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Recensione

Heroine's Quest: The Herald of Ragnarok

di Alberto Semprini  

il nostro voto
87
In breve

Nel solco della tradizione degli ibridi fra avventura e gioco di ruolo, nata e cresciuta con Quest For Glory, il titolo di Crystal Shard vi metterà nei panni di un'eroina impegnata a porre termine ad un inverno senza fine. Spetterà a voi scegliere che strada intraprendere per raggiungere il vostro risultato alternando l'uso dell'ingegno con la forza necessaria per sconfiggere i nemici che si pareranno sul vostro cammino.

 

Recensione Completa del 17 Settembre 2014
Pensate ad un adolescente agli inizi degli anni ‘90 che abbia fra i suoi interessi i videogames e i giochi di ruolo cartacei come Dungeons & Dragons; vi chiedo di farlo perché vorrei farvi capire l’impatto che può aver avuto avuto sulle giovani menti del tempo una saga come quella di Quest for Glory della Sierra, una serie di cinque giochi usciti nell’arco di tempo che va dal 1990 al 1996, ideati dalla coppia Corey e Lori Ann Cole.

Si trattava dell’anello di congiunzione tra due generi, le avventure grafiche punta e clicca e i videogiochi di ruolo, ovvero un’adventure aperta, con raccolta di oggetti, enigmi e dialoghi tipici delle avventure grafiche, mescolati a combattimenti, esplorazione libera, statistiche e crescita del personaggio. Praticamente manna dal cielo per qualsiasi appassionato di videogiochi di avventura e di giochi di ruolo cartacei, una sorta di Elder Scroll ante litteram con un’interfaccia da King Quest V (o Sam & Max della Lucas).

Ho scritto questo lungo cappello introduttivo per una semplice ragione: Heroine’s Quest: The Herald of Ragnarok, titolo mattatore degli AGS awards del 2013, realizzato in quattro anni di lavoro dal team amatoriale Crystal Shard, è un gigantesco omaggio alla saga di Quest for Glory, tanto che potrebbe quasi esserne considerato l’erede spirituale: con un sapiente uso dell’editor AGS (Adventure Game Studio) il team è infatti riuscito a ricreare perfettamente le atmosfere e il gameplay della serie Sierra, tanto che le connessioni sono molteplici, a cominciare proprio dal titolo in quanto il primo capitolo di Quest for Glory era chiamato proprio Hero’s Quest (cambiato poi per ragioni di copyright).

Ad inizio partita saremo posti davanti alla scelta della classe di appartenenza della nostra eroina, guerriera, maga oppure ladra. Decisione molto importante perché non solo ci darà accesso ad abilità differenti, ma influenzerà anche gli enigmi che troveremo lungo tutta l’avventura, dato che la risoluzione di diverse situazioni cambierà a seconda delle vostre specializzazioni. Come già detto l’approccio è quello del punta e clicca e l’hud che ci troveremo di fronte sarà in tutto e per tutto simile a quella dei giochi di Roberta Williams e soci: con il tasto destro del mouse potremo cambiare la forma del puntatore a seconda delle varie azioni disponibili (vai verso, esamina, usa/raccogli, parla), mentre con il tasto sinistro metteremo l’azione in pratica.

Oltre alle azioni tradizionali da avventura grafica potremo anche impostare cose più inusuali, come riposare, correre, oppure accucciarci per non farci notare dai nemici e, nel solco della migliore tradizione ruolistica, la nostra eroina sarà caratterizzata da delle statistiche che determineranno le sue abilità. Maestria nell’uso delle armi, carisma, furtività, sono tutte qualità che potremo aumentare e affinare tramite il loro continuo utilizzo; ad esempio parlare molto con i personaggi non giocanti aumenterà il vostro “fast talk”, permettendovi così di avere più opzioni di dialogo nelle conversazioni, mentre procedere sempre accucciati incrementerà le vostre capacità stealth così da muovervi senza produrre rumore. Insomma più userete un’abilità più questa si affinerà, un modo molto semplice per gestire la crescita del personaggio senza stare delle ore a valutare numeri e tabelle.

