Adventure's Planet
Mercoledì, 22 Novembre 2017 08:21
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Recensione

Sam & Max - Se.2 Ep.1 - Ice Station Santa

di Cristiano Caliendo  

il nostro voto
84
il vostro voto (2 votanti)
83
In breve

Mentre i Nostri se la spassano nel loro ufficio dal mobilio riarredato, molestando il pesciolino Mr. Spatula e decidendo il destino degli Stati Uniti, un mega-robottone viene inviato in città apposta per abbattere a pedate la palazzina in cui Sam&Max hanno stabilito il proprio quartier generale. Chi sarà la mente dietro questo efferato atto criminale? Scopritelo imbarcandovi in questa gelida avventura assieme a Sam, Max e...Babbo Natale!

 

Recensione Completa del 08 Novembre 2007
Un cane e un coniglio, entrambi antropomorfi. L’uno dal vago cipiglio raffinato/bogartiano, vestito con giacca, cappello e cravatta, l’altro nudo, semplice e ben poco composto. Uno dei due si esprime in un linguaggio forbito, ricercato, e spesso ricco di perifrasi, l’altro invece è diretto, sboccato e va poco per il sottile. Il primo si chiama Sam, il secondo Max.
Hanno solo due caratteristiche in comune:
1) Lavorano come detective ‘freelance’, accettando da un misterioso commissario le missioni più idiote.
2) Sono completamente folli.

È COME SE NON SE NE FOSSERO MAI ANDATI…
L’ultimo episodio della Season One di Sam & Max, “Bright Side of the Moon”, era stato ufficialmente distribuito online nel mese di maggio dell’anno corrente (il 2007). Precisi come un orologio svizzero, secondo le tempistiche dei serial televisivi, i Telltale Games avviano questa Season Two, ovvero la seconda ‘stagione’ delle avventure dello sgangherato duo.
E guadagnata la nostra fiducia rispettando la release date, attendiamo tranquilli dai TellTale quanto da loro promesso per la Season Two: una ‘stagione’ narrativamente più coesa, con una continuity interna più incisiva e sviluppata, oltre a – naturalmente – una serie di piccole migliorie sotto ogni aspetto, possibili grazie all’esperienza acquisita.

Due righe vanno spese circa il metodo di distribuzione, ancora una volta ‘elettronico’, che bypassa i costi necessari a consegnare il titolo sullo scaffale del negozio. Ne parliamo ora così non dobbiamo farlo più (giurin giurella).
Acquistare un ‘episodio’ di Sam & Max vuol dire accettare un sistema ancora oggi atipico nel campo dei videogiochi, che vede come unico esempio di un certo peso proprio quella Season One che tanto ha fatto discutere gli avventurieri. La modalità scelta (forse la più efficace per realizzare titoli indipendenti di ottima qualità e dalle uscite puntuali), con i suoi pro e i suoi contro, va accettata dall’acquirente, almeno per quanto riguarda gli intenti. Criticare aspetti come la scarsa longevità o il campo di gioco troppo ‘raccolto’ (almeno rispetto ad un gioco classico dalla distribuzione tipica) sarebbe come lamentarsi della limitata durata di un episodio di un telefilm (circa 40 minuti) o dell’assenza di sequenze ultraspettacolari in una produzione per tv, dal budget ovviamente più esiguo rispetto a quella di un lungometraggio.
Disquisire sugli intenti, insomma, è assolutamente controproducente sia per il giocatore che per la software house, che dichiara dal principio di percorrere una strada diversa da quella classica, senza alcun fine di rivalità verso produzioni più convenzionali.
E’ sacrosanto, invece, criticare negativamente il prodotto finale (qui, i prodotti) quando non mantiene i propositi inizialmente annunciati.
Per fortuna, però, non è questo il caso.

