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Recensione

Diabolik - Original Sin

di Carlo De Rensis  

il nostro voto
80
il vostro voto (13 votanti)
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In breve

Inizieremo la nostra avventura proprio nei panni della dark lady (rinchiusi in una cella) e subito un colpo di scena calamiterà l'attenzione. Poi l'azione si sposterà su Diabolik: pare proprio che Eva sarà uccisa se il ladro mascherato non riuscirà a rubare un dipinto che verrà trasportato sul treno A903 verso il museo di MaryVille... E' l'inizio di una intrigante vicenda, che vi porterà sulle tracce della rosa spinata, sempre alle prese col “nemico” di sempre, l'ispettore Ginko.

 

Recensione Completa del 05 Ottobre 2007
Uno dei personaggi più amati del fumetto italiano è senz’altro Diabolik. Il re dei ladri, creato dalle sorelle Giussani, è una delle icone dell’editoria italiana e con il suo fedelissimo stuolo di lettori, gode ancora oggi di ottima salute. E non poteva che essere l’Artematica di Riccardo Cangini, già autori delle “conversioni” di Druuna (il personaggio di Serpieri) prima e soprattutto di Martin Mystere, a realizzarne la versione videoludica. Già, Diabolik. Un personaggio misterioso ed enigmatico ma che fa dell’azione il suo punto di forza. Come fare a realizzare un’avventura grafica su di lui senza snaturare il personaggio? Cosa ne è venuto fuori? La risposta – soggettiva, ovviamente – sta nei prossimi paragrafi.

E ora un po’ di storia per quelli che non conoscono il Re del Terrore. Orfano e cresciuto da una congrega criminale, Diabolik è un personaggio di quelli che si stampano nella memoria. È un criminale, è vero (e i poliziotti della contea di Clerville impazziscono nel cercare di prenderlo), ma ha anche dei saldi principi morali – l’amicizia, l’onore – che lo portano spesso anche a scontrarsi con altri farabutti. Accanto a lui c’è l’immancabile fidanzata, la dark-lady per eccellenza del fumetto italiano, Eva Kant, che spesso aiuta il suo compagno nelle sue imprese criminose. Inutile dire come il suo “stile” – calzamaglia nera d’ordinanza e capelli biondissimi – ne abbiano fatto un’icona specie negli anni ’70. Infine c’è Ginko – l’antitesi del ladro mascherato – un ispettore senza macchia e di grande intelligenza e fiuto. Lo scopo della sua vita è catturare Diabolik, anche se non sono poche le volte in cui i due si alleano per un fine superiore, visto che condividono molti valori fondamentali.

Dopo questo ripasso, veniamo alla trama di Original Sin: sin dall’inizio ci troviamo nei panni di Eva Kant, in una situazione piuttosto scomoda: la Kant è infatti chiusa in una fetida cella, e per giunta è convinta della morte di Diabolik! A questo punto l’azione si sposta a qualche giorno prima. Nei panni di Diabolik, ci vedremo minacciati da un enigmatico nemico e costretti a rubare un quadro di grande valore – Original Sin – dal treno diretto a MaryVille. Non sarà possibile fallire: c’è in ballo la vita di Eva! È l’inizio di una storia appassionante, che parte in realtà in modo sparato e un po’ confusionario ma che poi si dipana in modo convincente e che ci porterà all’assalto di un treno, ma anche in altre Diabolike situazioni, fino a risolvere il mistero della “rosa bianca”.

Ma veniamo subito alla questione “spinosa” del gioco: siamo di fronte ad un’avventura grafica convenzionale o ad un ibrido action/stealth/adventure? I ragazzi di Artematica hanno voluto levarci ogni problema, ponendoci già dall’inizio un bivio. Potremo infatti scegliere di affrontare il gioco in modalità “azione” o in modalità “avventura”. Nella prima di queste, saranno compresi tutta una serie di mini-giochi (sempre e rigorosamente punta&clicca) abbastanza vari: si va dal forzare una serratura, al muoversi senza farsi sentire, al classico sistema Simon Says (già visto in Fahrenheit, tanto per intenderci, ma in versione molto più semplificata). Ho trovato questi giochini molto simpatici (anche se una volta o due un pizzico frustranti) e credo anche azzeccati: d’altronde Diabolik è un personaggio d’azione ed è normale che possa essere scoperto, sparato o arrestato per il più classico dei game-over. Se però volete affrontare il gioco senza “tensione” (io personalmente lo sconsiglio) c’è la modalità avventura, selezionando la quale potrete concentrarvi solo sulla storia e sugli enigmi.

