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Recensione

Fran Bow

di Alberto Semprini  

il nostro voto
82
il vostro voto (3 votanti)
90
In breve

Dopo aver assistito alla macabra e misteriosa perdita dei suoi genitori, trovati smembrati in casa, Fran si precipita nel bosco, insieme al suo unico amico, il signor Mezzanotte, un gatto nero che aveva precedentemente ricevuto in regalo proprio da loro. Nella foresta, Fran subisce lo shock per la perdita dei suoi genitori e, quando si riprende, è all'Oswald Asylum, un istituto di igiene mentale oppressiva per i bambini, senza l'ormai introvabile signor Mezzanotte. Dopo aver fatto un sogno sul suo amato gatto, Fran decide quindi di fuggire dal manicomio per trovarlo e tornare a casa da zia Grace, la sua unica parente vivente.

 

Recensione Completa del 10 Novembre 2015
Ho finito Fran Bow verso il calare della sera di un sabato pomeriggio di inizio settembre, dopo una piccola maratona forzata di sei, sette ore. Arrivato ai titoli di coda ho avvertito una strana sensazione allo stomaco… non è stato facile tornare alla realtà dopo una full immersion in un titolo così straniante e allo stesso tempo così complesso e ricco. Una sensazione molto disturbante, come se tutto quello che mi circondasse contenesse in sé qualcosa di “sbagliato”.
Eppure, ad una prima occhiata, il gioco di Killmonday Games sembra così innocuo! Non da certo l’idea di qualcosa di aberrante come potrebbe essere un’opera dei Fricional Games. Nonostante le apparenze, nonostante la grafica disegnata a mano (la quale sembra smorzare i toni cupi e cruenti), nonostante tutto, Fran Bow mi ha mollato invece un pugno alla bocca dello stomaco. Ho avuto bisogno di un’ora buona prima di riprendermi e apprezzare la serata e le persone che avevo vicino.

Fran è una bambina di 12 anni che vive serena con i suoi genitori. Una sera le viene regalato un gatto nero che lei chiama Mr Midnight, con il quale stringe immediatamente un profondo rapporto di amicizia. Dopo appena pochi giorni, Fran vede alla finestra l’ombra di uno spaventoso demone e trova in casa i corpi dei genitori fatti a pezzi. Sotto shock per la scena di efferata violenza, scappa nel bosco, ma viene intercettata da delle persone che la portano in quella che sembra essere una clinica psichiatrica.

La prima fase del gioco si svolge tutta dentro questo ospedale, tra sedute psichiatriche, difficili rapporti con altri bambini malati e, soprattutto, tantissime “allucinazioni” orrende e violente; ho usato l’avverbio “soprattutto” perché queste “allucinazioni” sono parte integrante del gameplay di Fran Bow e avremo spesso a che farci.
La piccola, infatti, ha la possibilità di assumere delle pillole rosse che le mostreranno il mondo circostante sotto spoglie completamente nuove; usando questa medicina il giocatore, di fatto, salta tra due realtà differenti, una percepita come “normale”, l’altra, più allucinata e orrorifica, abitata da mostri inquietanti e situazioni raccapriccianti invisibili a tutti gli altri essere umani. In questa sorta di realtà parallela saremo capaci non solo di osservare cose non percepibili ad occhio nudo, ma anche di recuperare oggetti o informazioni utili per la risoluzione degli enigmi e per la progressione del gioco.

Questa bipolarità tra piani differenti permette a Killmonday di intavolare puzzle astrusi e originali, stimolando il giocatore a sperimentare le soluzioni più macchinose e fantasiose. Allo stesso tempo, questa feature suggerisce una lettura più profonda del “testo” di Fran Bow: il trucco è quello di non far mai capire se la realtà parallela sia frutto di una proiezione mentale della bambina oppure l’effettiva verità nascosta agli occhi di tutti i personaggi umani.

