Adventure's Planet
Martedì, 26 Settembre 2017 05:45
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Recensione

Sam & Max: Hit The Road

di Paolo Novarese  

il nostro voto
90
il vostro voto (15 votanti)
90
In breve

Sam & Max, un cane e un coniglio. Sam è un poliziotto un po' tontolone ma raffinato, che cammina in giacca e cravatta ma non porta scarpe. Tra i due è quello che porta la baracca avanti. Max è il classico coniglio svitato, quasi psicopatico, al quale non puoi affidare mai un compito importante! Chissà quale calamità potrebbe verificarsi! Ne ha per tutti e non sono sempre delle attenzioni carine.. Insieme, diventano una coppia irresistibile, un concentrato di ironia, astuzia e passatemi il termine: bastardaggine! E saranno risate.. La storia, come dicevo. Ricevuta la chiamata dall'ispettore di polizia, ai due eroi viene affidato un DELICATISSIMO compito: dal luna-park dei fratelli Kushman è stata RUBATA la principale attrazione: Bruno il PIEDONE. Ci sono probabilità che autore del FURTO sia l'odioso Conroy Bumpus, famoso cantante western e country dal parrucchino alla Little Tony. Ma se invece ci fosse sotto qualcos'altro?

 

Recensione Completa del 19 Settembre 2005
Era il lontano 1993, quando l’allora LucasArts sfornava ancora perle di rara bellezza nel panorama delle avventure grafiche. Con ben pochi rivali al suo livello (unica grande “nemesi” la defunta Sierra, ora Vivendi) la casa californiana faceva il bello e il cattivo tempo. Ah che tempi! Là dove c’era l’erba ora c’è… ehm no, scusate. È che essendo la recensione di S&M mi sono lasciato un po’ prendere dall’entusiasmo del contesto. Insomma, facendola breve, il colosso americano decise di sfornare una delle avventure più deliranti, politically incorrect, schizofreniche, visionarie e spettacolari di tutti i tempi. Steve Purcell, allora in forza alla Lucas come grafico, decide di “donare” i suoi due figlioli, il cane Sam e il coniglio Max, già protagonisti delle fumettose avventure “Sam & Max Freelance Police”, al mondo dei videogame (…e dire che sono frutto della rielaborazione dei disegni infantili del fratello di Purcell). Il gioco Hit The Road è comunque un gioco su licenza e i diritti appartengono al loro papà (fortunatamente, aggiungo io). Ed ecco che nasce il progetto “Sam & Max: Hit the Road. Il papà dei due psycos, si unirà con Sean Clark (“The Dig” e “Fuga da Monkey Island”) e Micheal Stemmle (il gestionale-demenziale, “Fuga da Monkey Island”) ed impiegheranno tutte le loro forze nella realizzazione di questa malata avventura grafica.

Il cane Sam e il coniglio Max non sono altro che due improbabili investigatori privati che dovranno risolvere l’ennesimo caso di enorme responsabilità: ritrovare Bruno il Piedone (Bigfoot), attrazione principale del luna park targato fratelli Kushman. I sospetti sono rivolti immediatamente alla stella del country Conroy Bumpus, come possibile rapitore del povero Bruno. Ma è davvero così che stanno le cose? Non ci resta che scoprirlo, aiutando i nostri due psicopatici amici, andando in giro per l’America come non l’avete mai vista. Vi basti sapere che visiterete, tra le tante località, il gomitolo di spago più grande del mondo… niente di trascendentale, eh?

La grafica è quella tipica della Lucas anni 90 ed, in generale, della old school di quegli anni: 256 allegrissimi e curatissimi colori. Viene riproposto lo stesso “look” del fumetto così come zio Purcell lo aveva concepito. Nelle animazioni, nondimeno che in game, si nota immediatamente l’aspetto cartoonesco del gioco. I fondali sono spettacolari (stiamo sempre parlando del 1993) e dettagliati e per la maggior parte impostati graficamente da Steve Purcell stesso, anche se poi non sempre fu lui a colorarli. Nei vari luoghi in cui i nostri eroi si recheranno, infatti, troveremo una meticolosa cura del particolare e scenari davvero deliranti, elementi fondamentali per l’immedesimazione da parte del giocatore in questa “psyco-adventure”. Ottimamente realizzate, inoltre, le animazioni dei personaggi principali, che tra un siparietto e una gag, ci ruberanno un mare di risate. E anche in questo caso Steve non rimase a guardare: creò gli sprite di Sam & Max, nonché le loro animazioni principali (camminata, parlata).

Jazz, Swing, Blues, Country… e chi più ne ha più ne metta. I mitici addetti ai lavori Lucas nel settore del sonoro, sono inconfondibili. In questa ambiziosa avventura hanno inanellato un ennesimo successo. Ogni musica è perfettamente collocata al suo posto, e se per il futuro “Full Throttle” verrà realizzata una colonna sonora più “on the road” (vedesi Gone Jackals), qui in una avventura “Hit the Road” abbiamo un complesso variegato di generi musicali che si adattano perfettamente ai luoghi, e dunque agli ambienti, che i due investigatori privati visiteranno. Sam & Max sarà l'ultima avventura Lucas con le musiche sintetizzate (e non digitalizzate, come saranno da Full Throttle in poi). Parlando del doppiaggio c’è da togliersi il cappello: siamo di fronte alla prima avventura grafica della LucasArts doppiata in italiano (ci riferiamo alla versione cd-rom). Mitiche le voci dei nostri eroi, che avranno un’importanza fondamentale per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi: Zollo e Rovatti per la versione italiana, Bill Farmer e Nick Jameson per quella americana (Farmer è una vera personalità: è da vent'anni la voce ufficiale di Pippo). Troveremo anche personaggi che ci parleranno in forme dialettali dell’italiano. Personalmente non amo molto queste scelte nei videogames ma qui fanno divertire parecchio. Un grande plauso va alla CTO, il defunto distributore/publisher nostrano, perché furono loro ad impegnarsi per far venire così bene quest'edizione e a convincere la Lucas che le loro avventure si potevano doppiare nella nostra lingua.

