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Downfall - Post Mortem della traduzione (parte 2)

del 21 Aprile 2016
Downfall - Post Mortem della traduzione (parte 2)

A cura di Marialuisa Ruggiero

Vi presentiamo la seconda parte del postm mortem dedicato alla localizzazione di Downfall, redatto per noi dalla traduttrice italiana del gioco, Marialuisa Ruggiero; un interessante documento che siamo sicuri che appassionerà tutti coloro che amano analizzare il processo di localizzazione dei giochi nella nostra lingua.

Buona lettura.

- prima parte -

Creatività e vuoti culturali

Sebbene, come già detto, Downfall non richieda un particolare sforzo creativo, ci sono comunque dei punti in cui è stato necessario colmare un vuoto creatosi tra la cultura e/o la lingua di partenza e quella di arrivo.

C’è un punto del gioco in cui la coprotagonista Agnes dialoga scherzosamente con una testa di alce impagliata fissata a una parete della stanza. In inglese lo apostrofa come Mr. Moose: è questo uno dei casi in cui la traduzione, complice una lingua d’arrivo particolarmente ricca, riesce forse meglio dell’originale. Sfruttando un nome antiquato ma noto a tutti, Mr. Moose diventa Alcide.

Un esempio di vuoto linguistico è dato dall’acronimo TLC (tender loving care), pronunciato da Sophie nel pieno delle cure che la ragazza crede di prestare al cadavere di Harrison. Non c’è modo migliore di rispondere a un peculiare riferimento culturale che tirarne in ballo un altro (con buona pace di Vittorio De Sica):

Ma non c’è nulla che pane, amore e coccole non possano curare, non è così? [But that’s nothing a a bit of TLC won’t cure, right?]

Un caso molto simile, in quanto centrato su un’espressione idiomatica, si ha quando Sophie giustifica meschinamente l'anoressia agli occhi di Joe, usando l’espressione no pain, no gain, gradualmente entrata a far parte anche del gergo italiano, soprattutto tra gli appassionati di fitness. Ecco allora che per l’occasione viene rispolverato un modo di dire nostrano:

Beh, sai come si dice. Se bella vuoi apparire, un po’ devi soffrire.

È invece un proverbio leggermente storpiato quello adoperato per scherzare sullo sfortunato destino di Harrison, il cui corpo viene dilaniato in due da un’esplosione:

Mal comune, mezzo Harrison. [Now he’s half the man he used to be]

Va segnalato in chiusura un interessante riferimento alla cultura americana (cui afferisce Joe). Quando il giocatore gli comanda di sedersi su una sedia elettrica, il protagonista commenta: Sit in the Old Sparky? That’s a terrible idea. Old Sparky (con riferimento alle scintille causate dall’elettricità) è uno dei nomi col quale è colloquialmente indicata la sedia elettrica. Non esiste per noi, abitanti di una nazione estranea alla pena di morte, riferimento più complesso da assorbire.

Ecco allora uno dei mille modi in cui è possibile mantenere dell’ironia riferendosi al contesto specificamente italiano:

Sedere sulla vecchia Friggi Friggi? Pessima idea.

Ragazzi degli anni ’90, unitevi.

Insulti, ma con stile

Di insulti ce ne sono tanti, in Downfall (d’altronde, ci sarà pure un motivo se è consigliato a un pubblico dai 18 in su). Verrebbe da pensare “Fico!”, ma in realtà si tratta di un campo linguistico come un altro, nel quale non ci si può permettere di essere superficiali né di effettuare scelte casuali.

Il primo ostacolo è l’inflazionato b*tch. In italiano corrisponde fondamentalmente a due traduzioni (e quindi due significati) diversi, l’uno leggermente più neutrale, l’altro spiccatamente misogino e non sempre applicabile.

Il primo, str*nza, risulta quello maggiormente utilizzato, poiché non porta con sé alcun connotato misogino (esistendo, in primo luogo, un perfetto corrispettivo maschile). Un esempio fra tanti:

Vuoi davvero scaricare me ed Ivy per quella str*nza bugiarda?

Sulla seconda variante (tr**a, p*****a), bisogna andarci più cauti, presupponendo questa una valutazione esclusivamente sessuale a discapito delle sole donne. Ecco allora che se ne incontrano di meno nel testo, riservate principalmente a Harrison, personaggio che potrebbe a ragione definirsi la misoginia incarnata (oggettifica le donne e non si tira mai indietro quando c’è da molestare):

Tu guarda che stupida t***a

dice infatti Harrison, con la logica cristallina di ogni molestatore, quando Agnes rifiuta ogni suo approccio.

Un’ultima parentesi va infine aperta in merito alla sovrabbondanza, tutta inglese, dell’avverbio fu**ing, in un certo senso noioso e molto poco italiano se tradotto pedissequamente come fo**utamente. Incredibile a dirsi, quindi, ma ci vuole un po’ di ingegno persino in questi casi:

Io sto perdendo la ragione e tu… tu rompi il c***o per mandarmi a dormire? [I’m losing my mind here, and you… you want me to fu**ing sleep?]

Me ne fotto della colazione! [I don’t care about a fu**ing breakfast!]

Testa di c***o, l’hai lasciato morire. [You let him fu**ing die]


Con quest’ultimo tocco di classe, per quanto riguarda la localizzazione italiana di Downfall è tutto. Se il postmortem vi ha convinto, incuriosito o semplicemente strabiliato, non dimenticate che il gioco è comodamente acquistabile su Zodiac.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Harvester Games
Data Rilascio: 14/02/2016
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Horror
Grafica: 2D
Controllo: Mouse/Tastiera
Sottotitoli: Multilingua (italiano incluso)
Ricerche
Sito internet
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