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Recensione

Sherlock Holmes: L'Orecchino d'Argento

di Ivan Vailati  

il nostro voto
84
il vostro voto (14 votanti)
83
In breve

Durante una caldissima sera nel lontano maggio del 1897, Sherlock Holmes, accompagnato dal Dottor Watson arriva a una festa nella favolosa Hall dello Sherringford. Giravano voci che l'ospite, sir Melvyn Bomsby, un magnate dell'edilizia stesse per fare un annuncio di grande importanza che riguardava il futuro dei suoi affari. Alle 11 di sera, le persone iniziarono ad affollarsi attorno al bar in attesa di Sir Bromsby e il suo socio Herman Grimble. Proprio nel momento in cui aveva iniziato a dare il benvenuto agli ospiti, Sir Bromsby cadde a terra, e una macchia rossa che diventava sempre più scura appariva sulla sua giacca da sera, vicino al cuore... Holmes decide di non aspettare la polizia e inizia subito le sue indagini.

 

Recensione Completa del 30 Marzo 2005
Finalmente ci siamo! Dopo tanti anni di attesa dall’ultima avventura grafica in terza persona (i due splendidi episodi denominati "Lost Files of Sherlock Holmes" datati 1994 e 1996 e targati Electronic Arts, anche se nel 1985 era uscita un’avventura testuale dal titolo Sherlock Holmes: Another Bow) e dopo l’infelice esordio dei Frogwares nel 2003 con Sherlock Holmes: Il mistero della mummia (con visuale in soggettiva),) ritorna fra noi il detective più famoso della letteratura di fine XIX secolo, munito della sua mitica lente di ingrandimento, dell’inconfondibile cappello e soprattutto accompagnato dal suo più fidato amico e collaboratore, il dottor Watson. E’ tornato Sherlock Holmes che verrà di nuovo messo a dura prova da uno dei casi più complicati e difficili su cui gli sia mai capitato di investigare.

La nostra storia comincia il 14 ottobre 1897: Sherlock Holmes e il dottor Watson vengono invitati presso la villa di Sir Melvin Bromsby per la presentazione ufficiale della figlia Lavinia, tornata a casa per il suo diciottesimo compleanno. All’improvviso uno sparo, il corpo del ricco industriale che cade a terra, le grida, il fuggi fuggi generale e l’inizio della vostra avventura che si dipanerà attraverso cinque giorni in un crescendo di sorprese e suspance. Una menzione d’onore meritano la trama e la sceneggiatura che riescono a tenere alta l’attenzione del giocatore e lo invogliano a proseguire per sapere quel che potrebbe succedere più avanti, sempre in maniera piacevole e appassionante.

L’impatto grafico è a dir proprio impressionante, si vede subito che la realizzazione tecnica è ad alti livelli e notevoli sono le inquadrature ravvicinate del viso dei protagonisti, tutto è curato nei minimi particolari e tutto è rappresentato nel tipico stile vittoriano fine 1800: gli abiti, i mobili e le ambientazioni rispecchiano fedelmente quella che è l’epoca che stiamo vivendo. Pensate che non c’è quasi differenza tra i filmati e il gioco stesso. Unica nota stonata per le animazioni dei personaggi che sembrano rigidi e legnosi nei movimenti, penso si potesse lavorare meglio su questo aspetto.

Il menu del gioco risulta essere completo sotto tutti gli aspetti, avrete la possibilità di cambiare la risoluzione (è possibile arrivare fino alla 1600 x 1200) a seconda della potenza del vostro PC, è possibile attivare l’anti-aliasing e settare la qualità delle ombre, i sottotitoli, i colori, la frequenza del monitor LCD (nel caso ne abbiate uno), il volume degli effetti, della musica e dei dialoghi. Insomma ce n’è per tutti i gusti.

Le musiche che fanno da contorno al gioco sono in linea con l’epoca e quindi improntate su uno stile classico per pianoforte e violini: ma non preoccupatevi, le arie non saranno mai ripetitive e vi terranno sempre buona compagnia. Grande il parlato in inglese, ottimamente caratterizzato e molto realistico: ottimi pure gli effetti ambientali. Il gioco è ben localizzato in italiano da Microids, che confeziona un prodotto di qualità.

