Adventure's Planet
Martedì, 24 Ottobre 2017 03:57
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Recensione

Viaggio Al Centro Della Luna

di Carlo De Rensis  

il nostro voto
80
il vostro voto (2 votanti)
88
In breve

Una coinvolgente avventura basata sull'omonimo romanzo di Giulio Verne: un gruppo di sceniziati crea una capsula spaziale con l'intento di atterrare sulla superficie della Luna... Nel ruolo dello scienziato Michel Ardan, i giocatori vagheranno sulla superficie della Luna in un'atmosfera instabile ma respirabile ed esploreranno luoghi fantastici, interagiranno con un enorme cast di misteriosi personaggi ed esseri e si imbatteranno in una civiltà sotterranea di esseri antichi ma dall'intelligenza molto sviluppata: i Seleniti. Durante il gioco risolverete diversi dubbi sulla sorte del popolo dei Seleniti: è stato distrutto? Ha abbandonato la superficie per cercare rifugio al centro della Luna?

 

Recensione Completa del 26 Ottobre 2005
Ci sono alcune software house che si caratterizzano per la grande cura che ripongono nei loro giochi: la ricerca della perfezione e della qualità totale li impegna per talmente tanto tempo, che i loro prodotti escono a distanza di anni l'uno dall'altro. Poi ci sono quegli sviluppatori che sfornano giochi a ripetizione, spesso a discapito delle altre caratteristiche. I Kheops Studios sono una brillante via di mezzo in questo contesto: anche quest'anno i ragazzi francesi guidati da Benoit Hozjan hanno fatto arrivare sugli scaffali di tutto il mondo due loro giochi, che seppur distanziati da pochi mesi, non falliscono in qualità e attenzione nei dettagli. Di Secret of Lost Cavern si è già parlato, ora analizziamo il prodotto ottobrino della società: direttamente (di nuovo??) dalla fantasia di Giulio Verne, saremo coinvolti in un viaggio al centro della luna!!

Abbiamo parlato del grande romanziere Jules Verne, e non a caso: da due libri della sua interminabile produzione (“Dalla Terra alla Luna” e il suo seguito “Intorno alla Luna”) viene lo spunto per il background e la pre-storia del gioco. Facciamoci allora una cultura e andiamo a riprendere le storie di Verne, che tanto ci appassionavano da bambini, per non trovarci impreparati! La storia del libro è ambientata negli Stati Uniti: la guerra civile era alle spalle da poco e gli esponenti di un club molto particolare, il Gun Club non avevano più argomenti di discussione, non potendo più utilizzare sul campo le loro raffinate tecniche balistiche e di precisione. La fase di stanca continuò finché il presidente Barbicane non elaborò un'idea geniale: costruire, sfruttando le loro grandi conoscenze, un'enorme palla di cannone da spedire sulla luna!! Un progetto ambizioso, non c'è che dire, soprattutto per le resistenze interne dell'ingegnere Nicholl (scettico sulle possibilità dell'esperimento): i due arrivano addirittura a sfidarsi a duello per le offese scambiatesi quando interviene un terzo personaggio, un eccentrico scenziato di nome Michel Ardan. Costui propone ai duellanti di trasformare il cannone in navicella, e di salire a bordo con lui: così avrebbero potuto davvero stabilire chi avesse ragione sulla questione!

I tre partono, dunque, verso l'ignoto, ma non riusciranno mai a raggiungere la superficie del nostro satellite a causa di calcoli errati (dopo varie peripezie, comunque riescono a tornare sulla Terra, osannati da tutti). Ed è proprio qui che i Kheops smettono di prendere a prestito dal grande Verne, ed iniziano a sviluppare la propria storia. Infatti, in questa nuova interpretazione, l'errore non riguarda la direzione dell'enorme palla (che punta dritta sulla luna) ma piuttosto la quantità di ossigeno presente nella navicella, che sarebbe bastato a far sopravvivere solo una singola persona. Barbicane e Nicholls compiono l'estremo sacrificio: si tolgono la vita per permettere ad Ardan di raggiungere il suolo lunare e cambiare la storia del nostro pianeta per sempre! Ora tocca a noi: nei panni (e quindi anche nei suoi ridicoli pantaloni a quadri) dello scienziato, dovremo riuscire prima ad allunare, e poi a scoprire tutti i misteri che si celano sul nostro affascinante satellite e i suoi misteriosi abitanti...

