Adventure's Planet
Mercoledì, 18 Ottobre 2017 09:22
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Recensione

The Land of Pain

di Simone Alvaro Segatori  

il nostro voto
65
In breve

Qualcosa appare nel bosco. La pioggia cade e l’oscurità sta avanzando. La vita come la conosci sta per cambiare per sempre. In quest’avventura lovecraftiana dovrai imparare a sopravvivere e a respingere un male inquietante ed oscuro. Esplora un mondo enorme e terrificante, fuggi da un nemico implacabile, risolvi enigmi e scopri l’antico mistero che ha colpito questa terra.

 

Recensione Completa del 17 Ottobre 2017
A volte la più oscura delle prigioni non è quella del corpo ma quella della mente. Lo sa bene il protagonista di Land of Pain, titolo interamente realizzato da una sola persona, Alessandro Guzzo, e ispirato all’inesauribile scia di terrore lasciata nel tempo da Lovecraft e dai suoi racconti.

DA QUALCHE PARTE, NEL BOSCO…

Inizia così Land of Pain, senza dialoghi o filmati: siamo nella foresta, alla ricerca di un obiettivo, di qualche indicazione per procedere. Avanziamo nella vegetazione e troviamo una piccola baita. Il freddo è la prima sensazione che ci avvolge, ma il camino ci aiuterà a passare la notte al caldo. La sete però non tarderà ad arrivare ed eccoci di nuovo in marcia, verso il pozzo che soddisferà il nostro bisogno.

Solo nel bosco. È così che il nostro avatar virtuale voleva passare qualche giorno. Nella baita costruita dal padre, lontano da tutti, con solo il rumore degli alberi a fargli compagnia. Ma nell’ordinario di una giornata tanto tranquilla si annida qualcosa di oscuro. Una sfera luminosa appare poco fuori dalla baita. È un oggetto straordinario, terrificante, impossibile, eppure è lì. Nonostante la paura però qualcosa ci attira verso la sfera, qualcosa di pericoloso e misterioso al tempo stesso. Come una voce che ci chiama e a cui non sappiamo resistere. Dopo aver toccato quella palla di energia tutto cambia, la foresta non è più la stessa, l’ambiente si trasforma, gli alberi mutano e il dolore del titolo comincia a pervadere il protagonista.

Alessandro Guzzo lascia a noi il compito della narrazione, spingendoci ad indagare grazie a qualche vecchia nota e con il potere evocativo delle ambientazioni. È il giocatore a costruire la storia, sfruttando i pochi indizi forniti mentre l’orrore si fa strada ad ogni click. La successione di avvenimenti mantiene sempre un ritmo incalzante anche se si spegne un po’ sul finale lasciando il giocatore con fin troppe domande. La componente lovecraftiana del titolo si avverte sin dai primi minuti e, anche se il gioco non dura più di tre ore, raggiunge dei picchi altissimi rimanendo sempre molto vicina a quell’inquietudine nascosta nelle opere dello scrittore di Providence.

…SI ANNIDANO LE OMBRE!

La struttura narrativa d’impatto però si perde in un gameplay pesante che fatica ad offrire qualcosa in più di un classico walking simulator. Il giocatore potrà esplorare grandi aree di gioco in grado di appagare l’occhio, ma incapaci di andare oltre la bellezza visiva. Il tutto sembra estremamente finto, un contenitore con cui non è possibile interagire e messo lì solo a fare da circonferenza all’avventura.

Anche i pochi elementi da esaminare sembrano inseriti esclusivamente per riempire le location e il sistema per individuarli non risulta ottimamente calibrato: nei pressi di un oggetto di interesse comparirà a schermo il comando “Esamina” e basterà selezionarlo per poterlo analizzare. Su un tavolo con più elementii però sarà difficile capire quale degli oggetti disposti il protagonista andrà ad esaminare e l’unico modo per legare il comando “Esamina” ad un oggetto sarà quello di porsi esattamente davanti ad esso.

Un procedimento macchinoso che poteva essere semplicemente risolto aggiungendo il nome vicino al comando “Esamina”. Gli unici elementi che possiedono una maggiore interazione sono quelli utilizzati per gli enigmi, che purtroppo si riducono a portare un oggetto da un punto A ad un punto B dell’ambientazione. Questo avviene spesso costringendo il giocatore a tornare più volte sui suoi passi prima di capire cosa debba fare per procedere e anche il più semplice degli enigmi rischia di trasformarsi in un processo frustrante.

Il gioco prova a variare un po’ la sua formula con dei momenti vicini al “survival horror”, capaci di incutere terrore al giocatore, ma solo perché non è in grado di vedere in che guai si sta cacciando: i momenti con i nemici infatti si sviluppano all’interno di aree buie in cui il protagonista avanza nell’oscurità e deve evitare dei mortali mostri quasi indistinguibili dal resto. Fortunatamente i numerosi checkpoint inseriti renderanno il game over meno pesante da accettare.

TRA LE ALPI, CON I MOSTRI

Uno degli aspetti che ci ha maggiormente colpito di Land of Pain è la sua presentazione tecnica. Si tratta di un lavoro davvero impressionante, soprattutto considerando che è stato svolto da una sola persona. Il gioco sfrutta il CryEngine, ottimo motore grafico, specie quando si tratta di creare grandi aree ricche di particolari. I boschi presenti ripropongono infatti quelli delle Alpi del Nord Italia, con un grande uso della fotogrammetria. L’unica pecca si riscontra giusto nel calo di dettaglio tra gli scenari esterni e l’interno delle abitazioni, che risultano spesso spoglie, ma verso la fine del gioco questo divario viene perfettamente appianato con location più caratterizzate. Il comparto audio è soddisfacente e complice, insieme alla narrazione, nel creare momenti di pura angoscia nel giocatore.

L’ALTRA PARTE DELLA SFERA

Land of Pain è un walking simulator dalle cupe atmosfere horror. Un’opera votata all’immaginario lovecraftiano di cui riprende la narrazione, fatta di pochi ma eloquenti indizi, sempre a metà tra il sogno e l’incubo. Pur lodando il lavoro narrativo però il titolo del giovane sviluppatore italiano lascia il fianco scoperto proprio alla componente della giocabilità, presentando un gameplay povero e che si risolve in pochissimi click. Un vero peccato perché grazie all’ottimo utilizzo del Cry Engine e un buon comparto audio, Alessandro Guzzo è riuscito a trasportarci in un bosco di follia, dove perdersi è l’unica via per ritornare a casa.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Alessandro Guzzo
Data Rilascio: 13/09/2017
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Horror
Grafica: 3D
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse
Sottotitoli: Multilingua (italiano incluso)
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