La mitica interfaccia SCUMM viene cambiata ed, a differenza del gemellino “The Day Of The Tentacle”, non avremo più l’inventario posto nella parte inferiore dello schermo con i “vecchi” verbi. In S&M vi sarà l’utilizzo dell’interfaccia a schermo intero, che sarà poi quella utilizzata successivamente per tutti giochi LucasArts a venire (parecchio simile a quella della Sierra, creata con King's Quest V alla fine del 1990, unica differenza è che il cursore multifunzione di Hit The Road era "intelligente" e quello della Sierra no). Avremo la possibilità di accedere all’inventario attraverso una scatola posta nella parte inferiore sinistra dello schermo. Con F5 si aprirà il menù. Il puntatore dunque fu rivoluzionario per i tempi poiché racchiudeva tutte le principali azioni del personaggio, selezionabili attraverso un semplice click. Passaggio dunque dell’interfaccia tradizionale per raggiungere un’interfaccia più funzionale (i verbi sotto furono eliminati perché i grafici cominciavano a volere più spazio), comoda ed intuitiva, che tuttora si mantiene tale nelle AG di nuova generazione.

Abbiamo già fatto un accenno alla grande caratterizzazione dei personaggi. Vi sono buone caratterizzazione dei personaggi secondari e della nemesi country-rock. Tuttavia dominano incontrastati i nostri eroi, con delle personalità multiple e dalle mille sfaccettature. Infatti non ci sarà da stupirsi riguardo i dialoghi, gli stati d’animo e i comportamenti una volta entrati nelle teste (vuote) dei nostri due simpatici amici. E, gente, bisogna che questa avventura vi entri dentro e viceversa, per capire gli schemi della sua logicità nella sua delirante irrazionalità. Altrimenti si corre il rischio di non divertirsi, oltre a rimanere bloccati per un bel po’ per via degli enigmi.

In un “punta e clicca” qualsiasi avremmo parlato nei modi e nelle forme canoniche con cui affrontiamo, ogni volta che si debba recensire un gioco, l’argomento “enigmi”. In questo caso non è possibile, o meglio non renderebbe pienamente l’idea. Mi verrebbe spontaneo, qualora mi trovassi semplicemente a scambiare un’opinione con un altro appassionato, riassumere il tutto con un semplice: “GENIALI!” (in tutti i sensi del termine) seguito da una sonora e grassa risata. Tuttavia anche in questo caso tenderei a sminuire il tutto. S&M incarna il concetto di demenziale. Per molti è soltanto una successione di gag iperboliche senza un retrogusto di fondo. Ebbene, se posso dare i miei 2 cents (come fa di solito un mio buon amico) e perdonatemi la breve digressione, se così fosse, il demenziale sarebbe una semplice accozzaglia di idee sparse lì senza alcuna velleità di stimoli al cervello. Ma non è così. Già dal mitico film “L’aereo più pazzo del mondo” si intuisce, per chi non si ferma alla “scorza”, alla superficie, alla prima apparenza delle cose, una distorsione del mondo che non è altro che la sublimazione di ciò che si trova nel nostro inconscio e del relativo mondo annesso. Tutto ha un senso. E S&M anch’esso ne possiede innumerevoli. Ogni battuta, ogni gag, ogni frase irriverente, politically incorrect e pregna di evidenti malfunzionamenti celebrali di un cane disadattato e di un coniglio psicopatico, hanno i loro retroscena, i loro profondi significati, accompagnati da una molte gigantesca di comicità sfacciata e sfrontata. Com’eri grande LucasArts! Sigh! (lacrimuccia…)

Classica avventura LucasArts, classica longevità LucasArts. Niente da eccepire dunque riguardo al tempo che dovremo dedicare a questo fantastico gioco. Appurata l’oggettiva difficoltà medio-alta del gioco e i parecchi luoghi che dovremo visitare, avremo modo di passare parecchio tempo con i due animaletti. Direi intorno ad una quindicina di ore, sempre ricordando che la longevità è un aspetto altamente soggettivo. È molto interessante, inoltre, la bassissima linearità del gioco. Ad un certo punto si può andare praticamente ovunque (anche se, va detto, alcune locazioni "muoiono" e non servono più).

Un gioco “sui generis”, una pietra miliare delle AG che hanno segnato i favolosi anni 90, anni paradisiaci per i videogiocatori accaniti di “punta e clicca” (sebbene ci sono tutti i presupposti per tornare a quell’età dell’oro, visto l’ottimo presente con il nuovo style dei S&M firmati TellTale e tante altre AG promettenti). Non cercate un’avventura grafica simile a questa: non esiste. Un gran pezzo da 90…

Post Scriptum: Un ringraziamento particolare va al mitico di Diduz di Lucasdelirium e ai suoi preziosi consigli che ho copiato in questa recensione a piè pari. Grazie ad uno dei più grandi intenditori italiani riguardo la LucasArts, senza la cui consulenza, questa recensione ne avrebbe sicuramente perso.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Lucas Arts
Distributore: CTO
Data Rilascio: Q3 1993
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Commedia
Grafica: 2D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
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Requisiti minimi
OS: DOS
Processore: 386
RAM: 4 MB
Scheda Video: VGA
Supporto: 1 CD
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