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Giovedì, 21 Settembre 2017 21:13
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Recensione

Myst V - End Of Ages

 

il nostro voto
78
In breve

Decidi il destino di una civiltà in questo trionfante capitolo finale della saga di Myst. Dopo intere generazioni di dolore, l’eredità di Myst e il peso che una famiglia ha dovuto sopportare sono giunti al giudizio finale. Vesti i loro panni e cogli l’opportunità di comprendere cosa significhi ricostruire un impero. Imbarcati in un’epica avventura nel cuore di un impero devastato, come unico esploratore in grado di salvarlo – o distruggerlo definitivamente facendo le scelte sbagliate. Il futuro di Art è nelle tue mani poiché possiedi il potere delle Ere di D’ni. Devi decidere chi è degno di tale potere, ma la tua scelta finale è annebbiata dal consiglio di chi ha provato e ha fallito prima di te. Il viaggio suggerirà la risposta a coloro che la potranno sentire.

 

Recensione Completa del 09 Ottobre 2005
Prodotto strano questo End of Ages. Da una parte mostra chiaramente il coraggioso tentativo da parte di Cyan di chiudere la serie non, come sarebbe logico pensare, nel solco della tradizione, ma con l’inserimento di diversi elementi inediti, primo fra tutti un motore grafico completamente 3D (privo, quindi, delle schermate prerenderizzate che caratterizzano da sempre la saga). D’altra parte il dubbio che questo tentativo non sia pienamente riuscito rimane forte, sfiorando pericolosamente lo status di “certezza” mano a mano che si prosegue nella storia.

Ora, però, fermiamoci un attimo e cerchiamo di analizzare con calma cosa va e cosa non va in questo quinto, conclusivo, capitolo.


Come al solito tutto comincia con una lettera, ma questa volta il tono di Atrus appare più cupo del solito. Dalle sue parole emerge chiaramente l’animo di un uomo che sente di aver fallito la sua missione e che si appella, ormai prossimo alla morte, alla nostra amicizia per rimediare agli errori commessi.

Dopo la lettura di questo toccante “testamento spirituale” ci ritroviamo a K’Veer, nella stessa stanza che fece da prigione al nostro amico anni prima, durante i fatti di Myst.

Tutto, ormai, è circondato da un pesante alone di decadenza. Le imponenti colonne sono fortemente danneggiate, a terra si raccolgono i pezzi del soffitto vicino al crollo e i preziosi drappi che adornavano le pareti appaiono ora sporchi e strappati. Vicino alla parete, su un instabile tavolo di pietra, è poggiato il libro di collegamento a Myst, sigillato da pesanti lucchetti.

Dopo qualche passo all’interno di questo monumento morente, pallida ombra di quella che fu la gloriosa civiltà D’ni, arriviamo in un’altra stanza, dove incontriamo la nostra vecchia amica Yeesha pronta, finalmente, a dirci tutto quello che dobbiamo sapere per iniziare questo nostro, ultimo viaggio.


Tutta la vicenda ruota intorno a una tavoletta, il cui possesso permette di comandare i Bahro, docili creature dai magici poteri che vivono da migliaia di anni sotto il giogo della tavoletta e dei suoi possessori. In molti, Yeesha compresa, hanno cercato di piegare questo potere per dare nuova vita ai D’ni, ma tutti hanno fallito, corrotti nell’animo da quello stesso potere che speravano di usare per nobili scopi.

La tavoletta si trova su un piedistallo, chiusa da quattro lucchetti e, per liberarla, sarà necessario risolvere le quattro età presenti nel gioco, ognuna delle quali sbloccherà una parte di questo “sistema di sicurezza”.

Una volta concluso questo compito dovremo decidere cosa fare della tavoletta. Per non rovinarvi troppe sorprese vi dico solo che dovrete scegliere se lasciarla ai Bahro, a Yeesha oppure a Esher (personaggio che vi farà da guida nel corso del gioco). Ognuna di queste scelte porterà a un finale diverso, due “negativi” e uno “positivo”. Sarà inoltre possibile interagire con i Bahro, utilizzando delle tavolette “minori” presenti nelle varie età su cui disegnare alcuni simboli che ci permetteranno di ricevere l’aiuto di queste strane creature e dei loro poteri per la risoluzione di alcuni enigmi.


Bene o male la faccenda è tutta qui e bisogna dare atto a Miller e soci di aver costruito una sceneggiatura sicuramente solida e interessante, dal tono vagamente drammatico, che scoprirete lentamente, leggendo le dodici parti del diario di Yeesha sparse per tutta K’veer e ascoltando le parole di Esher che vi accompagneranno lungo tutto il viaggio.