TIME TO HIT THE ROAD… AGAIN
Sgombrato il campo da valutazioni ingiuste, si può affrontare Season Two con speranze comunque alte, concentrate in special modo nel desiderio di miglioramenti alla ormai rodata struttura di gioco.
Buone notizie. Già avviando il gioco notiamo le prime modifiche: una simpatica schermata delle opzioni (supervisionata dai tre ‘computer’ visti inizialmente nell’Episodio V, “Reality 2.0”) ci permette di impostare grafica e audio prima di immergerci nell'avventura. O, perlomeno, nel divertente tutorial (novità! Vorrete mica perderlo?) che, in sostanza, replica il primo enigma di “Culture Shock” (il vecchio Episodio I) con Sam in un’inedita veste ciceronica.
Portato a compimento anche questo dettaglio, possiamo cominciare l’avventura vera e propria: ritroviamo i cari Sam e Max intenti a prendersela col povero Mr. Spatula (il pesciolino rosso) all’interno del diroccato ma (parzialmente) riarredato ufficio della coppia. Uno strano clangore metallico li scuote dalla loro (ehm) concentrazione: un enorme robot dalla smania omicida (e che si esprime attraverso citazioni di canzoni popolari) ha la ferma intenzione di buttare giù l’edificio dei nostro eroi. E’ tempo quindi di indossare giacca e cappello e rinfoderare la pistola d’ordinanza: il quartiere è in pericolo!
Scongiurata la minaccia, il duo scopre ben presto che il ‘regalo’ è stato commissionato dal più insospettabile dei supercriminali, un supervillain la cui risata incessante echeggia nelle più gelide notti di dicembre: Babbo Natale!

CALDO E FREDDO NON FACEVANO EFFETTO SULLA PERSONA DI SCROOGE
Giunti con la gloriosa DeSoto direttamente al Polo Nord (sorpresi? Avete dimenticato le scorribande lunari nell’episodio conclusivo della prima stagione?), i nostri detective si trovano ad affrontare un Babbo Natale apparentemente posseduto da un demone di dubbia provenienza, segregatosi in un ripostiglio (e pronto ad aprire il fuoco su chi osi avvicinarsi), dopo aver smantellato gran parte della sua ‘officina di giocattoli’.
Come agire per far tornare il senno al vecchio panciuto, e far in modo che rispetti così la consegna annuale di regali? Chiamando i quattro cavalieri dell’Apocalisse (in realtà, quattro action figure) per poi praticare un esorcismo cantando una canzone demenziale, che domande!
Dal suddetto assunto di base parte questo primo episodio della Season Two, “Ice Station Santa”: trattenere le piccole grandi sorprese della trama è molto dura, ma basti sapere che i Telltale hanno nuovamente sfornato una sceneggiatura brillante e zeppa di trovate spassosa, che questa volta pesca a piene mani dal tipico immaginario natalizio, e soprattutto dall’immortale “Canto di Natale” di Charles Dickens. Se si conosce l’opera, non è difficile immaginare il tipo di citazione che gli autori hanno preparato, e possiamo assicurare che l’esecuzione è divertente e splendidamente amalgamata col mondo di Sam & Max.

