Adventure's Planet
Martedì, 26 Settembre 2017 05:42
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Recensione

Catherine

di Luca Massari  

il nostro voto
88
In breve

Vincent ama la sua ragazza. Catherine è carina, brillante e di successo. Il problema è che sta iniziando a parlare di rapporto di lunga durata, qualcosa che Vincent ha passato l'intera vita cercando di evitare. Essendo le relazioni romantiche l'ultima cosa con cui vuole avere a che fare, Vincent si incontra con i suoi amici per una delle classiche serate al bar. Non sa ancora che sta per perdere la testa per una bellissima, seducente e irresistibile locomotiva in corsa chiamata Catherine. In un attimo, si ritrova legato al letto di fianco alla donna più bella che abbia mai visto, totalmente all'oscuro di cosa sia successo prima. Stavano solo flirtando, o c'è stato qualcosa di più serio? Dovrebbe dirlo a Catherine? Rivedrà mai Catherine? Vincent sta per scoprire che dall'alta torre dell'amore si può cadere rovinosamente...

 

Recensione Completa del 20 Febbraio 2012
Il termine avventura grafica da sempre designa quel genere di titoli che, tenendo come punto cardine al centro di un più ampio programma l'elemento narrativo, esplora al tempo stesso varie vie, attraverso la risoluzione di puzzle, enigmi nonché fasi action. Nel tempo, tuttavia, la definizione ha preso sotto la sua ala una vasta "gamma" di prodotti (si pensi, ad esempio, agli hidden object, oppure alla saga Back to The Future, definita da molti una visual novel), ed "etichettare" un titolo è sempre più difficile, tanti sono gli elementi "spurii" che lo compongono.
Catherine, nuovo titolo per Xbox 360 e PlayStation 3 a cura della giapponese Atlus (che aveva precedentemente lavorato sulla serie Persona), si inserisce dunque in questo filone, pur detenendo, a causa del suo particolarissimo gameplay, una sua unicità, tanto che è difficile trovare prodotti similari ai quali accostarlo (se non in ambito, forse, dei puzzle game).
Ciò che fa di Catherine una vera e propria avventura grafica è l'attenzione riposta nella stesura della trama, che ricopre un ruolo primario all'interno del titolo, tanto da arrivare quasi ad "oscurare" ogni altro elemento interattivo, quasi un collante fra uno snodo e l'altro del canovaccio.

Vincent Brooks è un programmatore di 32 anni, che tuttavia non riesce a trovare ancora un equilibrio all'interno della propria esistenza. Pur avendo una ragazza, Katherine, l'uomo non riesce a darsi stabilità, limitandosi a vivere ogni giorno in maniera disordinata e spendendo ogni sera al bar con gli amici, ingurgitando elevate dosi di alcohol. Una sera, rimasto solo seduto al tavolino dello Stray Sheep, il nostro incontra una bionda ragazza: fisico prorompente, un sorriso accattivante e una certa languidità di fondo sono gli elementi che permettono a Catherine (si, lo stesso nome della fidanzata di Vincent... sarà poi una coincidenza?!) di introdursi agevolmente nell'esistenza del programmatore. Il mattino seguente all'incontro, infatti, Vincent si risveglia con una gradita sorpresa al proprio fianco, avvenimento che darà il via ad un'escalation di avvenimenti che catalizzeranno via via l'attenzione del giocatore, spingendolo a continuare a giocare per sapere come si evolverà la situazione (la vita di Vincent, infatti, si ingarbuglierà sempre più, fino a diventare una matassa apparentemente inestricabile).
Per portare avanti la narrazione gli Atlus utilizzando essenzialmente tre metodi: il primo, forse quello più accattivante, consiste in una serie di cutscene che altro non sono se non veri e propri anime (non a caso la loro realizzazione è stata affidata allo Studio 4C, che vanta nel proprio curriculum opere come Spriggan e Steamboy); il secondo è quello di intermezzi non-interattivi realizzati con l'engine del gioco (metodo sicuramente più economico e meno dispendioso dal dover realizzare spezzoni animati); il terzo ed ultimo è il gioco stesso, o meglio le sezioni giocabili all'interno del bar Stray Sheep, che consentono di dialogare con i vari personaggi e conoscere così tutta una serie di elementi secondari che vanno ad integrarsi alla trama principale, completandola.

Descritto così, Catherine potrebbe sembrare solo una vicenda sentimentale, ma non è così: sin dalle prime battute del gioco, infatti, si avverte come vi sia un qualcosa di decisamente soprannaturale nella ragazza incontrata da Vincent... e il tutto troverà conferma poco dopo.
Sarà il senso di colpa conseguente al tradimento, ma ogni notte il trentaduenne si troverà a vivere un vero e proprio incubo, che poi è la vera parte giocabile del tutto. I vari incubi, infatti, altro non sono se non un puzzle game: partendo dal basso di un'enorme costruzione, si dovrà compiere una scalata tentando di raggiungerne la cima. Per far ciò, sarà necessario spostare i vari blocchi che si incontreranno sul percorso, tentando di creare una via agibile. Purtroppo (o per fortuna) gli ostacoli che si incontreranno cresceranno via via di numero: dai blocchi inamovibili, per passare a quelli esplosivi o ghiacciati, fino ad imbattersi in altre "pecore" (altri personaggi coinvolti in un incubo simile al nostro) che saranno impegnate in una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Sì, perché la particolarità di questi incubi è quella di riversarsi sul quotidiano: strane morti si susseguono quotidianamente in città, e tutte vedono coinvolte uomini sui trenta che, dopo essersi addormentati, non si sono più risvegliati. Per concretizzare il tutto: se muori nel sogno, muori anche nella realtà.

