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Re-Adventure: Papers, Please

del 19 Gennaio 2015
Re-Adventure: Papers, Please

A cura di Cristiano Caliendo

Controllare la validità dei documenti appartenenti a un flusso ininterrotto di immigrati – spesso disperati e pronti a tutto - che spera di superare un presidio particolarmente cruciale dal punto di vista politico e diplomatico; esaminare minuziosamente date di nascita, residenze, dichiarazioni e, talvolta, perfino armi o oggetti di contrabbando nascosti. Un errore nell’indagine viene facilmente scoperto e può condurre a delle penalità sulla paga che si ripercuotono immediatamente sul tenore di vita della propria famiglia.

Quella di trasformare in un videogioco ciò che probabilmente rappresenta uno degli incarichi più ripetitivi e noiosi del mondo sembrerebbe non essere la più illuminata delle idee, ma l’intuizione dello sviluppatore Lucas Pope consiste nell’affiancare a una successione principalmente casuale di viaggiatori una serie precisa di eventi e situazioni previsti in ogni partita. Ciò non si limita a generare un inaspettato background narrativo (con tanto di personaggi ricorrenti), ma conduce alla vera sostanza della produzione: scegliere di attenersi agli ordini e mettere davanti a tutto il proprio senso del dovere (e le finanze della famiglia) oppure trasgredire qualche direttiva per aiutare un viaggiatore in difficoltà - o, semplicemente, per riuscire a scucire qualche mazzetta extra.
L’autore indipendente, inoltre, colora il concept di un’ambientazione particolare (un Paese dell’82 a regime pesantemente comunista), dell’immancabile grafica rètro e di una curva di difficoltà ripida ma ben studiata.

L’essenza di “Papers, Please” è costituita dalle sfide morali che vanno sempre soppesate con l’implacabile obbligo di pagare affitto e bollette lungo i 30 giorni – fittizi – di servizio al presidio. Per esempio, lasciarsi intenerire da una madre che cerca di far visita al proprio figlio con documenti non in regola può condurre soltanto a un misero ringraziamento o a qualche regalo/gadget che può far bene al cuore ma non al portafogli, laddove la punizione per non aver adempiuto al proprio dovere è invece praticamente certa.
Quindi, il sistema di scelte non si limita a incanalare diversi percorsi narrativi (sebbene lievi), ma si riflette pesantemente sul tasso di sfida: un lento e distratto impiegato statale non può certo rischiare di finire nei guai, viceversa diventare degli efficienti esaminatori permette di prendersi qualche azzardo in più e di esplorare strade alternative.

“Papers, Please” è un titolo più interessante che bello. Infatti, giocare a fare il Phoenix Wright della frontiera stanca velocemente, e ben presto risulta chiaro che per arrivare in fondo è necessario impratichirsi col gameplay ed essere il più rapidi possibile. Al primo giro l’avventura incuriosisce e, nonostante la meccanicità di fondo, si prosegue grazie all’esigua ma affascinante progressione narrativa; dalla seconda run in poi (praticamente indispensabile) il game design svela invece il trucco, e viene fuori che i 20 finali sbandierati sono in realtà solo una manciata (scegliere di unirsi alla resistenza contro il regime, mantenere il sodalizio col governo o fuggire con o senza famiglia in un altro Paese): per il resto si tratta di una sfilza di game over o poco più.

Con il suo concept semplice e, sostanzialmente, ripetitivo, il segreto di Pope per tenere alto l’interesse risiede soprattutto nell’intelligente narrazione di sfondo che, coadiuvata dalle microvariazioni alla struttura del game design, ripagano il giocatore dagli sforzi per migliorarsi. Funziona bene, ma solo la prima volta.

RE-ADVENTURE 4 SU 5

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Lucas Pope
Data Rilascio: 09/08/2013
Piattaforma: iPad, MAC, PC
Caratteristiche
Genere: Psicologico
Grafica: 2D
Controllo: Mouse/Tastiera
Doppiaggio: Arstotzkatian
Sottotitoli: Multilingua (italiano incluso)
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