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Recensione

Hector: Badge of Carnage - Episode 3: Beyond Reasonable Doom

di Luca Massari  

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In breve

Riuscirà Hector ad uscire dalla squallida situazione in cui si trova ed a tornare in tempo nella sua città, Clappers Wreake, per impedire che venga cancellata dalle mappe?

 

Recensione Completa del 23 Ottobre 2011

Uno dei compiti più difficili della serialità è quello di mantenere desto l'interesse dell'usufruitore (o videogiocatore che sia) durante l'arco di tempo lungo il quale, appunto, si dipana il media in questione. Fumettisticamente parlando, ad esempio, nell'ambito dei comics americani si tende ad alternare vari disegnatori e scrittori che danno vita ad un ciclo (definito, in gergo, come run),offrendo così la propria visione su un determinato personaggio non rischiando, al tempo stesso, di esaurire ogni "argomento" sul tema. Nell'ambito strettamente videoludico, gli episodi di apertura e di chiusura di una stagione sono senza dubbio i più importanti: i primi devono riuscire a catturare l'interesse del videogiocatore che, spinto appunto dalla curiosità, acquisterà poi, eventualmente, il prosieguo della saga. I secondi, invece, devono riuscire a far quadrare perfettamente il cerchio, rispondendo a tutte le domande lasciate in sospeso senza però scadere nel banale o nel già visto, lasciando spesso e volentieri uno spiraglio d'apertura per un'eventuale seconda stagione. Quello di Hector: Badge of Carnage è sicuramente un caso particolare, quindi, dato che il deus ex machina dietro le vicende viene svelato già alla fine del secondo episodio, lasciando i personaggi in balia di un destino tutto da verificare.

L'apertura di questo Hector: Beyond Reasonable Doom vede infatti Hector e Lambert "vittime" di un'enorme trappola, che nelle modalità secondo le quali viene portata avanti ricorda molto la saga cinematografica di Saw. Il vostro obiettivo primario, questa volta, è semplicemente quello di salvare la pellaccia, e per farlo dovrete sfruttare l'opportunità, precedentemente inserita, di alternare l'uso del panzuto protagonista a quello del suo smilzo e allampanato sottoposto. Svolta questa pratica, si entra nel "cuore" del capitolo: tentare di fermare il terrorista. Ed ecco una novità rispetto agli altri episodi: se precedentemente, infatti, si godeva di una certa libertà d'azione, avendo obiettivi multipli da portare a compimento, in BRD si lavora per passi, svolgendo una cosa alla volta. Ai fini del gameplay, comunque, non cambia granchè, dato che il giocatore sarà comunque costretto ad affrontare una lunga serie di viaggi nelle varie locazioni (e c'è da dire che, questa volta, si ottiene la mappa forse un po' troppo tardi, quando ormai la sua utilità è quasi nulla). L'impianto principale, come precedentemente detto, è quello di un'avventura classica: cliccando due volte su un oggetto si interagisce con esso in vari modi, a seconda della situazione. In basso si ha in classico inventario dal quale è possibile prelevare elementi utili oppure combinarli fra loro (con una graziosa animazione).

Il citazionismo, accompagnato da un cinico senso dell'umorismo, si spreca: non vengono risparmiati nè i capisaldi del genere (chi ha giocato Monkey Island e ricorda i famigerati cani sicuramente capirà), nè convenzioni nè... paesi (arrivando anche a far compiere ad un personaggio non giocante uno dei gesti più "estremi" che abbia mai visto all'interno di questa tipologia di gioco. Questo particolare umorismo, tuttavia, può risultare alla lunga gratuito, anche se pienamente in linea con l'universo narrativo costruito. Parlando del finale nudo e crudo, questo sicuramente adempie a tutte le aspettative: rispettando i canoni dei gialli, il terrorista appartiene al pantheon di personaggi conosciuti, ma sicuramente rimarrete sorpresi dalla sua identità e dalle sue motivazioni. La vicenda, ed è una cosa non da poco, non si risolve semplicemente assicurando alla "giustizia" il malfattore, ma lascia al giocatore l'onere e l'onore di occuparsi di un'altra "piccola" questione lasciata in sospeso. La longevità, in linea con gli altri capitoli, si attesta sulle tre ore, non offrendo particolari picchi di difficoltà se non in un paio d'occasioni (è comunque presente un sistema di hint testuali). I numerosi filmati poi, utilizzati praticamente solo a scopo "narrativo" (dialogando con i vari personaggi, infatti, non si ha mai un avanzamento della trama) sono più numerosi rispetto al passato, il che è un bene.

Per chiudere, questo terzo e conclusivo episodio di Hector si limita a mantenere quanto promesso nell'arco della saga, senza offrire nulla di più. Un gioco onesto, dunque, che, con un pelo di lavoro di limatura in più, avrebbe potuto risultare veramente una boccata d'aria fresca in un mercato, forse, ormai saturo di proposte tutte simili tra loro ma che, così com'è, si limita ad essere un semplice "ritorno" su lidi già battuti, il che non è, comunque, un male.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Straandlooper
Publisher: Telltale Games
Data Rilascio: 22/09/2011
Piattaforma: iPad, iPhone, MAC, PC
Caratteristiche
Genere: Avventura
Grafica: 2D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Touchscreen / Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Inglese
Ricerche
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