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Sabato, 23 Settembre 2017 20:22
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Recensione

Still Life

di Carlo De Rensis  

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In breve

Victoria McPherson è una giovane e brillante agente dell'FBI che sta conducendo delle indagini su un caso di serial killer. Il numero delle vittime è arrivato a 5 e lei non ha ancora dei veri indizi, niente, solo una montagna di evidenze circostanziali e un capo che le soffia sul collo. Le serve qualche giorno di vacanza per staccare da tutto e da tutti, allora decide di andare a trovare suo padre in periferia. Visto che siamo vicini a Natale, si fanno vivi i ricordi: lei e suo padre parlano della famiglia e del nonno di Victoria, anche lui investigatore privato... La discussione porta Victoria a curiosare tra i documenti di uno dei casi seguiti dal nonno; questo archivio rivela un elevato numero di somiglianze tra un vecchio caso accaduto in Europa 70 anni prima e l'attuale serie di omicidi di Chicago...

 

Recensione Completa del 08 Maggio 2005
Recentemente la Microids, software house specializzata nelle avventure grafiche, è stata acquisita da Ubisoft, colosso mondiale dei videogames. Prima però di scomparire, i canadesi hanno voluto salutarci col botto, rilasciando una delle più attese avventure dell’anno. Stiamo parlando, ovviamente, di Still Life.

Dopo l’ottima presentazione, costituita da alcune interessanti iniziative partite dal sito ufficiale del gioco (Still Life Prelude) l’attesa era ovviamente alle stelle: sarebbe riuscito Still Life a sconfiggere i dubbi e a guadagnarsi un posto tra i classici dell’avventura?

Still Life raccoglie l’eredità spirituale di Post Mortem, di cui costituisce un sequel un po’ particolare: ci troveremo infatti nei panni di Victoria McPherson, nipote di quel Gus, investigatore privato coinvolto nella torbida vicenda dei Whyte nel precedente gioco della Microids. Evidentemente il fiuto del detective è affare di famiglia: anche Vic, infatti, seguendo le orme del nonno, ha intrapreso la carriera di paladina della giustizia ed è una brillante quanto "scapestrata" agente dell’FBI.

Chicago può essere molto fredda d’inverno. E la nostra protagonista lo sa bene! Il magistrale video introduttivo ci mostra infatti una delle poche sere di riposo della ragazza da passare col fidanzato Richard, esperto d’arte e gestore di una mostra: ma uno spietato serial killer che Victoria insegue da tempo è tornato ad uccidere e potrebbe aver lasciato qualche prova: siamo dunque chiamati ad investigare…Armati di caffè e tanta buona volontà, il nostro primo compito sarà quindi quello di raggiungere i nostri colleghi sulla scena del crimine. Una ragazza è stata orrendamente sventrata!

Dopo aver raccolto le prove modello CSI, Vic decide di concedersi una pausa, andando a festeggiare il natale nella casa paterna, e abbandonandosi alla lettura degli appunti del nonno: scoprirà (e noi con lei) con grande stupore che le indagini di nonno Gus (che impersoneremo durante questi flashback, e che ci condurranno sulle tracce di un assassino nella povera e misteriosa Praga) non sono poi così diverse dalle sue… Inizia dunque, in due epoche storiche e in due contesti geografici differenti, una caccia all’uomo piena di ritmo e di pathos, degna del miglior film d’azione e non priva di spunti artistici e di riflessione.

Victoria e Gus non sembrano proprio parenti, a prima vista: più estroversa e convinta la prima, più chiuso e misterioso il "nonnetto". Ma alla fine la grinta e la determinazione sono il minimo comune multiplo evidente dei due personaggi che interpreteremo.

Gustave, in particolare, è un perseguitato: sembra che i guai lo inseguano (forse anche perché se li cerca): indiziato più volte di omicidio, non riesce a trovare la sua pace interiore neanche a Praga, dove nascerà il suo amore per l’arte e sboccerà anche il suo affetto verso una giovane prostituta di nome Ida. Da segnalare il realismo e la verosimiglianza dei personaggi del "passato", che contrastano un po’ con gli stereotipi un po’ abusati di chi abita la Chicago del presente: dal poliziotto corrotto al critico d’arte, tanti e vari sono i personaggi che incontreremo e tanti anche i temi forti trattati senza timore: l’arte "maledetta" del serial killer, le feste lesbiche di una studentessa del campus cittadino, club privati sadomaso, in un gioco totalmente intriso di un linguaggio maturo ma mai violento.

Si poteva fare qualcosina in più per caratterizzare alcuni personaggi secondari che rimangono – purtroppo – un po’ in ombra e ancorati, come detto, agli stereotipi del genere.

Graficamente, siamo allo stato dell’arte. Difficilmente si possono trovare pari nelle avventure grafiche di oggi. La bellezza dei paesaggi 2D di Syberia si tramuta in cupe e grottesche scene del crimine, i cieli innevati di Chicago (ma si sa che di neve alla Microids ne capiscono!) fanno venir davvero voglia di bere un thè caldo, i colori e le tonalità degli edifici dominano la scena specie nel presente, mentre è surreale e tragica l’atmosfera di una desolata Praga, in cui la povertà e la miseria si avvertono nell’aria, e l’irrompere di un americano come McPherson mette sul chi va là non solo gli abitanti ma gli stessi luoghi che si adeguano all’ospite indesiderato.

