Adventure's Planet
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Recensione

Anna

di Alberto Semprini  

il nostro voto
80
In breve

Avventura di stampo horror, con grafica tridimensionale, ambientata in una vecchia segheria posta tra Champoluc e Periasc, un luogo realmente esistente della Val D'Ayas in Valle d'Aosta, in cui il protagonista dovrĂ  risolvere enigmi ed 'affrontare' le presenze che popolano l'edificio. A seconda dello stato mentale del personaggio, gli ambienti cambieranno e sveleranno segreti differenti, che condurranno a uno dei tre possibili finali.

 

Recensione Completa del 18 Luglio 2012
Fin dal suo primissimo annuncio Anna è stato un gioco capace di risvegliare un certo interesse nel larghissimo pubblico dei videogiocatori Italiani, non solo per la bontà intrinseca che il progetto era in grado di ispirare, ma anche (e soprattutto) per il fatto che il team di sviluppo fosse in tutto e per tutto composto da ragazzi originari del bel paese. Dreampainters infatti è un piccolo team emergente completamente italiano che vede nel ruolo di designer l’esordiente (ma già noto tra le comunità videoludiche italiane) Simone “Karat45” Taglieferri e, come addetto alla grafica, Davide “3David” Del Sorbo. In realtà esistono tanti altri piccoli sviluppatori italiani ma non si può dire che i Dreampainters non siano riusciti a farsi una buona pubblicità fin da subito.

Anna è stato presentato come una avventura grafica completamente tridimensionale con un marcato accento horror e un’ambientazione ispirata ad ambienti realmente esistenti. Per la precisione, si parla di un luogo situato nella Val D’Ayas in Val D’Aosta. Nelle varie interviste Tagliaferri ha subito tenuto a precisare che il gioco non ha nessun riferimento a delitti veramente avvenuti come il popolare caso di Cogne, ma che piuttosto traesse linfa vitale da antiche leggende popolari del luogo.
Anna si presenta come un gioco in soggettiva gestibile tramite la classica combinazione mouse e tastiera (ascrivibile a qualsiasi FPS moderno), unita a un’interfaccia di tipo punta e clicca con in più la possibilità di interagire con alcuni oggetti tramite movimenti del mouse. Già dal primo impatto viene da pensare subito ad Amnesia the Dark Descent di Frictional Games, ma le similarità finiscono più o meno qui perché l’interfaccia ad azione diretta (vista anche nei Penumbra) è limitata solo al’interazione con qualche porta e cassetto.
In linea di massima potremo girare liberamente per gli ambienti 3D e quando troveremo un hot spot col quale interagire il nostro puntatore ci metterà a disposizione tre azioni possibili (esamina, usa e raccogli). É presente anche un inventario richiamabile schiacciando la rotellina del mouse, una soluzione abbastanza semplice e immediata. Purtroppo, il sistema di controllo presenta subito qualche magagna. La versione da noi provata infatti aveva una sensibilità del mouse troppo alta, rendendo molto difficile puntare bene gli hotspot. Molti enigmi infatti richiedono una sana dose di pixel hunting nonché una certa precisione nel puntare e “beccare” gli hotspot giusti. A quanto ci risulta però questo problema dovrebbe essere stato eliminato nella versione in vendita. In ogni caso è lodevole il tentativo di proporre un’avventura punta e clicca che sfrutti un sistema di controllo più complesso, articolato e sicuramente più immersivo della norma.

L’intero gioco si svolge nei pressi e all’interno di un’antica segheria abbandonata, ricreata con una cura davvero impressionante. Qui il protagonista sarà costretto a risolvere una lunga serie di enigmi basati soprattutto sulla raccolta e interazione di oggetti. In poche occasioni però si tratterà di risolvere situazioni “pratiche”, infatti tutto il gioco è incentrato più sull’esecuzione di una sorta di rituale esoterico dalle meccaniche un po’ oscure. Questo è certamente uno dei punti forti ma allo stesso tempo deboli del gioco. Perché da un lato gli enigmi proposti saranno davvero originali e molto suggestivi - vi capiterà infatti di raccogliere ed usare oggetti in modi davvero strani e poco usali, scatenando più di una volta fenomeni paranormali fuori dal comune - però, di contro, dobbiamo dire che sarà sempre difficile capire cosa fare e il perché farlo. La logica che dovremo adottare per proseguire nell’avventura sarà sempre molto criptica e di non facile perscrutabilità. Se da un lato tutto ciò aumenta il fascino di Anna, perché le situazioni paranormali alle quali assisteremo e le azioni apparentemente illogiche che compieremo, aumenteranno la nostra sensazione di stare vivendo un vero e proprio incubo onirico, dall’altro non saremo mai certi di capire cosa effettivamente stia succedendo e quale dovrà essere il nostro passo successivo.