MORE OF THE SAME
Si può dire che l’obiettivo dei programmatori di avvicinare questo episodio alla complessità di “Abe Lincoln Must Die!”, ovvero il più riuscito della stagione precedente (da poco disponibile in free download!), sia stato felicemente raggiunto, grazie ad una longevità che si assesta sulle 4-6 ore, un intelligente riutilizzo di locazioni (che raggiunge il massimo durante la lunga parte centrale dickensiana), e un incremento dei personaggi secondari, che questa volta non comprende solo alcuni revival (Sybil ed Abe felicemente innamorati, la ‘Cimice’ in crisi familiare, Bosco segregato nel suo negozio supersicuro, Jimmy Two-Teeth in fase depressiva, e un simpatico cameo dei Soda Poppers), ma anche delle introduzioni fisse, fra cui per ora trova posto solo la svampita cameriera Stinky (che si vanta di aver avuto un glorioso passato nel mondo dello spettacolo), mentre altri due futuri recurring (personaggi ricorrenti) sono solo presentati stile easter egg: parlo del collega poliziotto Flint Paper, e di un misterioso mariachi messicano.
Con una tale varietà di characters, è quasi inevitabile un’abbondanza di situazioni piuttosto rilevante, che si sposa a meraviglia con un design molto solido (composto, sostanzialmente, da due macrosequenze e una, più breve, finale) che non rinuncia a rapide - e neanche semplicissime – divagazioni arcade: torna quindi un’alternativa scenetta automobilistica con la DeSoto (piccola magagna: il controllo – rinnovato – non ci è sembrato felicissimo), questa volta arricchita da un sottogioco in cui potremo conquistare dei piccoli ‘gadget’ per abbellirla, e una sequenza ‘sportiva’ in cui sarà necessaria una buona dose di tempismo.
Un generale ma discreto improvement anche sul fronte audiovisivo. Nonostante grafica e interfaccia restino sostanzialmente immutati (per i dettagli consiglio ancora le ottime recensioni di Adrian), è possibile infatti intravedere qualche gradito effetto in più, oltre a una nuova gamma di animazioni ottimamente realizzate e il supporto per i monitor widescreen. Prima di entrare in una nuova locazione, però, i caricamenti appaiono un tantino dilatati. Splendido come sempre il doppiaggio (solo in inglese) fra cui spiccano proprio i due protagonisti, ormai perfettamente a proprio agio nelle deliranti vesti dei ‘freelance police’.
Un piccolo discorso a parte merita la colonna sonora, ancora una volta (per nostra fortuna!) curata dall’eccelso Jared Emerson-Johnson, che per l’occasione compone un nuovo scatenato main theme, un paio di remix (come quelli dell’ufficio dei nostri eroi e dell’ex negozio-bunker di Bosco), e una serie di pezzi del tutto nuovi, fra le quali spicca il brano natalizio che si ascolta all’interno del ‘workshop’ (con tanto di citazione di un classico come “Carol of the Bells”).
Ottimo il nuovo hint a tempo (regolabile), costituito da alcuni indizi più o meno sibillini del nostro Max, perfettamente in linea col tono dell’avventura.

COME ANDRÀ A FINIRE?
Grandi aspettative attendono al varco la Season Two, sulle cui spalle regge la conferma positiva sull’approccio adottato da Ferguson e soci. Nonostante questo, ci si può sentire più che soddisfatti di fronte a questo opening, i cui gli unici difetti, a voler essere pignoli, si riscontrano in righe di testo non sempre fulminanti (ben bilanciate però da più frequenti gag visive) e dalla quasi assenza della satira abrasiva che aveva caratterizzato alcuni episodi precedenti (sebbene il Natale rappresentato sia sempre prettamente ‘americano’, con tanto di elfi costruttori inclusi). In definitiva, “Ice Station Santa” può apparire inferiore, se pur di poco, all’impagabile “Abe Lincoln Must Die!”
Grosse incognite sul futuro della stagione: pur essendo un ‘caso’ autoconclusivo, infatti, gli autori sembrano mantenere la promessa di voler dare più spessore alla continuità narrativa, disseminando indizi e riferimenti che probabilmente avranno un senso solo dopo le prossime uscite. Come un vero serial, la trama tiene inoltre conto dei trascorsi del duo nella Season One (ad esempio, Max è ancora Presidente), fra cui è bene accennare un geniale ret-con inerente il ‘vecchio’ terzo episodio.

A conti fatti, l’acquisto non solo è caldamente consigliato, ma diventa quasi obbligatorio per tutti gli avventurieri orfani di titoli umoristici degni di questo nome. Ad essere onesti, è molto difficile trovare esempi, relativi agli ultimi 5 anni, che reggano il confronto con i titoli Telltale.

Grazie alla distribuzione online, il prezzo resta invariato: 8 dollari e 95 per il singolo episodio; 34,95 per il pacchetto completo (con la promessa di ricevere – gratis - dvd-case più supporto a stagione ultimata). Al momento della stesura di questo pezzo, il gioco è disponibile esclusivamente in lingua inglese (occhio, perché è scritto in un linguaggio abbastanza ostico), ma è possibile confidare in un’edizione localizzata in italiano dopo l’uscita ‘fisica’ dell’intera stagione.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Telltale Games
Publisher: GameTap/Telltale Games
Data Rilascio: Q4 2007
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Commedia
Grafica: 3D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Inglese
Ricerche
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Requisiti minimi
OS: Windows XP/Vista
Processore: 800 Mhz
RAM: 256 MB
Scheda Video: 32 MB
Supporto: Online Download
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