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Recensione

Dreamweb

di Alberto Semprini  

il nostro voto
85
In breve

La Dreamweb è una rete neuronica che collega tutte le più importanti funzioni computerizzate del pianeta. Le Sette Forze del Male stanno progettando un attacco per distruggerla ed incrementare il loro potere. Nei panni di Ryan, un semplice barman che però è solito fare strano sogni, dovremo sventare questo complotto.

 

Recensione Completa del 18 Gennaio 2012
Quando si parla di avventure punta e clicca del passato si ricordano sempre i grandi nomi blasonati di LucasArts e Sierra, ma qualche utente richiamerà sempre anche altri titoli, magari un po’ più isolati, che però a loro modo sono rimasti nel cuore di tanti appassionati. Dreamweb è uno di questi.
Il motivo per cui lo si ricorda è che non esistono avventure come Dreamweb. A pensarci bene non esistono proprio videogames in generale simili a Dreamweb. Le ragioni sono molteplici e le andrò a elencare a breve, ma vi devo avvertire che se avete voglia di recuperare ed affrontare questo gioco dei Creative Reality (e pubblicato da Empire Interactive Entertainment), dovrete prepararvi a vivere una delle esperienze più strane e perturbanti che vi sia mai capitato di affrontare in un videogame. Il mio consiglio è quello di procurarvi una versione del gioco che preveda anche il manuale; questo perché giocare a Dreamweb senza leggere il suo manuale equivale a giocare il gioco solo per metà. In primis perché tale libretto contiene il diario di Ryan, tra l'altro intitolato “Diario di un Pazzo” (richiamo a Ozzy Osbourne), che è un vero e proprio romanzo breve scritto a mano. In secondo luogo questo diario è molto utile proprio perché dentro ci troverete informazioni molto importanti per risolvere alcuni enigmi. Quindi, da un lato il manoscritto di Ryan vi cala completamente nell’atmosfera malata e insana di Dreamweb, dall’altro è di fondamentale importanza perché contiene password e indizi che all’interno del gioco stesso non potrete reperire.

L’ambientazione di questa avventura è la classica città cyberpunk, una delle tante come si sono viste in Blade Runner e i suoi derivati: vicoli bui pieni di insidie, appartamenti freddi muniti di computer e interfacce video, pioggia costante, atmosfera cupa e opprimente. Ryan è un semplice barista che lavora in un lurido pub con un insopportabile proprietario. All’inizio del gioco sta dormendo nell’appartamento della sua ragazza Eden (nome abbastanza evocativo e carico di significati), quando uno strano sogno lo catapulta in una landa deserta e devastata. Un monaco incappucciato gli rivela che quella è la Terra, o almeno sarà la Terra dopo un’inevitabile guerra nucleare che solo Ryan può impedire. Infatti il monaco spiega al nostro protagonista che sette malvagi individui hanno preso controllo del Dreamweb, una rete del subconscio che lega tutti gli esseri umani tra di loro, e se non si fa qualcosa per fermarli una catastrofe su scala mondiale sarà presto inevitabile. Il monaco quindi incarica Ryan di eliminare i sette individui cominciando da un certo cantante rock chiamato Crane.

Come avrete intuito, il nostro obbiettivo nei panni di Ryan è proprio quello di uccidere una serie di persone. Da qui iniziano appunto le cose perturbanti. Malgrado ci venga costantemente ripetuto (in maniera anche abbastanza ossessiva direi) che le nostre vittime sono malvagie e meritano questa fine, noi giocatori non possiamo fare altro che sentirci inevitabilmente scomodi e disturbati nei panni di Ryan. Diverse volte a noi avventurieri è capitato di interpretare personaggi connotati come possibili anti-eroi, ma direi che in rarissimi casi siamo stati costretti a vestire i panni di un personaggio così ambiguo ed estremamente disturbato come Ryan. De facto, saremo complici di una vera e propria catena di omicidi degna di un perfetto serial killer. Infatti Dreamweb è un gioco molto crudo, visto che Ryan non si farà mai nessuno scrupolo nell’eliminare persone in modi anche molto brutali, non solo tra le sue vittime designate, ma anche tra semplici guardie e testimoni scomodi che non hanno fatto nulla di sbagliato se non pararsi sulla nostra strada. Nonostante il gioco ci ricordi più volte la giusta causa che stiamo perorando, noi giocatori saremo sempre un po’ disturbati dalle azioni che dovremo compiere per proseguire nella trama. In questo gioca un ruolo molto importante anche la singolare scelta di rappresentare l’intera avventura con una visuale dall’altro, in perpendicolare rispetto al mondo narrativo. Questa inquadratura costante aumenta necessariamente il nostro distacco da Ryan e da quello che sta succedendo in quel momento. Di solito le avventure grafiche immergono chi le gioca in un mondo fittizio tramite l’uso di inquadrature poste all’interno del mondo stesso, qui invece, assistendo agli eventi esclusivamente dall’alto, saremo sempre distanti e distaccati. Anche il costante ritratto di profilo di Ryan, perennemente presente sullo schermo, invece di aumentare l’immedesimazione rischierà di farci sentire il personaggio più freddo e distante. Probabilmente alcuni di voi avranno avvertito questa atmosfera malsana come un possibile difetto del gioco, invece la forza emotiva di Dreamweb sta proprio qui: nella sua capacità di costruire attorno al giocatore quel senso di inquietudine e malessere che pochissime altre opere sono state in grado di ricreare.
Anche il tappeto sonoro contribuisce a creare un’atmosfera angosciante e opprimente. Le voci sono praticamente assenti, gli effetti sono tutti cupi e pesanti, e la colonna sonora rende alla perfezione la sensazione di oscurità e di grigiore che la triste città futuristica è in grado di trasmettere.

