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Svilupparty 2014

del 20 Maggio 2014
Svilupparty 2014

A cura di Alberto Semprini

Come annunciato lo scorso anno a fine manifestazione, nel weekend dal 9 all’11 Maggio si è tenuto, presso l’Archivio videoludico di Bologna, il tanto atteso Svilupparty Edizione 2014 che, sotto il patrocinio dell’AESVI, ha visto Ivan Venturi (personaggio che ormai noi avventurieri abbiamo imparato a conoscere) tirare le fila di uno dei più importanti eventi della scena indipendente Italiana.

La manifestazione si è svolta in tre giorni ricchi di conferenze, presentazioni e incontri tra gli sviluppatori di videogiochi di ogni tipo; nello specifico, la giornata di venerdì, chiamata Svilupparty Beta, è stata dedicata agli addetti ai lavori, con accesso esclusivo sotto prenotazione, mentre il resto del weekend la manifestazione è rimasta aperta al pubblico. Ovviamente anche noi di Adventure’s Planet eravamo lì, pronti a raccogliere ogni informazione su eventuali avventure grafiche in produzione nel nostro paese e di seguito potete leggere il nostro report.

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Aleggia ancora il mistero su Nero dei Storm in a Teacup. Durante il suo intervento Alberto Belli non si è scucito più di tanto, tenendo per se qualsiasi informazione sul gioco in vista dell’imminente presentazione all’E3 di Los Angeles; a parte l’affascinante trailer, già pubblicato mesi orsono, non si è visto nulla di nuovo e non è ancora chiaro che tipo di gioco dovremo aspettarci. Le uniche informazioni di rilievo per gli avventurieri sono costituite dalla dichiarate ispirazioni al capolavoro Myst e dalla presenza di puzzle ed enigmi da risolvere.

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Si è parlato molto invece di Loading Human, interessante e ambizioso progetto di Untold Games, per Oculus Rift. Il game designer Matteo Sosso ha illustrato il gioco descrivendolo come un’avventura grafica in soggettiva, sviluppata da zero per la periferica di Oculus Vr e per controller sixense come lo Atem o il Razer Hydra. Non si tratta dunque di un video game adattato ad un caschetto virtuale ma di un’avventura nata e progettata per essere interamente vissuta attraverso gli strumenti della realtà virtuale.

La trama è di stampo fantascientifico e le ambientazioni spazieranno dal polo nord ed altri luoghi esotici fino ad arrivare allo spazio infinito. È stato promesso un mondo completamente interagibile e una libertà d’azione senza precedenti. Fonti di ispirazione dichiarate: le nostre care vecchie avventure punta e clicca di Lucas e Sierra.

Il tutto verrà sviluppato al in maniera completamente indipendente, grazie anche ad una campagna kickstarter partita di recente e che vi invitiamo a visionare. Puntare tutto su Oculus Rift potrebbe sembrare rischioso, ma gli Untold confidano in una maggiore diffusione di tali periferiche e di un abbassamento dei prezzi nei prossimi anni.

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Piacevole e stimolante è stato anche l’incontro con il simpatico Andrea “Aprilskies” Ferrara di Ape Marina, intervenuto per presentare Tales, la loro nuova avventura; si tratta sempre di un gioco sviluppato con l’AGS, quindi in bassa risoluzione e dal fascino squisitamente retrò. Il nostro Aprilskies non ha certo nascosto il suo amore e l’ispirazione alle vecchie glorie dell’epoca d’oro che hanno guidato nel suo lavoro e allo Svilupparty era possibile provare con mano la Tech demo con alcune prime sessioni del gioco separate tra di loro.

E’ stato molto interessante vedere i progressi che il duo di deisgner hanno fatto rispetto al precedente Donald Dowell: le animazioni del protagonista Alfio sono infatti curatissime e ricordano molto quelle de vecchio George Stobbard dei primi Broken Sword. Anche la trama si prefigge interessante, un po’ in bilico tra la serie The Librarian e La Storia infinita, con il protagonista costretto a saltare da un libro all’altro nel disperato tentativo di fermare un terribile demone “divora storie”.

Attualmente gli Ape Marina sembrano essere in trattativa con Screen 7 (editor di The Cat Lady e di The Samaritan Paradox) per dare alla loro ultima opera un dignitoso e meritato doppiaggio in inglese; alla luce di questa notizia è anche ventilata la possibilità di tramutare Tales da gioco freeware a prodotto commerciale. Dal nostro canto facciamo ai ragazzi un grandissimo in bocca al lupo.

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Altra punta e clicca dallo stampo classico è The Wardrobe, frutto dei tre affabili ragazzi di C.I.N.I.C. games. Prendendo spunto da un vecchio modo di dire, The Wardrobe ha come protagonista uno scheletro in un armadio.

