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Recensione

Metal Dead

di Vittorio De Sanctis  

il nostro voto
40
In breve

Malcolm e Ronnie sono due amici per la pelle e metallari fino al midollo, ma completamente ignari delle orde di zombie affamati di carne umana che da poche ore hanno invaso la loro città. Appresa la situazione critica, si danno alla fuga in macchina, ma un incidente toglie la vita a Ronnie. Questi in realtà non è morto del tutto, anzi si è trasformato proprio in un non-morto, ancora pensante e parlante, tanto che Malcolm porterà in giro con sé la sua testa, pronta ad infastidirlo ma anche a dargli consigli nel corso del disperato tentativo di fuggire dall'edificio in cui si sono rifugiati e da cui è nato tutto. Ma tutto cosa?

 

Recensione Completa del 04 Giugno 2015
Diciamo subito che questo titolo cavalca un po' l'andazzo televisivo, fumettistico e letterario del momento, che, insieme a vampiri d'ogni ordine e specie, è caratterizzato dall'infestazione di città e sobborghi da parte di zombie assetati di carne umana; il fenomeno multimediale The Walking Dead di Telltale Games è del resto tuttora ben vivo, anche nel campo delle avventure.
Ogni settore della comunicazione ne è così stato inevitabilmente contagiato ed era prevedibile che non sarebbe di certo mancato chi avesse pensato a seguirne il filone, magari in modo alternativo, con uno spruzzo di humour.

E' questo il caso di Metal Dead, avventura proposta dal team Walk Thru Walls Studios che ha deciso di approfittare di questo momento storico per provare a realizzare un prodotto semplice, sviluppato con il noto AGS, invero senza troppe pretese. Onestamente, qui le pretese sono molto lontane dall'essere “troppe”, attestandosi il tutto su valori piuttosto bassi, sotto ogni punto di vista, ma come di consueto procediamo con ordine.

Voi impersonate un metallaro convinto, Malcolm Campbell - il cui nome richiama alla mente l'attore Bruce Campbell, protagonista della saga di film horror di successo 'La casa' di Sam Raimi - che si trova nel bel mezzo di un'inspiegabile invasione di zombie, di cui dovrete venire a capo. In preda al panico, in macchina con l'amico Ronnie, restate entrambi vittime di un incidente che risulterà per il vostro compagno. Questi però non è definitivamente morto o, meglio, da questo momento in poi sarà anch'egli un non-morto, pur se sui generis, in quanto ancora in grado di ragionare e persino di parlare a Malcolm attraverso una sorta di piccolo altoparlante posto sul suo cervello. In effetti, tutto quello che resta di Ronnie è la sua povera testa, che Malcolm scarrozzerà allegramente con sé.

Ronnie non sarà peraltro soltanto un compagno con cui scambiare due chiacchiere nei momenti di solitudine, ma potrà essere un valido aiuto sul da farsi, rappresentando nel gioco un sistema di hint: interpellandolo vi darà infatti consigli su come proseguire e risolvere degli enigmi. Ciò detto, bisogna comunque considerare che la facilità degli enigmi, tale da non impensierirvi, non vi indurrà a servirvi di tale sistema, dal momento che causerebbe un'ulteriore compressione della già scarsisissima longevità del titolo (6 o 7 ore, ad essere lenti).

Quanto al profilo estetico, il fatto che il gioco sia programmato con AGS di certo non permette di aspettarsi elevati standard grafici né risoluzioni da capogiro, essendo questo uno strumento nato per sviluppatori in erba, per quanto oggi sufficientemente studiato ed approfondito. Tuttavia, il passaggio dalla distribuzione gratuita a quella commerciale presupporrebbe la maturazione di un'esperienza sufficiente da giustificare l'ingresso, pur in punta di piedi, nel mercato e, di conseguenza, il prezzo segnato sul cartellino che accompagna il titolo. Nel caso specifico forse il passo è stato più lungo della gamba.

Lo stile grafico non pare particolarmente personale né curato (anzi, un po' puerile), magari con un'ispirazione al tratto di Stewie Griffin, ma comunque piuttosto superficiale e privo di varietà, tanto che l'aspetto dei diversi personaggi non si diversifica molto dall'uno all'altro - in alcuni casi ad esempio si tratta praticamente dello stesso personaggio, solo con un diverso cappello o taglio di capelli, anche nel confronto tra uomo e donna -.

