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Recensione

Curse - The Eye of Isis

di Ivan Vailati  

il nostro voto
50
In breve

Ambientato nella Londra del 1890 e più precisamente nel Great Britain Museum... Una preziosa statuetta egizia viene rubata facendo scatenare il caos e la maledizione di Iside comincia a propagarsi per tutto il museo causando morte e distruzione. Impersonando Darien Dane, invitato all’inaugurazione, vi troverete vostro malgrado a lottare contro questa forza occulta senza sapere che le cose sono molto più complicate di quello che sembrano...

 

Recensione Completa del 05 Giugno 2004
Il fascino dei survival horror è innegabile e negli anni, grazie a capolavori tipo Resident Evil, Silent Hill e Alone In The Dark, questo genere di giochi è riuscito a far appassionare tantissime persone. Purtroppo non si può dire la stessa cosa per Curse - The Eye Of Isis che ne esce sconfitto su tutta la linea.

Siamo nella Londra del 1890 e più precisamente nel Great Britain Museum; una preziosa statuetta egizia viene rubata facendo scatenare il caos e la maledizione di Iside comincia a propagarsi per tutto il museo causando morte e distruzione. Darien Dane (il personaggio che insieme a Victoria Sutton guiderete nel gioco), invitato all’inaugurazione, si troverà suo malgrado a lottare contro questa forza occulta senza sapere che le cose sono molto più complicate di quello che sembrano…

L’avventura si divide in quattro capitoli (tutti stipati in un unico CD) ed ambientati rispettivamente in un museo, una stazione ferroviaria, una nave e nella piramide d’Egitto.

Il sistema di controllo, come nel classico stile degli FPS, è gestito dai tasti freccia che ci permettono di muovere i nostri personaggi avanti, indietro e lateralmente, mentre la direzione viene impartita dal mouse. L’inventario può essere richiamato tramite un tasto specifico ed è suddiviso tra documenti, oggetti ed armi. Con questo è possibile leggere, scambiare, prendere e usare tutto quello che ci serve.

Le locazioni non sono fisse ed i nostri movimenti verranno seguiti passo passo da una telecamera posta davanti o dietro (qualche volta anche lateralmente) a seconda delle esigenze, e questo nei momenti più concitati del gioco non aiuta per niente. Durante i combattimenti il tasto destro del mouse serve come sistema di puntamento mentre il secondo serve per sparare. Inoltre in questi frangenti è possibile (tramite i tasti appositi) caricare l’arma o puntare a un avversario specifico a scelta ed in alcuni casi anche mirare a una parte precisa del corpo. Il tutto sarebbe anche funzionale se non fosse che molte volte lo spazio per combattere è molto limitato e ci si trova a scontrarsi con muri, mobili e quant’altro si trova lì attorno.

Anche la struttura di gioco è alquanto limitata. Mi spiego. La strada da percorrere sarà sempre una, e una soltanto, e durante il vostro pellegrinare non si potranno visitare altre stanze o cambiare percorso (l’unica eccezione in questo caso riguarda il livello della nave dove sarà possibile visitare anche le stanze dei passeggeri).

Dal punto di vista grafico sembra di essere davanti ad un gioco vecchio di 2 o 3 anni; gli ambienti, i personaggi ed i nemici che incontreremo nel corso dell’avventura sono realizzati piuttosto approssimativamente e c’è ben poco altro da aggiungere... I filmati di intermezzo sono realizzati tutti con il motore grafico del gioco e questo, unito dal discorso di cui sopra, può farvi intuire che anche in questo caso le sorti non sono delle migliori come resa visiva.

Per quanto riguarda il comparto sonoro, gli effetti ambientali si attestano su livelli discreti mentre la musica è quasi inesistente. Solo nei combattimenti sarà un po’ più presente ma risulterà comunque piuttosto ripetitiva.

Gli enigmi, tranne in un paio di occasioni, si riducono a un misero cercare la chiave per aprire quella determinata porta. E comunque anche quando ci si trova davanti a qualcosa di diverso, la soluzione è sempre lì a portata di mano. Anche l’interazione con l’ambiente circostante è scarsa: oltre a qualche quadro, statua o suppellettile c’è ben poco da esaminare.

Comunque qualche aspetto positivo c’è. La longevità del prodotto, pur non essendo elevatissima, è di una spanna sopra la media. Un giocatore esperto non arriverà ai titoli di coda prima che siano passate una quindicina di ore. Accettabile direi. Il punto di forza del gioco sono i boss di fine livello (5 con quello finale) che pur non essendo realizzati alla grande (graficamente) riescono a rendere la sfida coinvolgente e avvincente allo stesso tempo.

Altra nota positiva è che Curse - The Eye Of Isis nonostante i suoi difetti si lascia giocare, e questo è importante. Al di là delle carenze tecniche il gioco è divertente, mai frustrante ed in alcuni momenti anche avvincente. Merito anche della storia che pur non essendo originalissima si riserva svariati colpi di scena.

Concludendo, il gioco mi ha piuttosto deluso sul versante della realizzazione tecnica. Per essere un gioco così attuale si sarebbe dovuto fare qualche sforzo in più per renderlo più appagante, sia visivamente che sonoricamente.

Nulla da dire invece sulla storia e sull’impostazione del gameplay. Tenendo presente che non ci sono migliaia di titoli survival horror per PC, se avete un po’ di tempo libero e volete divertirvi senza troppe pretese dategli uno sguardo.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Asylum Entertainment
Data Rilascio: Q1 2004
Piattaforma: PC, PS2, XBOX
Caratteristiche
Genere: Survival Horror
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse/Tastiera
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Italiano
Ricerche
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Requisiti minimi
OS: Windows 98/Me/2000/XP
Processore: 600 Mhz
RAM: 128 MB
Scheda Video: 64 MB
Hard Disk: 700 MB
Supporto: 1 CD
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