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Recensione

Ni.Bi.Ru: Il Messaggero degli Dei

di Carlo De Rensis  

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In breve

Impersonerete il ruolo di Martin Holan, giovane archeologo ceco che vive in Francia. Mentre batte al computer alcuni dati, una telefonata lo distrae. All’altro capo della cornetta c’è lo zio, il professor Francois De Vilde, che lo invita a recarsi subito da lui: una questione delicatissima è venuta a galla, e c’è bisogno della sua gioventù e del suo spirito avventuriero per portare a termine una intricata missione riguardante il progetto Ni.Bi.Ru. Martin si ritroverà catapultato in un’avventura più grande di lui, che lo porterà ad indagare su uno dei segreti più reconditi del nazismo e lo condurrà alla ricerca della verità fino in Messico, dove, anni addietro, antiche culture la sapevano piuttosto lunga...

 

Recensione Completa del 21 Giugno 2005
Sembra un trend ormai ben definito quello che vede molte buone avventure grafiche prodotte in Europa. Uno degli sviluppatori più promettenti proviene appunto dalla Repubblica Ceca, e ci ha deliziato lo scorso anno con uno dei titoli più appassionanti e con più successo di vendita in Italia: stiamo parlando, ovviamente della Unknown Identity, che dopo Black Mirror ci propone un’altra avventura, Ni.Bi.Ru: Messaggero degli Dei, distribuita nel nostro paese ancora una volta da Power-Up.

La storia di questo gioco è un po’ particolare. Infatti, col nome di Posel Bohu (pochi se lo ricorderanno), il titolo in questione vinse il premio di avventura dell’anno in Repubblica Ceca nell’ormai lontano 1998. Purtroppo, però, non si riuscì ad esportare all’estero quello che a tutti gli effetti poteva essere considerato un successo. La seguente partnership con l’ottimo publisher Future Games, prima, e i successi di Black Mirror, poi, hanno convinto però gli sviluppatori ad "aggiornare" il loro gioco, adattandolo al loro nuovo engine grafico e a riproporlo ai giocatori di tutto il mondo, stavolta, con tutti i crismi di un gioco attuale.

Cos’è Ni.Bi.Ru? Qualcuno dei nostri lettori, molto attento alla fantascienza (ma è poi tutta fantascienza?), potrebbe rispondere alla suddetta domanda. Ni.bi.ru è il nome di un "fantomatico" pianeta, abitato da razze aliene, individuato fin dai tempi dei Sumeri e da loro catalogato come Planet X: si tratterebbe a tutti gli effetti del dodicesimo pianeta della nostra galassia. Perfino la Nasa non ha smentito tale possibilità, cosicché questo mito continua ad esistere ancora ai giorni nostri.

Ed è su queste premesse che si basa il gioco della Unknown Identity: se siete appassionati di alieni e pensate che "la verità è la fuori", potreste rimanere affascinati dalle vicende raccontate in "Il Messaggero degli Dei".

Impersoniamo il ruolo di Martin Holan, giovane archeologo ceco che vive in Francia. Mentre batte al computer alcuni dati, una telefonata lo distrae. All’altro capo della cornetta c’è lo zio, il professor Francois De Vilde, che lo invita a recarsi subito da lui: una questione delicatissima è venuta a galla, e c’è bisogno della sua gioventù e del suo spirito avventuriero per portare a termine una intricata missione riguardante il progetto Ni.Bi.Ru: una miniera del tempo della seconda guerra mondiale, lasciata in tutta fretta dai nazisti alla fine del conflitto e ritrovata nella Boemia occidentale, sembra infatti contenere delle sorprese davvero incredibili. Giusto il tempo di passare per Praga, per ritirare dei documenti importanti e dei permessi da una collega dell’illustre zio (ma non tutto andrà come previsto.. degli imprevisti avversari ci seguono!), e poi Martin si ritroverà catapultato in un’avventura più grande di lui, che lo porterà ad indagare su uno dei segreti più reconditi del nazismo e lo condurrà alla ricerca della verità fino in Messico, dove, anni addietro, antiche culture la sapevano piuttosto lunga...

