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Localizzando The Samaritan Paradox - parte 2

del 21 Maggio 2014
Localizzando The Samaritan Paradox - parte 2

Concludiamo oggi il nostro viaggio all'interno della localizzazione di The Samaritan Paradox gentilmente offertoci da Rum Corp.(se); diversi gli spunti portati alla nostra attenzione: il processo creativo dietro alla traduzione di un'avventura grafica, la ricchezza linguistica dell'italiano e le difficoltà dietro la resa di alcune espressioni.

Speriamo quindi che questo piccolo esperimento sia stato di vostro gradimento, con l'augurio finale di potervi proporre presto altri speciali di questo tenore, perché l'avventura, siamo convinti, può andare ben al di là del semplice giocato. Buona lettura!

Cosa state creando?


Tipica espressione partenopea per esprimere dubbio e sconcerto di fronte alle azioni di qualcuno. In banale italiano sarebbe Cosa state combinando? Ecco, questa domanda ce la siamo posta a più riprese durante il processo di transcreazione del gioco. La transcreazione è quel meraviglioso momento in cui il traduttore si trova di fronte a un testo la cui trasposizione letterale risulta impossibile ed è costretto ad avvalersi della propria fantasia e creatività per dar vita a un riadattamento che mantenga intatto il significato dell’originale, veicolandolo però attraverso espressioni più o meno diverse e sicuramente più calzanti nella lingua di arrivo (in questo caso, l’italiano).

Procedendo in ordine cronologico, la prima grande transcreazione riguarda l’indovinello collegato alla miniatura del cavallo. Secondo l’originale, che recita: Ride south, my love, and long for me, Ride east, but not too far, Ride west, my dear, until you see, The lonely northern star, il giocatore deve prima girare il cavallo verso sud, poi verso est (compiendo la rotazione più breve – not too far) e poi verso ovest.
Il corrispettivo italiano doveva soddisfare quattro necessità: mantenere un sistema di rime alternate, mostrare un certo gergo tipico dell’equitazione, mantenere non solo i richiami ai punti cardinali, ma anche quelle piccole indicazioni circa il percorso da far compiere alla miniatura (not too far).
Il risultato è stato il seguente: Le redini impugna e volgi a sud, amore. Poco ad est percorri la via; scruta ad ovest il flebile chiarore: della stella del nord segui la scia. Come si può vedere, le rime alternate sono intatte, il richiamo all’equitazione è dato da le redini impugna (l’inglese dispone di un più immediato ride, il cui equivalente italiano, cavalca, non è esattamente il suono più dolce al mondo), i punti cardinali sono fedeli all’originale e poco ad est sostituisce not too far.

Il secondo rhyming riddle, nonché probabilmente il più complesso, è costituito dalla poesia del bastone da passeggio, che recita come segue:
I walked with my cane from dusk till dawn/First, wandered from wonder to wonder/though all but one have gone asunder/Second, I roamed with the riders of the revelation/but didn’t stay for the damnation/Third, I helped an ancient hero with his tasks/you don’t decline when a hero asks/Lastly I strolled from sea to sea/missing no note, losing no key.
Vi sono alcune considerazioni preliminari da fare prima di cimentarsi nella traduzione. Partiamo dalla soluzione: 7 (le meraviglie del mondo), 4 (i cavalieri dell’Apocalisse), 12 (le fatiche di Ercole), 8 (le ottave musicali). Inoltre, nella libreria di casa Bergwall sono presenti quattro libri molto specifici, ognuno dei quali reca un indizio rivelatore: vi è un libro sulle piramidi, l’unica delle 7 meraviglie del mondo antico ancora in piedi, una bibbia aperta sul capitolo dell’Apocalisse, un libro su Ercole e le sue dodici fatiche ed uno a proposito delle ottave. La parte più difficile da decifrare è senz’altro quella riguardante le ottave: se non ci si imbatte nell’indizio in libreria, la soluzione che pare più ovvia è il numero 7 (from sea to sea: i 7 mari); a giudicare dai feedback che abbiamo letto in giro per il web, l’assonanza con from C to C (da do a do) era troppo astrusa perché potesse venire in mente anche a un solo giocatore.

La traduzione da noi proposta è la seguente:
Dall’imbrunire all’alba il mio bastone sa viaggiar:/Nel giratempo trovo le meraviglie/Del mondo antico sottratte alle fanghiglie;/E’ apocalittico il ricordo del lungo cavalcar/Della rivelazione incontro alle fatiche/Di quell’eroe che ebbe le parche per nemiche./Poi scruto l’infinito, distanza musicale/Di note che son stelle sullo spartito astrale.
Salta subito all’occhio come il numero di strofe sia stato ridotto da nove a otto: l’incipit dell’originale suonava scollegato da tutto il resto e non rimava con alcun verso successivo. La riduzione italiana è stata possibile grazie all’accorpamento di due indizi in uno stesso verso (della rivelazione incontro alle fatiche). Giratempo è un termine preso in prestito da Rowling: a qualche purista potrà sembrare anacronistico, ma non è come se avessimo parlato di smartphone nel 1984 – giratempo è un termine strutturalmente semplice che un uomo di fantasia come Jonatan Bergwall avrebbe potuto tranquillamente coniare di suo pugno. Il riferimento alle piramidi, unica meraviglia del mondo antico arrivata ai giorni nostri, è stata eliminata: avrebbe inutilmente fuorviato il giocatore verso il numero 1 (unica meraviglia) o il numero 6 (7 meraviglie meno 1), in un enigma già di per sé non semplicissimo. Il riferimento alle parche, poi, è un chiaro esempio di come i conti, al termine di ogni traduzione, finiscono per bilanciarsi: per un passaggio reso con meno efficacia ce n’è sempre uno più brillante rispetto all’originale. Per quanto riguarda le ultime due strofe, invece, abbiamo cercato di inserire un piccolo indizio che potesse aiutare i giocatori più attenti: il riferimento all’infinito richiama il numero 8, da sempre connesso con questo significato data la resa grafica del numero, se capovolto. Non volevate mica che vi rendessimo la vita ancora più facile, avventurieri pigroni?!

