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Recensione

Life is Strange - Episodio 4: Dark Room

di Andrea Dresseno  

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In breve

Max porta avanti l’indagine sulla scomparsa di Rachel Ambra e sugli strani avvenimenti che si stanno verificando ad Arcadia Bay, una cittadina che nasconde più di qualche segreto Le indagini subiscono una forte accelerazione in Dark Room e un altro colpo di scena è dietro l'angolo.

 

Recensione Completa del 03 Agosto 2015
È ironico che il più grande problema di un'avventura basata sulla gestione del tempo sia proprio la gestione del tempo. Non quello nel gioco – Max ormai sa come gestire il suo nuovo potere, quello che le consente di riavvolgere il tempo e tornare sui propri passi – ma quello legato alla pubblicazione. Il primo episodio di Life Is Strange risale allo scorso 30 gennaio; quest'ultimo, il quarto, al 28 luglio: ben sessantanove giorni dopo il terzo. La struttura a episodi, tanto cara alla produzione videoludica odierna, ha forse bisogno di essere ripensata. Non è credibile un serial che distribuisce le sue cinque puntate nell'arco di dieci mesi (dato che il capitolo conclusivo non lo vedremo prima di settembre): ne risente non solo la tensione narrativa – che è caratteristica vitale della serialità – ma anche la stessa fruibilità.

In questo quarto episodio di Life Is Strange la componente investigativa assume un ruolo preponderante e questa “dilatazione” temporale tra un episodio e l'altro si fa sentire: si è perso il filo, in alcuni momenti non si capisce perché i personaggi agiscano in un certo modo, perché vadano di qua invece che di là. La défaillance mnemonica del giocatore che ha atteso più di due mesi questo capitolo raggiunge il suo culmine quando Max deve dare ordine alle prove raccolte. Dove la memoria non arriva, arriva pur sempre la logica: ma è un fatto che, in assenza di continuità e con tempi così dilatati, siano infine i personaggi a guidare il giocatore e non viceversa. Peccato, perché rovinare la fruizione di Life Is Strange significa rovinare un bel gioco.

Digressione doverosa, dal momento che siamo quasi giunti al gran finale di Life Is Strange ed è ormai ora di tirare le somme. Viene naturale suggerire, a chi ancora non avesse giocato al titolo Dontnod, di aspettare la conclusione della stagione e poi assaporare tutti e cinque gli episodi, uno dietro l'altro. Un suggerimento che non nasconde un pizzico d'invidia per chi potrà godersi in maniera ottimale l'intera stagione. Le avventure di Max e Chloe se lo meritano.

Dark Room conferma la qualità della serie e si rivela probabilmente più riuscito e coeso del terzo episodio, per quanto non privo di alcune debolezze. Chaos Theory si era chiuso con un cliffhanger niente male, un colpo di scena che prometteva di cambiare le carte in tavola, e non poco. Dark Room, a dire il vero, risolve la faccenda con una certa frettolosità, riportando poi la narrazione su binari più canonici. Sempre che canonica si possa definire una trama che mescola viaggi nel tempo, butterfly effect, misteriose sparizioni, atti di bullismo e cyberviolenza. Il tutto sullo sfondo della “tranquilla” Arcadia Bay, cittadina americana che nasconde più di qualche segreto.

A colpire, per l'ennesima volta, è la caratterizzazione dei personaggi e quell'atmosfera sospesa e rarefatta che circonda Arcadia Bay. Da questo punto di vista Life Is Strange è un titolo eccezionale, una vera e propria sorpresa. Un'avventura in grado di affrontare tematiche persino inedite – si veda la prima mezz'ora di questo Dark Room – con risvolti tutt'altro che scontati e decisioni di natura etica assolutamente non superficiali.

Max e Chloe sono ormai una cosa sola, due amiche ritrovate, sempre più intenzionate a risolvere il mistero della Blackwell Academy. Su questo versante narrativo Dark Room imprime un'accelerazione niente male, giungendo infine nuovamente a un doppio colpo di scena (forse un pochino telefonato ma comunque d'impatto). Rispetto a Chaos Theory, Dark Room è un episodio più uniforme, tutto incentrato sulle indagini delle due ragazze (eccezion fatta per la già citata introduzione). Più riuscito, probabilmente, perché più compatto e allo stesso tempo più ricco di eventi e rivelazioni salienti.

Il potere di Max, in Dark Room, riveste quasi un ruolo secondario. L'unico momento in cui il suo utilizzo diventa centrale è anche quello meno riuscito dell'intero episodio, un tedioso trial and error che sembra non finire mai. Per il resto la narrazione fila liscia, lineare. Una scelta che sembrerebbe tradire la meccanica cardine dell'avventura, ma che forse ha una sua logica: Max teme sempre più il suo potere, le conseguenze di questo “giocare con il tempo”. Ne abbiamo percezione qua e là in molti dialoghi, ne avevamo già avuto sentore nel capitolo precedente. Di fatto, la scelta di mettere da parte l'abilità speciale di Max pare avere una sua giustificazione narrativa e non pesa eccessivamente sull'economia dell'episodio. Ora non resta che attendere l'ultimo capitolo, Polarized, per mettere la parola fine all'avventura e ritornare all'inizio, a quell'enorme tornado che incombe su Arcadia Bay sin dallo scorso gennaio.

 

Info Requisiti
Generale
Data Rilascio: 28/07/2015
Piattaforma: PC, PS3, PS4, XBOX360, XboxOne
Caratteristiche
Genere: Avventura/Thriller
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Inglese
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