Anche le locazioni sono abbozzate e il colpo d'occhio non inganna: i dettagli mancano o sono appena accennati e le geometrie a volte irregolari, data la natura umoristica del gioco, sembrerebbero voler omaggiare predecessori di ben altro calibro (Day of the Tentacle), ma in realtà, tornando coi piedi per terra, sono semplicemente 'storte'. Le animazioni sono anch'esse limitate, ma a questo punto scriverlo è solo adempimento del dovere di cronaca. Nel complesso, il tutto è molto approssimativo e privo di qualunque attrattiva.

Col sonoro non ce la caviamo certo meglio. Non andiamo oltre il sintetizzatore che potevamo ascoltare sul vecchio Amiga 500 di casa Commodore e le scarne musichette che ci infastidiranno nel corso del gioco sono quanto di più anonimo si possa dire di aver ascoltato. Gli effetti sonori presenti sono a loro volta pochissimi; anzi, quello associato al momento in cui Malcolm raccoglie gli oggetti sembra essere lo stesso usato per il medesimo scopo in Hollywood Monsters.

Dal punto di vista del gameplay, Metal Dead si presenta come un'avventura classica, con enigmi basati essenzialmente sulla manipolazione degli oggetti in inventario (richiamabile in alto, unitamente alle opzioni), il cui numero sarà sempre limitato, così come contenuta resterà la quantità sia di locazioni visitabili (intorno alla trentina) sia di personaggi. E' presente anche qualche enigma deduttivo o a tempo, pena la morte (ma qui si ripartirà dalla situazione incriminata).

Le interazioni sono controllate con il sistema del cursore dalla forma ciclicamente variabile, mostrando ad ogni click un'azione diversa (à la Sam & Max: Hit The Road, per intenderci). Grandi assenti: gli hotspot. Siamo d'accordo che l'AGS è uno strumento dalle features limitate, ma i sottotitoli ne fanno parte e francamente non ci si spiega in alcun modo la scelta dei programmatori di non inserire le classiche didascalie a oggetti e personaggi; naturalmente, questo significherà girovagare alla cieca col mouse nell'intento di svelare i vari punti sensibili della schermata coi quali sia possibile l'interazione, con i risultati che potete immaginare.

Per fortuna (o sfortuna?) la celerità con cui vedrete la parola 'fine' non vi farà impazzire in questa inutile ricerca, che non possiamo escludere sia riconducibile ad uno sleale tentativo di aumentare la scarsa durata del gioco, appesantendo l'attività del giocatore malcapitato. Va invece messa in evidenza - ecco una nota favorevole - la buona varietà di risposte di Malcolm alle singole interazioni con gli oggetti, che cambiano in relazione sia a quelle generiche sia a quelle specifiche, cioè per ogni oggetto in inventario avrete un'ottima probabilità di ricevere una risposta ad hoc in caso proviate a combinarlo con altro oggetto dell'inventario o soprattutto dello scenario. Purtroppo è veramente poca cosa per risollevare le sorti di un titolo che presenta fin troppi difetti di fondo, ma era doveroso precisarlo.

I dialoghi, pur presenti, nell'intenzione sarebbero di stampo umoristico, ma è evidente che faticano a solleticare lo spirito del giocatore, che di rado viene colto dal sorriso e per lo più ne resta annoiato, riconoscendo facilmente forzature e tentativi inefficaci di divertirlo, aumentando il senso di smarrimento e di inutilità della partita in corso.

Per completezza, chiariamo che il gioco è distribuito soltanto in inglese sottotitolato, piuttosto slang e con una velocità nello scorrimento dei testi che non aiuta la completa comprensione dei dialoghi non disponendo di doppiaggio (che del resto non ci si aspettava in questo genere di produzione).

In definitiva, Metal Dead è un prodotto che al massimo sarebbe stato da distribuire in formato freeware e anche in questo caso non avremmo potuto esimerci dall'enumerare le sopra elencate censure, ma l'approccio e la valutazione finali sarebbero stati più clementi; non può dirsi lo stesso di un titolo che aspira a difendersi, senza serie frecce al suo arco, in un mercato di tipo commerciale, con un proprio, pur contenuto, prezzo di listino, che tuttavia non vale il tempo perduto nel giocare un'avventura inutile e noiosa come poche, di cui sembra sia persino in cantiere un seguito dal titolo Metal Dead: Encore (nell'attuale home del sito degli sviluppatori). Non giocatela.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Walk Thru Walls Studios
Data Rilascio: 03/02/2012
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Commedia
Grafica: 2D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Sottotitoli: Inglese
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