Riusciremo, dunque, a svelare tutti i misteri che circondano questa storia e portare a termine la missione affidataci dal professore? Una storia con delle ottime premesse, che però vi anticipo, viene su male, senza particolare pathos e senza sorprendere neanche un po’.. Inoltre, c’è una serie di errori logici difficilmente spiegabili (ad esempio.... SPOILER ALERT SPOILER ALERT..... all’inizio del gioco riceveremo un ritratto del cattivo.. beh, è mai possibile che Martin non lo riconosce quando se lo trova davanti??.. e noi poveri giocatori ad urlare, Martin, non ti fidare, è lui!!!…). Ovviamente, ma ormai ne siamo tristemente abituati, il finale lascia aperte tutte le questioni, non spiegando degli apparenti controsensi: questo non depone affatto a favore del gioco.

Martin è un "wannabe" Indiana Jones: dotato più di cervello che di muscoli, sembra impaziente di confrontarsi con un mistero ed una storia avventurosa. Corre subito al primo richiamo dello zio, e non fa una piega alle sue strane richieste e ai suoi silenzi. I suoi pensieri "a voce alta" (richiamo diretto di Samuel Gordon, protagonista di The Black Mirror), ci aiutano un po’ ad immedesimarci nel personaggio, anche se a volte proprio non lo riusciremo a capire. Tutto sommato, un protagonista molto ordinario, con poco fascino: non uno di quelli su cui puoi imbastire "un ciclo", per capirci.

Gli altri personaggi sono anch’essi nella norma, molto, "troppo" stereotipati: il cattivone accecato dalla cupidigia, il martire immolato per la scienza, il messicano scansafatiche, e via dicendo. Una sagra di luoghi comuni, come spesso si vede, purtroppo, nelle avventure. Si riesce quasi già ad intuire quello che sarà detto, con facilità disarmante.

Dal punto di vista tecnico, e grafico in particolare, Ni.Bi.Ru non si discosta dalla media: non vi aspettate molto di più di quanto visto in Black Mirror perché non lo avrete. Il motore grafico AGDS spinge ancora il titolo della Unknown Identity: quindi, aspettatevi di vedere locazioni ben rappresentate in 1024x768 sia di giorno che di notte, e in generale uno scintillio di effetti atmosferici tra neve, pioggia, tuoni e fulmini. Aldilà di queste sciccherie, c’è da dire che i fondali 2D sono realizzati in modo abbastanza accurato, mostrando un dettaglio nitido e un equilibrio lodevole. Il problema risiede però nella creatività: le locazioni non brillano certo per novità, ricordando moltissimo alcune strutture "geometriche" di Black Mirror e prendendo spunto a piene mani da altre avventure. Pur con una realizzazione apprezzabile, quindi, non si prova il "brivido" e il fascino dell’avventura, e tutto è troppo prevedibile. I modelli 3D, dal canto loro, non fanno impazzire onestamente: come già visto nel precedente gioco della software house ceca, i personaggi non sono sufficientemente dettagliati, non ci sono cambi di camera apprezzabili (specie nei dialoghi il danno è rilevante), il che forse è dovuto al fatto che siamo lontani dallo stato dell’arte. Inoltre le animazioni non possono soddisfare, nonostante siano decisamente migliorate da quelle lentissime viste in passato.

Un cenno – neanche questo tanto "positivo" – va fatto sulle cutscenes: già non trovarne una iniziale, fa specie al giorno d’oggi, ma le poche presenti o si limitano ad utilizzare grafica di gioco oppure si assestano al limite della sufficienza, senza né mettere né togliere meglio. Si poteva fare di più.

Insomma va meglio alle nostre orecchie piuttosto che ai nostri occhi: gli effetti sonori sono di assoluto valore, a partire da quelli ambientali fino ad arrivare ai simpatici "rumorini" degli oggetti dell’inventario. L’atmosfera è senza dubbio preservata, e acuita dalle musiche: queste passano totalmente inosservate (sfido chiunque a ricordare il motivetto del gioco due giorni dopo averlo disinstallato) ma mantengono alta la tensione quando è quello l’obiettivo, la smorzano in sezioni più tranquille. Fanno insomma il loro onesto lavoro.

