Adventure's Planet
Sabato, 25 Novembre 2017 02:59
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Recensione

Primordia

di Daniele Picone  

il nostro voto
70
il vostro voto (2 votanti)
78
In breve

Secoli sono trascorsi ormai da quando il primo, leggendario Uomo ha camminato sul pianeta. Oggi, nelle desolate lande ai piedi della città di Metropol, un robot solitario chiamato Horatio difende strenuamente la propria libertà e indipendenza. Tutto questo gli è stato portato via quando un nemico spregiudicato gli ha sottratto la sua fonte di energia, costringendolo a lasciare il suo rifugio per intraprendere una pericolosa avventura nel deserto e nel suo misterioso passato.

 

Recensione Completa del 14 Dicembre 2012
Primordia prova a colmare l’odierna mancanza di avventure grafiche a sfondo cyberpunk, un’ambientazione usata comunque raramente, ma che è stata capace di regalare in passato tanti gioielli rimasti nel cuore degli appassionati. Lo stile retrò, divenuto ormai tradizione dei giochi distribuiti da Wadjet Eye Games, permette, prescindendo i tempi, di fare confronti diretti con queste opere del passato. Ed è proprio con uno degli esponenti più famosi di questa corrente, l’avventura freeware Beneath a Steel Sky, che Primordia condivide non poche tematiche: lo scenario distopico, il compagno robot e il governo cibernetico.

L’universo, ideato dall’esordiente Mark Yohalem, è però qui totalmente robotico e la figura umana è solo un delirio creazionista; la società dei droidi è capace difatti di riprodursi costruendo autonomamente nuovi esemplari. Curiosa la tradizione di lasciare il proprio nome in eredità alle creazioni a mo’ di patronimico; è questo il caso di Crispin Horatiobuilt, la piccola creatura volante assistente e spalla comica del nostro protagonista, Horatio Nullbuilt, la cui origine, come potete facilmente dedurre, è invece ignota. É egregio il lavoro effettuato nel dipingere questo mondo, in disperato bisogno di fonti energetiche e devastato da macchinari ridotti a relitti dopo continue razzie e riciclaggi, e descriverne il suo lore, riuscendo nella non facile impresa di dare l’illusione che esista una storia pregressa che si è già ampiamente sviluppata prima degli accadimenti che vivrete in prima persona.

L’impressione non è però altrettanto positiva per quel che riguarda la trama stessa. La prima parte in particolare è pervasa da eccessiva desolazione e deve reggersi principalmente sul dialogo della coppia Horatio/Crispin. Se da un lato questa scelta è efficace per mostrare l’affiatamento dei due protagonisti, il sottotesto comico del copione di Crispin, oltre a non essere non del tutto riuscito e a volte ripetitivo, è un po’ fuori luogo rispetto alla pesantezza di tutto ciò che li circonda e decide volutamente di allontanarsi dal prototipo di cupezza tipico di lavori quali I Have no Mouth and I Must Scream; le figure pseudo-mistiche sono poi introdotte piuttosto di fretta e di conseguenza le loro rivelazioni non riescono a ottenere credibilità letteraria paragonabile all’Oracolo di Matrix. Le dinamiche migliorano tuttavia nella seconda parte, soprattutto grazie all’aggiunta di vari comprimari ricorrenti e di obiettivi di maggiore portata, il tutto supportato da una stesura dei testi più che discreta e che si crogiola in una moltitudine di citazioni cinematografico/videoludiche. Avrei comunque preferito che gli NPC avessero interagito maggiormente con il flusso narrativo principale e che le loro storie non fossero siparietti a sé stanti; l’unico incontro che pare oliare gli ingranaggi del racconto è invece quello con Clarity. Inoltre, forse per la mancanza di coinvolgimento nel corpo centrale e per la relativa brevità (intorno alle 6 ore), il gioco non riesce a capitalizzare il potenziale emotivo delle scene finali. Tale mancanza di pathos può però essere interpretata anche come una scelta intenzionale in accordo con la mentalità fredda e algoritmica tipica dei calcolatori; in tal senso, la voce profonda di Logan Cunningham (già doppiatore in Bastion e Resonance) potrebbe sembrare poco adatta, ma il suo timbro calmo e analitico è estremamente convincente. Già che ci siamo, un plauso a tutto il comparto di doppiaggio, per la prima volta in un gioco Wadjet Eye credibile in tutti i suoi ruoli.

