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Recensione

Miskatonic Ep.1: The Inhuman Stain

di Luca Massari  

il nostro voto
71
In breve

Nei panni di una giovane professoressa appena assunta nella fittizia Università di Miskatonic dovremo investigare su misteriosi eventi accaduti nel campus come uomini impazziti, strane sparizioni e sussurrii di entità oscure.

 

Recensione Completa del 01 Gennaio 2012
Della prolificità di Howard Phillips Lovecraft si è già avuto modo di trattare in alcuni pezzi di questo sito. Lo scrittore americano, grazie alle storie scaturite dalla sua penna (le più famose sono senza dubbio quelle collegate al mito di Cthulhu), non ha mancato di influenzare, in misura diversa, le generazioni a lui successive. Anche in ambito videoludico, gli esperimenti in questo senso sono stati molteplici. Si pensi al bellissimo Shadow of the Comet, titolo del 1993 della Infogrames che arriva, come farà anche dodici anni più tardi Call of Cthulhu: Dark Corners of Earth, a risplasmare l'intero racconto La maschera di Innsmouth mantenendone gli assunti base e lavorando nel costruire uno sviluppo differente, che risulta in entrambi i casi particolarmente azzeccato. Attorno, quindi, a titoli che riprendono smaccatamente quanto realizzato dallo scrittore di Providence, si pone una linea di titoli, per così dire "apocrifa", che si limita a riprendere elementi o suggestioni creando una storia autonoma. E' il caso, ad esempio, dei due Darkness Within o, come andremo a vedere, di Miskatonic.

Miskatonic: The Inhuman Stain è appunto il primo episodio di una "serie" indipendente sviluppata da un unico sviluppatore, ambientato appunto nella celebre università (di finzione, ovviamente) menzionata di sovente all'interno di numerose avventure lovecraftiane. A fronte, quindi, di un incipit horror-thriller (elementi comunque presenti), quel che ci si trova davanti una volta avviato il gioco è un titolo che abbaondona qualsiasi atmosfera lugubre o inquietante, in favore di locazioni solari e decisamente colorate. La trama verte attorno alla figura di Aurinda, neo-insegnante della facoltà di arte che, sin dal suo arrivo, incappa in misteriosi incidenti, fino ad imbattersi in misteriosi casi di pedità di sanità mentale, nonché sparizioni di gruppo. Essendo ancora le porte dell'università chiuse agli studenti, non rimane altro da fare se non guardarsi attorno, cercando di capire un pò di più dell'intera faccenda. Pur essendo un titolo episodico, stupisce l'elevata quantità di ambientazioni che si sono ricreate all'interno del titolo, molte delle quali virtualmente "inutili" (in quanto solo di passaggio), ma tutte discretamente realizzate con l'ausilio del Wintermute.

A fronte di alcune scelte cromatiche un poco dubbie, infatti, l'aspetto meramente visivo del tutto è più che soddisfacente, a patto però di riuscire a passare sopra ad alcune ingenuità tecniche (le animazioni sono ampiamente migliorabili, ad esempio) dovute principalmente al fatto che il titolo è stato seguito in toto da un unico responsabile, evidentemente alle prime armi. Il gameplay è decisamente classico: tramite il click sinistro ci si muove all'interno delle schermate, mentre col destro si accede ad un menu dal quale è possibile selezionare tre icone (una per dialogare, una per esaminare e l'altra per interagire). Si dovrà risolvere una buona dose di enigmi, alcuni veramente semplici (quelli, ad esempio, basati solo sui dialoghi), altri decisamente più complessi (si pensi all'enigma del codice o a quello dell'astrolabio). Per il puzzle più difficile del capitolo, viene inoltre resa disponibile un'opzione di risoluzione parziale che, se cliccata, arriverà a fornire via via più indizi sino a proporre al giocatore la completa risoluzione del segmento in questione. I numerosi oggetti che si raccoglieranno verranno riposti nell'inventario a scomparsa accessibile portando il cursore del mouse nella parte alta dello schermo, e potranno essere combinati, in puro stile Lucas, così da far fronte alle esigenze del caso.

Anche i dialoghi (interamente doppiati in inglese) sono ben curati, annullando di fatto tutta la tensione che potrebbe scaturire da una trama incentrata su sparizioni ed omicidi, strappando persino qualche risata in numerosi frangenti (la fine del flashback di Aurinda, ad esempio). Le cutscene del gioco, decisamente spartane, riescono, pur nella loro limitatezza, a risultare gradevoli, grazie alla resa visiva che fa sembrare i personaggi quasi dei pupazzi di plastilina. L'elemento sonoro del titolo è veramente riuscito, proponendo temi noti e non che si accompagnano decisamente bene con quanto accade nello schermo. La durata generale del titolo, che si aggira sulle quattro ore utilizzando una guida, sei ore qualora si voglia proseguire in modo autonomo, vale decisamente il prezzo del biglietto (circa 10 dollari in digital delivery. Se non siete sicuri, comunque, potete provare sempre il dimostrativo gratuito) di quella che si preannuncia come una saga interessante, seppur con tutti i limiti del caso. Insomma, come biglietto da visita sembra promettere decisamente bene, restate sintonizzati per novità sui futuri episodi.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Jackslawed
Data Rilascio: 01/12/2011
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura
Grafica: 2.5D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Inglese
Ricerche
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