Adventure's Planet
Mercoledì, 22 Novembre 2017 08:33
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Recensione

Cirque De Zale

di Vittorio De Sanctis  

il nostro voto
66
In breve

Alexander è lo sguattero tuttofare del circo in cui lavora, ma sogna di averne uno tutto suo. L'occasione gli si presenta quando, nel corso di uno dei numeri del prestigiatore, indossa il cappello di quest'ultimo contro le sue raccomandazioni, facendo miseramente fallire il numero e provocandone le giuste ire, tanto che il prestigiatore decide di spedirlo in un'altra dimensione. Qui Alexander scoprirà che il regno in cui è stato catapultato è sotto lo scacco del "cattivone" di turno che vuole impossessarsene e che per raggiungere il suo scopo ha rapito la figlia del re, il quale chiede proprio ad Alezander di aiutarlo. Ma il nostro ha tutt'altri progetti, deciso com'è a tirare su un circo suo, e non vuole saperne di prestare soccorso. Tuttavia...

 

Recensione Completa del 13 Giugno 2014
Cirque De Zale è un prodotto amatoriale, realizzato col noto motore grafico Adventure Game Studio (per gli amici AGS) e confezionato praticamente da un'unica persona, Rebecca Clements, che si propone quindi come una one-woman-game.

Facilmente si legge che il nostro è un momento storico in cui la crisi di idee si fa sentire e anche - anzi, soprattutto - i prodotti commerciali, teoricamente all'avanguardia sotto il profilo tecnico e dotati delle migliori maestranze, arrancano nel trovare il giusto punto d'incontro tra i vari fattori che fanno una buona avventura: concept narrativo, sceneggiatura, sviluppo coerente della trama, un profilo grafico adeguato al contesto, musiche suggestive e - last but not least- enigmi degni di questo nome, pronti a fondersi con la storia che si dipana sui nostri monitor.

Fa piacere allora imbattersi in prodotti realizzati senza evidenti qualità tecniche o budget stratosferici, ma comunque con affetto verso il genere, tanto da essere realizzati gratuitamente, con la sola finalità di raccontare una (magari piccola) storia che si ha in mente e di regalare qualche ora di piacevole svago agli avventurieri, specialmente gli hard core gamers visto che tali avventure sono prive di un'ampia visibilità e sono rintracciabili solo dagli appassionati del genere.

Cirque De Zale fa parte di questa categoria di titoli, in grado di divertire per qualche ora, seppur - diciamolo subito - non eccellendo quanto a risultato finale. Ad onor del vero, il gioco si conquistò svariate nomination all'AGS Awards quando uscì nel 2004, tra cui l'ambito 'Best Game Created with AGS', cosicchè non merita certo essere sottovalutato.
Quello che però può senz'altro influenzare un giudizio emesso oggi, nel 2014, è la distanza temporale e l'acqua passata sotto i ponti nell'arco di ben dieci anni, nel corso dei quali gli sviluppatori indie sono aumentati, si sono smaliziati, impratichiti di un tool come quello di AGS che ha condotto oggi a titoli come Heroine's Quest: The Herald of Ragnarok di Crystal Shard, 'Best Game Created with AGS' del 2013 e, in lizza per lo stesso podio, Donald Dowell and the Ghost of Barker Manor degli Ape Marina, ovvero AprilSkies.
Si tratta di titoli dove l'arte della programmazione 'con poco' ha raggiunto ottimi livelli, spremendo il motore AGS al massimo dopo anni di esperienza.

E' dunque con l'occhio di questa esperienza che si va ad analizzare un titolo che, inevitabilmente, soffre paragoni più duri, ma per il quale il fattore età sarà tenuto nella dovuta considerazione, unitamente al contesto tecnico medio dell'epoca.

Anzitutto la storia: impersoniamo Alexander Zale, il cui nome intero è ben più lungo (e lo scoprirete giocando), uno sguattero in un anonimo circo, quando, avendo indossato senza il permesso del prestigiatore il suo cappello, sabotandogli così il numero, viene per punizione teleportato in un'altra dimensione,qui a dispetto della richiesta del Re di aiutarlo a salvare la figlia dalle grinfie del cattivo di turno, pronto a sua volta ad impadronirsi delle terre del monarca, se ne infischia altamente e, piuttosto che provare a ritornare nella sua dimensione, decide di buon grado di rimanere in quella attuale e di fondare un proprio circo, il Cirque De Zale (chiara parodia del più famoso Cirque Du Soleil). Inutile dire che, nonostante i suoi propositi di tenersi alla larga dai guai, ci finirà dentro con tutte le scarpe, mentre quanto al suo circo... be', giocateci!

Il taglio complessivo è quello fortemente mutuato dai classici LucasArts, sia dal punto di vista grafico sia da quello dell'interfaccia. Quest'ultima è infatti la fedele riproduzione dell'osannato SCUMM, con la parte superiore della schermata occupata dal campo di gioco e quella inferiore che ospita i verbi e l'inventario ad icone: il tutto quindi è ben collaudato.

Per la risoluzione grafica, l'autrice ha optato per una tradizionale (e forse al momento quasi obbligata) 320x200, che tutt'oggi è adoperata anche per titoli di recente produzione, anche commerciali. Si vedano infatti i prodotti dei Wadjet Eyes - come Primordia, Gemini Rue e la saga di Blackwell, non privi di un certo successo - ma anche l'annunciato Tales di AprilSkies (più esattamente degli Apemarina).