La trama ci racconta di Ronald e Skinny, due ragazzi amici per la pelle che vedranno il loro picnic volgere in dramma; durante questo infatti, Skinny mangia inavvertitamente una prugna offertagli dall’amico, la quale però gli provoca una violenta reazione allergica. Invece di aiutarlo Ronald scappa e Skinny, dopo il trapasso, viene trasformato in uno scheletro condannato a vivere nell’armadio del primo.

Nonostante la premessa un po’ tragica, il gioco presenta uno stile ironico e demenziale nonché una grafica cartoon molto deliziosa. Le fonti di ispirazione sono senz’altro le vecchie avventure umoristiche Lucas e in particolare l’italianissima Tony Tough. The Wardrobe è un’avventura divisa in quattro episodi e attualmente è disponibile solo il primo in forma gratuita (scaricabile dal loro sito), mentre in futuro verranno rilasciate le altre tre puntate a pagamento.

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48h Studio è stato uno dei pochi team a sfoggiare un bel gioco per Oculus Rift, ma non era allo Svilupparty solo per questo. Come non parlare infatti di Exgenesis, un’avventura punta e clicca in pieno stile Myst.

La trama è ambientata in un futuro prossimo ad un’imminente apocalisse, dove solo il protagonista sarà capace di avvertire le avvisaglie di tale disastro e capirne il reale significato grazie a sogni e premonizioni. Francesca Sasso, graphic designer e ideatrice del gioco, ci ha spiegato che l’ispirazione del progetto è partita dagli studi da lei effettuati in ambito accademico sulle culture sciamaniche sparse per il mondo, le quali vedono la fine di una civiltà come la semplice conclusione di un ciclo vitale che si appresta a ripetersi. Exgenesis presenta schermate fisse, una serie di enigmi logico matematici e una bella atmosfera onirica che ci ha riportato indietro nel tempo a giochi come Myst, Blue Ice, Obsidian ed Evocation II il sogno.

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Come per Nero, anche di Fading dello Studio Evil si è visto poco più che un trailer. La giovane Sara Leone ci ha illustrato questa avventura in soggettiva dalle tinte molto fosche (stile Amnesia per intenderci), ma dalla particolare grafica in stile cartoon/fumettistico che ricorda un po’ lo stile già visto in The Wolf Among Us dei Telltale. Sapremo di più tra qualche mese quando lo studio bolognese diffonderà più informazioni su questo interessante titolo.

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Di tutte le avventure viste a questo Svilupparty, di sicuro la più singolare era CAVE! CAVE! DEUS VIDED dei We are Muesli. Si tratta di una visual novel dallo stampo estremamente artistico ispirata a un’opera di Hieronymus Bosch e realizzata con il motore Ren’Py. Quasi un’opera d’arte più che un gioco dal gameplay complesso, CAVE! CAVE! DEUS VIDED ha permesso al duo milanese, composto da Claudia Molinari e Matteo Pozzi, di vincere il prestigioso international Bosch Art Game lo scorso inverno. Il premio è stato indetto dalla Jheronimus Bosch 500 Foundation, fondazione con sede in Olanda con la missione di diffondere il più possibile la conoscenza del celebre pittore.

Anche i We Are Muesli si meritano i nostri complimenti e il nostro in bocca al lupo nell’attesa che il loro gioco, diviso in quattro episodi, possa venire alla luce in modo completo. Se avete voglia di provare l’episodio zero lo potrete trovare qui.

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Oltre a questi progetti nuovi, al Svilupparty Bolognese del 2014 hanno trovato spazio avventure già presentate l’anno scorso. L’action adventure In Verbis Virtus degli Indomitus Game è tornato a mostrare i muscoli con una grafica migliorata e il suo sistema di incantesimi da lanciare attraverso comandi vocali. Si è rivisto anche Longy, ora intitolato Albedo: Eyes of Outher Space, un altro adventure in soggettiva dalla grafica impressionante e tutto basato su enigmi logici e un uso creativo della fisica. Il tutto sviluppato dal talentuosissimo (e ormai conosciutissimo nell’ambiente) Fabrizio "z4g0" Zagaglia.

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Anche gli Anemone Lab hanno avuto modo di aggiornarci sul loro interessante Scintilla, avventura grafica in pixel art con visuale top down (ovvero quella tipica dei giochi di ruolo dell’epoca Super Nintendo). Gli Anemone ci hanno illustrato le loro difficoltà nel raccontare una storia matura usando la Pixel Art, dato che quest’ultima limita di molto l’emotività dei singoli personaggi. Tuttavia il gioco provato rimane comunque un prodotto estremamente interessante, con una progressione non lineare della storia e degli enigmi basati sulla particolare scelta di rendere giocabili due personaggi antagonisti modificando leggermente il gameplay di ognuno di essi. Il duo di avatar è composto infatti da un detective e da un terrorista, calati entrambi in un contesto steampunk e si passerà da fasi più adventure, quando si prenderà il controllo del detective, a sezioni più action e stealth con il terrorista.