Questa volta quindi ci toccherà interpretare il ruolo di Michel Ardan, uomo dai vestiti e dai capelli piuttosto bizzarri. Di lui sappiamo poco o niente e solo con la lettura di Verne possiamo costruirci un background decente in grado di supportare la psicologia del personaggio. Di certo al nostro non manca una decisa impronta umoristica e una discreta dose di testardaggine, oltre ad una certa preparazione scientifica: è divertente trovarsi nel ruolo del più tipico degli “scienziati pazzi”. Gli antagonisti di Ardan sono i misteriosi abitanti della luna: i Seleniti. Questa bizzarra popolazione vive nascosta nelle recondite profondità del satellite, non ritenendo abbastanza prestigioso il suolo esterno. E pensate che tanti anni fa, ai tempi preistorici, già visitarono il nostro pianeta non giudicandoci all'altezza della loro tecnologia. Ci troveremo dunque ad interagire con alcuni degli esponenti principali della gerarchia selenita (troppo pochi a dire il vero, era lecito aspettarsi un po' più di vita negli scenari) ma a mio avviso si poteva fare molto di più per creare una storia, un origine e una tradizione più avvincente alla base di questi buffi personaggi che comunicano attraverso delle strane melodie, frutto delle loro “armoniose” corde vocali.

Se c'è una cosa che colpisce immediatamente in questo gioco è senza dubbio la visionaria rappresentazione dello sfondo lunare. Poche volte la grafica mi ha seriamente “disturbato” (in senso buono) e incuriosito: si potrebbe citare come esempio la visione druilletiana della Cartagine di Salammbò, soprattutto per l'uso forte dei colori e del contrasto. I personaggi sono ben riprodotti, anche se ne incontreremo ben pochi (solo i seleniti, in pratica, quindi non si può dir niente delle animazioni :) ), mentre le locazioni meritano più attenzione: già detto dell'uso dei colori, si deve far un applauso agli sviluppatori, perchè davvero sono riusciti ad entrare nella folle mente di Giulio Verne e riprendere e attualizzare i suoi racconti e le sue visioni. La realizzazione è davvero molto pulita e nitida, con una solida risoluzione di 1024x768 e non scade in nessun momento. Forse, però, si potrebbe obiettare una certa ripetitività nelle strutture e nelle idee (gli ideogrammi lunari dopo gli affreschi delle caverne in Echo.. i Kheops si sono specializzati in murales!!), ma tant'è.. ci si accontenta, specie quando si possono ammirare paesaggi bellissimi e ben realizzati e una grafica così pazzoide, ma alla fin fine coerente con l'idea di base.

Per quanto riguarda i video, siamo alle solite: riprendendo il discorso interrotto al tempo della recensione di Ritorno All'Isola Misteriosa, i soldi sono quello che sono e i Kheops non ne hanno da buttare. Allora le sequenze video sono purtroppo solo due, abbastanza brevi e molto molto carine. Il resto delle cut-scenes sono realizzate con una tecnica fumettistica (da comic strip) in cui le scene vengono mostrate in sequenza mentre un narratore esterno le racconta. Devo dire che la realizzazione di queste strisce non è niente male, l'uso del bianco e nero è convincente e lo stile artistico richiama proprio i disegni delle pagine di Verne: una soluzione, insomma, obbligata ma di qualità.

Si parlava in precedenza dell'atmosfera “canzonatoria” e umoristica che permea tutto il gioco: beh, devo dire che questa sensazione è in gran parte dovuta alle musiche del gioco, che riescono a spezzare di molto la tensione del gioco. Le composizioni orchestrali sono infatti decisamente avvolgenti e, oltre ad essere indubbiamente ben fatte, riescono davvero a dettare quel clima distensivo e pacato che è alla base del gioco. Buoni anche i suoni ambientali e quelli di sottofondo, specialmente quelli che udirete nella parte dell'inventario. Inoltre, ed è bene sottolinearlo, le voci dei Seleniti (che in realtà sono una melodia) sono davvero gradevoli e molto armoniose: è proprio vero, sono di una razza superiore!

La versione italiana del gioco è realizzata in modo perfetto da Atari: un prodotto ben confezionato e senza errori, né gravi né tantomeno veniali. Il doppiaggio, che riguarda solo pochissimi personaggi, è ben eseguito e contribuisce, soprattutto grazie ad un convincente narratore, a donare quell'atmosfera allo stesso tempo ottocentesca, surreale ed onirica che il gioco distribuisce a piene mani.