Cirque De Zale quindi, anche valutato oggi, mantiene un'impostazione generale ancora valida, benchè non possa farsi a meno di notare una certa differenza di risultato generale rispetto, ad esempio, ai titoli già citati, proprio per gli anni che si porta sulle spalle unitamente al fardello pionieristico.

Notiamo dunque una grafica certamente più sgranata e talvolta un po' approssimativa, appena accennata per l'identificazione dei vari personaggi, dove il pixel la fa da padrone, con una palette di colori anch'essa poco ricca e variegata, come del resto avveniva per un po' tutta la produzione di giochi freeware di quel periodo, inclusi i fangame ispirati a saghe di successo, prima in testa quella di Monkey Island.
Non è quindi il caso di accentuare il divario rilevabile, sotto quest'aspetto, rispetto a produzioni più recenti, quanto invece l'effettiva resa finale e il divertimento in grado di offrire.

Procedendo con l'analisi degli aspetti tecnici, l'audio è caratterizzato da pochi motivetti associati alle diverse locazioni, non particolarmente degni di nota. Le anzidette locazioni sono in numero sufficiente in relazione alla trama e alla durata del gioco - poco sotto la ventina per circa 3 ore di durata - ambientate in prevalenza nelle campagne soggette al dominio del Re, tranne che nel finale, dove c'è una 'deviazione'.

Gli enigmi sono di puro inventario, nel quale trasporterete normalmente non più di 5 o 6 oggetti, e sono nel complesso di bassa difficoltà, come usualmente in questo tipo di produzioni. Occhio, tuttavia, agli accessi alle varie locazioni: non troverete frecce o didascalie che li evidenzieranno, cosicché sarà molto facile che non li notiate (mi è capitato un paio di volte di restare bloccato perché non mi ero accorto della presenza di altre locazioni).

E veniamo ora alle note un po' più dolenti. La trama è ovviamente un pretesto per creare situazioni comiche ed assurde e sollecitare gag e battute, in un generale contesto farsesco, ma è qui che il titolo presta il fianco a qualche critica. Di certo non manca la vena comica soprattutto nel protagonista, che nei dialoghi a scelta multipla vi offrirà sempre domande o risposte su cui sorridere, ma nel complesso l'impressione è che tale verve sia un po' forzata.

Siamo certamente e consapevolmente lontani dalla comicità demenziale di titoli ben più blasonati - nè si pretenderebbe qualcosa di diverso - ma qui l'omaggio che si intende rendere ai suddetti titoli appare un po' impersonale, a tratti ostentato, perdendo il paragone con altri esperimenti di analoga fattura, come ad esempio Night of the Hermit di Roy Lazarovich. Vorrei aggiungere che è ben vero che, nel caso di quest'ultimo, si tratta di un fangame e che, in quanto tale, gode della pregressa popolarità di cui beneficiano i relativi personaggi, ma non è detto che ciò sia sempre un punto di favore: il tratto dei personaggi è di certo merito degli autori originali, ma le sceneggiature dei fangame ispirati sono a loro volta esse stesse originali e sono ascrivibili ad esclusivo merito o demerito dei rispettivi sviluppatori, cosicchè funzioneranno o meno soltanto se siano o meno di qualità, a prescindere dal background su cui poggiano.

Cirque De Zale è una chiara dimostrazione d'affetto verso l'interpretazione classica del genere (almeno quella offerta dalla LucasArts, cui manifestamente si ispira), con i suoi anni a bagaglio e con tutta la sua voglia di raccontare una piccola storia votata a farci sorridere in ogni frangente. Tuttavia, e per amor di cronaca, non può non evidenziarsi una generale ingenuità creativa che pervade il titolo, che - a modesto avviso di chi scrive - prescinde dal tempo in cui sia stato scritto e ne resta una limitazione intrinseca, con un umorismo talvolta ridondante e che dà la sensazione di strafare.

Chiudo precisando che il gioco è stato tradotto in italiano da OldGamesItalia, da cui potete scaricare la patch. Potrà capitarvi di rilevare qualche imprecisione nella traduzione o magari qualche carattere non esattamente al posto suo (i soliti problemi con gli accenti e simili, tipici delle traduzioni su AGS), ma lode e gloria a chi altrettanto gratuitamente si prodiga per consentirci di giocare nella nostra lingua titoli che, soprattutto in quanto freeware, mai potrebbero vedere la luce in versioni diverse dall'originale.

Date un'occhiata a Cirque De Zale quantomeno per la sua valenza storica di avventura free creata in omaggio ai classici del genere, ricordando il momento storico in cui è stata pensata (circa una decina d'anni fa ormai) e considerando che il voto finale, al di là dei confronti estetici anche con i prodotti attuali, è bilanciato soprattutto sui contenuti effettivi come trama ed umorismo (non sempre all'altezza anche per una produzione free), da ritenersi svincolati dall'epoca in cui sono stati partoriti e pertanto più liberamente valutabili in ogni tempo.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: The Mushroom Republic
Data Rilascio: 15/04/2004
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Commedia
Grafica: 2D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Sottotitoli: Inglese/Italiano
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