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Recensione

Cold Fear

di Ivan Vailati  

il nostro voto
78
il vostro voto (2 votanti)
53
In breve

Vestite i panni di Tom Hansen, un marinaio Americano della Guardia Costiera, che viene inviato in soccorso di una baleniera russa in balia di una violenta tempesta nel mare di Bering. Ben presto Tom comprenderà che non esiste alcun posto sicuro sulla nave. Sulla baleniera alla deriva e in seguito su una misteriosa piattaforma petrolifera, per avere salva la vita, dovrete imparare a sfruttare a vostro vantaggio l’ambiente che vi circonda e sconfiggere alcuni avversari umani, e altri che d’umano ormai hanno ben poco...

 

Recensione Completa del 17 Agosto 2005
Devo dire che trovarsi a recensire un survival horror per PC di questi tempi è cosa rara, in quanto sembra che questo genere di giochi venga snobbato alla grande (a differenza delle console) sui nostri personal computer. A parte qualche rara eccezione (Silent hill 4, Obscure) se ne vedono davvero pochi.

Fortunatamente a colmare (in parte) questa lacuna ci hanno pensato i ragazzi della Darkworks che grazie al publisher Ubisoft sono riusciti a far arrivare nelle nostre case Cold Fear.


Il vostro nome è Tom Hansen e fate parte della guardia costiera americana. Alla vostra squadra è stata assegnata una rischiosa missione di recupero su di una nave (una baleniera russa) alla deriva in piena tempesta invernale. Ben presto vi renderete conto che le cose sono molto più complesse di quello che sembrano e più difficili del previsto. I vostri compagni vengono uccisi e voi rimarrete soli ad affrontare una minaccia mortale e pericolosa. Ce la farete?


Graficamente ci troviamo davanti ad un motore grafico ottimizzato al meglio, molto scalabile e splendidamente realizzato. Il gioco può girare non solo su computer molto potenti a piena risoluzione (1600 x 1200) ma anche su computer di fascia bassa senza ulteriori rallentamenti abbassando di un poco la risoluzione fino a quella minima di 640 x 480 se ce ne fosse bisogno.

Gli ambienti di gioco sono realizzati in maniera esemplare e senza cadute di stile per tutta la durata del gioco e sia le textures dei locali sia i personaggi principali e secondari dimostrano che il team di sviuluppo conosce il fatto suo. Da segnalare comunque una certa monotonia tra le varie locazioni, anche se questo non si può considerare un difetto visto che l'ambientazione stessa non permetteva di certo una grande varietà.


Il menu principale vi metterà a disposizione le solite voci, potete iniziare una nuova partita, caricarne una salvata in precedenza (potete salvare solo quando il gioco ve lo permette), leggervi i credits, gustarvi i bonus (che si sbloccheranno solo quando avrete completato ogni missione) e le impostazioni per accedere al menu opzioni dove potrete configurare i tasti, l’audio, lo schermo o i sottotitoli.

Fin dall’inizio del gioco possiamo godere delle grosse novità che il titolo ci mette a disposizione. Prima su tutto l’ambientazione, metà del gioco si svolgerà su una nave in piena tempesta (l’altra metà su una piattaforma petrolifera). Un effetto grafico splendido come la pioggia che batte sui vostri monitor per rendere il tutto più realistico non si era ancora visto in un survival ed inoltre l’idea di far ondeggiare la barca in preda alle onde, il vento e la pioggia è ottima; i movimenti non saranno sempre facili perché questo ondeggiare influenzerà la vostra andatura ed anche la vostra mira, e qui... passiamo alla seconda grossa novità: nell’istante in cui imbraccerete un’arma per attaccare, l’inquadratura si sposterà alla destra della testa del vostro personaggio permettendovi di vedere meglio davanti a voi e poter gestire il mirino laser con il mouse ed i movimenti con i tasti freccia della tastiera (comunque vi consiglio vivamente un joypad). Ho trovato questo sistema veramente funzionale, mentre non posso dire altrettanto delle inquadrature fisse e della posizione di alcune telecamere in alcune stanze ed in altre aree che rendono gli spostamenti non proprio intuitivi. In ogni caso normalmente la visuale si sposta alle spalle del protagonista.


Durante il vostro peregrinare non dimenticatevi di tenere d’occhio l’interfaccia di gioco. Avrete a disposizione la barra delle salute, della resistenza (correndo vi stancherete più facilmente), delle informazioni, nel caso troviate fogli, pezzi di diario o abbiate degli aggiornamenti o degli obiettivi nuovi; avrete la possibilità di vedere che arma state utilizzando in quel momento, le sue munizioni e l’indicazione di “azione” nel caso ci sia qualcosa con cui interagire. Per finire avrete anche la possibilità, usando l’apposito tasto, di entrare nell’inventario per aggiornarvi sugli obiettivi della missione, sugli oggetti o i documenti che possedete.


