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Mercoledì, 22 Novembre 2017 08:18
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Recensione

Teenagent

di Alberto Semprini  

il nostro voto
62
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In breve

Un grosso furto di oro viene effettuato nella banca Mega e la polizia brancola nel buio. Su consiglio di un indovino viene ingaggiato un ragazzo qualunque, senza alcuna esperienza in materia di indagini, che per investigare sulla misteriosa sparizione dell'oro e per diventare poi agente a tutti gli effetti (Teenagent) dovrà superare tre prove...

 

Recensione Completa del 11 Dicembre 2011

Diciamocelo, tutti noi vorremmo giocare sempre con dei capolavori! Tutte le volte che prendiamo in mano un nuovo videogame speriamo sempre che questo possa restituirci ore di divertimento e magari anche dei bellissimi ricordi da portare con noi nel nostro cuore. E’ successo a molti con i Monkey Island oppure con i Syberia o con altri titoli come The Longest Journey, Gabriel Knight o Grim Fandango. Ma alle volte può capitare che le nostre aspettative siano più modeste, che l’unica cosa che chiediamo ad un gioco è quella di farci divertire per un po’ in maniera spensierata senza grosse pretese. Questo può essere proprio il caso di Teenagent! Sviluppato da Metropolis Sotware e rilasciato nel 1994, Teenagent risulta essere il primo gioco polacco pubblicato su Cd-Rom. Se la memoria non mi inganna è uno dei primi lavori della Metropolis e probabilmente è l’unica avventura punta e clicca che abbiano mai prodotto (dopo si cimenteranno con giochi di azione e sparatutto come Infernal o Gorky Zero). Teenagent non è mai arrivato da noi in Italia e deve gran parte della sua popolarità al sito Good Old Games per averlo rilasciato completamente freeware. Quindi si tratta di un titolo che potete recuperare senza spendere neppure un euro e questo, come sempre, gioca molto a suo favore.

Come è scritto nell'introduzione, dovrete calarvi nei panni di un adolescente di nome Mark scelto a caso per portare a termine una disperata missione che nessun’altro è riuscito a compiere. Le prime battute dell’avventura vi vedranno impegnati in tre prove da superare per poter ottenere l’agognata licenza di agente speciale. Il tono dell’intera vicenda è sicuramente demenziale e questo permette al gioco di proporre enigmi basati soprattutto sul recupero e manipolazione di diversi oggetti strampalati. La fonte di ispirazione quindi sembra essere quella di alcuni famosissimi giochi Lucas. L’interfaccia non è molto complicata, non avrete nessun verbo o icona da utilizzare. Passando il puntatore sullo sfondo il gioco vi evidenzierà gli elementi con cui potete interagire, premendo il tasto sinistro del mouse esaminerete l’oggetto o l’elemento, mentre premendo il tasto destro potrete interagirvi. L’inventario si chiama muovendo il puntatore verso la parte alta dello schermo, ma avrei gradito almeno un’icona oppure un tasto per richiamarlo a comando perché un’impostazione del genere non è molto immediata, soprattutto se considerate che la finestra dell’inventario compare con un certo ritardo. I dialoghi sono automatici, nel senso che se inizierete una conversazione con un personaggio non giocante non potrete fare altro che leggere lo scambio di battute. Non avrete nessuna risposta multipla e nessun modo per influenzare l’andamento del discorso. Il gioco è totalmente in inglese, ma dato che si tratta di una traduzione dal polacco, il livello di conoscenze richiesto è davvero molto basso, quindi anche i meno anglofoni non avranno troppe difficoltà.

Come già accennato, gli enigmi si basano soprattutto sul recupero ed il riutilizzo di diversi oggetti, preparatevi a portarne in giro tanti perché non ci sarà proprio limite alla capienza delle tasche del nostro giovane Mark! L’assenza di risposte multiple nei dialoghi preclude la presenza di qualsiasi enigma basato su di essi, ma parlare con alcuni personaggi dopo aver compiuto determinate azioni metterà in moto nuovi meccanismi essenziali per il proseguimento della trama. Il gioco, nel suo complesso, non è particolarmente difficile e la longevità è abbastanza scarsa. Nel giro di otto ore, forse anche meno, lo porterete a termine e la sua struttura è semi lineare quindi non ci sarà motivo di rigiocarci per una seconda volta. La trama è molto semplice e canonica, non ci saranno né colpi di scena eclatanti né personaggi particolarmente memorabili o carismatici anche se alcune situazioni vi strapperanno qualche sorriso per la loro simpatica demenzialità. Dal punto di vista tecnico Teenagent non entusiasma troppo ma non lascia neanche disgustati, gli sprite dei personaggi sono un po’ anonimi (a iniziare dal protagonista), ma animati in maniera discreta. Gli sfondi non sono nulla di speciale ma fanno comunque il loro lavoro senza troppi fronzoli. Il sonoro è un aspetto tutto sommato curato, le musiche sono tutte molto allegre e mettono di buon umore, l’unico problema è che il tema del laghetto è un po’ troppo ridondante e dovrete ascoltarvelo per gran parte del gioco.

In definitiva Teenagent è un gioco che non offre nulla di straordinario, abbastanza mediocre se volete, ma mai pessimo o talmente brutto da disdegnare. L’avventura dei Metropolis non sarà memorabile, ma è comunque un ottimo titolo se volete rilassarvi prendendo una pausa da altri giochi più complicati e impegnativi!


 

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Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Metropolis Software
Data Rilascio: 26/02/1994
Piattaforma: Amiga, PC
Caratteristiche
Genere: Poliziesco
Grafica: 2D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Sottotitoli: Inglese
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Requisiti minimi
Supporto: Online Download
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