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Recensione

Post Mortem

di Salvo Puccio  

il nostro voto
72
il vostro voto (11 votanti)
61
In breve

Sophia Blake nasconde un segreto... ma quale? Jaques Hellouin... colpevole o innocente? E perché tutti cercano un manufatto chiamato "la Testa di Bafomet"? Questi e altri ancora sono alcuni dei punti interrogativi che dovrà risolvere il nostro caro Gustav Macpherson, cioè voi!

 

Recensione Completa del 23 Aprile 2005
Sophia Blake nasconde un segreto... ma quale? Jaques Hellouin... colpevole o innocente? E perché tutti cercano un manufatto chiamato "la testa di Bafomet"? Questi e altri ancora sono alcuni dei punti interrogativi che dovrà risolvere il nostro caro Gustav Macpherson, cioè voi!

Siamo nella Parigi degli anni 20. Gus vorrebbe solamente dipingere; basta, tutto qui. Ma un giorno alla sua porta bussa un'avvenente quanto misteriosa fanciulla, tale Sophia Blake. Sophia vuole che Gus indaghi sull'efferato omicidio perpetrato ai danni della sorella e del cognato nella stanza d'albergo in cui alloggiavano per una vacanza. Un tizio con una maschera in faccia li ha lasciati in bella mostra in una pozza di sangue (il loro…) e con le teste mozzate! Gus accetterà di far luce su questo intricatissimo caso? Ma certo che si!

Inizia così il gioco della Microids, che per Post Mortem abbandona la visuale in terza persona alla Syberia e rilancia una più coinvolgente visione in prima persona (alla Lochness o Sherlock Holmes e il Mistero della Mummia per intenderci)!

Nei panni quindi dell'ex investigatore americano Gus, artista con ormai poche risorse economiche, cercheremo di far luce su questa tetra vicenda.

Esteticamente parlando Post Mortem non è un capolavoro. La grafica non è da urlo, ma si attesta comunque su livelli di sufficienza. Le ambientazioni ricalcano abbastanza fedelmente i luoghi della Parigi inizio secolo (peccato non ci sia il Moulin Rouge...), anche se forse un po' di ricchezza di dettagli in più non avrebbe guastato. I personaggi, anche loro, non sono stati molto curati, anzi...

I filmati sono di discreta fattura anche se non sono molto frequenti e una nota di demerito se la beccano le animazioni dei personaggi durante i dialoghi. Troppo ripetitive, ad ogni frase detta corrisponde sempre lo stesso atteggiamento. Dopo due minuti diventa quasi irritante vedere sempre gli stessi movimenti. In parole povere si poteva fare molto meglio!

Il sonoro è discreto, ogni ambiente ha le proprie musiche che ben si sposano con il periodo in cui è ambientato il gioco. Sono un po' ripetitive, vero, ma non annoiano mai e quando avviene qualche colpo di scena o ci apprestiamo a viverlo, diventano più inquietanti conferendo quel tocco di "paura" che in un'avventura dal tocco "giallo" non deve mancare.

La localizzazione è buona; la voce di Gus risulta molto realistica, le cadenze degli altri personaggi sono più verso l'italiano che verso il francese (il proprietario del ristorante parla ovviamente in "napoletano"...) ma non è un grosso male (se escludiamo la signora del centralino, che sembra una vera "macchietta"...)!

Per quanto riguarda l'interfaccia di gioco non sono presenti innovazioni rilevanti in Post Mortem. Innanzitutto niente pulsanti della tastiera da ricordare a memoria, si gioca esclusivamente col mouse; punto a favore. Quando col mouse passiamo su di un elemento col quale possiamo interagire il puntatore cambia forma, facendoci capire il tipo di azione che possiamo compiere con tale oggetto. Cliccando col pulsante destro del mouse invece apriremo l'inventario, dove oltre a trovare gli oggetti sin li raccolti, avremo anche il taccuino dove sono contenuti i documenti trovati, le discussioni intraprese con gli altri personaggi e le opzioni del gioco.

