Wu Zetian ha scritto:Con il ”non mi convince perché snatura\modifica il genere” saremmo ancora fermi alle avventure testuali. Se ci troviamo in questa situazione di ristagno la causa è di una mentalità conservatrice su tutta la linea che comporta una grave insufficienza di sperimentazione. La tanto osannata LucasArts sperimentava in continuazione (Loom era rivoluzionario, Grim Fandango era innovativo).
E andiamo! Ricordiamolo.
Bando al catastrofismo. Troviamo esempi concreti, positivi e recenti.
Per cominciare dallo sprone di Wu Zetian sul game-design io direi:
Stacking della Double Fine. Assurdo nella premessa narrativa, certo, ma estremamente logico e originale nella modalità d'interazione.
Culpa Innata, che ha provato a dare un senso alla gestione dei dialoghi e del tempo.
Evil Days of Luckless John, un gioco multievento composto da sottogiochi di natura diversa che seguono le vicende del protagonista (c'è da risolvere qualcosa pensando, è un'avventura, c'è da guidare una macchina ed è un gioco di corse).
La saga di Phoenix Wright: posto che amiate la contaminazione drammatico-assurdo dell'anime classico, l'interazione richiesta non è quella dell'adventure medio.
Ritorno all'Isola Misteriosa e simili dei Kheops, che hanno ridato smalto alla gestione dell'inventario, con risoluzioni multiple, abbastanza logiche e concrete: combinazioni di oggetti interessanti in un contesto survival.
Insecticide e
Mata Hari, che non ci sono riusciti a creare ibridi con giocabilità variabile, ma c'hanno provato. Onore delle armi.
Sam & Max The Devil's Playhouse, perché controllare Max in questo caso non significa usarlo come oggetto dell'inventario ma applicare i suoi poteri psichici speciali al contesto, in una visuale in prima persona.
Sinking Island, bel gioco investigativo (e anche narrativamente interessante), con sistema di tempo reale opzionale e gestione di sospetti e prove.
80 giorni, per la folle e in ultima istanza masochistica idea di ficcare un'avventura in una struttura alla GTA. Non ha funzionato (ha funzionato in Stacking), ma anche qui onore delle armi.
Experience 112, in cui si controlla un personaggio in "seconda persona". Per me pesantissimo e stancante, l'ho anche disinstallato prima di finirlo. Però c'ha provato, e mica poco.
I già citati Penumbra e Amnesia.
Il secondo episodio della terza stagione di Sam & Max, perché decostruisce in modo surreale i classici "atti" di un'avventura grafica, con esiti folli e intelligenti.
Fahrenheit e Heavy Rain, non abbiamo ancora deciso se considerarli avventure, nel frattempo narrano in modo interattivo. Ce li metto.
Strong Bad's Cool Game for Attractive People, per aver provato a ibridare l'avventura con minigiochi e obiettivi in stile casual game, tutti relativi alla personalità debordante del protagonista.
Portal, non sembra un'avventura grafica, ma sotto sotto un po' lo è.
Passiamo ai miei allori per le trame, per rispondere invece al disperato Largo.
The Moment of Silence: mamma mia, ci sono delle sequenze che ancora ricordo.
Culpa Innata, ancora, realtà distopica diversa dal solito.
La saga di Blackwell: racconta una storia paranormale, ma racconta anche New York.
The Shivah: un rabbino protagonista, che indaga su una morte ma soprattutto sui suoi limiti.
Emerald City Confidential: la storia del Mago di Oz rivisitata in salsa noir cartoon. Non solo funziona, ma la costruzione dei personaggi e il climax finale sono proprio toccanti. Peccato sia stracasual nel design.
Dreamfall, per il suo respiro complesso e sfuggente.
Gray Matter, perché ha dei personaggi veri, a cui ti affezioni, su temi solidi.
Tales of Monkey Island, perché ha provato a pensare a un modo per far evolvere logicamente una struttura usurata.
La terribile minaccia degli invasori dell'audiogalassia, perché è un gioco italiano che profuma realmente d'Italia, anche suo malgrado.
Machinarium, che non ha un grande lavoro di sceneggiatura, ma plot e ambientazione sono suggestivi e inscindibili dallo stile grafico. Si narra anche così, pennellando e suggerendo.
Nelson Tethers Puzzle Agent: il genere enigmistico alla Layton non mi piace molto, ma l'atmosfera è allucinante.
Il quarto e quinto episodio della prima stagione di Sam & Max: satira come se piovesse su politica americana e internet/nerdismo. Ragionato ed elegante.
Il quinto episodio della terza stagione di Sam & Max, perché ti fa commuovere con Sam & Max, che in teoria sarebbero demenziali. Triplo salto mortale carpiato...e riuscito.
Ovviamente questi non sono necessariamente per me i giochi MIGLIORI degli ultimi tempi (sarebbe troppo facile), e altrettanto ovviamente si possono trovare opere anche più sperimentali nei tempi passati.
Vedasi It Came From the Desert della Cinemaware.