Il sonoro, passando dalle musiche, agli effetti ambientali ed al parlato, si assesta su buoni livelli. Non siamo al massimo, ma poteva andare peggio. Reputo che in questo tipo di giochi il sonoro giochi un ruolo fondamentale e sinceramente i soliti effetti ambientali come scricchiolii, colpi di vento e grida senza né capo né coda iniziano a puzzare un po’ di stantio.

Ad ogni modo, per quel che riguarda le musiche, sono nel complesso tutte ben realizzate ed orchestrate e mantengono viva la tensione durante tutta la sessione di gioco.



Ma passiamo al game play. Da questo punto di vista il gioco ci mette a disposizione un arsenale di tutto rispetto: dalla semplice pistola semiautomatica, al fucile semi automatico, la mitraglietta, il fucile d’assalto, il lanciagranate, il lanciafiamme d’assalto e la fiocina. Avrete di che sbizzarrirvi quindi, e complice una giocabilità molto elevata il divertimento sarà assicurato. Inoltre ci vengono in aiuto delle mosse avanzate in presenza di momenti critici: potete usare il colpo critico nel caso veniate aggrediti, la spinta nel caso un nemico si avvicini troppo, potete evitare le cadute dall’alto aggrappandovi alle sporgenze, potete afferrare le ringhiere per sparare meglio se c’è troppo vento o la nave ondula troppo e, cosa molto importante, potete rompere teste e perquisire cadaveri per trovare varie munizioni e medikit (li userete automaticamente). Vogliamo poi parlare degli oggetti dell’area di gioco che potete sfruttare per i vostri massacri? Potete far esplodere tante cose in Cold Fear, valvole, estintori, trasformatori elettrici, barili e mine laser... insomma non potete lamentarvi, qua potete usare di tutto.


Ehi ehi ehi, il gioco è bello, ma non dimentichiamoci che questa recensione fa parte di un sito che tratta di avventure grafiche e quindi non possiamo esimerci dal parlare degli enigmi che purtroppo deludono le aspettative. Non si andrà mai oltre l’usa la valvola per spegnere il fuoco, spara al generatore per fare esplodere quella macchina o aprire la porta, trova il codice o la leva da usare e così via. Poca cosa in tutta sincerità e siamo ben lontani dai puzzle ed i rompicapo (seppure semplici) dei vari Resident Evil o Silent Hill.


Pure essendo un bel gioco Cold Fear non è esente da difetti. Si presume che un survival horror prima di tutto debba far paura ed in questo caso non ci siamo proprio. Tutte le cartucce vengono sparate all’inizio ed a parte qualche apparizione improvvisa che fa sobbalzare sulla sedia, il resto scorre via liscio e scontato puntando sempre più sull’azione che sull’atmosfera vera e propria.

Altri piccoli difetti vengono riscontrati in alcune mancanze come l’inesistenza di una qualsivoglia mappa che possa aiutare ad orientarsi nei meandri della nave o della piattaforma petrolifera, i pochissimi filmati e la longevità che non riesce a superare le 8 ore di gioco.


Certamente ci troviamo di fronte ad un prodotto interessante che nel suo piccolo riesce a essere originale e innovativo, ma purtroppo non è tutto oro quello che luccica. Cold Fear ha un brutto difetto che è quello di non far paura; oltre tutto la maggior parte del tempo lo passerete in compagnia di mercenari infettati e solo nell’ultimo quarto del gioco in compagnia di mostri (pochi tra l’altro) veri e propri.

In conclusione mi sento di consigliare il gioco, non solo per gli aspetti positivi snocciolati nella recensione, ma anche perché di survival non se ne vedono molti su PC e questo Cold Fear, al di là dei piccoli difetti che abbiamo riscontrato, merita più di una semplice occhiata. E comunque vedrete… a qualcuno farà più paura di quanta ne abbia fatta a me!

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Darkworks
Data Rilascio: Q2 2005
Piattaforma: PC, PS2, XBOX
Caratteristiche
Genere: Survival Horror
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse/Tastiera/Joypad
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
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Requisiti minimi
OS: Windows 2000/XP
Processore: 1 Ghz
RAM: 256 MB
Scheda Video: 64 MB
Hard Disk: 2,2 GB
Supporto: 1 DVD
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