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Giovedì, 21 Settembre 2017 21:29
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Recensione

CSI: Omicidio in 3 Dimensioni

di Carlo De Rensis  

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In breve

Questo nuovo episodio di CSI presenta un nuovo motore grafico 3D in tempo reale, una maggior interazione con i personaggi e le ambientazioni oltre ad una serie di casi da risolvere molto più intricati e coinvolgenti. Lavora al fianco degli agenti CSI Gil Grissom, Catherine Willows, Warrick Brown, Sara Sidle, Nick Stokes, del Coroner Al Robbins e del Detective Jim Brass in 5 misteriosi casi da risolvere. Raccogli e analizza ogni singola prova utilizzando un autentico equipaggiamento forense e le migliori tecniche investigative.

 

Recensione Completa del 22 Maggio 2006
Devo ammettere che trovarmi qui a scrivere questa recensione, in questo periodo dell'anno, non può che dare al sottoscritto un forte senso di deja-vu. La serie CSI sta infatti diventando un classico primaverile per gli appassionati di avventure grafiche e tecniche forensiche. Ubisoft cavalca, infatti, come è giusto e ovvio che è sia, un purosangue di razza come questo telefilm che ha frantumato ogni record di incassi negli Stati Uniti e va benone anche nel vecchio continente. A favore del colosso videoludico situato in Canada, c'è però il suo impegno ad assicurare al pubblico un prodotto qualitativamente maggiore dei tre usciti negli anni passati: ecco allora spiegato il cambio di sviluppatore. Dato il benservito ai ragazzi della 369 Interactive, si dà spazio alla TellTale Games, compagnia in ascesa che sembra ormai avere preso la difficile e affascinante strada che tocca solo ai numeri uno.

L'introduzione è la solita a cui ormai siamo abituati. Siete una giovane recluta senza nome che viene “assunto” dal più famoso laboratorio di scientifica del mondo, quello di Las Vegas, diretto dall'ineffabile e infallibile Gil Grissom. Il giocatore, di identità anonima, dovrà lavorare su cinque casi differenti, affiancando i più esperti colleghi Brown, Stokes, Sidle, Sanders (una novità nella serie come nel videogioco), e ovviamente Willows e Grissom. I casi sono lunghi e ben realizzati, con tanti colpi di scena e rovesciamenti improvvisi. Anche le storie rappresentate variano molto: si va dal “semplice” omicidio a afflati di gelosia, dal ricatto alla simulazione. L'ultimo caso poi riassume le varie storie e le lega insieme in un finale spumeggiante, come da tradizione. Non si può dire che manchi il talento agli sceneggiatori della serie (Max Collins su tutti), anche se forse, per aumentare la longevità, a volte alcune parti vengono un po' troppo allungate rispetto al classico standard televisivo e questo particolare si avverte in alcune fasi.

Ancora una volta, quindi, il gioco ruota intorno a voi, un personaggio senza volto, nei cui panni ovviamente dovrete immedesimarvi. Al vostro fianco, i celebri volti degli investigatori che tante volte abbiamo visto evoluire nel serial – qui semplici spettatori delle vostre (poche) deduzioni. La cosa che manca rispetto agli episodi normali del telefilm e di cui si sente indubbiamente la mancanza, è che non c'è un filo conduttore tra i personaggi, non c'è umanità. Solo i casi, l'analisi del campo, la ricerca delle prove. Forse è questo che limita un po' l'esperienza di gioco, la mancanza di immedesimazione nei personaggi e l'assenza di fatti che esulano dal caso in questione: forse delle storie parallele, private, che attraversino i casi e l'accompagnano, darebbero un ben altro spessore ad un gioco che dopo un po' diventa un semplice esercizio meccanico alla ricerca della verità (“la verità vi rende liberi”, Gil Grissom).

Dal punto di vista grafico, il gioco è molto cambiato rispetto ai suoi predecessori: prima di tutto, c'è da segnalare – come più grande modifica – il passaggio al 3D. Se questo mutamento di vedute ha i suoi riflessi più evidenti nel gameplay, anche dal punto di vista estetico richiede degli ovvi cambiamenti. Che non sempre possono essere etichettati come positivi, purtroppo. Molti dei personaggi, infatti, risultano disgraziatamente deformati rispetto alle loro controparti originali. Si pensi in particolare a Gil Grissom e a Warrick Brown, che sono stati veramente ridotti male dal team di sviluppo. Anche gli altri personaggi non spiccano in quanto a definizione, mentre migliorate sono le animazioni dei vari protagonisti che erano fin troppo stantie nei vecchi episodi. Per quanto riguarda la grafica delle locazioni, invece, nulla da dire: sono ben realizzate, così come gli oggetti da raccogliere. Altra novità è la rappresentazione degli strumenti forensici che utilizzerete: ora li vedrete agire sul campo in 3D e sarete voi a dovere spazzolare impronte, o spruzzare il Luminol ecc. Una cosa che convince a pieno, invece, è la regia. I consueti filmati di intermezzo tra una locazione all'altra sono accompagnati a ricostruzioni molto curate e improvvisi restringimenti di campo. Anche gli effetti di transizione sono generalmente ben effettuati, così come la gestione delle telecamera, atipica (non si segue il canonico sistema a nodi) ma sicuramente alquanto convincente.