L’interfaccia è abbastanza particolare, nonostante si tratti di un punta e clicca in piena regola. Dall’alto avremo la possibilità di scandagliare tutti i luoghi visitati da Ryan, anche se l’inquadratura particolare rende un po’ difficile cercare gli oggetti e aumenta un po’ il fastidioso pixel hunting; per fortuna ci sarà di grosso aiuto una costante lente di ingrandimento che ci agevolerà la ricerca degli elementi cliccabili. In Dreamweb potremo interagire e raccogliere tantissimi oggetti, ma solo pochi ci saranno davvero utili per la risoluzione di enigmi, mentre tutti gli altri sono messi quasi per bellezza. Questo può confondere un po’ le idee, anche perché l’inventario di Ryan possiede un numero di slot limitato e quindi non potremo portarci in giro tutto, ma questa varietà contribuisce a rendere il mondo di Dreamweb più ricco, sfaccettato e quindi anche più verosimile. Sarà possibile anche togliere alcuni vestiti a Ryan, come le scarpe e la camicia, oppure fargli indossare dei misteriosi occhiali da sole: anche questo non influisce minimamente sull’andamento dell’avventura, ma è giusto un altro fattore che contribuisce ad arricchire l’esperienza di gioco.

Dreamweb è un’avventura abbastanza lineare, progredendo nella storia e venendo a conoscenza di fatti e informazioni riguardanti le nostre vittime sbloccheremo sempre nuove locazioni da esplorare. Non sarà particolarmente difficile capire cosa fare, alle volte il gioco stesso ci segnalerà se stiamo dimenticando di raccogliere qualche oggetto di vitale importanza per il proseguimento della trama. Ovviamente sarà possibile lasciarci le penne: per questa ragione è sempre consigliabile salvare spesso, onde evitare di dover ripetere lunghe fasi di gioco. Il nostro scopo è spesso quello di intrufolarci in ambienti sempre diversi e trovare il modo migliore per eliminare fisicamente le nostre vittime. Gli enigmi sono tutti dedicati all’aprire porte, mettere fuori uso sistemi di sicurezza, introdursi in edifici ed eliminare scomodi testimoni. A dire il vero non c’è molta varietà da questo punto di vista, infatti dovremo ripetere molte azioni e alle volte la soluzione dei vari problemi sarà sempre la stessa, ma il gioco non dura troppo, quindi non ci sentiremo mai frustrati a causa di questa ripetitività.

Una parte fondamentale dell’esperienza è costituita dall’interfaccia del network. Infatti molte volte dovremo procurarci informazioni utilizzando dei terminali con cui potremmo leggere il contenuto di diverse cartucce di memoria. In queste fasi dovremo digitare sulla nostra tastiera una serie di comandi. Chi è cresciuto utilizzando il DOS, come il sottoscritto, non si troverà troppo in difficoltà, gli utenti più giovani invece (abituati alle interfacce Windows) forse potranno sentirsi un po’ più spaesati, ma è questione di un attimo apprendere i pochissimi comandi base di questo sistema.
Altro punto di forza di Dreamweb sono le descrizioni. Malgrado questa avventura sia a tutti gli effetti un punta e clicca, diversi elementi la fanno assomigliare di più ad un’avventura testuale. Tutte le volte che potrete interagire con un oggetto comparirà una descrizione del medesimo, alle volte anche della stanza o del ambiente stesso, come se la grafica da sola non bastasse a renderci l’idea dello squallore e della costante tristezza che permea l’artificiale mondo di Ryan. La scrittura è sempre comunque buona e ogni singola descrizione è realizzata con uno stile direi quasi letterario. Il gioco è stato tradotto ottimamente anche in italiano, quindi non ci sono problemi per i meno anglofoni.

In definitiva cosa possiamo dire di Dreamweb? Come ho già ripetuto più volte, si tratta di un gioco più che unico nel suo genere, non solo per il fatto che dovremo interpretare il ruolo di un ambiguo giustiziere sempre in bilico tra eroismo e schizofrenia (dopotutto non abbiamo strumenti per sapere se i monaci e il complotto dei perfidi sette non siano solo un’invenzione della seminale pazzia di Ryan), ma soprattutto anche per le sensazioni che questa esperienza videoludica è in grado di veicolare. Il gioco dei Creative Reality non solo inquieta e angoscia, ma riesce a creare un micro mondo, una descrizione dello squallore quotidiano, un viaggio nella pazzia e nella paranoia, una sintesi di tutte le schizofrenie che albergano nell’animo umano e per fare questo rompe diversi tabù nel mondo dei videogiochi, come le scene di sesso esplicito.
Forse non tutti avranno lo stomaco abbastanza forte per imbarcarsi in questa avventura dall’interfaccia un po’ scomoda e dalla visuale insolita, ma è innegabile che la brutalità e la crudezza di Dreamweb fanno di questo gioco una vera e propria esperienza!

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Creative Reality
Data Rilascio: Q1 1994
Piattaforma: Amiga, PC
Caratteristiche
Genere: Fantascienza-Noir
Grafica: 2D
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse/Tastiera
Sottotitoli: Italiano
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