Mettendola in questi termini, è interessante notare come la stessa Fran si comporti, si relazioni e come percepisca gli altri suoi simili; in molte malattie mentali come le varie forme di psicosi, il paziente si dimostra infatti poco empatico, molto anaffettivo rispetto alle persone esterne e, soprattutto, concentrato solo sui propri bisogni tralasciando quelli degli altri. Fran è proprio così, non dimostra nessun grado di empatia con i bambini o gli adulti a lei vicini e il suo unico e ossessivo bisogno (lite motiv di tutto il gioco) è quello di ritrovare il suo gattino disperso, obiettivo per cui è disposta a tutto pur di portarlo a termine.

È inutile che vi spieghi quanto questi indizi portino il giocatore a dare una lettura ben precisa dell’opera, tuttavia, nonostante questo, Fran Bow sorprende e rimescola le carte in tavola mano a mano che si procede alla scoperta della cupa e inquietante trama. Gli elementi e gli spunti di analisi si moltiplicano, si mischiano e si perdono per poi tornare in fila, e quando si pensa di essere arrivati ad una possibile soluzione ecco che tutto viene ancora gettato per aria. Perdere le coordinate è facile e più di una volta ci troveremo a sbattere le palpebre stupiti da quello che succede sullo schermo.

Il gioco è realizzato con uno stile molto particolare, una grafica disegnata che ricorda vagamente l’estetica Burtoninana contaminata con quella delle illustrazioni dei libri per l’infanzia, con colori pastello lontanissimi da qualsiasi rappresentazione vivida. La stessa Fran è disegnata con uno stile particolare e diverso dagli altri personaggi umani, con gli occhi sbarrati e un’espressione quasi atarassica e disinteressata a tutto fuorché alle cose che le premono di più.

Anche la suddivisione in schermate singole e fisse (quasi mai sono a scorrimento) sembra ricostruire la visione di una pagina, come se il giocatore stesse davvero sfogliando una versione distorta di un libro illustrato per l’infanzia. A contribuire a questa sensazione ci sono anche i dialoghi che non sono stati doppiati in nessuna maniera ma sono esclusivamente leggibili tramite baloon sulla testa dei personaggi.

Senza voci in grado di restituire la carica emotiva di ogni scena, tocca alla musica esprimere l’intero carico espressivo dell’opera, ma per fortuna la colonna sonora è di alto livello, composta da brani toccanti e sonorità inquietanti. Su youtube sono poi disponibili una serie di video molto interessanti che testimoniano la composizione di alcuni di questi pezzi musicali, visione che consiglio vivamente soprattutto se si è apprezzato il gioco.

Ma il fascino di Fran Bow non risiede solo nella sua presentazione. Come accennavo prima, le particolari meccaniche danno vita ad una serie di enigmi e puzzle originali e ben funzionali allo svolgimento della trama. Spesso il gioco Killmonday cade nel classico clichè del “trova questa lista di oggetti e portameli”, ma le varie feature peculiari del gioco (le due realtà parallele più un’altra che non posso spiegarvi per motivi di spoiler) rendono l’esperienza sufficientemente varia e originale, mitigando il rischio di ripetitività del titolo. In aggiunta, tra un capitolo e l’altro, sono stati messi alcuni semplici minigiochi di stampo arcade, una sorta di punteggiatura tra una fase e l’altra della storia. Si tratta di brevi sezioni facoltative (infatti possono essere saltate) che fanno il verso ad altri giochi da smartphone, come un clone di Frogger oppure un endless runner.

Devo confessare che per me è difficile rimanere obiettivo su un titolo come Fran Bow: non nascondo infatti di esserne stato totalmente rapito, sia dal punto di vista artistico, sia da quello del gameplay e della narrazione. Sicuramente non si tratta di un gioco adatto a tutti, un po’ per l’immaginario profondamente violento (a volte anche troppo, quasi da sembrare forzato), un po’ per l’eccessiva stratificazione della trama e un po’ anche per l’assenza di qualsivoglia traduzione che potrebbe costituire ostacolo per chi non conosce bene l’inglese. Ma, nel complesso, il gioco di Killmonday risulta essere un’opera quanto mai completa e complessa, qualcosa in grado di colpire l’immaginazione e intrigare la mente con i suoi molteplici livelli di lettura. Una buona avventura dagli enigmi originali e dall’atmosfera malata e angosciante.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Killmonday Games
Data Rilascio: 27/08/2015
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Horror
Grafica: 2D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Sottotitoli: Multilingua
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