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Recensione

Phoenix Wright: Ace Attorney

di Cristiano Caliendo  

il nostro voto
77
il vostro voto (2 votanti)
73
In breve

Impersona il giovane Wright, avvocato in cerca di successo, e difendi i tuoi clienti con ogni mezzo. Raccogli prove nella Investigation Phase, poi metti sotto torchio i testimoni nella Court Phase, facendo il possibile per difendere il nome del tuo cliente! Con tante, appassionanti storie durante le quali ti dovrai battere per trovare la verità e tanti personaggi, fra cui un'assistente medium e un avversario per cui tutti sono colpevoli, Phoenix è tanto divertente quanto emozionante.

 

Recensione Completa del 14 Agosto 2008
America, 2016. Cinque casi. Tre giorni per vincere il processo. Un giovane avvocato rampante, un severo e affascinante mentore, una dolce e pestifera ‘spalla’, un temibile avversario. Sommare tutti questi numeri porta a un solo risultato: “Phoenix Wright: Ace Attorney”!

UN TITOLO SENZA CONTRADDIZIONI
Trasposizione (più che) totale dell’originale per Game Boy Advance del 2001 (mai giunto oltre i confini nipponici), la serie di “Ace Attorney” stupisce fin da subito l’avventuriero con una serie di approcci, soprattutto per ‘noi occidentali’, apparentemente inediti. “Phoenix Wright: Ace Attorney” è, di fatto, la prima grande avventura di successo per Nintendo DS (siamo nel 2006), grazie agli elementi di indubbia freschezza che la collocano più dalla parte di un genere alternativo (la cosiddetta ‘novella visuale’), degna succursale all’avventura grafica.
Il primo fattore che salta all’occhio è la grafica, che si rifà allo stile manga più classico e rassicurante, ma che può apparire inusuale in un’avventura canonica. Naturalmente, tale tocco è perfetto per miscelare una serie di ingredienti tipici del Sol Levante, che riguardano sia il ritmo narrativo (zeppo di dialoghi e introspezioni) che le nobili tematiche (lealtà, onore, senso del dovere).
Dosi massicce di umorismo buffo, estremo e cartoonoso completano il quadro, palesando la volontà di confezionare un prodotto di intrattenimento che non si prende mai troppo sul serio.

Altro aspetto che colpisce è il concept di gioco. Phoenix ‘Nick’ Wright è un avvocato fresco di laurea come tanti altri, ma la sua missione è particolare: a differenza di molti suoi colleghi videoludici (come quelli della serie “Law and Order”), infatti, il nostro valoroso legale milita nella fila della difesa. Suo compito è, quindi, scagionare i suoi clienti e provare la loro innocenza, fra accuse a prima vista schiaccianti e procuratori senza pietà. Al suo fianco avrà prima il suo ‘maestro’, la sexy Mia Fey, e poi un’aspirante medium nonchè sorella di Mia, la piccola e ammiccante Maya.
Come ogni eroe, anche Phoenix ha la sua nemesi, l’opposto più cinico, impietoso e meno retto: il procuratore Miles Edgeworth, affascinante figura cha incarna uno di quei ‘cattivi simpatici’ che risultano spesso più carismatici dei protagonisti stessi. Ne consegue una lotta senza tregua a colpi di ‘obiezioni’ urlate dai due rivali, fra analisi di dichiarazioni scottanti e capovolgimenti all’ultimo secondo, finalizzati ad anticipare il martelletto dello stupidotto ma implacabile giudice che sancisce la fine dell’udienza e, spesso, il nostro game over.

AVVOCATO E DETECTIVE
‘Cuore’ del gioco è, quindi, il processo vero e proprio, fase in cui “Phoenix Wright” sfodera le sue carte migliori. Attraverso l’interfaccia touch, adattata in tutto e per tutto dai comandi originali del Game Boy Advance, bisognerà smontare la dichiarazione del teste ricercando ogni minima contraddizione, e portando all’attenzione della corte la prova giusta per avvalorarla. Il tutto viene eseguito in modo semi-automatico, e ciò conferma le tendenze narrative del gioco, che prevede un gran volume di testi, scritti – comunque - piuttosto bene. Unico limite, gli errori: interrompere la dichiarazione senza consegnare al giudice delle prove importanti condurrà a una penalizzazione che, se ripetuta un massimo di cinque volte in una sessione, porterà alla fine anticipata del gioco (niente paura: ‘morire’ è piuttosto difficile, e comunque si può sempre sfruttare il save!).
Per l’udienza, però, Phoenix dovrà prepararsi il campo, raccogliendo testimonianze (attraverso colloqui e discussioni con testimoni e sospetti) e prove utili (con la minuziosa analisi dei luoghi caldi dell’indagine). La suddetta sezione, che precede il processo vero e proprio, è rappresentata in prima persona, e prevede una navigazione – molto circoscritta – lungo i pochi scenari disponibili: la sessione ricorda, piuttosto da vicino, il classico lavoro investigativo svolto nelle avventure più tipiche.
La parte ludica è in effetti piuttosto limitata, poiché in fondo non viene richiesto altro che assistere ai tanti dialoghi (scarsamente interattivi) fra un breve intervento e l’altro.

La domanda è: tutto questo…

…È DIVERTENTE?
Quasi imprevedibilmente, sì. “Phoenix Wright” dimostra che si può mantenere vivo l’interesse soprattutto grazie a una sceneggiatura coinvolgente, costellata da personaggi simpatici e magnetici (sfido chiunque a non andare in giro per casa gridando ‘Obiezione!’ col dito puntato dopo un paio di ore di gioco) e da un umorismo semplice e abbordabile, ma non stupido.
L’impostazione è anche agevolata dalla grafica pulita e da animazioni – anche se rare – certamente in linea con il tono leggero. Buono anche il sonoro, con effetti sonori che enfatizzano dialoghi e gag, e musiche molto orecchiabili, anche se un tantino ripetitive.

La longeva esperienza di “Phoenix Wright” soffre di un unico limite, evidente proprio quando il fragile meccanismo narrativo serio/faceto appare sbilanciato: in questi momenti, infatti, fra gag troppo ripetute e colpi di scena esageratamente insistenti, la formula ‘raccolta indizi – domande ai sospetti – contro interrogatorio in tribunale’, resa più meccanica anche da una difficoltà di base non certo elevata, mostra inevitabilmente i suoi limiti e rischia di appesantirsi, stancando facilmente. Ciò diventa molto chiaro nel quinto e ultimo capitolo: più complesso e stimolante dal punto di vista del gameplay (progettato ex novo per DS, è infatti un caso che sfrutta appieno la particolare interfaccia della console), risulta eccessivamente dilatato, riproponendo scenette fin troppo sopra le righe e situazioni monotone e perfino prevedibili.

POCHE OBIEZIONI
“Phoenix Wright: Ace Attorney” è un titolo brillante, capostipite – in qualche modo – di un nuovo modo di concepire le avventure grafiche. Le (presunte) innovazioni, che in realtà non rappresentano nulla di realmente inedito, appaiono tali grazie a un ‘pacchetto’ unico e personale davvero adatto a tutti. Forse non fa gridare al capolavoro, ma assolve appieno l’obiettivo della casa nipponica: divertire.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Capcom
Publisher: Nintendo
Data Rilascio: Q4 2006
Piattaforma: NDS
Caratteristiche
Genere: Giallo
Visuale: Soggettiva
Controllo: Tasti/Voce
Sottotitoli: Italiano
Ricerche
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