Adventure's Planet
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Recensione

The Samaritan Paradox

di Mattia Seppolini  

il nostro voto
80
il vostro voto (2 votanti)
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In breve

In quest'avventura vestirete i panni di Ord Salomon, uno studente di letteratura con l'hobby della crittologia; caso vuole che, durante lo studio di uno degli ultimi volumi di cui è venuto in possesso, il nostro si imbatte in un messaggio nascosto dal suo autore, Jonatan Bergwall, e destinato a sua figlia Sara. Sebbene il padre di Sara si sia recentemente suicidato, la figlia sembra non aver intenzione di seguire le tracce lasciate dal padre attraverso il suo libro: perchè si è tolto la vita? Perchè Sara non vuole saperne nulla? A voi il compito di svelare questi e altri misteri...

 

Recensione Completa del 09 Giugno 2014
Quando, nel 1997, Chris Jones diede vita ad Adventure Game Studio difficilmente avrebbe potuto immaginare che, anche dopo quasi 20 anni, dal suo tool sarebbero nate avventure di assoluta qualità, rendendolo di fatto uno strumento fondamentale per gli sviluppatori indipendenti. Tra gli ultimi a sfruttarlo ci sono gli svedesi Faravid Interactive, che lo hanno utilizzato per creare la loro prima avventura, The Samaritan Paradox, un progetto interessante ed ambizioso, che vuole mescolare il realismo dei thriller di Stieg Larsson con le atmosfere fiabesche delle opere dei fratelli Grimm, in un impianto ludico che riprende in maniera forte le avventure degli anni ‘90.

Le premesse sono quelle di un classico thriller; siamo nella Svezia degli anni ‘80 e vestiamo i panni di Ord Salamon, uno studente di letteratura appassionato di crittografia, disilluso ed in cerca di nuovi stimoli. La passione per la crittografia si rivela provvidenziale quando, nell’ultimo libro scritto da Jonatan Bergwall, famoso giornalista e scrittore recentemente suicidatosi, Ord scopre un messaggio criptato diretto alla figlia dello stesso, Sara. Una volta contattata la ragazza veniamo a scoprire che il padre ha realizzato un altro libro, rimasto nascosto e contenente le informazioni per ottenere un’importante eredità. Questo libro è diviso in tre parti e racconta quella che sembrerebbe una semplice storia fantasy, con protagonista una ragazza di nome Freja svegliatasi improvvisamente in un’isola deserta.

Il nostro compito sarà così quello di portare avanti in maniera parallela le due storie: con Ord cercheremo di ricostruire l’ultimo periodo di vita di Jonatan, per scoprire su cosa stava lavorando e le motivazioni dietro al suo suicidio, mentre con Freja ci addentreremo in un mondo fantasy logorato da corruzione e lotte di potere.

L’intreccio narrativo è interessante, mescola elementi e tematiche anche molto diversi tra loro, presentando sviluppi tutt’altro che banali. La difficoltà in questo tipo di struttura è riuscire a legare tutto in maniera coerente ed è proprio qui che il titolo mostra qualche limite; alcune situazioni risultano infatti forzate e ci si trova un po' troppo spesso spaesati di fronte agli eventi, con la sensazione che manchi qualche passaggio in grado di approfondire e legare al meglio le varie situazioni. Nonostante questo il titolo riesce a mantenere alto l’interesse del giocatore per tutte le 6-8 ore necessarie ad arrivare ai titoli di coda.

Come anticipato, The Samaritan Paradox è un’avventura che, sia da un punto di vista tecnico che ludico, si rifà molto alla vecchia scuola. Graficamente il look è volutamente retrò con risoluzione fissa a 320x200 px, laddove la realizzazione di fondali e personaggi è buona, anche se d'impatto leggermente inferiore a quello di altri titoli dello stesso genere, come ad esempio quelli realizzati e prodotti da Wadjet Eye. Le due fasi del gioco adottano poi una realizzazione stilistica opposta: mentre quelle con Ord sono caratterizzate da toni più cupi e colori tendenti al grigio, in quelle con Freja il tutto acquista vitalità e colori più accesi, creando una piacevole dualità.

