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Recensione

The Cave

di Alberto Semprini  

il nostro voto
75
il vostro voto (3 votanti)
77
In breve

Dalla mente di Ron Gilbert, un platform-adventure a metà tra Maniac Mansion e Super Metroid (o Castlevania), in cui l'unica vera protagonista è la Caverna. Il giocatore dovrà scegliere tre dei sette personaggi disponibili, ognuno con le proprie abilità, ed esplorare la sconfinata area di gioco, alla ricerca di oggetti ed enigmi da risolvere.

 

Recensione Completa del 14 Febbraio 2013
Quanti e quali rischi sareste disposti ad affrontare per ottenere ciò che desiderate? Entrereste mai in una caverna parlante capace di esaudire ogni vostro desiderio, ma dalla quale rischiate di non poter uscire mai più? Se questa premessa vi incuriosisce allora potreste trovare l’ultimo gioco di Ron Gilbert molto interessante. Dopo le escursione nel finto hack'n'slash della divertente saga di Deathspank, il creatore dell’immenso Monkey Island torna ad occuparsi di avventure grafiche. Sì perché, malgrado The Cave abbia l’aspetto di un puzzle platform, lo stesso Ron Gilbert ha dichiarato che la sua opera è da considerarsi a tutti gli effetti un’avventura grafica. Con buona pace dei puristi che ritengono che le avventure debbano essere rinchiuse dentro ai soliti schemi da punta e clicca clonati e fotocopiati da capisaldi come Broken Sword.

Ma entriamo in dettaglio per vedere che tipo di esperienza il caro e vecchio Ron ha preparato per noi. Il gioco inizia con un divertente monologo di una caverna parlante, che ci spiega la sua natura di posto mistico dove, per secoli, ogni sorta di individuo è entrato in cerca dei suoi più reconditi desideri. Da subito percepiamo la vena ironica e graffiante tipica dei giochi di Gilbert. La voce della Caverna infatti ci accompagnerà per tutta la durata dell’esperienza, commentando in maniera spiritosa i molti momenti comici che ci toccherà affrontare.
Dopo le dovute presentazioni il gioco ci pone davanti ad una schiera di sette personaggi strampalati. Qui potremo ascoltare le loro storie, i desideri che vogliono realizzare e saggiare le loro abilità uniche. Da questi sette dovremo scegliere solo tre protagonisti per comporre il nostro terzetto di eroi (vi ricorda qualcosa?). In definitiva la scelta del nostro gruppo influirà sulla sequenza di livelli che dovremo affrontare, dato che ogni personaggio avrà una sua ambientazione e una sua storia personalizzata. In ogni momento dell’avventura potremo alternarci al controllo di uno dei nostri tre eroi, combinando le loro azioni in modo da risolvere le varie situazioni problematiche che verranno proposte.

Ai fini pratici, tutti i personaggi hanno le stesse caratteristiche di base ma si distinguono dagli altri per una abilità particolare ed unica. Ad esempio: il cavaliere può rendersi invulnerabile a qualsiasi tipo di attacco e rimanere illeso dopo una caduta molto alta, l'hillbilly (il bifolco) può trattenere il respiro sott’acqua (vi ricorda qualcosa?), la scienziata può attivare terminali inaccessibili agli altri, il monaco può attirare a sè oggetti grazie alla telecinesi, l'avventuriera può sfruttare la sua frusta per arrampicarsi in luoghi inaccessibili, i gemelli possono creare dei cloni per svolgere azioni e la viaggiatrice del tempo può teletrasportarsi per brevi distanze. Ogni abilità sarà ovviamente sfruttata a dovere nei livelli dedicati ad ogni singolo personaggio, ma si rivelerà fondamentale in tutti gli altri per sbloccare i segreti del gioco.
Dopo qualche stage di “addestramento”, dove dovremo risolvere qualche enigma preliminare, potremo entrare nelle profondità della cava ed affrontare a caso una delle tre storielle a noi assegnateci. Tra un livello e l’altro avremo anche qualche stage di “in comune”, cioè non riferito a nessuno dei personaggi in particolare ma caratterizzato da una storia a sè stante. La Caverna, quindi, si configura di volta in volta in maniera differente a seconda del gruppo che avremo composto e questa nostra scelta iniziale determinerà una partita diversa dalle altre.
Le ambientazioni sono caratterizzate molto bene e presentano enigmi caratteristici. Ad esempio, la storia dell’esploratrice sarà ambientata dentro una piramide egizia, quindi avremo a che fare con molte mattonelle semoventi che attiveranno trappole, porte e altri complicati macchinari. La storia dei gemelli invece è ambientata dentro una casa di nobili londinesi e dovremo cimentarci con enigmi basati sulla raccolta ed uso degli oggetti. Con il monaco affronteremo una serie di prove atte a testare la nostra pazienza e le abilità logiche, e così via. La varietà degli enigmi è quindi abbastanza assortita e le singole storielle sono tutte abbastanza divertenti e varie, grazie anche ai personaggi buffi, divertenti e ben caratterizzati che incontreremo lungo il cammino.