Sul sonoro, invece, qualche passo indietro è compensato da qualche miglioria diffusa. Poco importerà a noi giocatori italiani, ma non tutte le voci dei protagonisti di CSI sono donate dagli attori della serie: Catherine e Sara sono infatti interpretate da altre doppiatrici. Come anticipato, qui nello stivale il problema non si pone in quanto la versione importata da Ubisoft è solo localizzata tramite sottotitoli e ben pochi si accorgeranno della differenza: il lavoro è peraltro ben fatto, se si escludono dei grossolani quanto occasionali errori di traduzione (ricevuta in cambio di ricetta, suona piuttosto male). C'è anche da dire che il doppiaggio inglese non intriga particolarmente, specialmente in alcuni protagonisti (la voce di Grissom non esalta, viceversa quella di Brass è assolutamente perfetta) ma anche in certi personaggi secondari, il cui tono non convince pienamente. Discorso ben diverso, invece, è da farsi sulla parte musicale del gioco. Il telefilm possiede una delle colonne sonore migliori che si possono trovare in giro, miscelando sapientemente pezzi strumentali elettronici e accompagnamenti ora rock ora più soft. Il gioco non delude sotto questo punto di vista rispetto alla sua controparte televisiva, mostrando una certa varietà di temi nelle varie locazioni che visiterete oltre ad alcune standard per quelle generiche come il laboratorio. I suoni di sottofondo, quelli degli oggetti e anche degli strumenti che adopererete sono tutti di ottimo livello.

Caricare il gioco non sarà un processo eccessivamente lungo (anche se i caricamenti delle varie locazioni sono un po' più pesanti): i loghetti di Ubisoft e di TellTale (adattato al gioco in questione) rilevano subito all'occhio attento che la risoluzione del gioco è fissata a 800x600 e i menù non smentiscono l'impressione iniziale. Ben poche sono le opzioni tecniche con cui potrete divertirvi a smanettare, mentre diverso è il caso delle scelte di gioco vere e proprie. CSI ci propone infatti varie scelte, selezionando le quali potremo attivare/disattivare degli aiuti, come ad esempio il cursore “intelligente” (che si illumina in prossimità degli hot-spots), o la segnalazione degli strumenti adatti in particolari circostanze o ancora degli indicatori rossi che prevengono di fare troppi giri, suggerendo che la locazione a cui sono associati è ormai inutile da visitare. Se disattivate tutto (e, davvero, non avrete bisogno di tanti aiuti) potrete completare il gioco in modalità esperto, che è l'unica che riesca a dare almeno un po' di sfida.

Dal punto di vista tecnico, l'evoluzione rispetto al passato è davvero nettissima: il passaggio dallo scialbo Macromedia al motore T3 Tool che la TellTale usa per tutti i suoi prodotti (e che si dimostra sempre più versatile) ha recato dei benefici enormi all'esperienza di gioco. Intendiamoci, non che ci siano dei cambiamenti incredibilmente radicali, perché la struttura rimane quella abbastanza lineare e chiusa dei precedenti. La prima cosa che si nota è che non siamo di fronte né ad un full 3D con possibilità di movimento libero in stile FPS e né ad un sistema bastato su nodi, come nei precedenti giochi della serie. In effetti la telecamera scorre quasi su un piano orizzontale, consentendo di esplorare le varie locazioni: cliccando su un punto caldo, si può zoomare su un particolare elemento o accedere ad un'altra zona che sarà di nuovo liberamente esplorabile nel modo descritto. La soluzione non è affatto malvagia, perché rende tutto più dinamico e meno scontato: se ci si aggiungono degli ottimi effetti di transizione il più è ovviamente fatto.

