Adventure's Planet
Mercoledì, 22 Novembre 2017 08:32
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Recensione

Monkey Island 3 - The Curse of Monkey Island

 

il nostro voto
85
il vostro voto (39 votanti)
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In breve

Dopo essere scampato al sortilegio del luna park di LeChuck, Guybrush si ritrova naufrago, in mezzo al mare, a bordo di una macchinina da scontro. I viveri scarseggiano, la sete si fa sentire e il desiderio di rivedere Elaine è grande. Ma la sorte volge *quasi* a favore del nostro eroe, facendolo approdare su Plunder Island, dov'è in corso un corteggiamento in grande stile (a suon di cannonate) da parte di LeChuck, nei confronti della Governatrice. Riuscirà il nostro eroe a stanare una volta per tutte l'odiato pirata-zombie e a conquistare il cuore della bella Elaine? E quale terribile maledizione voodoo sta per abbattersi sulla dolce metà di Guybrush?

 

Recensione Completa del 01 Giugno 2004
Eccoci di nuovo qui. Riprendiamo il viaggio da dove lo avevamo lasciato. Schiacciamo fino in fondo l’acceleratore, portiamo la DeLorean fino a 88 miglia orarie e prepariamoci a fare un salto di qualche anno fino al 1997: terza media. Si, lo so, vorreste che vi raccontassi approfonditamente dei miei esami di fine triennio e della famigerata gita di 4 giorni in Toscana dalle tinte erotico-etiliche, ma purtroppo non mi pagano per questo (a dire la verità non mi pagano e basta).

1997, dicevamo. Gilbert ha lasciato la LucasArts da ormai cinque anni e la saga di Monkey Island riposa felice tra le braccia di Crono che, mese dopo mese, la tramuta da semplice esponente del videoludo avventuriero a pura leggenda.

Ma quel pirata sfigato ha un pubblico troppo vasto e affezionato, così la Lucas, che due conti in tasca se li sa anche fare, decide di lanciare in pompa magna il terzo capitolo della serie: La Maledizione di Monkey Island.

Parlando di Monkey 2 abbiamo già accennato a quello che era il vero progetto di Gilbert (che, stando a sue dichiarazioni, avrebbe anche diverse idee per un "suo" eventuale Monkey 3) e al significato che, per l’autore, dovevano avere le vicende narrate nei primi due capitoli. Se le tre righe che avete appena letto vi suonano nuove vi consiglio una lettura della recensione di Monkey 2 (almeno dell’ultima parte) prima di continuare con questo articolo.

Fatto? Bravissimi. Adesso vedrete che anche il riferimento iniziale a "Ritorno al Futuro" ha una ben precisa ragione d’essere. Avete presente la scena in cui Doc spiega a Marty come il viaggio nel tempo abbia prodotto una spaccatura nel continuum spazio-temporale generando due futuri alternativi? Bene. Qui succede la stessa cosa. Il punto di "rottura" è rappresentato dall’arrivo di Guy a Big Whoop (dal finale di Monkey 2, insomma). Da questo punto "l’universo" si biforca. Da una parte procede la storia come l’aveva in mente Gilbert (storia che, probabilmente, non conosceremo mai), dall’altra abbiamo Monkey 3 e Monkey 4. Alla luce di tutto ciò capirete bene che considerare questi due episodi come appartenenti alla cronologia di Monkey Island risulta quantomeno una forzatura.

Non vi tedio oltre con questa vicenda, anche perché non siamo qui per discutere dei massimi sistemi, ma per analizzare i pregi e i difetti di questo terzo capitolo. Fortunatamente, ve lo dico fin da subito, alla Lucas questa ciambella è uscita col buco riuscendo a diventare, senza neanche troppi sforzi, una delle migliori AG del periodo. Ma procediamo con ordine…

