Adventure's Planet
Sabato, 25 Novembre 2017 03:01
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Recensione

La Città Perduta di Zerzura

di Mattia Seppolini  

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In breve

Siamo nella Barcellona del 1514, ai tempi dell'Inquisizione. Fyodor è un giovane inventore che, con il fratello, sta lavorando ad un prototipo di aereo. Purtroppo l'Inquisizione sequestra l'aereo ai due ragazzi. Da questo avvenimento partirà un'avventura che porterà Fyodor ad esplorare terre lontane e a confrontarsi con culture diverse.

 

Recensione Completa del 27 Settembre 2012
Luoghi mitici come Atlantide o El Dorado hanno sempre affascinato l’uomo, che più volte si è mosso con la speranza che la leggenda potesse tramutarsi in realtà, purtroppo senza fortuna. Tra questi c’è Zerzura, città leggendaria menzionata in alcuni manoscritti del XV secolo, che si troverebbe nel Deserto Libico e - si narra - circondata da mura bianchissime. Sicuramente non molto famosa ma non per questo meno importante, in grado di richiamare l’attenzione di esploratori come László Almásy, la cui vita è stata portata su carta e su schermo con “Il Paziente Inglese”.

Al centro della nuova avventura di Cranberry Production, già autori del secondo e terzo capitolo della saga Black Mirror, si pone quindi proprio “La Città perduta di Zerzura”.
Siamo a Barcellona ai tempi dell’inquisizione spagnola. Ferràn Morales è un giovane e ambizioso inventore il cui sogno è quello di creare una macchina volante, magari prima di un altro inventore italiano, un certo Leonardo Da Vinci. Dopo la morte della madre, Ferràn ha vissuto con il fratello Hakem, appassionato di antichi manufatti, e con lo zio Thabit. L’arrivo del Grande Inquisitore in città e il rapimento di Hakem lo costringono a lasciare Barcellona e a intraprendere un viaggio alla ricerca del fratello. Durante il viaggio, accompagnato dalla piratessa Jamila, Ferràn viene a conoscenza dei misteri di Zerzura che hanno portato uomini potenti ad interessarsi ad essa, ai suoi segreti e ai suoi abitanti.
Come da tradizione con i prodotti targati Cranberry, ci troviamo davanti a un gioco che non lesina in quantità: nelle 15-20 ore necessarie a portare a termine l’avventura, si passa dalla Spagna sconvolta dall’Inquisizione, a navi pirata, fino al caldissimo deserto Africano.
Purtroppo a tanta quantità non corrisponde altrettanta qualità: personaggi un po' piatti, una scrittura dei dialoghi non proprio esaltante e alcune situazioni inserite in maniera un po' forzata non consentono all’avventura di fare il salto di qualità. In particolare il tono rimane sempre troppo leggero anche quando gli eventi richiederebbero un certo livello di maturità, cosa che ne fa inevitabilmente perdere efficacia. Rimane comunque una trama che si lascia seguire, anche in modo piacevole, ma che difficilmente verrà ricordata una volta visti i titoli di coda.

Un discorso simile può essere fatto per il gameplay. Sono state mantenute tutte le feature tipiche dei precedenti lavori della software house: quindi tasto per segnalare hotspot che, se non più necessari, vengono disattivati; doppio click per gli spostamenti veloci e un diario dove vengono annotate man mano informazioni e obiettivi che consentono di avere sempre la situazione sotto controllo e, allo stesso tempo, un’indicazione su come proseguire. Quindi un’interfaccia snella e completa che compie egregiamente il suo compito.
Gli enigmi sono per la maggior parte basati sulla raccolta e l’utilizzo di oggetti, con qualche variazione di tipo logico, ben congegnati ma senza picchi di qualità. Il livello di difficoltà non è particolarmente elevato, la soluzione è sempre a portata di mano e basta un’analisi attenta delle locazioni e delle parole dei personaggi che incontreremo per risolvere le varie situazioni senza grossi problemi. Avere come protagonista un inventore ha dato una mano agli sviluppatori nel contestualizzare il tutto, dato che vedere Ferràn alle prese con strampalati oggetti realizzati con materiali di fortuna diventa presto una costante ma perfettamente in linea con quello che è il personaggio.

Tecnicamente si nota la solita grande cura nella realizzazione dei fondali, sempre molto dettagliati e curati, con numerosi elementi in movimento a dare dinamicità alle locazioni. Meno convincenti i modelli poligonali che iniziano a sentire i limiti del motore grafico, con personaggi poco definiti e animati in modo legnoso, cosa che contribuisce a far perdere pathos in alcune situazioni, in cui ci si trova davanti personaggi statici e goffi quando in realtà ci si aspetterebbe ben altra dinamicità.
L’accompagnamento sonoro si limita a offrire un sottofondo adeguato, senza sorprendere nè però risultare noioso o eccessivo. Il gioco è inoltre interamente doppiato nella nostra lingua, cosa che farà la felicità di molti, con qualità molto buona grazie a voci azzeccate e recitate con il giusto piglio.

Per concludere “La Città Perduta di Zerzura” si potrebbe definire come un’avventura “di mestiere”: longevo, con buoni enigmi supportati da un’interfaccia di qualità, un buon comparto tecnico ed una trama, pur con i suoi limiti, ricca di eventi e piacevole da seguire. Manca però quel qualcosa in più in grado di fare la differenza e difficilmente, una volta concluso, verrà ricordato a lungo. Chi è in cerca di un’avventura “leggera” resterà sicuramente soddisfatto e passerà diverse piacevoli ore, chi invece vuole qualcosa di più maturo e impegnativo difficilmente rimarrà pienamente soddisfatto. Da segnalare che il gioco è distribuito in Italia da Fx Interactive che fornisce come al solito ottimi contenuti ad un prezzo decisamente accessibile.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Cranberry Production
Publisher: DTP - Digital Tainment Pool
Distributore: FX Interactive
Data Rilascio: 20/07/2012
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Fantasy
Grafica: 2.5D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
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