Power-Up, dal lato della localizzazione italiana, ha fatto un lavoro strepitoso, affidandosi ancora una volta alla Jinglebell per il doppiaggio e assegnando il ruolo di Martin Holan ad uno dei migliori doppiatori italiani, quel Simone D’Andrea che qualcuno ricorderà doppiare Colin Farrell in Alexander. Il gioco è distribuito in due cd, in una elegante custodia DVD al superprezzo di 19.90 Euro. Insomma, Power-Up si conferma come uno dei migliori publisher italiani: grande qualità e prezzi accessibili.

I dialoghi sono nella media e non si ricorderanno come i più ispirati del secolo: il doppiaggio italiano impreziosisce frasi e discussioni che non mettono e tolgono nulla al gioco. Il ritmo è discretamente mantenuto e non ci sono sezioni troppo tediose, il che è certamente un bene. Ottimi i commenti a margine di Martin Holan, che a sfondo nero, ci farà seguire il filo dei suoi pensieri con osservazioni e riflessioni.

Il menù che ci accoglie dopo il caricamento (rapido) del gioco, è molto scarno: le opzioni presenti sono le classiche di nuova partita, caricamenti e salvataggi (infiniti, ma col difetto di doverli scorrere tutti prima di raggiungere il savegame desiderato). Si avrà anche la possibilità di attivare l’antialiasing e le ombre realistiche (sconsigliate per chi ha computer poco potenti), e impostare la presenza e la velocità dei sottotitoli, che di default non è proprio il massimo: con pochi tentativi riuscirete ad ottenere l’equilibrio voluto.

Già si è detto del motore proprietario AGDS che muove il gioco, animando una struttura 2D-3D che ormai si potrebbe definire classica, per le avventure punta e clicca odierne. Chi ha giocato a Black Mirror non troverà nulla di nuovo: per richiamare il menù, basta cliccare sull’ingranaggio in alto a destra. L’inventario, invece, si colloca a scomparsa nella sezione in basso: gli oggetti si autoposizionano quando vengono raccolti e scompaiono quando il loro uso è esaurito. Inoltre si possono (e si devono) combinare tra loro due o più oggetti, quando il gioco lo richiede.

Il cursore si illumina ogni qual volta ci si troverà su un hot spot: a quel punto è possibile cliccare col tasto sinistro del mouse, per analizzare l’oggetto o sentirne una descrizione. Inoltre, in determinati casi, potrebbe essere richiesto anche l’uso del tasto destro per esplorare più a fondo un determinato punto. Una soluzione, quest’ultima, che già fece storcere il naso in Black Mirror e che non entusiasma neanche qui: ci si troverà perlopiù a cliccare sempre con entrambi i tasti, senza capirne neanche il perché. Infine, cliccando col tasto destro su uno dei documenti presenti nell’inventario che raccoglieremo (un po’ pochi rispetto alle possibilità che ci sarebbero state) lo si potrà leggere e/o sfogliare.

Passiamo ora ad analizzare il gameplay: Ni.Bi.Ru ha alcuni pregi e purtroppo anche dei difetti non trascurabili. Gli enigmi sono discretamente miscelati, svariando tra quelli inventory-based, quelli meccanici (slider puzzle ecc.) e quelli derivanti dai dialoghi. Su ognuno di questi aspetti è il caso di soffermarsi per qualche istante. I primi sono in gran parte facili e spesso anche carini, ma soffrono della sindrome del "trigger event": potrete ad esempio usare un martello su una porta solo dopo averne aperta un’altra.. il risultato è, da una parte, una sensazione ricorrente di esasperante linearità, e dall’altra la possibilità che il giocatore non consideri più di poter compiere certe azioni perché già provate in precedenza. Inoltre, c’è da sottolineare che Martin raccoglierà gli oggetti solo quando gli saranno realmente necessari o quando verrà a conoscenza della loro esistenza: una soluzione a mio avviso giusta, che gli sviluppatori fanno bene a portare avanti. Per quanto gli enigmi meccanici, bisogna riconoscere di trovarci di fronte ad una buona varietà: in particolare un paio di puzzles mi sono piaciuti molto, abbastanza complicati ma logici. Di contro, però, alcuni di essi sono ripetuti all’inverosimile: ancora una volta ci troviamo di fronte all’incubo del "gioco dell’otto" (e per fortuna che manca il classicissimo "usa il giornale sotto la porta per recuperare la chiave"), una vera costante oramai.