Abbiamo lasciato il giovane Guybrush intrappolato nel parco di divertimenti di Big Whoop, una prigione dorata che il malefico LeChuck ha creato per togliersi dai piedi il fastidioso fratello (lo sapete che Guy e LeChuck sono fratelli, vero?). Non si sa come e non si sa perché, il ragazzo che voleva essere pirata riesce a fuggire e a bordo di un veicolo di un autoscontro si ritrova a vagare per le immensità dell’oceano. Fortuna vuole che la corrente spinga il nostro naufrago nei pressi di Plunder Island, proprio nel bel mezzo di un delizioso duetto d’amore fra LeChuck ed Elaine. Con l’ineleganza che da sempre lo contraddistingue, Guybrush affonda la nave del fratello, nella quale (pensate che fortuna) trova anche un bel regalo per la sua amata: un gigantesco diamante del colore del cielo. Ovviamente se fosse tutto qui il gioco sarebbe già finito e noi avremmo pagato la Lucas per avere poco più che un’introduzione filmata. Attenti però, perché ora arriva la trovata: l’anello è maledetto e tramuta la povera Elaine in una statua d’oro. Guybrush, che è veramente fesso, corre a chiedere aiuto alla maga voodoo e lascia Elaine incustodita sulla spiaggia. Al suo ritorno la ragazza è sparita, rubata da una nave pirata che è ormai lontana all’orizzonte. Lo scopo del gioco sarà dunque quello di ritrovare Elaine, rompere la maledizione e mandare al creatore (per l'ennesima volta) il buon Chuckie.

MI3 si rivela un’avventura decisamente divertente e riesce nel difficile compito che si era prefissa: portare avanti questa mitica saga senza rovinarne il buon nome (a questo ci penserà Monkey 4). Le situazioni che dovrete affrontare sono piuttosto varie e lo svolgersi della vicenda mostra un buon ritmo senza punti morti o cadute di tensione. Gli enigmi sono più semplici rispetto a quelli dei due precedenti capitoli ma riescono comunque a rappresentare una discreta sfida per il giocatore. La straordinaria comicità che aveva reso mitici i primi due episodi è ben presente anche questa volta, pur non riuscendo mai a raggiungere i vertici di pura genialità toccati da Gilbert.

Con Monkey 3 la Lucas entra nello scintillante mondo dell’alta risoluzione (640x480) e presenta una grafica a 256 colori che, unita allo stile scelto dagli autori, trasforma le isole caraibiche che fanno da teatro alla vicenda in uno splendido cartoon. I grafici hanno optato per un tono fortemente caricaturale che investe tutti gli elementi a schermo, soprattutto i personaggi. Tutti, a partire dal protagonista, hanno subìto un vero e proprio stravolgimento grafico che li ha resi irriconoscibili. Guy è diventato uno spilungone biondo che si muove con le movenze di un altro mitico personaggio Lucas: quel Bernard protagonista dell’indimenticabile Day of The Tentacle. Ogni elemento è portato all’eccesso e trasmette una forte carica comica già per il solo fatto di essere disegnato in quel modo.

Ma Monkey 3 è anche il primo capitolo della serie che ci fa sentire le voci dei personaggi. Gli interpreti scelti per la versione italiana svolgono il loro lavoro davvero egregiamente e non fanno per nulla rimpiangere la versione originale. Le musiche, come da tradizione, sono composte dalla coppia Land-McConnel, con l’aggiunta della new entry Clint Bajakian. Il tema di Monkey Island è stato riarrangiato per sfruttare al massimo le capacità delle moderne schede audio e, insieme al resto della colonna sonora, contribuisce alla creazione di un ambiente audio di prim’ordine: coinvolgente e, soprattutto, mai invasivo.

Tirando le somme possiamo definire questo Monkey 3 un gioco decisamente ben riuscito. Non fosse per il nome che porta sarebbe probabilmente ricordato come un capolavoro del genere, ma portare il peso di una tale eredità non è cosa facile. La Maledizione di Monkey Island ci riesce decisamente bene.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Lucas Arts
Distributore: CTO
Data Rilascio: Q2 1997
Piattaforma: MAC, PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Commedia
Grafica: 2D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
Ricerche
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Requisiti minimi
OS: DOS/Win95
Processore: 90 Mhz
RAM: 16 MB
Scheda Video: SVGA
Hard Disk: 30 MB
Supporto: 1 CD
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