posizione dell'inventario (che presto diventerà fornitissimo) in alto a sinistra dello schermo: comodissimo da usare e con tanti oggetti in bella mostra e analizzabili in qualsiasi momento.

Dopo aver provato e recensito tanti ibridi, non nego di aver trovato una piacevole sicurezza nel modello gioco di Ankh, che – come suggerito da alcuni - è veramente l'avventura classica: comica, colorata, con zero puzzle e con un uso enorme degli oggetti dell'inventario. Gli enigmi legati alla manipolazione degli oggetti sono relativamente facili, e se vi bloccherete è quasi sicuramente perché vi sarete persi qualche hot-spot per la strada: c'è anche da dire che il problema del pixel-hunting non è granché pesante, ben limitato dalla grandezza dei punti cliccabili e dalla loro “luminosità” naturale. Solo in un paio di occasioni, ci sono degli enigmi di stampo diverso, e costituiranno una bella variazione rispetto al resto del gioco.

Purtroppo, però, c'è da rilevare qualche imperfezione nel motore logico del gioco che minano alquanto la giocabilità: ad esempio in alcune fasi, come detto, ci sarà la possibilità di impersonare entrambi i personaggi e di passare a controllare liberamente l'uno o l'altro, con la chance di far scambiare alcuni oggetti dagli inventari dei nostri protagonisti. Niente di male, fin qui: il problema è che in una fase di gioco per un'imperfezione delle telecamere, ci troveremo a poter passare delle cose solo da Assil a Thara e non viceversa. Risultato? Se commettete un errore, sarete costretti a ricaricare dal precedente savegame (e meno male che sono illimitati). A questo si aggiungono anche alcuni bug che sopraggiungono in alcuni filmati e che causano il crash del gioco.. quindi anche in questo caso auguratevi di aver salvato da poco. Ultima nota riguarda il tasto TAB della vostra tastiera: schiacciandolo, accederete ad un riepilogo degli obiettivi, una funzione utile anche se tutto sommato non ci si trova mai spaesati e quindi non sarà troppo il bisogno di usarla.

Ankh non è un gioco difficile: volendo esagerare non vi impegnerà per di più di 10 ore, ma ripeto, ci si sta mantenendo larghi. Ad un giocatore esperto, difficile che il gioco duri più di 7-8 cicli di 60 minuti. Detto questo, c'è da aggiungere che pur essendo condensato in poche locazioni, il gioco ha un ottimo ritmo, sempre sostenuto e che addirittura diventa frenetico nelle battute finali, che seppur buone, potevano essere rese con minore confusione generale.

In conclusione, per essere un prodotto d'esordio e per giunta in un sottogenere (quello della commedia) che è un po' in difficoltà da alcuni anni, Ankh fa la sua figura, dimostrandosi molto solare, graficamente piacevole e in grado di divertire seppure non costantemente per tutto l'arco del gioco. Agli sviluppatori tedeschi si può imputare una certa mancanza di cura nel particolare (doppiaggio, caratterizzazione dei personaggi), una serie di bug davvero facili da evitare con un po' più d'attenzione, ma soprattutto dei testi non particolarmente brillanti. Tutto sommato, un ottimo esordio per i ragazzi della Deck 13, che con un po' di esperienza e continuando su questa strada, potranno darci belle soddisfazioni. Da non perdere per tutti i nostalgici di Guybrush&Company e consigliato a chi si vuole fare quattro risate spensierate senza aspettarsi di trovarsi di fronte ad un capolavoro.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Deck 13
Publisher: BHV
Distributore: Take Two Interactive Italia
Data Rilascio: Q1 2006
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Commedia
Grafica: 3D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Italiano
Ricerche
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Requisiti minimi
OS: Windows 2000/XP
Processore: 1,5 Ghz
RAM: 256 MB
Scheda Video: 64 MB
Hard Disk: 1 GB
Supporto: 1 CD
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