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Recensione

Wallace & Gromit Episode 4: The Bogey Man

di Cristiano Caliendo  

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In breve

Wallace è stato ammesso al Prickly Thicket, il più vecchio country club del Lancashire. Wallace e il suo fedele caddie Gromit verranno però coinvolti in una disputa del club vecchia di decenni che minaccia di distruggere il loro tranquillo stile di vita, costringendo così il duo a lottare duramente per salvare il vecchio amato vicinato.

 

Recensione Completa del 10 Settembre 2009
In seguito alla (involontaria) dichiarazione d’amore di Wallace, per Felicity Flitt è tempo di invitare la zia Prudence per annunciarle il lieto evento. L’ingenuità di Wallace non gli permette di chiarire l’equivoco, quindi diventa compito del risoluto Gromit ‘salvare’ ancora una volta il padrone: con uno stratagemma atto a screditare la figura di Wallace agli occhi di zia Prudence, il duo dovrà questa volta affrontare delle prove di tipo ‘sportivo’ concentrate in un club di golf molto esclusivo, tanto da suscitare l’invidia del ferreo agente Dibbins…

L’ULTIMA AVVENTURA

The Bogey Man” (letteralmente “L’Uomo Nero”, ma in gergo golfistico il ‘bogey’ avviene quando il giocatore fa buca con un colpo in più rispetto al ‘par’, cioè alla media ottimale) è l’ultimo episodio della prima stagione del ”Wallace & Gromit” targato Telltale. Senza perdersi in troppi giri di parole, si può da subito affermare che tale finale avviene quasi in sordina e decisamente senza squilli di trombe, parzialmente schiacciato dalla serie-evento “Tales of Monkey Island” e da alcuni difetti che minano l’esperienza generale.
The Bogey Man” non odora affatto di ‘epilogo’ e appare come un episodio qualsiasi. In realtà, l’assenza di un vero e proprio ending con appagante sequenza finale non costituisce un vero e proprio difetto: certamente, però, rappresenta uno dei tanti segnali da cui scorgere le numerose lacune di quest’ultimo capitolo delle “Grand Adventures”.

PIU’ OMBRE CHE LUCI

Innanzitutto, va specificato che l’espressione ‘numerose lacune’ non deve avere più peso di quanto meriti. Le aspettative del sottoscritto verso un titolo Telltale sono sempre molto alte, quindi l’onta del disastro totale è ben lontana: siamo piuttosto di fronte a un episodio deficitario ma comunque di buon livello, sebbene al di sotto della media della produzione Telltale.
Per un aficionado, comunque, il primo impatto con “The Bogey Man” non è certo dei migliori. Dopo l'usuale prologo, veniamo infatti bombardati, nei panni di Wallace, da una serie di dialoghi eccessivamente verbosi e da una massiccia mole di background assolutamente trascurabile: la cosa si traduce in un iniziale spaesamento e, soprattutto, nell’incapacità del giocatore di individuare la prossima mossa e la chiave degli enigmi da affrontare (un difetto che finora non si era mai riscontrato nei prodotti Telltale).

Per fortuna, ci pensa il solito Gromit a salvare parzialmente la situazione in una seconda parte più dinamica e avvincente, sebbene non scevra da problemi. D’altra parte, non aiuta di certo l’innalzamento della difficoltà dei puzzle, un fattore solitamente apprezzabile ma che in questo caso contribuisce ad appesantire un ritmo già di per sé non esaltante. Alcuni di essi, inoltre, appaiono inutilmente allungati e, pur considerando il contesto umoristico, perfino illogici.
Non sorprende quindi vedere al timone di “The Bogey Man” quell’Andy Hartzell autore dell’episodio - fino a ieri - meno felice della serie, ma che comunque esce vincente dal confronto con il titolo in oggetto.

QUALCHE DISTRAZIONE DI TROPPO

Le magagne, purtroppo, non si esauriscono qui.
La struttura narrativa è la prima a risentirne: il pretesto narrativo di base, anche se spiritoso, è meno brillante del solito e sfocia in una sceneggiatura relativamente immobile che relega i simpatici personaggi di contorno a poco più che comparse (l’unico ad avere un minimo di spazio è l’Agente Dibbins), rendendo praticamente inutile tutto il lavoro di caratterizzazione compiuto finora. Emblematica, in tal senso, è l’introduzione della figura di zia di Felicity. Infatti, a differenza dei suoi predecessori, la potenzialmente interessante Prudence Flitt non è mai protagonista, non interagisce concretamente con gli eventi e non ha effettivamente un ‘suo’ momento: quasi una new entry ‘d’ufficio’, quindi, che una reale necessità narrativa.

Deludenti anche le invenzioni del buon Wallace, la cui strampalata funzione era solitamente parte integrante del design e della trama: questa volta, sono invece relegate a un ruolo di terzo piano, apparendo inoltre più ‘canoniche’ che in precedenza.
Completano il quadro sporadiche imprecisioni e alcuni bug (per fortuna niente di grave) relativi all’aspetto grafico e tecnico.
L’impressione generale, come già accennato in apertura, è che il lavoro su “The Bogey Man” sia stato insomma un po’ ‘tirato via’, chiuso comprensibilmente in tutta fretta mentre parte del team si concentrava sulle avventure di Guybrush e soci.

PARADOSSALMENTE, UN BUON EPISODIO

Nonostante i vari difetti, il ‘mestiere’ della rodata squadra Telltale spicca inesorabilmente su tutto, e il titolo proposto appare al di sotto delle loro potenzialità ma comunque piacevole, segno che la software house di Dan Connors ci ha abituati a standard complessivamente alti. Un prodotto non eccezionale come “The Bogey Man”, quindi, rischia di far storcere il naso all’appassionato, ma è bene sempre ricordare che anche il gioco Telltale più debole risulta in ogni caso fra i migliori nell’ormai fitto panorama delle avventure.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Telltale Games
Publisher: Telltale Games
Data Rilascio: 29/07/2009
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Commedia
Grafica: 3D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse/Tastiera
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Italiano
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