Anche a livello di interfaccia, il gioco eredità un'impostazione classica; useremo il tasto sinistro per interagire con gli hotspot, quello destro per esaminarli, mentre l’inventario è a scomparsa in basso nello schermo. L’unica particolarità è data dal blocco degli appunti, consultabile in qualsiasi momento, che tiene nota di tutte le informazioni più importanti registrate nel nostro cammino. Queste, oltre a fornire una sorta di promemoria sui fatti accaduti, possono essere richiamate in alcuni enigmi e durante i dialoghi per ottenere e consultare le informazioni necessarie a proseguire l’avventura.

Tra i tanti aspetti del titolo, quello dove riesce a dare il meglio di sé è sicuramente quello legato agli enigmi. L’approccio sarà apprezzato in particolare dai giocatori con qualche anno sulle spalle, in quanto i puzzle sono discretamente impegnativi e richiedono spesso approcci differenti, grazie anche alla struttura peculiare che, proponendo due contesti molto diversi tra loro, permette di variarne spesso tipologia. Se nelle fasi con Ord ci sarà un approccio orientato maggiormente agli enigmi logici, con Freja gli enigmi saranno di tipo più classico, basati maggiormente su oggetti ed esplorazione. Avremo quindi a che fare con i classici oggetti da raccogliere ed utilizzare, ma ci troveremo spesso ad esplorare le ambientazioni ed a parlare con i vari personaggi per ottenere informazioni ed a decifrare codici, indovinelli e giochi di parole.

Alcuni enigmi sono inoltre basati sul tempismo e sulla posizione dei personaggi, ad esempio quando saremo costretti a nasconderci entro un tempo limitato. Chi non apprezza questo genere di situazioni può comunque stare tranquillo dato che, in caso di fallimento, non esiste un vero e proprio game over, ma verremo automaticamente fatti ripartire dall’attimo immediatamente precedente.

Altro punto dove il gioco mostra le sue qualità è l’accompagnamento sonoro. Le musiche, di ottima fattura, accompagnano infatti a dovere, senza risultare invasive e ripetitive, così come è buono il doppiaggio, disponibile in inglese e migliorabile solo nell’intensità di alcune frasi.
Per i non anglofili sono presenti i sottotitoli in italiano, curati da RuM Corp.(se), team di localizzazione italiano composto da due ragazze, Claudia Macavero e Marialuisa Ruggiero, che avevano già curato l’adattamento inglese di Donald Dowell. Il lavoro fatto è molto buono, trattandosi di un gioco impegnativo vista la presenta molti enigmi basati su indovinelli e giochi di parole che spesso hanno costretto l’utilizzo di parole non proprio di uso comune.

L’unico appunto che può essere fatto riguarda qualche parola ancora in inglese che di tanto in tanto spunta fuori, problema però di natura tecnica risolvibile con una semplice patch. Proprio riguardo la traduzione nel nostro sito potrete trovare inoltre un interessante articolo, curato dal team stesso, dove viene spiegato nel dettaglio il processo di traduzione e il perché di alcune scelte fatte.

Per concludere, The Samaritan Paradox si è rivelato un titolo valido, basato su un impianto enigmistico molto solido e vario che soddisferà chiunque è alla ricerca di una sfida impegnativa. Rimane il rammarico per il comparto narrativo che, a fronte di idee interessanti, fatica a proporsi in maniera sempre coerente, impedendo così al titolo di fare il vero salto di qualità, ma non di risultare consigliabile, anche in virtù di un prezzo più che appetibile.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Faravid Interactive
Data Rilascio: Q1 2014
Piattaforma: Android, iPad, iPhone, PC
Caratteristiche
Genere: Giallo
Grafica: 2D
Controllo: Mouse
Sottotitoli: Multilingua (italiano incluso)
Ricerche
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