Adventure's Planet
Giovedì, 21 Settembre 2017 21:22
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Recensione

Munin

di Mattia Seppolini  

il nostro voto
65
In breve

In Munin, i giocatori entreranno nel mondo fantastico delle leggende degli dei nordici, dove il corvo Munin è uno dei due messaggeri fedeli di Odino, il padre degli dei. Ma a causa di uno scherzo capriccioso da Loki, questi è stato trasformato in una bambina umana e le sue piume sono state sparse nei nove mondi di Yggdrasil. Il compito dei giocatore sarà quello di trovare le piume e ripristinare il corvo nella sua vera forma.

 

Recensione Completa del 02 Settembre 2014
Nell’universo dei videogiochi è consuetudine attraversare mondi ed epoche storiche sempre diverse; nonostante ciò si tende spesso ad abusare di alcune di esse (la Seconda Guerra Mondiale ormai è stata proposta in tutti i modi possibili), mentre altre, allo stesso modo interessanti, vengono spesso lasciate in disparte. Tra queste c’è sicuramente la mitologia norrena che, a parte qualche exploit, non è mai riuscita ad imporsi in modo convincente. A colmare questa lacuna ci prova la software house portoghese Gojira, con il suo Munin.

Munin e Huginn, i cui nomi significano rispettivamente memoria e pensiero, sono i due corvi che hanno il compito di esplorare ogni giorno il mondo alla ricerca di informazioni da riferire ad Odino. Nel gioco Munin viene però privato delle sue piume e trasformato in una ragazza da Loki, trovandosì così costretto ad attraversare i nove mondi di Yggdrasill, l’albero cosmico della mitologia norrena, per recuperarle tutte. Purtroppo la parte narrativa del titolo si conclude qui: a parte poche criptiche frasi ad introdurre ognuno dei nove mondi, non c’è infatti nessun tipo di progressione della storia in grado di stimolare veramente il giocatore. Magari i più curiosi approfitteranno degli spunti offerti per andare a documentarsi su internet, ma viste le potenzialità sicuramente ci si poteva aspettare molto di più.

Conclusa abbastanza in fretta questa prima parte, andiamo a vedere il fulcro del gioco, ovvero il gameplay; Munin segue la scia dei puzzle game indipendenti, divisi in diversi mondi, ognuno con le sue caratteristiche peculiari, e formato a sua volta da un numero differente di livelli, per un totale di 77.
La caratteristica principale alla base di Munin è la possibilità di ruotare parti di ogni livello, in modo da poter raggiungere le varie piume sparse al loro interno e, una volta raccolte tutte, si passerà poi a quello successivo; ogni livello è quindi diviso in un numero variabile di blocchi e, cliccando con il mouse su uno di essi, questo ruoterà di volta in volta di 90°, mentre i tasti WASD sono incaricati di muovere Munin che potrà soltanto spostarsi sull’asse orizzontale e saltare.
Le regole alla base sono quindi molto semplici e come limitazione avremo soltanto l’impossibilità di ruotare il blocco dove siamo noi; peraltro, già dai primi livelli, troveremo blocchi collegati tra loro, per cui ruotandone uno ne ruoteremo anche altri.

Le particolarità però non finiscono qui: ognuno dei nove mondi contiene infatti una caratteristica peculiare, un elemento attivo che bisogna sfruttare o evitare per riuscire a completare i vari livelli; alcuni sono appunto elementi dinamici che dovremo sfruttare per raggiungere zone altrimenti inaccessibili, come l’acqua o delle piattaforme mobili, altri invece saranno dei propri ostacoli da evitare a tutti i costi, pena la morte, tra cui massi che rotolano, bracieri infuocati o addirittura lava incandescente o dei laser.

Questo permette di mantenere il gameplay sempre fresco, con nuovi stimoli in ogni mondo che andremo ad affrontare che dovrà così essere approcciato di volta in volta in maniera diversa, rendendo necessario di fatto il saper sfruttare a dovere tutti gli elementi. Allo stesso modo è fondamentale tenere conto del fattore tempo, sia per i nostri movimenti, sia per i blocchi, che andranno ruotati al momento giusto.

Tutto questo rappresenta però anche il più grande limite del gioco. Se nei primi livelli le novità sono sempre piacevoli, con l’aumentare della complessità, la difficoltà tende a salire in maniera repentina e, ogni piccolo errore, costringerà a ricominciare il livello dall’inizio. Ci si ritrova quindi a dover ripete livelli impegnativi e di discreta durata più volte, in usa sorta di trial & error dove anche una piccola distrazione può essere fatale.

Sotto il profilo tecnico Munin sfrutta la tecnica del dipinto a mano, che porta immediatamente alla mente Braid, il puzzle game di Jonathan Blow; anche qua però il risultato è altalenante: la realizzazione dei fondali è buona, spesso con elementi in movimento che riescono a dare dinamicità alle varie locazioni, mentre gli elementi attivi in primo piano sono abbastanza anonimi, tra cui lo stesso modello di Munin che poteva godere di un maggior dettaglio e di animazioni più curate.

Munin si è quindi rivelato come un puzzle game con buone idee, che a tratti riesce a divertire ed impegnare il giocatore in modo onesto, con enigmi ben realizzati e sempre diversi. Putroppo la narrativa praticamente inesistente ed alcune sessioni inutilmente punitive finiscono con il far passare in secondo piano quelli che sono i meriti del titolo, rendendolo consigliabile solo a chi è predisposto a sfide impegnative e, troppo spesso, frustranti.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Gojira
Publisher: Daedalic Entertainment
Data Rilascio: 08/07/2014
Piattaforma: Android, iPad, iPhone, PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Fantasy
Grafica: 2D
Sottotitoli: Inglese
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