Altro punto ostico, del gameplay ancor prima che della traduzione, è il comparto di enigmi che azionano l’apertura del cancello al termine del capitolo 2. Tra i quattro indovinelli proposti, il seguente spiccava per nebulosità: If I am yours, you must keep me. Give me to others, and I will die. Idealmente, la soluzione pensata dallo sviluppatore è segreto (un segreto va mantenuto e non è più tale se svelato agli altri). Il primo particolare che salta all’occhio è una certa incongruenza terminologica: mentre la prima parte è molto precisa (in inglese esiste l’espressione to keep a secret), la seconda è molto più zoppicante – come può, infatti, un segreto morire? Senza contare che un segreto si svela, non si “dà”. Il tutto poi è stato complicato dalla resa grafica delle possibili soluzioni, incastonate sul cancello di ingresso alla città: il segreto era infatti rappresentato da un punto interrogativo (già di per sé oscuro) e, come se non bastasse, tra i vari distrattori era presente il disegno di un cuore (il testo dell’indovinello si presta a un doppio senso molto calzante col cuore: in senso anatomico, si muore se lo si dona a qualcun altro, mentre in senso metaforico lo si può dare alla propria anima gemella).
Ideare un indovinello più preciso la cui soluzione fosse ovviamente “segreto” sarebbe stato inutile, dal momento che il supporto grafico era fortemente fuorviante; allo stesso tempo, lo sviluppatore non poteva ridisegnare la serratura del cancello in modo da sostituire il punto interrogativo con un’altra rappresentazione più chiara (e quale sarebbe stata, in tal caso? Come si rappresenta un concetto astratto come un segreto?).
Si è deciso così di riarrangiare completamente l’indovinello, creandone uno che avesse come risposta la parola “domanda” (ben rappresentata dal punto interrogativo). Il risultato, si spera con buona pace del pubblico italiano, è stato il seguente: Ne ha da porne il giudizioso, come tante ne ha il curioso, ma ne è a corto lo smorfioso.

Prima di giocare a TSP, chi di voi conosceva il significato del verbo giobbare? Noi di certo no, ma il nostro ingegno è stato aguzzato dalla disperata necessità di trovare un corrispettivo calzante alla malefica espressione cifrata Know your job, nella quale con job si allude al biblico libro di Giobbe (in inglese, per l’appunto, Job). Ormai dovremmo aver tutti capito che l’italiano ha un termine per tutto e il presente caso non fa eccezione: il verbo giobbare, sceso in terra per salvare le nostre anime linguistiche, vuol dire ingannare. Good job, isn’t it?

Le vicende di Freja hanno riportato a galla i vostri cuoricini fantasy e il vostro alter ego adolescente impegnato a leggere l’ultima saga di Terry Brooks, ammettetelo. È successo anche noi, con la differenza che in più abbiamo dovuto dar fondo alla nostra creatività per tradurre i seguenti ortaggi di fantasia: slender sticks, deep berries, round root e himrian beet. Basandoci sulla rappresentazione grafica, sul colore di cui gli ortaggi tingono il latte e sull’originale inglese, abbiamo dato vita a: magaragi (degli asparagi magici), morblù (delle more di colore blu), pepita lacrimosa (una meravigliosa parafrasi di cipolla) e barbanello (un incrocio tra un ravanello e una barbabietola, entrambi di colore rosso).

Il viaggio all’interno della localizzazione di un’avventura grafica è ormai giunto a termine. A questo punto, dovrebbe essere chiaro come (soprattutto) in casi come questo il traduttore non sia una sorta di dizionario ambulante e nulla più. È più che altro un co-autore, chiamato a dirimere questioni linguistiche alle volte piuttosto complesse, a riscrivere interi passaggi di sana pianta e a trovare il giusto punto di raccordo tra tecnologia e lingua.

Per questo motivo, la prossima volta che incontrerete un traduttore o una traduttrice, abbracciatelo/a. Voi non sapete perché, ma lui/lei lo sa.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Faravid Interactive
Data Rilascio: Q1 2014
Piattaforma: Android, iPad, iPhone, PC
Caratteristiche
Genere: Giallo
Grafica: 2D
Controllo: Mouse
Sottotitoli: Multilingua (italiano incluso)
Ricerche
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