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Recensione

Vohaul Strikes Back

di Luca Massari  

il nostro voto
65
In breve

Quando il malefico Vohaul torna dall'oblio, carico di vendetta e desideroso di mettere le mani sulla galassia, spetta a Roger Wilco, il più intrepido inserviente dell'universo, intervenire per stanarlo. Roger dovrà superare le insidie dell'inospitale e gelido pianeta Radeon, dovrà fronteggiare un esercito di scagnozzi dello scienziato pazzo, e dovrà guidare la rivoluzione di un intero popolo, per riuscire a fermare il malvagio Vohaul.

 

Recensione Completa del 16 Gennaio 2012
Si è ampiamente dimostrato, all'interno dei vari articoli presenti sul sito, come ogni categoria d'intrattenimento viva e si intersechi con altri media, alimentando l'immaginario collettivo (e sua volta alimentandosi con esso). Nel 1984, dopo quello che può essere considerato uno spin-off (Wizard and the Princess, del 1980), la Sierra presentò il primo capitolo di quella che si sarebbe rivelata una prolifica e duratura saga, King's Quest. Vestendo i panni di Sir Graham, il giocatore veniva calato all'interno di un contesto fantasy, dove si sarebbe imbattuto in esseri mitici e fiabeschi, ripercorrendo il percorso dettato nei secoli dalle fiabe popolari. Forte del successo del brand, due anni dopo ecco arrivare sugli scaffali, per la stessa software house, il primo capitolo di Space Quest.
Grazie all'estro di Mark Crowe e Scott Murphy (che, evidentemente, avevano apprezzato e digerito la lezione di Douglas Adams), fu creata la "risposta" sci-fi alla serie fantasy precedentemente proposta, così da accontentare i gusti di coloro che non amavano particolarmente il precedente setting. Protagonista indiscusso della saga, Roger Wilco è un inserviente spaziale totalmente al di fuori del suo mondo: eroe evidentemente privo di qualsiasi qualità, il nostro si trova a sgominare quasi per caso la minaccia dei Sarien, ottenendo così l'ambito mocho d'oro. Il giusto mix fra azione (come in quasi tutti i titoli Sierra la morte è dietro l'angolo) e commedia, unito alla vera e propria rivisitazione di pellicole come Star Wars o Star Trek attraverso un filtro da B-Movie, furono gli ingredienti che consacrarono il gioco al successo (si parla di circa duecentomila copie vendute solo per la prima uscita, non considerando il remake del 1991), decretando così la nascita di una nuova saga. Gli anni passarono, i titoli si susseguirono ed ecco giungere a Space Quest VI, che decretò la fine del brand, caduto poi nel dimenticatoio (anche se è opportuno citare Space Quest XII, più che una predizione forse un auspicio, inserito nel secondo capitolo della serie).
Ma i fan di certo non dimenticano: partendo dal prequel Space Quest 0, negli anni si sono avuti diversi capitoli "fanmade", che si sono inseriti all'interno della cronologia ufficiale senza avere però l'ardire di mettere in discussione, o in qualche modo portare avanti, il discorso lasciato in sospeso nella sede ufficiale, che pure aveva gettato vari semi il cui frutto non è stato però raccolto. Vohaul strikes Back, che arriva sui nostri schermi grazie agli sforzi del Team VSB, si pone proprio in questa linea di "prodotti", con la differenza sostanziale di riprendere quanto lasciato in sospeso e fornire così una "degna" conclusione alla saga.

Realizzato grazie all'AdventureGameStudio, il gioco non si fa mancare nulla (tenendo conto di tutti i limiti generalmente insiti in questo tipo di produzioni): una volta avviato, infatti, avremo l'opportunità di visionare, grazie ad un'apposita opzione, il punto della situazione, con una breve panoramica dei vari Space Quest che spiega al giocatore chi sia il personaggio di Vohaul, glissando eventualmente su altri avvenimenti, in modo così da proporre un titolo autoconclusivo ma non troppo. Una volta avviata una nuova partita ci si troverà ad osservare una lunga cinematica (parti in 3D, realizzate in Maya, ed animazioni bidimensionali, rese in Flash), che fa ambientare il giocatore proponendo il tipico mood al quale era abituato. Roger è lo stesso di sempre e non possiamo che continuare a chiederci, nonostante gli anni trascorsi, cosa Beatrice abbia trovato in lui. In ogni caso, l'intro ha il compito di riportare sulla scena Vohaul, sconfitto nei precedenti capitoli ed in questo caso particolarmente vendicativo: riallacciandosi direttamente a SQXII, un dischetto di back-up contenente le memorie del nemico viene inviato nella linea temporale di Roger e, grazie al suo fido esercito di scimmie, il perfido villain si trova a sfoggiare un nuovo e poderoso corpo...beh, più o meno. Starà all'inserviente spaziale tentare di sgominare l'ennesima minaccia e, al tempo stesso, salvare la sua promessa sposa da un destino funesto.

La trama, come al solito, non è particolarmente elaborata, ma certo non si sente la necessità di un plot avvincente, dato che il tutto si basa prevalentemente sulle gag che via via si accumuleranno sullo schermo. Queste, unite a citazioni di varia risma (di cui alcune particolarmente esilaranti, come quella di 2001: Odissea nello Spazio) e a svolte anticlimatiche, guidano il giocatore per circa sei lunghe ore di gioco, purtroppo non esenti da difetti. La prima cosa che viene a mancare è un'indicazione "visiva" dei luoghi raggiungibili da ogni schermata: se nelle fasi iniziali, infatti, il problema non si avverte, man mano che si gioca si tenta di "sondare" il video grazie all'icona della scarpa sperando di veder comparire la scritta "Exit", indicante appunto una nuova location raggiungibile (emblematico il ristorante).
Un altro punto debole della produzione sono purtroppo gli enigmi, che a volte, considerando anche il "lateral thinking" che generalmente si accompagna a produzioni comiche, sfocia talvolta nel vero e proprio non-sense, che viene invece alternato a fasi in cui la logica la fa da padrone: un miglior bilanciamento, in questo senso, sarebbe stato opportuno. Le locazioni, sempre numerose, sono decisamente graziose, nascondendo spesso simpatiche easter-egg (la testa di Bender, l'omino delle Lego...e ce ne sono molte altre!): strano a dirsi, ma è totalmente assente il backtracking, tranne per una o due fasi (che in ogni caso vengono archiviate piuttosto velocemente). Molto buono il sonoro, che propone motivi decisamente anni '80 in completa sintonia con lo spirito della serie. Da segnalare alcuni bug visivi, che potrebbero talvolta presentarsi ma che non inficiano assolutamente l'esperienza globale. Piccola nota per il doppiaggio, in questa versione totalmente assente ma che è già stato promesso, insieme a fix e vari tweak, in una futura release del titolo.

Tirando le somme, considerando la natura freeware del titolo (che potrete scaricare da qui), Vohaul Strikes Back vale sicuramente la pena di essere affrontato, specie se siete affamati di avventure classiche o semplicemente fan del personaggio. Certo, alcuni difetti ci sono ed è giusto notarli, ma da una produzione amatoriale, che offre già molto, non è dato chiedere di più.

 

Giocalo
Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Team VSB
Data Rilascio: Q4 2011
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Fantascienza/Commedia
Grafica: 2D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Sottotitoli: Inglese
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