I Dreampainters comunque hanno voluto che il gioco non fosse percepito come una sequenza lineare di eventi, anzi, molte volte nelle loro interviste hanno posto l’accento sul fatto che ogni partita ad Anna dovesse essere un personale viaggio in questo incubo. Non a caso il gioco possiede tre finali differenti, ai quali l’utente può accedere in base alle azioni compiute nel corso dell’avventura. Alcuni eventi, poi, sono del tutto casuali, in modo da rendere ogni partita unica e caratteristica.
Tutto ciò non fa altro che contribuire ad aumentare il fattore di rigiocabilità di Anna. L’avventura infatti non dura molto, si potrà finire all’incirca in tre ore, ma dato che i finali sono multipli sarete stimolati a iniziare una nuova partita da capo solo per tentare di vedere una conclusione diversa da quella assistita in precedenza.

Ora parliamo della grafica. Le ambientazioni nel quale muoversi non sono molte, principalmente si tratta di un paio di stanze della segheria, l’esterno di tale edificio e una tortuosa e labirintica caverna (se riuscirete a raggiungerla). Come ho già accennato in precedenza, la cura nella realizzazione di questi ambienti è davvero maniacale e non può che lasciare il segno. In realtà non si tratta di una grafica di impatto come quella di Amnesia o di Dear Esther (titolo diverso ma che sinceramente ho sentito vicino a questo Anna), ma è innegabile che essa svolga appieno il suo lavoro e riesca a restituirci perfettamente l’atmosfera voluta soprattutto grazie a un ottimo sfruttamento delle luci e delle fonti luminose.
Nota di merito va sicuramente al sonoro che svolge davvero una parte molto importante nella creazione dell’atmosfera e nella partecipazione emotiva del giocatore. Il doppiaggio è stato curato dallo studio Indies4Indies, specializzato appunto in localizzazioni e doppiaggi di tantissimi giochi Indie (e non), usciti negli ultimi anni. Ovviamente il lavoro svolto da questi ragazzi è di ottima fattura. Gli effetti sonori sono davvero molto suggestivi e inquietanti ma non ci possiamo certo scordare delle musiche composte da Alessandro Monopoli, molto azzeccate, oniriche ma allo stesso tempo inquietanti e disturbanti.

In definitiva cosa possiamo dire in Anna? Sicuramente che si tratta di un’esperienza fuori dal comune. Non abbiamo di fronte un gioco perfetto, i difetti ci sono, anche se dipendono molto anche dai gusti personali di chi gioca. Il sistema di controllo, per quanto coraggioso, andrebbe sistemato un po’ perché è davvero troppo impreciso (problema probabilmente già stato riparato). Gli enigmi sono davvero difficili da capire e la loro risoluzione non è del tutto chiara, malgrado ciò, essi risultano comunque originali e fuori dagli schemi: dopotutto Anna è un incubo interattivo e gli incubi, si sa, non hanno mai una logica facilmente perscrutabile. La durata è molto esigua ma la presenza di finali multipli ed eventi casuali stimola il giocatore a tentare di affrontare l’avventura più volte aumentando così la longevità. Dal punto di vista tecnico abbiamo poche critiche, la grafica svolge appieno il suo dovere come anche il sonoro, ricreando la giusta atmosfera e aumentato il fattore di immersività di chi gioca. Un altro punto di forza è senz’altro il prezzo, infatti Anna è distribuito via Digital Delivery su varie piattaforme, tra le quali la nostra ben nota Zodiac, ad un prezzo davvero competitivo: 7,90 euro, una spesa più che giusta per un prodotto del genere.
Un po’ Amnesia un po’ Dear Esther (almeno per chi scrive), Anna è un esperimento interessante che va almeno provato per essere giudicato nel modo giusto. Non possiamo fare altro che dare il nostro in bocca al lupo ai Dreampainters e aspettare con interesse il loro prossimo gioco già in cantiere!

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Dreampainters
Distributore: Zodiac
Data Rilascio: 17/07/2012
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Horror
Grafica: 3D
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse/Tastiera
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
Ricerche
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Requisiti minimi
Processore: 2 GHz Dual Core
RAM: 2 GB
Scheda Video: 512 MB Shader3 DirectX 9.0 compatibile
Hard Disk: 800 MB
Supporto: Online Download
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