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Recensione

Willy Morgan and the Curse of Bone Town

di Andrea Canino  

il nostro voto
79
In breve

Il giorno del decimo anniversario della scomparsa di suo padre, il celebre archeologo Henry Morgan, il figlio Willy riceve una sua lettera di dieci anni prima in cui gli chiede di recarsi nella cittadina di Bone Town, ricca di storia piratesca...

 

Recensione Completa del 12 Febbraio 2021
Se si può attribuire una "colpa" alla saga di Monkey Island è quella di aver stroncato ogni possibilità di sviluppare delle avventure grafiche comedy ambientate all'epoca della pirateria. Lo hanno capito gli italiani di imaginarylab che, a dispetto del titolo scelto per la loro avventura grafica d’esordio, Willy Morgan and The Curse of Bonetown, omaggio al terzo capitolo della saga creata da Ron Gilbert, relegano saggiamente la pirateria nel passato, a componente archeologica, mescolando Monkey Island con Indiana Jones, in una sorta di emulazione punta e clicca in piccolo e senza action di Uncharted 4.
La storia ci mette nei panni di Willy Morgan, figlio adolescente di due archeologi, di cui il padre scomparso in circostanze misteriose. Il giorno del decimo anniversario della scomparsa Willy riceve una sua lettera scritta dieci anni prima, in cui gli chiede di recarsi in una stanza d'albergo di Bone Town, cittadina ricca di storia piratesca. Dopo una sezione iniziale ambientata nell'appartamento di Willy, gran parte del gioco si svolge proprio a Bone Town.
Va innanzitutto detto che dal punto di vista visivo ci troviamo di fronte a una delle grafiche 3D più belle e rifinite mai viste in un punta e clicca, sia in notturna che di giorno, con un gusto ricercato nelle architetture, negli scorci esterni e nell'arredo degli interni, e con una predilezione per il curvilineo che richiama Toonstruck. Anche le animazioni dei personaggi sono ben realizzate.
Se già di per sé la pirateria come oggetto di ricerca storica rende la trama intrigante, dopo un paio d'ore il gioco entra nel vivo grazie a una struttura di gameplay che amplia quella della seconda parte di Monkey Island: LeChuck’s Revenge in cui bisogna trovare quattro pezzi di mappa. Qui i pezzi da rintracciare sono addirittura nove, disseminati nelle diverse location della cittadina e recuperabili a volte dopo aver risolto più di un enigma, con gli sviluppatori abili nel fare in modo che la ricerca inizi a sbloccarsi solo dopo aver visitato l’intera cittadina.
Il gioco si conclude con la seria possibilità di un sequel, che potrà poggiare sulle buone basi di questa prima avventura. Tre gli aspetti che ci auguriamo vengano migliorati nel seguito. Il primo e il secondo sono strettamente legati fra loro. La longevità si attesta intorno alle 6-7 ore, per cui auspichiamo possa essere un po' incrementata. Tale durata dipende dalla difficoltà non elevata degli enigmi, tuttavia ben congeniati, dei quali un paio più difficili vengono facilitati da aiuti marcati forniti durante i dialoghi. L'ultimo è dare maggiore profondità ai personaggi secondari.

In conclusione Willy Morgan dimostra come le avventure grafiche italiane siano in grado di competere nell'attuale panorama internazionale, per merito di una grafica di alto livello, di una storia intrigante e di una struttura di quest soddisfacente. L’auspicio è che le avventure di Willy Morgan possano diventare una saga: il giovane protagonista ha infatti le carte in regola per crescere e diventare l'Indiana Jones nostrano.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: imaginarylab
Data Rilascio: 11/08/2020
Piattaforma: Nintendo Switch, PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Commedia
Grafica: 3D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse/Joypad
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Multilingua (italiano incluso)
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