Nonostante possa essere giocato interamente con il pad ed alcune sessioni richiedano salti e abilità tipiche del genere platform, lo stile geniale e ironico, unito alla varietà degli enigmi, conferma l’affermazione di Gilbert nel considerare The Cave un’avventura grafica a tutti gli effetti.
C’è da segnalare però che ogni singolo stage dura al massimo mezz'ora e gli enigmi non sono mai troppo ostici. Questa caratteristica, unita al fatto di poter scegliere solo tre personaggi su sette con altrettante storie diverse, fanno ovviamente dedurre che The Cave sia un gioco da rigiocare più volte. Una volta finito con i primi tre eroi, infatti potremo ripartire da capo selezionandone altri tre. Così facendo potremo affrontare altri livelli lasciati stare in precedenza, con l'obbligo però di ripetere in modo completamente uguale anche le sezioni comuni. Abbastanza strana anche la decisione di proporre sette personaggi costringendoci così ad affrontare il gioco per tre volte usando (alla terza volta) due personaggi già scelti in precedenza più uno solo inedito. Sarà inevitabile quindi ripetere sezioni già viste in precedenza e ogni avventuriero sa quanto possa essere noioso rigiocare ad una sessione della quale già si conoscono gli enigmi.

Ma gli elementi che stimolano la rigiocabilità del titolo non si fermano qui. Infatti esistono dei graffiti sparsi e nascosti nei vari livelli. Ogni graffito sblocca un pannello che illustra la storia di ogni singolo personaggio da noi scelto. Non è necessario collezionare per forza tutti i pannelli, ma il fatto di poter lasciare indietro qualche tassello di storia potrebbe spingere qualcuno a tentare di ritrovare tutti i graffiti occultati.
Senza sforare nello spoiler, possiamo anticipare che il vero finale del gioco si potrà capire bene solo quando si inizierà la seconda partita. In realtà ci sono due modi per concludere il gioco ad ogni singola run: uno buono e uno cattivo. Sta a voi giocatori capire come raggiungere entrambi. In ogni caso la cura dei particolari si fa sentire proprio nel risvolto morale dei finali che potremo sbloccare, dando così al gioco un alone di mistero molto accattivante, un po’ come succedeva alla conclusione del secondo Monkey Island.

The Cave di Ron Gilbert è un oggetto molto particolare. Da un certo punto di vista è un gioco che presenta diversi difetti, non ultimi i controlli non sempre perfetti (ma sistemati con le ultime patch), e una certa monotonia generata da questa inspiegabile scelta di costringere il giocatore a ripetere più volte le stesse fasi. A suo favore invece possiamo dire che The Cave rimane un gioco davvero accattivante e d’atmosfera: lo stile con cui è realizzato è innegabile e l’ironia funziona in molti punti. Purtroppo il ritmo non regge per tutti gli episodi ma diversi stage sanno davvero divertire oltre che proporre situazioni davvero molto varie e ingegnose. La sensazione è quella di trovarsi davanti un ottimo lavoro penalizzato da scelte discutibili e un paio di difetti che lo allontanano dallo status di capolavoro.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Double Fine™
Publisher: Sega
Data Rilascio: 24/01/2013
Piattaforma: PC, PS3, XBOX360
Caratteristiche
Genere: Avventura
Grafica: 3D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Tastiera/Joypad
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Multilingua
Ricerche
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Requisiti minimi
Supporto: Online Download
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