Che questo “Viaggio al Centro della Luna” non si prende troppo sul serio, appare chiaro anche dal menù di gioco: alle spalle delle solite opzioni, ormai ben conosciute da tutti gli avventurieri che si rispettino (load/save, la gallery con tutte le sequenze filmate e amenità varie) uno stralunato Ardan e un simpatico selenita si esibiranno in buffe acrobazie e frequenti capitomboli. Davvero un bel modo di presentarsi ai giocatori!

Il gioco è dotato di una visuale in prima persona con rotazione del punto di vista a 360° e movimento fisso tramite un sistema di nodi. La prima cosa che si nota è l'assenza di transizioni grafiche tra le schermate, divise in modo netto tra loro (non che sia necessariamente un male). L'interfaccia è gestita interamente tramite il vostro mouse: col tasto sinistro agirete all' interno delle varie locazioni (il cursore modifica la sua forma per farvi capire che potrete agire su qualcosa, raccogliere un oggetto o parlare con qualcuno), mentre con quello destro accederete alla schermata dell'inventario. Chi ha giocato a Ritorno all'Isola Misteriosa sa già cosa lo aspetta: un enorme numero di oggetti da combinare fra loro nei modi più bizzarri e variopinti possibili. Infatti, potremo lasciare di nuovo libero spazio (lunare, ovviamente) alla nostra fantasia e provare ad unire tutti i vari oggetti che raccoglieremo fra loro. Nella sezione inferiore comparirà un quadro di assemblaggio: se unire l'oggetto A con quello B non basta per creare una combinazione vincente, l'interfaccia vi avvertirà, lasciando dei membri dell'addizione vuoti... e prima o poi troverete l'oggetto giusto per completare la vostra opera da piccoli McGyver, vedrete. Molto spesso, vi troverete a creare prodotti chimici, esplosivi e perfino ibridi di piante lunari, di cui potrete apprezzare le indubbie qualità facendovi una bella marmellata.

Sempre dalla schermata dell'inventario, ma sulla sinistra si potrà accedere al menù principale e ad altre schermate, ovvero: alla ricapitolazione degli obiettivi (spesso poco chiari e troppo vaghi): al diario dove Ardan segnerà tutte le discussioni più importanti, oltre agli indizi man mano raccolti; all'area di assemblaggio dove potrete rivedere le combinazioni già realizzate in precedenza (nel caso ve le fosse dimenticati, cosa possibile dato il numero di elementi da poter unire); alla sezione “ideogrammi” dove il nostro protagonista segnalerà tutte le sue interpretazioni degli strani simboli che compaiono sull'amato satellite. Per ultimo abbiamo lasciato l'area “indagine”, perchè peculiare della prima parte del gioco. Infatti, questa è una fase totalmente slegata dal resto dell'avventura, in cui dovrete ricostruire gli eventi accaduti mentre eravate avvolti dal lungo sonno susseguente al lancio della palla di cannone. Man mano che troverete oggetti, documenti e prove varie le caselle dell'area di cui sopra si riempiranno e Ardan riuscirà sempre di più a fare il punto della situazione. L'idea non è veramente niente male ed è anche una buona scusa per fornire quel minimo di background senza il quale ci saremmo trovati davvero spiazzati al cospetto del gioco: peccato che sia, come detto, una situazione temporanea che non si ripeterà più.

Una delle critiche più frequenti che i Kheops hanno subito per i precedenti loro titoli era un certa ripetitività negli enigmi: si, d'accordo, il sistema d'inventario è bellissimo, innovativo ma dopo un po' comincia ad annoiare. Beh, da ottima osservatrice e con molta umiltà, la software house d'oltralpe ha lavorato duro su questo gioco per assicurare una più ampia varietà di puzzles: e devo dire che il risultato ottenuto è discreto. Il sistema d'inventario/creazione di oggetti continua ad essere la modalità dominante, ma questa volta è associato ad altri tipi di enigmi, tra cui alcuni musicali (molto carini), altri di stile mystiano (come rimettere in funzione quel macchinario che funziona solo in determinate circostanze che da millenni non sono più conosciute?), e in minima, minimissima parte, guidati da un'impostazione dialogue driven.