Il gioco è totalmente punta e clicca, con visuale in prima persona e gestibile completamente col solo mouse. Anche l'interfaccia si è un po' modificata per l'occasione: prima di tutto, il menù in basso, grazie al quale potrete accedere al vostro “inventario” (diviso in documenti, tracce e oggetti) e alle varie locazioni disponibili, è sicuramente gestito in maniera più chiara grazie alla separazione del comando “strumenti”. I vostri ferri del mestiere verranno richiamati, infatti, solo quando potrete adoperarli in qualche particolare punto (e allora il cursore si trasforma da freccia in una specie di scatola degli attrezzi): si aprirà allora un menù circolare (che ai più attenti e fedeli LucasArtsiani, non potrà che ricordare quella di Full Throttle o Monkey Island 3) diviso in due sezioni di ricerca e raccolta. Solo uno strumento potrà essere usato per raccogliere la prova in questione e i vostri compagni della Scientifica non si faranno pregare per aiutarvi. Inoltre, molto apprezzabile la particolarità di poter accedere ad una guida per comprendere meglio tutti i trucchi di quello strano pennellino o di quel liquido fluorescente. Prima si è parlato dell'inventario: ora è il caso di soffermarvisi qualche minuto in più per illustrare le rilevanti novità riguardo questo aspetto. Come detto il gioco è totalmente 3D e anche l'inventario non poteva essere da meno: quindi ogni oggetto, prova, documento o cos'altro che raccoglierete sarà esaminabile in lungo e in largo in visuale ravvicinata accedendovi dal menù in basso. Potrete ruotarlo, girarlo e farci ciò che volete grazie alle frecce di spostamento laterali e questo non sarà solo un elemento estetico in quanto molte prove saranno ben nascoste sui laterali di qualche bustina o sul tamburo di una pistola. Devo dire che tra tutte le novità del gioco, questa è una di quelle di cui più si sentiva la mancanza ed un'ottima addizione per la serie.

Ma oltre a rilevare impronte e tracce nelle locazioni e negli oggetti dell'inventario cosa c'è da fare in Omicidio in 3 Dimensioni? E soprattutto, qual è il grado di sfida che assicura al giocatore? Innanzitutto, è evidente che dopo il cambio di direzione del gioco, affidato ora a dei veri guru del settore, ci si aspettava un aumento della giocabilità che di fatto non c'è stato. Ovvio che la ragione stia nel fatto che il gioco sembra assolutamente destinato ai casual gamers più che agli avventurieri esperti ma comunque al livello di difficoltà massimo si poteva sperare in qualcosa di più. Passerete infatti la gran parte del vostro tempo in laboratorio o dal capitano Brass per farsi assegnare dei mandati (a tal proposito, bisognerà completare la “trinità” per associare il luogo dell'omicidio e un movente ai vari sospettati), ma vi basterà analizzare tutto per non avere dubbi su cosa fare, e rimanere davvero bloccati risulterà essere un'impresa titanica. Enigmi di tipo classico sono totalmente assenti (se non la semplicissima ricostruzione di qualche foglio strappato) e in questo la serie paga dazio a Law and Order, il suo rivale più diretto. Scompare anche una feature a mio avviso carina (ma anche dispersiva, in verità): quella di trascinare le prove sui personaggi per porre delle domande. Il risultato, purtroppo, è ovvio: i casi si riducono ad un semplice esercizio meccanico, e l'unico motivo che impedisce la noia è un certo interesse per le vicende che si mantengono su alti livelli.

Un'altra nota da segnalare è che sarebbe stato bello inserire un po' più di interazione con l'ambiente, specie adesso che col 3D l'ambiente è più pulito e meno “spalmato” come in passato. Questo avrebbe garantito anche un aumento della longevità, che comunque rimane su livelli più che sufficienti. I casi sono molto lunghi e dettagliati e davvero (per citare Grissom) “li esaminerete da tutte le angolature possibili”, impegnandovi per non meno di venti ore, che considerando la (non) difficoltà del gioco rappresentano davvero una longevità elevata. I salvataggi sono automatici ed avvengono ogni volta che accederete ad una locazione: quindi in pratica è come se ci fosse un solo savegame sovrascritto di continuo, il che risulta abbastanza scomodo e certamente non una soluzione user-friendly. Se si volesse ripetere una particolare sezione del gioco, si sarebbe costretti a rigiocare l'intero caso dall'inizio. C'è da segnalare anche la presenza di un utile tutorial che aiuta ad abituare il giocatore alle novità della serie.

In conclusione, fa piacere che Ubisoft abbia voluto in parte cambiare registro alla sua serie CSI affidandola ad un gruppo (in questo caso diretto dall'esperto Greg Land) talentuoso e in crescita come i TellTale. Il passaggio al 3D è sicuramente una svolta importante e tutto il gioco è migliorato notevolmente sotto il punto di vista della realizzazione tecnica. Sussistono però degli evidenti limiti in fatto di gameplay (che, se possibile, si è ulteriormente facilizzato rispetto a Dark Motives) e di coinvolgimento che associati ad una strana e non tanto positiva resa grafica dei personaggi, non possono garantire al gioco un successo assoluto. D'altro canto le prove non mentono: la serie è in lenta evoluzione e non deluderà gli amanti del telefilm.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Telltale Games
Publisher: Ubisoft
Data Rilascio: Q2 2006
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Poliziesco
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Italiano
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Requisiti minimi
OS: Windows 98/Me/2000/XP
Processore: Pentium III 1000
RAM: 256 MB
Scheda Video: 64 MB
Hard Disk: 3,5 GB
Supporto: 1 DVD
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