Ma dove la grafica eccelle realmente e supera i suoi diretti antagonisti (Moment of Silence?) è nella resa dei personaggi 3D, assolutamente perfetta. La chiarezza e la nitidezza della realizzazione, abbinate ad un alto livello di dettaglio e a delle animazioni di livello assoluto (non solo nei personaggi controllati, ma anche in tutti gli altri) spiccano sul resto e fanno guadagnare molti punti in quanto ad immersione e a coinvolgimento nel gioco. Altro punto a favore del gioco è la qualità della regia: le telecamere sono piazzate nei punti giusti e ogni dialogo si presta a primi piani, campi lunghi e cambi di scena. Una tecnica cinematografica usata molto bene, e che vi "distrarrà" durante i dialoghi più lunghi (non che siano particolarmente prolissi, come si vedrà in seguito). Per quanto riguarda i filmati, anche qui siamo sull’eccellenza. Girati con grande maestria e con tecniche sopraffine, vi terranno col fiato sospeso conducendovi in lunghi inseguimenti e scene di grande effetto e creatività, che poco hanno da invidiare al gioco che, sotto quest’aspetto, è il benchmark più ovvio, ovvero The Moment of Silence.

Veniamo adesso alla parte sonora: non c’è che dire, le musiche, gli effetti ambientali e il parlato sono anch’essi allo stato dell’arte: non si trova niente di meglio in giro e nulla sembra mai fuori posto. Le musiche, nella norma durante il gioco vero e proprio, raggiungono nei bellissimi filmati un livello e dei climax mai avvicinati prima. Il doppiaggio è (meno male!) effettuato da professionisti (Jinglebell), e a volte risulta essere un po' troppo crudo: d’altronde non è un gioco per i più piccoli. Alcuni personaggi sono doppiati più volte dallo stesso attore e questo stona leggermente: un difetto comunque minuscolo se rapportato ai "disastri" di giochi recenti.

Discorso a parte merita la vera novità in quanto a dialoghi: è stata eliminata la possibilità di scegliere tra le varie domande o argomenti ed è stata inserita una doppia scelta da effettuare tramite i tasti del mouse: quello sinistro è riservato alle cose importanti per i fini del gioco e che riguardano quindi la trama; quello destro per le cose più "personali" e meno significative ma che servono a dare spessore al gioco e ad aumentare la caratterizzazione dei personaggi e della trama grazie alle varie sfaccettature dei dialoghi (ottima idea). Questi sono molto ben fatti, mai noiosamente lunghi o eccessivamente brevi: Gus e Victoria hanno un loro stile ben definito (più riflessivo il primo, più veemente la seconda) anche nel parlare e l’elevata qualità della regia (con cambi di inquadratura frequenti) aiuta non poco.

Il menu di gioco non si discosta poi molto dalle avventure uscite in quest’ultimo anno, anche se denota una certa "artistica" eleganza, come d’altronde tutto il resto del gioco. Potremo scegliere se iniziare o caricare una partita, se vedere le scene cinematiche (solo se le avete già viste almeno una volta durante il gioco), ammirare i riconoscimenti, uscire dal gioco oppure entrare nelle opzioni. Qui potrete attivare l’anti-aliasing o i sottotitoli, settare il livello del dettaglio, del sonoro, della musica, del parlato e della luminosità: l’unica vera novità (già presente comunque in Syberia 2) riguarda la possibilità di scegliere se usare i comandi da mouse o da tastiera, anche se usare quest’ultima risulta essere troppo complicato per i tanti tasti che bisognerebbe utilizzare.

Il gioco è mosso dal motore VirTools ed è un ibrido 2D-3D (sfondi - personaggi) dotato di un’interfaccia che è semplice e funzionale: avremo il nostro cursore (a forma di mirino) che ogni volta che passa su una zona attiva dello schermo prende la forma dell’icona più consona al momento; un mirino con la freccia per spostarsi da una locazione all’altra, una lente per esaminare, una lente con la parte mancante in alto per l’azione, un cerchio fumettistico per parlare, una mano aperta per prendere un oggetto e infine una stella che ci indica l’uscita dalla schermata (solo quando deve apparire la mappa). Tutte queste icone possono essere attivate con il semplice utilizzo del tasto sinistro del mouse, mentre il tasto destro è invece riservato all’inventario, grande novità rispetto agli altri titoli Microids. In esso, infatti, potremo vedere tutti gli oggetti raccolti e esaminarli in 3D girandoli o zoomando da vicino (modalità molto utile per risolvere alcuni enigmi): inoltre in alto a sinistra (sempre in modalità inventario) avremo altre tre icone che servono per prendere, guardare o abbinare gli oggetti mentre sulla parte destra avremo la possibilità di entrare nel diario del personaggio che stiamo gestendo in quel momento per potere leggere i suoi progressi e le sue annotazioni (molto utile per non perdere il filo della trama). Altra importante sezione a cui potremo accedere è quella dei documenti dove è possibile leggere o analizzare quello che avete raccolto. Dulcis in fundo c’è un’icona a forma di CD dove si può più velocemente salvare, caricare o entrare nelle opzioni senza dover richiamare il menu principale.