Una particolarità interessante di Viaggio al Centro della Luna sta nella sua non-linearità: intendiamoci, non è che possiate cambiare il corso della storia con le vostre azioni, ma potete creare oggetti in modo diverso oppure risolvere una situazione in una maniera anziché in un'altra. Infatti, nel corso del gioco accederete ad una serie di chiavi, indispensabili per andare avanti nel gioco. Queste chiavi, però, possono servire pure ad aiutarvi nei puzzle: se le inserite nei posti giusti, infatti, riceverete un aiuto spesso molto consistente alla risoluzione degli enigmi più complessi. E non è finita! Se proprio non riuscite a creare alcune delle combinazioni più difficili, potete sempre ricorrere al commercio. Infatti, uno dei seleniti si rivelerà essere un vero e proprio mercante che comprerà e venderà gli oggetti più vari al prezzo di mercato (ovviamente in monete lunari..): spesso vi ricorrerete in caso di necessità ed in generale ho trovato questo un buon metodo per non far bloccare mai il giocatore (considerate che i soldi sono virtualmente infiniti, perchè potete vendere n quantità di ogni oggetto, anche se a prezzi via via leggermente decrescenti).

Degni di attenzione sono altri aspetti di gioco: prima di tutto la presenza, nella prima sezione del gioco, di alcune sequenze a tempo particolarmente ostiche. Difficilmente riuscirete a portarle a termine al primo tentativo! Gli sviluppatori, però, non hanno voluto rendere le cose troppo difficili ed allora ogni qual volta morirete vi ritroverete nello stesso punto di prima, solo che le variazioni effettuate nel frattempo nel vostro inventario rimarranno valide. Una bella mano! In secondo luogo, si deve segnalare l'esistenza di alcune piccole parti arcade, rappresentate da dei piccoli salti (dovrete cliccare nel momento giusto col mouse) o da qualche altra breve task: niente paura, però, sono facilissime e potrete anche aiutarvi con una marmellata particolare che realizzerete e che vi farà diventare più veloci e resistenti! Ultima cosa da elencare, è la presenza di un sistema a punti che seguirà le vostre azioni e che oltre ad essere utile per garantire la rigiocabilità del prodotto (dai, voglio finirlo col massimo dei punti! Weeeehhh!) avrà anche una sua certa funzione all'interno del gioco: con un punteggio basso, i seleniti vi..snobberanno, non considerandovi alla loro altezza.

Ma non tutto è rosa e fiori, purtroppo. Il gioco è afflitto in modo grave dal problema del backtracking: infatti potrete prendere solo tre esemplari di ogni oggetto per volta, e per fare i vostri esperimenti sarete spesso costretti a tornare indietro e rifare tutto. Questo procedimento, vi assicuro, è di una noia mortale. Inoltre, c'è un piccolo bug, poco fastidioso e di cui dovreste trovare la descrizione nel readme incluso nel gioco.

La vostra escursione satellitare (no, non sulla pay tv, intendevo sulla Luna!) durerà intorno alle 12-15 ore: un tempo sufficiente (a cui dovete aggiungere una certa rigiocabilità) gonfiato però un po' troppo dal fastidiosissimo backtracking, mentre non c'è pixel-hunting (gli oggetti sono segnalati in modo perfetto). Infine, finalmente dopo tempo, potremo assistere ad un finale decente e soprendente – deo gratias – e non alle schifezze a cui ci hanno abituati titoli recenti ben più blasonati.

E' giunto il momento di tirare le somme: Viaggio Al Centro Della Luna è l'ennesimo successo dei Kheops Studios, probabilmente la software house più profilica e sottovalutata del momento. La sua bizzarria grafica, le sue musiche avvolgenti e il suo solido e migliorato gameplay ne fanno un titolo di buonissimo spessore, che viene frenato nel giudizio solo da una scarsa attenzione alla storia e da una certa mancanza di profondità che semplicemente vi fa rimanere un po' distaccati dal gioco. Quando Benoit Hozjan e soci riusciranno a compiere quest'ultimo salto di qualità, allora più niente gli sarà precluso. Conferma.

 

Info Requisiti
Generale
Conosciuto anche come: Voyage
Sviluppatore: Kheops Studio
Distributore: Atari
Data Rilascio: Q3 2005
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Mistero
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
Ricerche
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Requisiti minimi
OS: Windows 98/Me/2000/XP
Processore: 800 Mhz
RAM: 64 MB
Scheda Video: 64 MB
Hard Disk: 1.3 GB
Supporto: 2 CD
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