Se però il responso sulla trama è dolceamaro, ciò non è dovuto soltanto alla sceneggiatura. Il ritmo è difatti spezzato più volte per colpa di un design poco convincente degli enigmi da inventario, che, pur non seguendo logiche bizzarre, né essendo particolarmente difficili, risultano obsoleti per vari motivi: descrizioni poco chiare (sia in termini di testo che di immediatezza grafica) sia delle apparecchiature futuristiche, sia dei ferrivecchi che raccoglierete un po’ dappertutto, ripetitività nell’utilizzo di certi attrezzi (incluso Crispin stesso) e qualche situazione di pixel hunting, non esclusivamente attribuibile alla monocromia della grafica. Come se non bastasse, l’utilizzo del menu è piuttosto macchinoso e il sistema integrato degli hint ha due difetti piuttosto gravi se considerati congiuntamente: suggerisce soluzioni che chiamano in causa oggetti non immediatamente a vostra disposizione e ha un periodo di cooldown prima che sia possibile chiederne due consecutivamente. Insomma, un mezzo disastro, che è ancora più bruciante perché il gioco invece se la cava tanto più alla grande quanto più si allontana dai meccanismi standard. Oltre ad essere sempre soddisfacente negli altri rompicapi (specialmente quelli di decrittazione), il gioco mette persino a disposizione un sistema automatico di raccolta appunti, che ho il rimorso di non aver sfruttato appieno nelle prime battute del gioco, e che funge da utile promemoria per tutti gli indizi provenienti dai dialoghi, che avrei altrimenti bollato come chiacchiera ininfluente. Se proprio non vi vanno giù, è comunque permesso in più occasioni di risolvere questa seconda categoria di puzzle in modo alternativo, forse in maniera più forzata rispetto a Resonance, ma altrettanto consapevole e più intrigante in termini di rigiocabilità, dato che alcune volte le scorciatoie vi impediranno di accedere a qualcuno dei possibili finali. E a questo riguardo c’è davvero molta carne al fuoco: è difatti possibile risolvere la schermata finale in una decina di modi diversi, tutti con una propria cutscene associata. Devo tuttavia segnalare che, seppure uno dei due temi principali sia risolto nella maggior parte di essi, l’altro mistero, che mi aveva coinvolto maggiormente, seppur anch’esso si concluda in una di queste ramificazioni, avrebbe meritato un ulteriore approfondimento, tant’è che ho creduto per un bel po’ di tempo di non aver mai raggiunto il finale “migliore” per come il tutto veniva lasciato in bilico.

Molto buono il lavoro sullo stile grafico, curato da Victor Pflug, molto adatto nel dare una visione coesa dello scenario post-apocalittico e peculiare nella rappresentazione dei primi piani degli automi. Mi si permetta però stavolta di criticare la scelta della pixel art, visto che gli scenari non sembrano pensati a priori per questo formato, ma solo adattati successivamente. A testimonianza di ciò, ad esempio, le linee di contorno dei profili robotici nelle cutscene non sono nette; se gli artwork originali in HD erano comunque a disposizione come immagino, il loro utilizzo sarebbe stato auspicabile. La colonna sonora usa musica dark ambient, una scelta forse conservativa e abusata, ma sicuramente d’effetto, che ben si sposa con gli effetti sonori.

In breve, il gioco può vantare un’ambientazione davvero ben costruita sia nella grafica che nei testi, ma il potenziale autoriale (che tra l’altro necessita di una conoscenza dell’inglese piuttosto profonda) è in parte sprecato con una storia che tiene sul filo solo in prossimità del finale. Se chiudete un occhio, o magari preferite una struttura di enigmi ad inventario che puzza di tradizionalità a tutti i costi, ma che vi permette di esplorare il mondo un po’ più del dovuto, dateci pure un’occhiata; d’altra parte non penso che i fans di Beneath a Steel Sky se lo lasceranno scappare comunque.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Wormwood Studios
Publisher: Wadjet Eye Games
Data Rilascio: 06/12/2012
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Fantascienza
Grafica: 2D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Inglese
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Requisiti minimi
Supporto: Online Download
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