Gli enigmi (tranne in un paio di casi) non saranno mai troppo frustranti e riescono ad essere una buona sfida sia per chi si avvicina per la prima volta a questo genere di giochi sia per chi invece le avventure le mangia a colazione: ce ne sono di vario genere, dalla ricerca degli indizi, ad enigmi di tipo logico matematico o all’utilizzo di stani marchingegni per un divertimento totale pari a una ventina di ore di gioco.

Piccola nota dolente per i quiz che ci sono nel gioco: dovete sapere che alla fine di ogni giorno (o capitolo) Sherlock Holmes con il fedele Watson fa il resoconto della giornata sulle prove raccolte e gli indizi trovati proponendovi delle domande alle quali dovrete rispondere con un sì o con un no, abbinando anche l’eventuale prova che avete nel taccuino: se è vero che queste domande aiutano chi gioca a fare un ripasso dell’investigazione, è purtroppo anche vero che queste possono risultare noiose. Se poi si considera che alcune di queste non sono poi così intuitive (e alcune domande sono poste male) rischiano anche di diventare frustranti.

Discorso a parte merita l’interfaccia di gioco: se qualcuno di voi ha giocato a Viaggio al centro della Terra (la precedente avventura dei Frogwares) si accorgerà subito che niente è cambiato a livello estetico: tutto è rimasto uguale, quel che c’è da fare lo si gestisce attraverso il mouse. Gli spostamenti, l’interazione con l’ambiente, l’utilizzo, la combinazione degli oggetti e il parlare con i personaggi è lasciato al solo utilizzo del tasto sinistro del mouse mentre l’inventario a comparsa è lasciato al tasto destro.

Purtroppo anche i difetti più significativi sono rimasti. Per prima cosa gli spostamenti: è vero che sotto questo aspetto le cose sono migliorate ed ora è più facile spostarsi tra le locazioni, ma è pure vero che non di rado il nostro personaggio si blocca scontrandosi con qualche oggetto che trova sul suo cammino: oddio, niente di preoccupante, basta cliccare da un’altra parte dello schermo per sbloccarlo ma il disagio rimane comunque avvertibile. Il secondo problema riguarda i sottotitoli (il parlato è in inglese): niente da dire, sono precisi, ma la cosa che non capisco è perché si debba cliccare tutte le volte sulla linea delle parole per saltare una frase… non era forse più facile farlo semplicemente usando il tasto del mouse in qualunque posizione dello schermo?

Ma lasciamo da parte questi piccoli difetti e concentriamoci sulle novità, prima fra tutte la possibilità durante la vostra avventura di vestire i panni sia di Sherlock Holmes, sia del dottor Watson: anche se i due personaggi non possono interagire tra loro ho trovato questa idea molto carina. Altra novità è il taccuino situato a sinistra dell’inventario, lo potete aprire cliccandoci con il tasto sinistro del mouse e da qua in qualsiasi momento entrare nella sezione che preferite per esaminare i dialoghi, le prove o i documenti che reperirete durante il gioco (c’è anche una mappa che in verità non vi servirà a molto) e visto che le cose che troverete sono davvero tante ed il rischio di perdere il filo della storia alto, questa non può che essere una cosa positiva.

Comunque, nonostante qualche piccolo difetto, il nuovo prodotto dei Frogwares riesce a colpire nel segno: Sherlock Holmes e l’Orecchino d’Argento è un titolo incredibilmente bello da vedere, divertente da giocare, che riesce a proporre dei buoni enigmi e una storia intrigante.

Io mi sono divertito a giocarlo, sicuramente vi divertirete anche voi.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Frogwares
Data Rilascio: Q1 2005
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Poliziesco/Thriller
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Italiano
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Requisiti minimi
OS: Windows 98/Me/2000/XP
Processore: 500 Mhz
RAM: 128 MB
Scheda Video: 16 MB
Hard Disk: 1.3 GB
Supporto: 2 CD
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