Ci mancavano da esaminare solo gli enigmi dialogue-based, lasciati appositamente per ultimi in quanto più problematici: molti personaggi vi chiederanno qualcosa e a volte voi chiederete qualcosa loro. Niente di male in questo, lo fanno tutte le avventure. Ma anche qui la piaga ha un nome ben definito: backtracking. Non è possibile, che per elevare un po’ la longevità di gioco (altro problema, ma ne parleremo dopo), un personaggio richieda per 4-5 volte lo stesso oggetto: è un banale trucco, e le rispostine ottenute in omaggio possono forse strappare una risatina (grazie alla splendida localizzazione), che più che probabilmente può solo celare una certa frustrazione. Insomma, cose buone e cose meno buone, in una sezione che può, per i problemi sopradescritti, essere definita solo sufficiente.

Ci sono anche delle sezioni a tempo, molto facili, al termine delle quali però si può morire: niente paura, però, il gioco ci riporterà alla prima situazione utile per riprovarci.

Da sottolineare, come cosa buona e giusta, che pixel hunting non ce n’è, per fortuna, e che sono presenti tutta una serie di piccoli accorgimenti che non possono che fare piacere: prima di tutto, si possono skippare le animazioni di transito da una locazione all’altra col doppio click (una funzione che troppo spesso gli sviluppatori dimenticano completamente), poi schiacciando il tasto TAB vengono individuate le uscite (non ce n’è bisogno, comunque, sono ben posizionate in ogni circostanza).

L’interazione con l’ambiente è a livelli decenti ma non trascendentali: inoltre, quando Martin osserverà un oggetto che non gli "interessa più", l’hot spot si "raffredda", diventando di fatto non più disponibile (utile per non confondersi le idee).

La longevità si assesta sulle dieci ore scarse, un po’ pochine anche per gli standard odierni. Alcune parti di Ni.Bi.Ru, infatti, sembrano raffazzonate e non curate bene e altre sezioni sembrano messe lì giusto per aumentarne un po’ la lunghezza, già molto scarsa. Non perderete molto tempo sugli enigmi (a parte forse un paio) molto semplici, quindi è tutto o quasi tempo di gioco.

Concludendo, Ni.Bi.Ru non vale Black Mirror. E’ un peccato dirlo, perché le premesse indubbiamente c’erano, ma i lievi miglioramenti grafici e soprattutto nelle animazioni non possono compensare completamente delle lacune in termini di storia, longevità e qualche errorino di troppo in fase di gameplay. Ciò non toglie che per il prezzo a cui viene proposto, l’ottima qualità della localizzazione italiana e soprattutto grazie all’abilità piuttosto rara degli sviluppatori nel tener vivo l’interesse e nel saper raccontare molto bene una storia che in realtà avrebbe non molto da offrire, Ni.Bi.Ru. vi farà passare qualche ora spensieratamente, tra alieni presunti e storie di guerra. Un buon titolo, insomma, non indispensabile nella vostra collezione, ma che per le sue innegabili buone qualità si merita di certo più di un’occhiata.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Future Games
Data Rilascio: Q2 2005
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Mistero
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
Ricerche
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Requisiti minimi
OS: Windows 95/98/2000/XP
Processore: 800 Mhz
RAM: 128 MB
Scheda Video: 16 MB
Hard Disk: 2,5 GB
Supporto: 2 CD
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