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Sabato, 18 Novembre 2017 00:02
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Recensione

Evany - La Chiave per Mondi Sconosciuti

di Ivan Vailati  

il nostro voto
45
il vostro voto (2 votanti)
70
In breve

Un potere malvagio ha preso il controllo di tutte le anime di Evany e voi siete i soli sopravvissuti. Con l’aiuto di un portale magico lasciato da uno strano visitatore, fuggirete dal vostro pianeta e vi ritroverete da soli in una vasta galassia di mondi sconosciuti. Viaggiate in questo fantastico universo, finchè troverete aiuto contro il vostro misterioso nemico...

 

Recensione Completa del 23 Luglio 2006
Chi segue assiduamente il mondo delle avventure grafiche non può rimanere impassibile di fronte al nome dei Kheops Studios: infatti, negli ultimi 2 anni questi ragazzi, quasi tutti reduci della defunta Cryo, si sono affacciati sulla scena mondiale sfornando dei titoli che sono dei piccoli gioielli videoludici. Come non ricordare i loro ultimi lavori, da Ritorno all’isola misteriosa, a Secret Of The Lost Cavern, Viaggio al centro della Luna fino al più recente passato in cui questi bravi sviluppatori hanno prodotto un altro titolo di sicuro richiamo (l'ottimo The Secrets Of Da Vinci).

Evany è stato il primo gioco sfornato dai Kheops e si tratta del seguito di una discreta avventura uscita nel 1999 dal titolo The Crystal Key e sviluppata dagli Earthlight Productions. Dopo il ritrovamento della chiave di cristallo e la sconfitta dei nemici, un'altra minaccia incombe su Evany: l’oscurità e uno strano virus che svuota il pensiero sono scesi su questo mondo e il popolo ne è rimasto contagiato. Solo Call e la sua famiglia sembrano esserne immuni: l’inizio di tutta la vicenda sarà allora l’arrivo di una giovane donna di nome Athera, che prima di essere arrestata riuscirà a far cadere una chiave di cristallo ed un palmare: quale migliore incipit per una nuova avventura?

Dopo il primo filmato introduttivo avremo a che fare con il motore grafico del gioco (l'ormai classico Virtools) che già da subito però si dimostra insufficiente. Le locazioni (tutte in 2D) non sono mai nitide e sembrano nebbiose, fumose e molto spesso risultano essere spoglie e monocromatiche, una scelta alquanto discutibile soprattutto per il fatto che il tutto rimane anonimo e senza carattere: comunque in generale si soffre di poca originalità (a parte il mondo dei Nehli veramente interessante). La risoluzione sarà fissa sulla 800 x 600, le animazioni sono quasi inesistenti e solo quando vedrete qualche animaletto o parlerete con i personaggi potrete vedere qualche movimento (labiale per la maggior parte delle volte), comunque tutto il gioco rimane di una staticità disarmante, per fortuna ogni tanto si farà vedere qualche ottimo filmato.

Il menù di gioco di colore verde marroncino ci proporrà le classiche scelte, iniziare, salvare, caricare, riprendere o uscire da una partita, vedere i riconoscimenti o entrare in delle opzioni veramente risicate all’osso: infatti all’interno di queste potremo soltanto attivare i sottotitoli o settare il volume, veramente poco. L’interfaccia di gioco è quella tipica per le avventure in soggettiva, al centro dello schermo avremo il nostro fido cursore, a differenza di altri giochi quest'ultimo sarà semplificato al massimo e le sue funzioni saranno veramente poche. Il colore blu sarà quello neutro, quindi non potremo effettuare nessuna azione. Quando passeremo sopra una zona attiva il colore cambierà in un verdino e a questo punto potremo parlare o usare qualche marchingegno: a volte il cursore prenderà una forma diversa, come se apparissero delle piccole freccette sulla parte superiore, in questo caso potrete raccogliere o interagire con i vari oggetti.
Il tasto sinistro del mouse è quello che certamente userete di più, servirà per tutto, l’unica funzione non affidata a quest'ultimo sarà l’apertura dell’inventario (parte bassa dello schermo) che sarà a uso esclusivo del tasto destro. Gli oggetti che avrete all’interno possono essere presi cliccandoci sopra e portati sullo schermo per essere usati sulle zone attive, in alternativa potrete anche cercare di abbinarli ad altri oggetti nell’inventario, peccato che sul manuale di gioco non sia descritto nulla di questa ultima funzione: dimenticanza o negligenza?