Una nota a parte merita la presenza della cartina di Parigi. Tramite questa cartina sarà possibile muoversi da una parte all'altra della città, nei luoghi sin lì accessibili, senza dover per forza attraversare vagonate di schermate inutilmente. Non sarà una novità ma è molto utile… fa risparmiare parecchio tempo!

Quando parliamo con un personaggio invece si apre un menù con delle frasi che si possono pronunciare. A voi scegliere quali, quante e in che ordine. Ma sappiate che in base all'impostazione dei vostri discorsi la trama cambierà. Potreste avere delle informazioni in quattro e quattr'otto oppure il nulla assoluto; tutto dipende dall'approccio che userete con gli altri personaggi. Tutto ciò ovviamente accresce la longevità del gioco.

Gli enigmi sono abbastanza complicati e sopratutto hanno più modi per essere risolti. Ed eccoci a uno dei punti di forza del gioco: non ci troviamo di fronte ad un'avventura lineare. Questo è un fattore degno di nota in quanto esce di forza da degli schemi che invece ci vengono imposti da molti titoli in commercio al giorno d’oggi; potete abbandonare una situazione per indagare su qualcos'altro e riprendere la situazione precedente in un secondo momento. E anche se a quel punto l'approccio all'enigma sarà cambiato (perché nel frattempo la storia si sarà evoluta in maniera diversa) potremo risolverlo comunque. E vi assicuro che vi ci impegnerete, perché il mistero vorrete svelarlo sul serio...

Come dicevo in precedenza, alcuni enigmi sono davvero tosti e vi impegneranno a dovere, ma questo non basta a rendere Post Mortem un gioco lunghissimo.

A suo vantaggio và comunque la possibilità di assistere a tre finali differenti del gioco, uno negativo e due positivi (di più non posso dire, o forse ho anche detto troppo!). Magari questa scelta del finale alternativo vi invoglierà a rigiocarlo dopo un po’ di tempo, comportandovi in maniera diversa dalla prima volta, cambiando le risposte nei dialoghi, per assistere a situazioni che non avete potuto vedere prima!

Quello che però da una parte è un punto di forza, denota, ahimè, anche una grossa pecca di Post Mortem, e cioè la qualità dei dialoghi tra i personaggi. Molto spesso si assiste a delle frasi senza significato in quel momento ed a discorsi prematuri, nel senso che vi capiterà di parlare di argomenti che ancora non conoscete e che non dovreste sapere o di cose che ancora non avete nemmeno scoperto o che pensate di dover scoprire. In questi casi si prova un forte senso di smarrimento nell'avventura e ciò mette il giocatore nelle condizioni di chiedersi "ma mi sono dimenticato di fare qualcosa?" (ed in realtà non è così...). E’ una situazione che si verifica diverse volte nel corso del gioco; peccato, perché è molto fastidiosa!

Beh, in conclusione che dire? Post Mortem è un'avventura che alla fin fine merita di essere giocata. L'atmosfera c'è, l'intrigo pure. C’è la femme fatale che non la racconta giusta, c'è la medium con tanto di cane batuffoloso in braccio, c'è il dottore con qualche rotellina fuori posto, c'è l'ispettore un po' duro di comprendonio, c'è il barista con l'occhio lungo e lo sbirro-detective che rischia di rimetterci le penne, c'è la gallinella in pericolo e l'amico con le mani in pasta, insomma... ce n'è per tutti i gusti!

La trama non è originalissima ma è appassionante quanto basta e somiglia tanto a quei film gialli che ormai in tv non passano più.

In definitiva direi che con un po' di sforzo in più si poteva avere un piccolo capolavoro tra le mani, ma al di la di questo Post Mortem resta comunque un'esperienza da provare. Magari i ragazzi della Microids ci stupiranno con un eventuale seguito (Still Life?)...

Consigliato!

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Microids
Data Rilascio: Q4 2002
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Giallo/Thriller
Grafica: 3D
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
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Requisiti minimi
OS: Windows 98/ME/XP
Processore: 300 Mzh
RAM: 128 MB
Scheda Video: 16 MB
Hard Disk: 400 MB
Supporto: 2 CD
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