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Recensione

Evil Dead: Regeneration

di Ivan Vailati  

il nostro voto
80
In breve

Il filmato introduttivo ci mostrerĂ , infatti, Ash subito dopo la fine del film EVIL DEAD 2. Il protagonista inizierĂ  a raccontare i fatti che lo hanno portato a essere rinchiuso in una cella del manicomio. Finita questa piccola parte introduttiva (e un piccolo inizio di gioco), un secondo filmato inizierĂ  a scorrere sui nostri monitor e a questo punto vedremo il direttore del manicomio alle prese con il Necronomicon (sottratto ad Ash) intento a recitare la formula per riportare di nuovo i morti sulla terra. Il sangue torna a scorrere!!

 

Recensione Completa del 16 Gennaio 2006
Facciamo un passo indietro: ancora prima del film che si sarebbe poi rivelato essere quel capolavoro che corrisponde al nome di EVIL DEAD (era la fine degli anni '70) Sam Raimi (nel film il nome del regista era Samuel Raimi) con l’aiuto di due suoi cari amici di università (Bruce Campbell e Robert Tapert) inizia a girare alcuni cortometraggi amatoriali più o meno riusciti: dopo queste prime esperienze arriva la svolta, era il 1979 e grazie al generoso contributo del padre di Bruce Campbell (350000 dollari) prendono il via le riprese del film EVIL DEAD che termineranno 2 anni dopo nel 1981 con la contemporanea nascita della Reinassance Pictures. Il successo arrivò nel 1982 e immancabilmente negli anni a seguire uscirono dei sequel dal titolo EVIL DEAD 2 e ARMY OF DARKNESS.

EVIL DEAD: HAIL TO THE KING - uscito nel 2001 - è stato il primo tentativo di riproporre in chiave videoludica le avventure de “La casa” (titolo italiano): si trattava di un survival horror di stampo classico, a schermate fisse, molto simile al gioiello che corrisponde al nome di RESIDENT EVIL. A seguire nel 2003 è la volta di EVIL DEAD: A FISTFUL OF BOOMSTICK, uscito solo per console e che si prefiggeva di riprendere proprio dal punto in cui HAIL TO THE KING terminava, portando il giocatore a combattere il male che ormai aveva infestato la terra. Ora, nel 2005 è giunto il momento del terzo capitolo, EVIL DEAD REGENERATION (da adesso EDR). L’inizio è una piccola sorpresa, rispetto ai primi 2 episodi c’è stato un netto cambio di trama. Il filmato introduttivo ci mostrerà, infatti, Ash subito dopo la fine del film EVIL DEAD 2. Il nostro protagonista inizierà a raccontarci i fatti che lo hanno portato a essere rinchiuso in una cella del manicomio. Finita questa piccola parte introduttiva (e un piccolo inizio di gioco), un secondo filmato inizierà a scorrere sui nostri monitor e a questo punto vedremo il direttore del manicomio alle prese con il Necronomicon (sottratto ad Ash) intento a recitare la formula per riportare di nuovo i morti sulla terra. Il sangue torna a scorrere!!

Dal punto di vista grafico ci troviamo di fronte ad un motore molto ben curato e scalabile tutto in 3D. Potremo scegliere la risoluzione che più ci aggrada partendo dalla più bassa 640 x 480 per computer meno veloci, arrivando fino alla più alta la 1600 x 1200 per computer ultra pompati. Le locazioni sono mediamente buone ma non eccezionali anche se nei vari livelli di gioco ho notato una certa ripetitività nell’ambiente: molto apprezzabili sono i diversi filmati che ci accompagneranno per tutta l’avventura (ce ne sono ben 36) e i poligoni che compongono i personaggi e i mostri boss sono ben curati (non altrettanto i mostri e gli zombie di contorno): Ash assomiglia veramente tanto al suo alter ego cinematografico, veramente un ottimo lavoro.

Nel momento in cui faremo il doppio click sull’icona del teschio di EDR ci apparirà una finestrella introduttiva: prima di iniziare a giocare possiamo settare le voci che poi non troveremo nel menù di gioco una volta iniziato e cioè, i controlli, il mouse, la risoluzione video e qualche effetto grafico. Una volta partito il gioco vero e proprio il menù ci offrirà poche scelte, iniziare una partita nuova o caricarne una salvata (i salvataggi sono affidati alle piattaforme per i save point), facciamo la nostra scelta e ci appariranno altre impostazioni. Potremo scegliere se continuare una partita, rigiocare il livello che avete appena terminato, vedere le molte scene cinematiche o vedere gli extra dove si possono trovare vari sfondi del gioco e un intervista a Bruce Campbell (gli extra sono sbloccabili solo trovando i 20 fogli del Necronomicon nascosti nel gioco). Nelle opzioni possiamo attivare o disattivare alcune cose, la vibrazione per i joypad che contemplano questa funzione, i sottotitoli, il sonoro e il parlato (purtroppo il gioco è tutto in inglese e i sottotitoli saranno solo visibili nelle sequenze cinematografiche). L’interfaccia utente a schermo è abbastanza semplice, avremo sulla parte in alto a sinistra due barre per tenere sotto controllo l’energia della salute e l’energia di Ash cattivo (di questa novità nel parlerò più avanti). Nella parte bassa, quando vorremo cambiare qualcosa del nostro arsenale, apparirà l’icona dell’arma che in quel momento stiamo utilizzando: tutto qua, purtroppo non possiamo dire altrettanto per l’interfaccia di controllo. Troppi sono i tasti da gestire e giocare da tastiera è veramente proibitivo: io consiglio vivamente l’uso del joypad o il connubio mouse-tastiera.

