Adventure's Planet
Mercoledì, 22 Novembre 2017 08:22
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Recensione

Time Gentlemen, Please!

di Luca Massari  

il nostro voto
80
il vostro voto (1 votanti)
98
In breve

Cosa c'è di peggio di scoprire che il futuro te stesso ha dato inizio a una serie di eventi destinati a cancellare ogni forma di vita sul pianeta? Una cosa soltanto: andare indietro nel tempo per sistemare le cose, pensando di scongiurare l'invenzione degli appendiabiti, e causare accidentalmente la nascita di un Hitler alternativo, al comando di un esercito di dinosauri clonati... ecco cosa!

 

Recensione Completa del 04 Ottobre 2011
Nel mondo videoludico non è sempre facile sfornare un sequel. Se, nel caso della narrativa seriale, spesso i lettori si accontentano di un "more of the same" (esemplare fu il caso di Arthur Conan Doyle che, in seguito alle pressioni del suo pubblico, fu costretto a resuscitare il personaggio di Sherlock Holmes rendendolo partecipe di nuove avventure), così come in ambito cinematografico, nel mondo dei giochi interattivi riproporre ad oltranza uno stesso schema non si rivela troppo spesso una formula vincente.
Palese, ad esempio, è il caso di Bioshock 2, sequel voluto esclusivamente dal publisher che, pur risultando comunque gradevole da giocare, non ha saputo proporre nulla di nuovo, finendo con l'essere bocciato dagli stessi gamer che avevano amato il primo episodio.
Alice Madness Returns riporta invece gli amanti delle atmosfere malate create da American McGee nella sua bella quanto disturbata Wonderland: pur vantando novità di tutto rispetto ed essendo un titolo dal solido background, il gioco non ha saputo riscuotere il successo che al tempo toccò al titolo originale, che ebbe modo di rivisitare in maniera originale un capolavoro della letteratura mondiale.

Abbiamo precedentemente parlato, proprio in queste pagine, del titolo indie Ben there, Dan that!
Un esperimento sicuramente riuscito, che contava però alcune pecche che, possiamo affermare con sicurezza, sono state ampiamente colmate in questo seguito.
Dal lato meramente tecnico il gioco è lo stesso: le animazioni, stilizzate se non ridotte all'osso, sono rimaste le medesime, così come l'impianto grafico, il gameplay e l'inventario.
Per chi non avesse giocato (o letto la recensione) del precedente capitolo, Time Gentlemen, Please! è un omaggio non troppo velato alle classiche avventure Lucas e Sierra degli anni '90.
Il citazionismo quasi sfrenato, tuttavia, non sfocia mai nell'eccessivo, risultando gustosissimo da assaporare.
Già, perché è proprio la voglia di rendere omaggio a due publisher che, con i loro nomi, hanno coniato un vero e proprio filone, un'epoca d'oro per le avventure grafiche guardate tutt'oggi con nostalgia ad essere il cuore del gioco.
Se questi omaggi nel primo capitolo si configuravano solo come "visivi" (porte con l'icona di Max, poster, linee di dialogo), nel sequel si "incarnano", diventando giocabili.
Mi riferisco a due sezioni in particolare: la prima si rifà palesemente alle avventure testuali, dov'era assente, insomma, qualsiasi interfaccia grafica in favore del solo parser testuale.
La seconda invece arriva piuttosto tardi all'interno del gioco, ma i fan dei giochi Scumm sapranno subito riconoscerla.

Tutti i punti deboli del primo titolo, dicevamo, sono stati colmati. Se infatti il prequel godeva di una longevità assai ridotta, il suo successore estende le parti giocate inserendo una discreta quantità di locazioni. Purtroppo, insieme ad esse, è presente anche il temutissimo backtracking, facilmente arginabile però grazie alla possibilità di spostarsi velocemente da una zona all'altra grazia ad una mappa in inventario.
Sono stati inoltre introdotti dei dialoghi a scelta multipla (cosa di questi tempi assai rara) che andranno perciò completati seguendo il giusto ordine delle linee di dialogo (ovvero, se vi limiterete semplicemente a parlare di tutto con tutti non andrete da nessuna parte).
La colonna sonora vanta dei motivi accattivanti e mai invasivi, ed anche la campionatura di alcuni effetti sonori non è male.

Quel che però catturerà il giocatore è sicuramente la trama, che riprende quanto detto nel gioco precedente per espanderlo verso il non-sense assoluto, che culminerà in un finale sicuramente imprevedibile, complice una guest-star d'eccezione. Per evitare spoiler, dico solo: dinosauro, robot, Hitler.
Anche il tono della narrazione ha subito una svolta, risultando molto "politically uncorrect", con il dinamico duo che sfoggierà un linguaggio abbastanza colorito in situazioni decisamente atipiche.
Qualche difettuccio, tuttavia, è purtroppo presente anche qui: in una partita mi è capitato infatti che un personaggio non-giocante non mi desse la giusta linea di dialogo per proseguire, con il conseguente risultato di dover cominciare una nuova partita (non avendo un save precedente).
Navigando inoltre nell'inventario, capita spesso che questo si chiuda da solo, essendo "a scomparsa", facendo così perdere qualche secondo nel riaprirlo.

Piccole pecche, tuttavia, facilmente arginabili, a patto si salvare con frequenza in slot differenti.
Visto il modico prezzo (√® possibile acquistare il bundle a ‚ā¨ 3,99 su Steam), mi sento di consigliare il gioco a tutti: ai nostalgici, ma anche ai nuovi giocatori che, a patto di superare lo scoglio dovuto alla lingua (inglese) del gioco, potranno godersi una delle avventure pi√Ļ classiche degli ultimi anni, che fa dell'umorismo e della satira il proprio punto di forza.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Size Five Games
Data Rilascio: 22/06/2009
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Commedia
Grafica: 2D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Sottotitoli: Inglese
Ricerche
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Requisiti minimi
Supporto: Online Download
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