Ma il gameplay vero e proprio reggerà ad una realizzazione tecnica sopra le righe? Beh, la risposta si colloca nell’area subito al di sotto dell’eccellenza. Infatti Still Life non delude neanche sotto l’aspetto degli enigmi: la maggior parte di essi sono facili e comuni, di facile interpretazione e risoluzione. In questo solido substrato fatto di puzzle inventory e dialogue-based, ma anche di analisi della scena del crimine (tipo CSI; con tanto di luminol, luci schermate ecc.) e interpretazione di codici, si collocano però degli "outliers" di difficoltà molto maggiore rispetto a tutti gli altri enigmi: ne abbiamo contati almeno cinque, quasi tutti logici (ehm... tranne uno che solo il Panko poteva risolvere…). Questo garantisce una sfida anche per i giocatori più esperti che si troveranno a risolvere enigmi meccanici, slider puzzle, labirinti ecc. Il bello è proprio la varietà proposta dagli sviluppatori, che non stanca mai e allo stesso tempo induce i giocatori ad ardue riflessioni.

Proprio all’interno di questa varietà si colloca una modalità particolare del gioco: Gus, infatti, potrà confrontare in alcuni punti le foto risalenti al momento del delitto con le scene del crimine vere e proprie per trovare differenze, anomalie e indizi vari. Un altro interessante spunto degli sviluppatori, molto originale e con pochi eguali nel passato delle avventure (e si sa quanto è difficile trovare qualcosa di diverso da offrire).

La fluidità del gameplay è assicurata anche dall’assenza di problemi atavici delle AG, a partire dal pixel hunting (completamente nullo) fino alla segnalazione delle uscite. Inoltre, Victoria e Gus suggeriscono sempre al giocatore cosa fare, senza mai lasciarlo "solo", senza scopo o bloccato senza obiettivi, garantendo al gioco il mantenimento di un ritmo sempre sostenuto. Passi avanti rispetto a Syberia sono stati fatti anche nell’interazione con l’ambiente: assente ingiustificato (e causa di aspre critiche) nelle avventure di Kate Walker, migliora sensibilmente in Still Life, pur non eccellendo: ogni tanto un commento sui principali elementi esterni viene fatto e il "chit chat" (tasto destro del mouse nei dialoghi) aiuta sicuramente molto, ma si potrebbe e si dovrebbe fare di più per dare quella spinta e quella umanità in più ai personaggi interpretati.

E’ presente il doppio click per far correre Gus e Victoria (splendido il fatto che quando Vic porta il caffè ai colleghi all’inizio del gioco non può correre, per non rovesciare tutto), mentre con la barra spaziatrice potrete evitare di sentire i dialoghi per intero. Non si può skippare un’intera locazione ma non ne sentirete certo il bisogno sia per la bellezza degli scenari, sia perché i nostri personaggi non dovranno mai fare troppa strada per raggiungere il punto desiderato.

La longevità si assesta sulle 20-25 ore di pura adrenalina, peccato solo per un paio di enigmi troppo difficili e complicati che vi terranno bloccati. Piccola nota di demerito al finale. Gli sviluppatori hanno voluto lasciare la porta aperta per un eventuale seguito che chiuda la trilogia aperta da Post Mortem e da Still Life: peccato che questo seguito non ci sarà (speriamo di sbagliarci) a causa della sopramenzionata acquisizione di Microids da parte di Ubisoft. Si vocifera, in questa malaugurata ipotesi, di un proseguimento via internet: quindi non ci resta che sperare ed aspettare eventuali buone notizie.

In conclusione Still Life si candida ad essere una delle migliori avventure dell’anno: la sua grande atmosfera, i suoi enigmi interessanti e mai scontati, l’avvincente trama (anche se non sviluppata al massimo possibile nella parte conclusiva, secondo noi) non sono da meno ad uno straordinario reparto grafico (nuovo punto di riferimento per le AG) e ad un più che buono sonoro: se ci si aggiungiamo pure dei dialoghi sviluppati al punto giusto e ben doppiati, oltre ad un’ottima longevità, ci si rende conto che in questo momento non è possibile trovare di meglio. Pur con i suoi piccoli difetti (interazione, caratterizzazione dei personaggi secondari).

Da giocare assolutamente.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Microids
Data Rilascio: Q2 2005
Piattaforma: PC, XBOX
Caratteristiche
Genere: Poliziesco/Thriller
Grafica: 2.5D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
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Requisiti minimi
OS: Windows 98/Me/2000/XP
Processore: 800 Mhz
RAM: 128 MB
Scheda Video: 32 MB
Hard Disk: 600 MB
Supporto: 2 CD
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