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Recensione

Rhem 3: La Biblioteca Segreta

di Adriano Bizzoco  

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In breve

Un'intricata avventura in prima persona, che segue le vicende di Kales e Zetais nel misterioso mondo di Rhem. Come i suoi precedessori, Rhem 3 presenta un gameplay non lineare, una storia priva di elementi di violenza e una lunga serie di enigmi che metteranno duramente alla prova la vostra materia grigia. Ambientato in un labirintico mondo pieno di stanze nascoste e passaggi segreti, strani veicoli e incredibili macchinari, Rhem 3 offre agli avventurieri un nuovo viaggio nel mistero. Alla ricerca di un cristallo nero, dovrete cercare indizi in una misteriosa biblioteca e nelle parole dei pochi abitanti di Rhem. Lentamente riuscirete a scoprire il luogo in cui è nascosto questo tesoro e a svelare i segreti che lo circondano!

 

Recensione Completa del 19 Maggio 2008
A distanza di meno di un anno dalla pubblicazione della Rhem Collection, cofanetto contenente i primi due capitoli della saga di Knut Mueller, rieccoci alle prese con i fratelli Kales e Zetais, e soprattutto con l’enigmatico mondo di Rhem. Chi tra voi ha già avuto a che fare con i precedenti episodi, saprà perfettamente di cosa stiamo parlando, al punto da poter saltare a piè pari quasi tutta la recensione; per coloro i quali, invece, non hanno ancora avuto la possibilità di misurarsi con questa saga, il consiglio è quello di leggere attentamente le prossime righe.

Un tedesco preciso come uno svizzero
Knut Mueller. Un nome, una garanzia. La sua saga non vede ancora la fine e lo dimostra con questo terzo capitolo, intitolato Rhem 3: La Biblioteca Segreta. Come preannunciato dal sottotitolo, in questo caso saremo chiamati ad esplorare un nuovo settore di Rhem, dopo esserci lasciati alle spalle la cava. L’obiettivo sarà quello di rinvenire un manufatto e consegnarlo a Kales. Ovviamente a patto di riuscire a trovarlo. Tra noi e la meta, manco a dirlo, si frappongono decine e decine di rompicapo. Ok, la trama non sarà da Oscar, ma d’altronde è pur sempre un elemento secondario rispetto al vero fulcro del gioco: gli enigmi.

Pulsanti, pulsantini; tasti, tastini; ingranaggi, ingranaggini. E poi leve, manovelle, ma anche pietre, foglie, generatori, ponti… Ogni elemento presente in Rhem si rivela puntualmente funzionale rispetto a qualche enigma. Si passa da quelli meccanici a quelli elettronici, mantenendo un unico, importante, comune denominatore: la logicità. Se poi a ciò aggiungiamo il fatto che spesso nel corso del gioco ci si imbatte prima in un pannello da utilizzare e poi, dopo un arco di tempo considerevole, si finisce con lo scoprire quale sia la ratio di quel pannello, allora è chiaro che il giocatore non può prescindere per alcun motivo da due amici fondamentali: carta e penna.
La quantità di enigmi proposti, unita alla qualità nella loro concezione, è tale da costituire una sfida sempre in grado di mettere a dura prova la materia grigia del giocatore, a patto che egli sia disposto a ragionare e ad affrontare con perseveranza il percorso attraverso Rhem. La difficoltà degli ostacoli è naturalmente crescente e, ciononostante, fin dalle prime battute e dai primi enigmi risolti, è possibile beneficiare di una forte sensazione di appagamento, unico motore (vista l'assenza di una trama sufficientemente avvincente) in grado di spingere il giocatore ad andare avanti.

Eppur si muove
Dall’ultima uscita targata Runesoft è trascorso del tempo e questo ha concesso a Mueller di concentrarsi maggiormente sull’aspetto grafico della propria creatura videoludica. Certo non stiamo parlando di chissà quale balzo in avanti, ma si tratta pur sempre di un buon numero di innovazioni. Cominciamo col citare l’aumento di risoluzione, finalmente passata da un anacronistico 640x480 a un più accettabile 800x600. La cura maggiore nei dettagli è segnalata inoltre dalla presenza di animazioni inserite all’interno delle locazioni e in alcuni casi, attivate dalle interazioni del giocatore con l’ambiente. Menzione a parte spetta invece ai personaggi secondari, rappresentati per mezzo di video FMV (Full Motion Video), e interpretati da attori in carne ed ossa. La recitazione non è a livelli cinematografici, beninteso, né la durata di questi interventi può dirsi particolarmente elevata, ma la resa stilistica, nel complesso, ne esce decisamente migliorata. Purtroppo c’è da aggiungere che non ci troveremo mai nelle condizioni di poter interagire realmente con queste figure; piuttosto ci toccherà ascoltare e tenere a mente quello che, il più delle volte, ci sarà chiesto.

Il comparto audio è dotato di un ottimo pacchetto di suoni ambientali, in grado di donare al gioco, mediamente molto silenzioso, un’atmosfera notevole. La versione italiana è inoltre arricchita da un doppiaggio completo dei personaggi secondari, di buona fattura.

Concludendo, inviterei quanti tra voi hanno sempre apprezzato l’idea di usare la propria materia grigia per risolvere dei rompicapo ben congeniati, ad avvicinarsi a Rhem 3: La Biblioteca Segreta, anche nel caso si trattasse del primo contatto con la saga (in fondo non ci sarebbero problemi rilevanti di “continuity narrativa”). Questo gioco sarà anche indietro graficamente e tecnicamente, ma per quanto riguarda varietà e costruzione degli enigmi, vi garantisco che abbiamo a che fare con una punta di eccellenza assoluta.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Knut Mueller
Publisher: Rune Soft
Data Rilascio: Q2 2008
Piattaforma: PC, MAC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Puzzle
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
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Requisiti minimi
OS: Windows 98/Me/2000/XP/Vista
Processore: Pentium III 800 Mhz
RAM: 128 MB
Scheda Video: 16 MB
Hard Disk: 800 MB
Supporto: 1 CD
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