Purtroppo, almeno a mio parere, la storia si butta un po’ via nel finale. Non perché questo sia particolarmente brutto, intendiamoci, ma perché, fondamentalmente, non è tanto diverso da uno qualunque dei finali della serie. Sinceramente, dato che End Of Ages sarà l’ultimo titolo della saga, avrei preferito una conclusione un pochino più "forte".


Comunque il finale non rappresenta certo il problema piĂą grosso di questo gioco, minato da numerose pecche proprio dove mai mi sarei aspettato: nelle etĂ  e nei loro enigmi.

A differenza degli scorsi episodi, caratterizzati da età molto grandi e piene zeppe di puzzle piuttosto complessi, qui abbiamo tre età (dico "tre" perché la quarta va un po’ contro tendenza) caratterizzate da dimensioni contenute ed un esiguo numero di enigmi, per di più abbastanza semplici.

Dopo aver spaccato il muro a testate di fronte agli enigmi di Riven, trovarmi a confronto con delle età che richiedono la risoluzione di uno (quando va male) o due (quando va bene) puzzle, un po’ mi ha fatto storcere il naso, considerato anche il fatto che gli enigmi sono da sempre una delle caratteristiche distintive della serie. Anche la quarta età, in teoria la più lunga e difficile, presenta in realtà un paio di enigmi, ripetuti due o tre volte in salse diverse. Non vorrei sembrare maligno, ma il tutto mi ha dato l’idea di un prodotto messo insieme con un po’ troppa fretta, magari sotto la pressione dei problemi finanziari, emersi proprio nei giorni in cui il gioco arrivava nei negozi, che hanno rischiato di far chiudere bottega per sempre alla software house dei fratelli Miller.


Altro passo indietro è stato fatto, a mio avviso, con la scelta di un motore grafico full-3D che, rispetto ai capitoli passati, paga tantissimo quanto a livello dettaglio e interattività.

Intendiamoci, la grafica di End of Ages non si può certo definire “brutta”, ma dal confronto con quella del suo diretto predecessore esce piuttosto malconcia. Il livello di dettaglio di un motore tridimensionale (anche del migliore in circolazione) non è neanche lontanamente paragonabile a quello di un buon motore 2D. Il sistema A.L.I.V.E., utilizzato in Revelation, permetteva un’integrazione perfetta di schermate prerenderizzate ed elementi animati, e portava alla luce una cura incredibile per i dettagli anche più piccoli e insignificanti sia a livello prettamente grafico, sia a livello di interazione con l’ambiente (tanto per fare un esempio stupido, nella cucina di Tomanha era possibile battere sulle pentole o accendere i fornelli per far bollire l’acqua...)

Il tutto portava con sé una immersività altissima, creando l’illusione di poter veramente interagire con l’ambiente che ci circondava.


In End of Ages questo non accade; mancano tutti quei piccoli dettagli che facevano la gioia dei nostri occhi e che davano l’impressione di un mondo vivo e pulsante, mentre l’interazione si limita al semplice metter mano ai puzzle da risolvere, senza alcuna possibilità di toccare qualunque altro elemento.

E’ vero, ora c’è la possibilità di muoversi all’interno dei paesaggi in maniera completamente libera ma, una volta pesati i pro e i contro delle due opzioni, mi sento di sostenere ancora il “vecchio” sistema, assolutamente superiore in quanto a resa generale. Inoltre le età sono tutte molto piccole, cancellando così anche quella componente esplorativa che rappresentava uno dei punti di forza delle passate produzioni.


Discorso analogo si può fare per le musiche e i suoni che, sebbene di buon livello, non reggono il confronto con quanto ascoltato finora. I pezzi scritti da Tim Larkin per End of Ages non raggiungono mai le vette qualitative toccate da Jack Wall in Exile e Revelation e usciranno presto dai vostri ricordi, mentre gli effetti sonori sono molto più anonimi e meno immersivi rispetto al passato.


Insomma, un titolo da buttare? Assolutamente no. End of Ages rimane un buon gioco con una storia interessante e ben raccontata (finale a parte), e con alcune innovazioni interessanti, tavolette e Bahro in primis. A queste purtroppo fanno da contraltare diverse pecche, principalmente relative agli enigmi, che con un po’ più di cura si sarebbe potuto, se non evitare, almeno limitare e rendere meno evidenti.

Un gioco che gli appassionati della saga dovrebbero comunque giocare consapevoli, però, di non trovarsi di fronte al capolavoro che era lecito attendersi o ad una conclusione che faccia onore alle tante ore passate sui precedenti episodi.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Cyan
Data Rilascio: Q3 2005
Piattaforma: MAC, PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Puzzle
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse/Tastiera
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Italiano
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Requisiti minimi
OS: Windows 98/Me/2000/XP
Processore: 1 Ghz
RAM: 256 MB
Scheda Video: 128 MB
Hard Disk: 1.5 GB
Supporto: 1 DVD
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