Adventure's Planet
Lunedì, 25 Settembre 2017 04:26
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Recensione

Ripper

di Adriano Bizzoco  

il nostro voto
84
il vostro voto (2 votanti)
77
In breve

Avventura in full motion video cui partecipano, tra gli altri: Christopher Walken, Tahnee Welch, Ossie Davis, Burgess Meredith, Karen Allen, John Rhys Davies, David Patrick Kelly. New York, 2040. Jack lo Squartatore è tornato: il reporter Jake Quinlan è sulle sue tracce. Per trovarlo, dovrà affrontare enigmi e minacce nel mondo reale e nel mondo virtuale. Arcade-adventure interessante, con 4 possibili finali (dipende dalle scelte) e tre livelli di difficoltà, sia per i puzzles che per i combattimenti. Colonna sonora dei Blue Oyster Cult. Visuale in soggettiva per il gioco e in terza persona per i filmati.

 

Recensione Completa del 08 Gennaio 2012
New York, 2040. Le macchine non volano, ma la tecnologia ha ugualmente fatto passi da gigante. La cara vecchia rete Internet √® stata soppiantata dal Cyberspazio, un autentico universo di byte, in cui ciascun utente si immerge con un'apparecchiatura in tutto e per tutto simile a quella per la realt√† virtuale. Qui √® possibile trovare software, giochi, siti personali ("pozzi", nel gergo del gioco) e molto altro. Nel Cyberspazio, ad esempio, √® possibile leggere l'ultima copia del Virtual Herald, il quotidiano online di New York per cui scrive Jake Quinlan, un giovane cronista che sta vivendo il suo momento di notoriet√†. Una fama che deve esclusivamente allo Squartatore: un brutale assassino che - emulando le gesta del suo pi√Ļ celebre antenato, Jack - ha preso l'abitudine di inviare puntualmente un messaggio privato a Quinlan dopo ciascun delitto, rivendicandolo. Quello con l'articolo sull'ultimo delitto dello Squartatore, √® ormai diventato un appuntamento fisso per i lettori del Virtual Herald, cos√¨ come per Quinlan, almeno fino al terzo omicidio, quello di Renee Stein.
Ripper si apre proprio così, con un vero e proprio prologo giocabile, in cui Quinlan giunge sul luogo del delitto e, dopo aver scambiato due parole con Vincent Magnotta, il detective incaricato del caso, e con l'agente della scientifica Karl Stasiak, riceve un messaggio della sua assistente, Catherine Powell, che annuncia di aver scoperto qualcosa di grosso sull'identità dello Squartatore. Pochi istanti dopo è proprio l'assassino a mettersi in contatto, preannunciando l'identità della quarta vittima: Catherine Powell, colpevole di "essersi avvicinata troppo". Quinlan prova a rimettersi in contatto con la ragazza, senza successo, finchè non è lei a ricomparire dal nulla, giusto in tempo per perdere conoscenza tra le braccia del suo collega e cadere in un coma profondo.
Questa la premessa da cui partono le indagini di Quinlan, che lo vedranno impegnato su diversi fronti: scoprire ciò che Catherine segretamente aveva appreso sullo Squartatore e indagare sul passato e sui misteri che avvolgono tre personaggi-chiave del gioco - lo scontroso Vincent Magnotta, il detective incaricato del caso; la dottoressa Clarissa Burton, direttrice del Tribeca Center, il centro medico in cui è ricoverata Catherine; Joey Falconetti, celebre hacker del Cyberspazio.

Una trama articolata e tutto sommato lineare negli sviluppi, che però riserva dei colpi di scena niente male nell'arco dei tre atti in cui è suddivisa l'avventura; in particolare è bene sottolineare come il terzo atto del gioco cambi ad ogni partita, prendendo una direzione che può condurre a quattro finali diversi.
L'andamento della narrazione non è però esente da cadute di stile e momenti trash, in particolare quando è lo splatter a farla da padrona: i limiti degli effetti speciali emergono assieme a qualche organo e qualche schizzo di sangue di troppo. Da segnalare anche la presenza di un linguaggio a tratti duro e volgare (non gratuito, a parere di chi scrive, ma compatibile con il tipo di narrazione). Un pizzico di ironia, specie nell'interpretazione di Quinlan, contribuisce ad alleggerire un po' il tutto.

Una menzione a parte per il cast che ha lavorato a Ripper. D'altronde trattandosi di un gioco interamente realizzato con attori in carne ed ossa, √® proprio nel cast che va individuato il fattore che pu√≤ determinare il fallimento o il successo del gioco, sia in termini di credibilit√†, che di capacit√† di coinvolgimento del giocatore. E stiamo parlando di un cast davvero di altissimo livello (forse il livello pi√Ļ alto mai toccato da un adventure in full motion video, negli anni d'oro del genere), con attori di primissimo piano in ruoli tutt'altro che marginali. Ecco qualche esempio:
- il grandissimo Christophen Walken nei panni del detective con Vincent Magnotta;
- Karen Allen, la co-protagonista femminile del primo Indiana Jones, nei panni della dottoressa Clarissa Burton;
- il bravissimo Paul Giamatti, che di recente ha interpretato La versione di Barney, nei panni del dottor Bud Cable (che aiuterà Quinlan a recuperare la memoria di Catherine nell'arco di tutto il gioco);
- John Rhys-Davies, caratterista che ha interpretato tra gli altri Gimli del Signore degli Anelli e Sallah nel primo e nel terzo Indiana Jones, nei panni di Vigo Haman;
- e poi David Patrick Kelly (Twin Peaks), Burgess Meredith (Rocky e mille altri), Tahnee Welch, e altri...
Inutile dire che la recitazione √® ottima, a giudizio di chi vi scrive migliore di quella vista nelle avventure FMV targate Sierra (Gabriel Knight 2: The Beast Within o Phantasmagoria, ad esempio) o anche in produzioni pi√Ļ recenti (Darkstar o Zairo).