EDR si contraddistingue di sicuro per essere il gioco in assoluto più splatter che abbia mai visto. In mezzo ad arti amputati, teste che saltano, sangue, urla, gemiti e tanto altro c’è un sonoro veramente all’altezza, dalle musiche veramente adrenaliniche e sempre molto incalzanti nei momenti che contano, a un doppiaggio perfetto, e non potrebbe essere altrimenti. Infatti i doppiatori dei personaggi principali sono Bruce Campbell che impersona se stesso e cioè Ash e il fratello di Raimi, che è riuscito a caratterizzare veramente in modo perfetto la voce di Sam (Sam? sarà un caso di omonimia?), e qua iniziamo a introdurre le vere novità.

Certamente un survival horror che si rispetti deve anche proporre delle novità interessanti che possano suscitare l’interesse di un eventuale giocatore per un acquisto e devo dire che da questo punto di vista ce ne sono molte: la prima è l’introduzione di un secondo personaggio vicino ad Ash. Il suo nome è Sam, si tratta di un piccolo nano bullo di città, morto dopo due anni di atroci sofferenze e torture da parte del direttore dell’manicomio, resuscitato grazie allo spirito del professore (quello che ha trovato e tradotto il Necronomicon) e pronto a vendicarsi. Questa spalla si rivelerà una mossa azzeccata da parte degli sviluppatori (i Cranky Pants Games, il gioco è stato prodotto da THQ): da subito nasce una certa antipatia tra i 2 personaggi e già dai primi minuti di gioco le battute, le frecciate e le scenette si sprecheranno per un crescendo di simpatia e comicità che vi stimolerà a continuare per vedere cosa faranno questi pazzi. Mitico il momento della mossa involontaria del kamasutra (il 69). La seconda novità riguarda l’interazione tra i 2 personaggi: è possibile utilizzare Sam dandogli un calcione in modo da farlo volare sopra i nemici e prenderli alla sprovvista (Sam può morire ma resusciterà ogni volta), oppure lo si può utilizzare per risolvere i vari enigmi che dovrete affrontare. A proposito, è meglio chiarire da subito una cosa. Per gli avventurieri che non possono fare a meno degli enigmi, EDR è certamente improntato moltissimo sull’azione piuttosto che sugli enigmi, che comunque sono di facile soluzione (ne ho trovati un paio carini), siete avvisati.

Un'altra possibilità di interazione tra i due personaggi sono le piattaforme di possesso: queste, se utilizzate, vi permetteranno di impossessarvi del corpo del vostro compagno e muoverlo a piacimento. Questo vi permetterà di raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili e di fare tante altre cose che scoprirete giocando (non voglio rovinarvi la sorpresa). Ultima grossa novità riguarda la trasformazione di Ash, in Evil Ash (o zombie Ash, o Ash cattivo, come vi pare). A un certo punto dell’avventura avrete la possibilità di usufruire di una seconda barra di energia: una volta che avrete raggiunto il livello di energia sufficiente potrete trasformarvi in Evil Ash e massacrare tutto quello che si muove a schermo (è possibile aumentare la barra di energia rossa e gialla con le piattaforme sparse e nascoste qua e la nel gioco). A margine, da segnalare l'ottima la gestione delle telecamere che seguono gli spostamenti di Ash.

Come vedete di carne (al sangue) al fuoco ce n’è tanta: la giocabilità è veramente fuori parametro, possiamo anche dire esageratamente facile: forse è un difetto, in effetti lo penso anche io. Infatti abbiamo ogni ben di Dio di mosse per affrontare i nemici, se pensiamo che poi si può anche trasformarsi e diventare molto più forti allora stiamo veramente esagerando, e non ho parlato delle armi!! Non avremo un grande arsenale, ma quel poco che abbiamo è veramente devastante e comunque pensate, basta semplicemente usare sempre la motosega per avanzare per 3\4 del gioco senza problemi e le munizioni sono infinite. Tutto questo influisce alla fin fine sulla longevità che purtroppo si assesta sulle 8 ore e non di più.

Se c’è una cosa che amo negli survival horror è la presenza di mostri boss: qua ce ne sono tantissimi e ognuno lo si deve affrontare con una tattica e una strategia diversa, nulla è lasciato al caso. Nel complesso EDR è veramente un buon gioco, forse non si discosta molto da altri titoli del genere, ma riesce a introdurre delle idee interessanti e particolari in un gameplay che altrimenti risulterebbe essere troppo monotono e noioso. Non potete perderlo se siete dei fans della serie e non dovreste comunque perderlo anche se non lo siete. Veramente carismatico e splatteroso.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Cranky Pants Games
Data Rilascio: Q3 2005
Piattaforma: PC, PS2, XBOX
Caratteristiche
Genere: Survival Horror
Visuale: Terza Persona
Controllo: Tastiera/Joypad
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Inglese
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Requisiti minimi
OS: Windows 98/Me/2000/XP
Processore: 800 Mhz
RAM: 256 MB
Hard Disk: 2 GB
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