La struttura è quanto mai aperta, con mappe vaste e liberamente esplorabili che donano al gioco una progressione non lineare e, in determinate zone, potrete anche incrociare dei nemici con i quali dovrete intraprendere dei combattimenti. Questa speciale fase si può affrontare sia cliccando sulle apposite icone che compariranno all’occorrenza, sia sfruttando il tastierino numerico della vostra tastiera; dovrete calcolare bene i tempi e tentare di prevedere le mosse dell’avversario sferrando attacchi nei momenti giusti, alternando schivate e parate. Si tratta di un sistema abbastanza intuitivo, ma se la cosa vi annoia potrete abbassare la difficoltà in ogni momento facendo diventare questi scontri facilissimi e pertanto molto veloci.

Come in ogni gioco di ruolo che si rispetti esiste una gestione automatica del tempo: le giornate progrediranno indipendentemente dalle nostre azioni, passando dalla mattina al pomeriggio per poi arrivare alla sera e alla notte. Sarà importante rispettare queste fasi in quanto la risoluzione di alcuni enigmi vi richiederà necessariamente di recarvi in alcuni posti solo ed esclusivamente durante un certo orario e parimenti dovrete stare attenti a dove vi trovate, perché se sarete sorpresi dal buio fuori da una città potrete anche rischiare di rimanere assiderati e lasciarci le penne.
In Heroine’s Quest infatti è facile morire o incorrere in un game over: basta fare il passo sbagliato in una palude, sbagliare un combattimento, compiere un furto ed essere scoperti dalla popolazione di una città per far terminare il gioco all’istante. Tutto nella classica filosofia Sierra che impone al giocatore un certo senno nel fare determinate azioni.

Ci saranno poi anche alcuni bisogni e necessità da soddisfare per rimanere in vita, come riposarsi di tanto in tanto oppure assumere del cibo; quest’ultimo sarà recuperabile principalmente tramite la caccia oppure l’uccisione di determinate bestie che vi aggrediranno e, una volta vinti gli scontri, potrete ricavare da esse della carne da cuocere e da consumare in tranquillità.

Eliminando avversari umani o umanoidi, invece, potremo recuperare del denaro, utile per acquistare equipaggiamento, magie, pozioni dagli effetti più svariati o semplicemente oggetti utili per la risoluzione di determinati enigmi. Parlando di quest’ultimi, devo dire che ho trovato una bellissima varietà di situazioni da risolvere usando l’ingegno, sia enigmi basati sulla combinazione di oggetti sia classiche ricostruzioni di codici da decriptare. Oltre alla storia principale potrete affrontare anche delle side quest, ovvero delle piccole storie parallele non necessariamente legate alla trama principale.

Quest’ultima non presenta nulla di particolarmente nuovo od originale rispetto al classico fantasy da gioco di ruolo, l’unica particolarità è sicuramente il tono spiritoso e leggero che accompagnerà tutta la vicenda, aspetto molto in linea con le vecchie serie Sierra. Il lavoro dei Crystal Shard è stato a dir poco titanico e questo lo si vede anche dalla cura dei particolari nel comparto grafico (a bassa risoluzione ma ben fatto) e soprattutto nel sonoro, con delle musiche azzeccate e un doppiaggio di primordine.

Heroine’s Quest: The Herald of Ragnarok è davvero un piccolo gioiello, un gioco adventure classico ma dalle meccaniche ancora fresche e originali. Il connubio tra i due generi, adventure e gioco di ruolo è davvero ben amalgamato e nessuna delle due parti sovrasta in misura eccessiva l’altra.
Fa quindi molto piacere vedere che questo modo di concepire l’avventura grafica non sia stato dimenticato e stupisce che pochi abbiano deciso di riprendere in mano questo approccio più libero e meno guidato tentando di addolcirlo per i neofiti; non ci resta che fare i complimenti ai Crystal Shard per questa bellissima opera che omaggia un’epoca quasi dimenticata nella storia delle avventure grafiche, soprattutto alla luce del fatto che Heroine’s Quest è completamente gratuito e liberamente scaricabile senza bisogno di sborsare neppure un euro!

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Crystal Shard
Data Rilascio: 25/12/2013
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Grafica: 2D
Controllo: Mouse
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Sito internet
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