Proprio sugli enigmi, cuore centrale di ogni avventura grafica che si rispetti, vale la pena spendere qualche rigo. Innanzitutto una precisazione: Diabolik è un’avventura facile per i giocatori più esperti (e forse anche un po’ breve anche se siamo sulle 10 ore di gioco, quindi neanche necessariamente pochissimo). Il che non è necessariamente un male, perché in un gioco come questo il ritmo, a mio avviso, è la cosa principale. Però qualche dubbio sulla struttura dei puzzles mi rimane, specialmente nella prima sezione di gioco, in cui lo scopo sembra essere solo quello di trovare chiavi su chiavi, anche per locali apparentemente “inutili” da chiudere (perché sbarrare una cucina con una chiave magnetica?). E purtroppo, essendo questa la parte iniziale, il giocatore fatica un po’ a mettersi a regime e a farsi prendere dalla storia. C’è da dire che, tra l’altro, da metà gioco in poi, le cose migliorano e il gioco si fa più gradevole fino a diventare decisamente appassionante. La tipologia di enigmi più consueta è l’uso degli oggetti dell’inventario: e come stupirsene! Il nostro ladro, come da tradizione, ha a disposizione tutta una serie di gadget più o meno sofisticati con i quali potrà scassinare porte, mettere fuori gioco guardie e sabotare congegni elettrici. A parte un paio di prove di difficoltà superiore alla media (uno davvero… particolare e legato al contenuto dell’eccellente packaging, che contiene anche un fumetto inedito), tutto il resto scorre via abbastanza facilmente e soprattutto in maniera molto fedele al personaggio. Ripeto, peccato per quella parte iniziale, perché il resto è davvero di buon livello. L’interfaccia è semplice ed abbastanza intuitiva: col tasto sinistro del mouse si compie l’azione prescelta, mentre col destro si può modificare il tipo di interazione (esamina, usa, interagisci). Infine con la rotellina del mouse (o con la barra spaziatrice) si accede all’inventario. È anche presente la graditissima possibilità di salvare in modo veloce tramite il tasto F5: purtroppo però la mancanza del rispettivo tasto carica vanifica in gran parte questa funzione.

Altro discorso per la grafica: è evidente che dal pur buono Jonathan Danter, sono stati fatti notevoli passi avanti. Prima di tutto, i personaggi sono realizzati graficamente molto meglio e in special modo Diabolik, il cui modello ha davvero un numero di poligoni di tutto rispetto. Anche le animazioni sono migliorate decisamente, anche quella della corsa – che continua a non essere però completamente convincente. Gli sfondi sono ben realizzati e credibili (a parte qualche problema nelle texture soprattutto dei “pavimenti”), seppure forse questo non sia il gioco giusto per apprezzarli in pieno, data anche la scelta delle tinte (tendenti al bianco e nero in puro stile fumetto) e soprattutto della collocazione temporale, quasi sempre serale. Quando poi ci si trova in qualche ambientazione diversa (come la casa di Diabolik) la qualità viene invece fuori decisamente. Altro discorso per i full motion video, migliorati veramente tantissimo e molto molto belli: le mosse di Diabolik sono veramente incredibili!

Ma gran parte del discorso sulla resa visiva del gioco deve essere fatto tenendo presente dell’origine fumettistica di Diabolik. E qui Artematica ne ha fatto un discorso di “stile”. Sì, perché il modo in cui si alternano sequenze in stile comic (con tanto di balloon) a sequenze 3D o a video in grafica di gioco è veramente azzeccatissimo, con effetti dinamici molto belli e che danno grande personalità. Questo aspetto, inoltre, riesce senz’altro ad aiutare il giocatore ad entrare nel personaggio e nella storia. Inoltre l'integrazione tra queste parti e le sequenze di gioco è praticamente perfetta, con effetti di dissolvenza incrociata e chicche stilistiche, come le scelte di dialogo rappresentate dai balloons e altre graditissime trovate, come il narratore esterno in alcune scene particolari.

Altro punto a favore del gioco è il sonoro: mi sono piaciute moltissimo le musiche di accompagnamento delle varie schermate (specie quella della sezione della centrale abbandonata) mentre un po’ meno la “title track” “Diabolik” dal gusto vagamente nipponico – ma ovviamente sono gusti personali. Ciò che non è soggetto a gusti è il doppiaggio, realizzato in maniera assolutamente clamoroso, con probabilmente la migliore interpretazione della carriera di Claudio Moneta, che si è trovato evidentemente a suo agio nell’interpretare il più famoso dei ladri col suo – ormai classico – timbro vocale. Anche gli altri doppiatori svolgono un’ottima prova, e l’effetto finale è eccellente. Da segnalare qualche sbavatura nei sottotitoli, ma poca roba – i più classici degli errori di battitura. Per quanto riguarda i dialoghi e la sceneggiatura, c’è da dire che pochi sono i personaggi con cui vi troverete ad interagire in modo “vero” (cioè aldilà di un veloce botta e risposta). I testi sono comunque ben scritti anche se ho riscontrato qualche pecca abbastanza grave nella concezione di qualche commento (Diabolik raccoglie una chiave che non sa cosa apre, ma l’inventario “spoilera” il mistero immediatamente) o di qualche sezione della sceneggiatura (Diabolik si muove silenziosamente per non farsi sentire… poi causa la distruzione di una piattaforma e le guardie appostate ovunque continuano a non sentirlo nonostante il fracasso infernale).

Insomma, tirando le somme, Diabolik è un gioco divertente, che ha i suoi difetti ma anche molti pregi (soprattutto dal punto di vista stilistico). Tra l’altro è un gioco che osa, e che cerca di innovare un po’ il genere, attraverso l’inconsueta modalità action, che rappresenta un piacevole diversivo per chi abbia voglia di provarla (per gli altri c’è la “rassicurante” modalità classica). Peccato soprattutto per una parte iniziale un po’ “moscia” che magari farà scoraggiare qualche giocatore: il consiglio è di giocarlo tutto perché cresce col passare del tempo. Tra l’altro, considerato anche il fatto che il gioco ha un prezzo di copertina di appena 19.90 Euro ed ha un packaging davvero eccellente, rappresenta un acquisto davvero obbligato (per i fan di Diabolik, poi…). Un sicuro passo in avanti rispetto a Jonathan Danter, molto incoraggiante in attesa delle prossime produzioni di Riccardo Cangini & co.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Artematica
Distributore: Leader
Data Rilascio: Q3 2007
Piattaforma: PC, XBOX
Caratteristiche
Genere: Giallo
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
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