Inutile nascondere che i puzzle proposti sono veramente difficili: sin dal tutorial, infatti, verrà messa alla prova la capacità di reazione dei giocatori (in una finestra temporale molto ridotta nella quale agire, la torre nella quale ci troviamo perde pian piano pezzi, fino a disgregarsi totalmente). Nella mia prova avevo settato come difficoltà iniziale Hard, ma ho dovuto subito ripiegare sulla mia decisione, propendendo per il Normal, pena l'impossibilità di proseguire. I Continue che si hanno per ogni livello sono infatti limitati: anche se nella modalità Easy si aggirano sui novanta, se ne hanno a disposizione solo quattro per Hard, limite che comunque può essere incrementato raccogliendo i cuscini sparsi per i livelli.
Un'altra differenza fra le varie difficoltà è la presenza di check-point interni ai livelli, nonchè la possibilità di utilizzare varie tipologie di oggetti per aiutarsi nell'impresa (si va da blocchi da utilizzare al momento opportuno alle bevande energetiche che, per un determinato periodo, permettono di salire due blocchi alla volta). Dato il livello di difficoltà veramente proibitivo, gli sviluppatori giapponesi hanno introdotto poi, tramite patch (inclusa di default nella versione europea del gioco), tutta una serie di bilanciamenti, nonché un Super Easy mode attivabile premendo due volte Select nella schermata principale del gioco.
Una menzione a parte meritano le altre modalità di gioco: ad affiancarsi alla Golden Playhouse (la modalità Storia), troviamo infatti Babele, una serie di sfide a difficoltà crescente da affrontarsi in solitario o in cooperativa, e Rapunzel, mini-gioco accessibile sia dallo Stray Sheep che dalla schermata principale del gioco, consistente in sessantaquattro livelli da completare sulla falsariga del gioco principale.

Per tornare alla modalità Storia, fra un incubo e l'altro ci si troverà seduti allo Stray Sheep, locale dal quale è possibile interagire con gli altri personaggi non giocanti. Parlando con loro, infatti, sarà possibile orientare il nostro karma, ottenendo così la possibilità di assistere ad uno degli otto differenti finali, nonchè di modificare il destino degli amici che ci circondano: come noi, infatti, anche loro si trovano a lottare contro il proprio personale incubo, e starà a noi supportarli affinché continuino la scalata, non demordendo dall'intento di raggiungere la vetta.
Sarà inoltre possibile ordinare vari drink (dopo averne finito uno il narratore ci fornirà divertenti curiosità sulla bevanda stessa), nonché mandare sms che andranno a modificare, anche questi, gli avvenimenti successivi.
Con un totale di nove stage, ognuno diviso in vari livelli conseguentemente al tema affrontato e dotato di "boss" finale (che modificherà, grazie ai propri poteri, l'ambiente circostante), di base la longevità di Catherine si aggira sulle 13 ore; 'base' perché, se si vorranno vedere tutti i finali ed ottenere tutti gli Oro nei vari livelli (cosa quasi impossibile a livello Hard), le ore necessarie a completare il tutto saranno almeno 80!
Una menzione speciale merita la colonna sonora, con motivi originali che ben si sposano con le varie atmosfere del gioco (da quella romantica a quella che verte verso l'horror), accompagnati da riarrangamenti di brani di musica classica (Chopin, Bach, Beethoven, ecc.) che non sfigurano affatto nel contesto generale.

Qualche difettuccio, in ultima analisi, è purtroppo presente anche in Catherine; il primo è forse quello della ripetitività: l'orologio che scandisce l'avvicinarsi della notte ci fa rivivere, nell'arco dei nove giorni della vicenda, situazioni che si susseguono sempre in uno stesso ordine. Dai pranzi con il nostro amico Orlando, per passare ai "colloqui" nei bagni del luogo di lavoro, per chiudere poi, prima dell'ennesimo incubo, seduti al bar dello Stray Sheep, tutto si svolge mediante lo stesso schema, senza una minima variazione. Certo, gli interessanti risvolti della trama decisamente ammorbidiscono questo aspetto, ma è bene in ogni caso farlo presente.
A ciò si aggiungono poi alcune sequenze animate decisamente troppo lunghe, un qualcosa che si aggira sui venti, forse trenta minuti spesi solo a "guardare" lo schermo, senza poter interagire in alcun modo se non spostando leggermente la visuale grazie agli stick del pad, cosa comunque del tutto inutile. Se si riesce a passare su questi difetti, ecco che Catherine si rivela per quel che è, ovvero un prodotto decisamente interessante e meritevole, dai toni e temi adulti (piccola nota: contrariamente a quanto si potrebbe evincere dalla cover o dagli artword del gioco, nel titolo non vi è assolutamente nulla di volgare, così come è assente una qualsiasi nudità) che tengono incollati allo schermo sino alla risoluzione della vicenda.
A fronte di una longevità elevatissima (ogni puzzle può essere risolto in modi differenti, e tante sono le modalità di gioco da tenere impegnati per mesi) e di un taglio registico decisamente efficace (basti vedere come bene è reso, anche visivamente, il dilemma psicologico che grava, sempre più pesante, sulle spalle di Vincent), non posso che consigliare questo titolo, vera e propria perla di freschezza, specie in ambito console dove ormai le avventure latitano da mesi.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Atlus
Publisher: Deep Silver
Data Rilascio: 11/02/2012
Piattaforma: PS3, XBOX360
Caratteristiche
Genere: Avventura/Puzzle
Grafica: 3D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Joypad
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Italiano
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