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Divertentissimo, infine, l’intervento dei ragazzi di Feudalesimo e libertà, i quali hanno dichiarato il loro pieno supporto alla serie di Nicholas Eymerich di Ticonblu. Un “videobalocco” che rispecchia profondamente il loro stile e la loro ideologia!

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Per chiudere, lasciamo spazio alle impressioni dei due protagonisti, Ivan Venturi e Andrea Dresseno, rispettivamente il già ricordato curatore dell’evento e il responsabile dell’Archivio, sede eletta per lo Svilupparty.

Ivan Venturi - Prima dichiarazione: ...che dire di Svilupparty quinta edizione (anzi: quarta edizione e mezzo... la prima era la Reunion Simulmondo)... FIGATA INTERGALATTICA (scusate il francesismo, ma dire ‘davvero un evento eccellente’ non è la stessa cosa). Oltre al fatto di rivedersi tutti assieme ed essere sempre di più, oltre al fatto di aver ospitato anche vari di gruppi di sviluppo quattordicenni (!!!) eccezionali e dal certo roseo futuro, oltre al fatto di aver avuto al venerdì un’edizione di Svilupparty Beta sensazionale (a parte i problemi di cavo del mattino, LI MORTACCI ALLA TIPA CHE GESTIVA LA SALA che diceva a noi tutti – quasi 200 sviluppers- che il cavo funzionava BENISSIMO, ‘tacci sua) densissima di contenuti e con dei progetti pazzeschi, oltre ad aver avuto la prima edizione del prestigioso premio del Tuggurt Verdolino, vinta illegalmente da Luca Salmin e dal suo SNAKE SIMULATOR-CIAPA LA GALEINA (dovevo vincere IO, non lui), oltre alla presentazione di Feudalesimo e Libertà che ci ha illuminato sulla convenienza dell’oscurantismo, oltre al ritorno degli Annaffisti con un simulatore di Ekranoplan che solleva enormi quantità d’acqua, oltre la conferenza – censurata, ma che siamo riusciti a fare lo stesso - sui giochi porno tenuta da Etica Patetica (che ne sta anche facendo uno di alto livello), oltre alla BIRRA GRATIS con l’emergenza a metà pomeriggio – che mi ha visto eroicamente impegnato insieme ad altri eroici svilupperS - a dover finire la quasi intera ultima spina da 20 litri.... è stata un evento che ha rafforzato una visione che già io e i miei colleghi abbiamo forte.

Incredibile quanti progetti ci fossero, il livello di qualità, il potenziale produttivo. E quindi sorge la domanda... perchè noi tutti italian svilupperS non facciamo montagne (toh, collinette) di soldi come i ns colleghi oltremare o oltremanica o oltre vialattea? Com’è che allo stato attuale delle cose la maggior parte dei bei progetti che abbiamo visto al momento non ha una concreta possibilità di essere pubblicata e di rendere (economicamente) quanto dovrebbe ai suoi realizzatori?
Perchè a livello di pubblicazione ancora l’unica via che abbiamo tutti è di farci colonizzare da qualche publisher straniero?

Da qui la seconda dichiarazione: SVILUPPARTY! Finora abbiamo fatto festa tra noi. ORA LA FESTA DOBBIAMO FARLA AGLI ALTRI.
W I VIDEOGIOCHI ITALIANI! W SVILUPPARTY!


Andrea Dresseno - Non è scontato che un evento cresca nel tempo, il rischio dell'implosione è sempre dietro l'angolo. Svilupparty, nell'edizione 2014, è invece esploso, sia dal punto di vista dei contenuti che dell'affluenza. Il bilancio non può che essere positivo e il successo di questa edizione dimostra che in Italia c'è davvero bisogno di fare rete, di offrire anche ai piccoli sviluppatori o a chi ambisce a diventarlo l'occasione di presentarsi, farsi conoscere, confrontarsi con i propri colleghi. La forza di Svilupparty sta indubbiamente in questa spinta che viene dal basso.

Naturalmente la speranza è che l'evento continui a crescere nel tempo e che l'edizione 2015 sia ancora più ricca. Il piacere più grande, per quanto mi riguarda, è sapere che sui tavoli dell'Archivio Videoludico siano nati o si siano rafforzati progetti destinati a farsi conoscere in tutta Italia e all'estero.

 

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