Nel girovagare tra i 3 mondi che compongono l’universo di Evany avremo a disposizione una mappa per gli spostamenti: cliccate sul luogo dove andare e ci arriverete in pochissimo tempo, l’unica condizione perché questo avvenga sarà l’acquisto del Jet Pak, una macchina che vi permette di volare (quando necessario apparirà l’icona in alto a destra dello schermo) o l’utilizzo di una barca. La vera novità sarà la possibilità di poter influire in parte sull’interfaccia di gioco: le scelte possono essere due, tenere la versione classica, che è quella con l’inventario a scomparsa e il cursore al centro che rimane fisso mentre voi potete muovere lo sguardo nella direzione che volete, oppure scegliere se tenere l’inventario sempre aperto e il cursore a schermo mobile, in questo caso lo sguardo lo potrete spostare solo spostando il cursore ai margini dello schermo, certamente una scelta più scomoda e a mio parere inutile.

Dal punto di vista audio il sonoro non offre grandi sensazioni, c'è molta ripetitività negli effetti sonori e le musiche lente, noiose e molto simili tra loro vi faranno ben presto venire voglia di azzerare il volume. Il doppiaggio in inglese non lascerà certamente il segno (ci sono i sottotitoli in italiano che si possono skippare con il tasto space), nessun particolare è degno di nota e il tutto passerà via in modo normale fino alla fine del gioco. Le note dolenti le possiamo trovare anche nella risoluzione degli enigmi. Alcune scelte discutibili rendono Evany complesso da giocare: un esempio sono i punti morti, in alcune occasioni ci si ritrova a non sapere cosa fare, è anche vero che un giro tra le varie locazioni può risolvere il problema ma perdere mezz’ora girovagando è veramente snervante.

Altra scelta un po' raffazzonata è quella riguardante le parti attive o non attive delle locazioni: mi chiedo come sia possibile che alcune zone dove possiamo interagire non siano evidenziate dal cursore, un qualsiasi giocatore poco esperto non se lo aspetterebbe mai, ma anche uno esperto senza saperlo si ritroverebbe bloccato. Certamente se il manuale di gioco fosse stato più esauriente in merito (anche in altre cose) avrebbe per lo meno fatto risparmiare tempo a tutti, per il resto gli enigmi non saranno mai di grossa difficoltà, ci saranno rompicapo in stile myst e altri che si possono risolvere con l’utilizzo degli oggetti che comunque non saranno mai troppi nell’inventario. Inoltre, dire che l’interazione con l’ambiente è scarsa è senza dubbio ottimistico. La longevità che logicamente è inficiata da quello che ho appena descritto poco sopra si assesterà sulle 8-10 ore di gioco nel caso non abbiate problemi, in alternativa aggiungeteci almeno 3 o 4 orette in più. Purtroppo come se non bastasse il gioco ha problemi con le schede Nvidia ma per fortuna il tutto è risolvibile scaricando la opportuna patch a questo indirizzo.

Insomma, Evany non riesce proprio ad affermarsi in nessun senso, solo qualche bel filmato non basta a risollevare le sorti di un titolo ampiamente insufficiente sotto tutti i punti di vista. Non dimentichiamo però, che questo titolo è stato uno dei primi sviluppati dai Kheops studio, che, facendo tesoro degli errori, negli anni a seguire ci hanno regalato delle chicche veramente notevoli. Prendiamola così, come un esperimento non molto piacevole.

 

Info Requisiti
Generale
Conosciuto anche come: The Crystal Key 2
Sviluppatore: Kheops Studio
Distributore: Atari
Data Rilascio: Q3 2004
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Mistero
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
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Requisiti minimi
OS: Windows 98/Me/2000/XP
Processore: 600 Mhz
RAM: 64 MB
Scheda Video: 32 MB
Hard Disk: 1 GB
Supporto: 2 CD
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