La qualit√† grafica di Ripper risente fortemente di quelli che erano i limiti tecnici dell'epoca, in materia di algoritmi di compressione video e capienza dei supporti ottici. In parole povere si doveva ridurre la qualit√† dei video per fare in modo che in 6 CD ci potessero stare ore e ore di riprese; il tutto senza disporre di sistemi di compressione "raffinati" come quelli di oggi (DIVX, MPEG, XVID), ma di algoritmi molto pi√Ļ "grezzi". Il risultato si nota facilmente con le risoluzioni dei monitor di oggi: i filmati sono molto sgranati e pixellosi, al punto che il full screen, in alcune sequenze, rende addirittura difficoltoso distinguere gli elementi in secondo piano nelle riprese.
Diverso il discorso per tutto ci√≤ che non √® in full motion video, vale a dire la parte squisitamente interattiva. Infatti Ripper √® tanto un avventura in FMV, quanto un'avventura in prima persona. Tutti gli spostamenti all'interno delle locazioni, le interazioni con oggetti, personaggi e ambiente, e tutti gli enigmi, sono gestiti graficamente come in ogni avventura in soggettiva che si rispetti. Ambientazioni pre-renderizzate in 3D, spostamenti "a passi" in stile Myst e rotazione libera della visuale a 360¬į.
La resa degli ambienti era davvero ottima per l'epoca e risulta tutt'ora buona. L'unico vero problema nasce dallo stridente contrasto grafico tra personaggi e ambienti: incontrare gente all'interno del mondo di Ripper, equivale a incontrare sagome bidimensionali di qualit√† pessima, incollate su sfondi molto pi√Ļ definiti e animate in ridicoli loop di pochissimi secondi.

Al solito, menzione a parte per il comparto musicale. Accanto a un sottofondo poco invasivo, non troppo vario e del tutto funzionale a creare l'atmosfera di tensione di cui è impregnata l'avventura, si inseriscono un paio di eccezioni degne di nota, come il brano metallaro che accompagna la "prova balistica" che Quinlan deve superare per incontrare per la prima volta Joey Falconetti. Ma è soprattutto in una canzone che si racchiude tutta l'essenza musicale del gioco: sto parlando di Don't Fear the Reaper dei Blue Oyster Cult, il brano che apre e chiude il gioco. Non è un caso, infatti, se la bella introduzione (in cui è immortalato l'omicidio di Renee Stein), viene mostrata sulle note del suddetto capolavoro; e non è un caso se l'ultimissima sequenza del gioco (compreso l'ultimo enigma con cui si deve scegliere l'identità dello Squartatore), si svolga con il sottofondo di Don't Fear the Reaper e un chiaro riferimento alle carte dei tarocchi.
Nella versione italiana di Ripper, la qualità del doppiaggio è un po' altalenante, ma per fortuna le voci migliori sono quelle assegnate ai personaggi principali (tra i minori invece ce ne sono alcune a dir poco inascoltabili).

Se c'√® una cosa per cui sono celebri le avventure in FMV targate Take2, √® la difficolt√†. E Ripper non fa eccezione: √® un gioco arduo da finire senza l'aiuto di una soluzione. Sebbene sia possibile regolare il livello di difficolt√† dalle opzioni del gioco, questa √® una possibilit√† che semplifica solo in parte l'avventura (consentendo al giocatore di evitare i difficili scontri con i guardiani virtuali di alcuni pozzi, ad esempio), perch√® in realt√† l'ostacolo pi√Ļ grosso viene dagli enigmi. Una tonnellata di enigmi! Rompicapo di tutti i tipi (non solo "gioco del 15" e labirinti), ricerca di indizi su documenti e nell'ambiente, ricostruzione di tracce audio e qualche prova di abilit√†; una variet√† che ricorda quella di 7th Guest, ma triplicata per quantit√†. Fortunatamente c'√® la nostra soluzione e, per gli enigmi pi√Ļ tosti, gli sviluppatori hanno previsto l'inserimento di alcuni codici con cui saltare a pi√® pari l'ostacolo.
La longevità ne risulta naturalmente influenzata: ci vogliono molte ore di gioco prima di scoprire l'identità dello Squartatore... con la soluzione. Se invece si affronta l'avventura contando solo sulle proprie forze, quelle ore possono aumentare esponenzialmente.

In un'epoca in cui di avventure in FMV se ne fecero fin troppe, spesso con risultati imbarazzanti, Ripper (assieme a Black Dahlia) contribuì certamente ad alzare la media, complice un investimento notevole da parte di Take2 e un cast stellare. Ma è dal mix tra elementi cyberpunk e noir, che nasce tutto il fascino del gioco: una trama dallo sviluppo lineare e coerente, supportata da una colonna sonora strepitosa, capace di coinvolgere il giocatore fino alla fine. Con un solo intoppo: nel '96 - anno di uscita di Ripper - Internet era scarsamente diffusa e le soluzioni dei giochi spesso irreperibili; per arrivare fino in fondo, quindi, il giocatore doveva evidentemente avere una pazienza e una passione per gli enigmi fuori dalla norma!

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Take 2
Publisher: GameTek
Distributore: Leader
Data Rilascio: Q4 1995
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Poliziesco/Thriller
Grafica: FMV
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
Ricerche
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Requisiti minimi
OS: DOS/Win95
Processore: 486/66 Mhz
RAM: 512K
Scheda Video: 256 colori
Hard Disk: 10 MB
Supporto: 6 CD
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