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Recensione

Broken Sword - Il Segreto dei Templari

di Carlo De Rensis  

il nostro voto
93
il vostro voto (39 votanti)
94
In breve

La bellissima introduzione del gioco ci mette nei panni di George Stobbart, tipico turista americano in visita a Parigi, intento a consumare la colazione in uno dei tipici cafè della capitale francese; improvvisamente compare sulla scena un clown, con i suoi tipici modi di fare, che irrompe nel bar per uscirne qualche istante dopo con in pugno la valigetta di un signore di mezz’età entrato qualche istante prima di lui. E’ questione di un attimo, poi la deflagrazione: ebbene sì, il simpatico pagliaccio aveva piazzato un ordigno e proprio noi, poveri viaggiatori inconsapevoli, ci stavamo rimettendo la pelle. Il nostro George decide così di investigare sulla faccenda, attratto anche dal fascino di una bella fotoreporter, Nicole Collard, che pare saper molto sulla vicenda e su cui il nostro bravo "galletto" americano vorrebbe fare colpo...

 

Recensione Completa del 25 Novembre 2004
Corre l’anno 1991: una nuova software house, la Revolution Software, si affaccia nel mondo delle avventure grafiche con un titolo piuttosto interessante, Lure of the Temptress; il gioco però non riuscì a rispondere alle molte promesse fatte.

Pochi anni dopo, la stessa casa americana sforna un nuovo prodotto, ben piĂą convincente del primo, ossia Beneath a Steel Sky, che venderĂ  e convincerĂ  decisamente piĂą del suo predecessore.

Ovvio, quindi, quando nell’ormai lontano 1996, i ragazzi della Revolution annunciano Broken Sword: L’Ombra dei Templari, grande fu l’attesa nei confronti di questa avventura. Fu tanto "hype" giustamente motivato? La risposta non può essere che affermativa perché, come vedremo, Broken Sword rimane ancor oggi un benchmark fondamentale per tutti quei tipi di AG che fanno della grafica cartoonesca il loro punto di forza (ultimo esempio è Runaway).

Che sia un titolo di alto spessore, infatti, lo si capisce fin dalla procedura d’installazione: per i datati computer dell’epoca 210 mega non erano uno scherzo e ci voleva un bel po’ di tempo per completare l’operazione; ma i simpatici autori del gioco non volevano proprio farci annoiare, tanto che introdussero la possibilità di giocare ad un clone di Arkanoid per ingannare l’attesa! Davvero una bella idea che non ho più visto ripresa da nessuno negli anni successivi.

La bellissima introduzione del gioco ci mette nei panni di George Stobbart, tipico turista americano in visita a Parigi, intento a consumare la colazione in uno dei tipici cafè della capitale francese; improvvisamente compare sulla scena un clown, con i suoi tipici modi di fare, che irrompe nel bar per uscirne qualche istante dopo con in pugno la valigetta di un signore di mezz’età entrato qualche istante prima di lui. E’ questione di un attimo, poi la deflagrazione: ebbene sì, il simpatico pagliaccio aveva piazzato un ordigno e proprio noi, poveri viaggiatori inconsapevoli, ci stavamo rimettendo la pelle.

Il nostro George decide così di investigare sulla faccenda, attratto anche dal fascino di una bella fotoreporter, Nicole Collard, che pare saper molto sulla vicenda e su cui il nostro bravo "galletto" americano vorrebbe fare colpo...

Le nostre indagini ci porteranno quindi a perlustrare Parigi da cima a fondo, ma anche ad affrontare numerosi viaggi in giro per l’Europa ed il Medio Oriente, cercando di svelare un mistero che ha origini profonde e che ruota tutto intorno ad un misterioso manoscritto medievale che parrebbe rivelare il segreto dei tanto di moda cavalieri Templari. Un mistero che pian piano si dipanerà attraverso una storia piena di colpi di scena, dove l’esser buoni o cattivi appare una questione meramente soggettiva...

Partiamo dall’aspetto grafico del gioco: aver 10 anni e non sentirli!!! Ancora oggi l’occhio non rimarrà deluso guardando la splendida grafica cartoonesca e i bellissimi fondali disegnati a mano di Broken Sword. Certo, i personaggi possono sembrare un po’ datati, ma vi assicuro che il lavoro fatto dai disegnatori è veramente pregevole. Ottime anche le animazioni dei personaggi, specialmente quelle dei due protagonisti della storia.

Proprio loro, George e Nico sono i mattatori del gioco: la loro caratterizzazione è eccellente (specialmente quella del buon Stobbart, che impersoniamo) ed è molto facile sentirsi nei loro panni mentre cerchiamo di risolvere il mistero che ci avvolge. Anche gli altri personaggi non sfigurano però, grazie al grande lavoro di costruzione delle loro personalità da parte del team di sviluppo: chiunque abbia giocato a Broken Sword non potrà dimenticare Andrè Lobineau, o il cattivone Khan, o la contessa della famiglia Vasconcellos e tanti altri ancora. Quest’immersione è possibile anche grazie alla presenza di lunghi dialoghi (qualcuno potrebbe forse ritenerli eccessivi) che riescono a far venir fuori le varie sfaccettature dei tanti personaggi (e questi sono veramente in gran numero).

Il gioco ha una trama abbastanza "seria", ma il nostro protagonista ha una vena umoristica piuttosto sviluppata, così come anche gli altri personaggi: state sicuri che la sceneggiatura vi strapperà ben più di un sorriso!

Il sonoro è assolutamente di primo livello: le musiche, ricche di arrangiamenti sinfonici prodotti dall’orchestra di Londra, sono eccellenti e molto cinematografiche: riescono ad enfatizzare, infatti, i momenti di tensione o di suspance in maniera splendida ma anche prese al di fuori del loro contesto sono gradevolissime. Inoltre, la colonna sonora si adeguerà ai luoghi che visiteremo, per cui il tema medio-orientale sarà ben diverso da quello francese; questo ci aiuterà a sentirci veramente all’altro capo del mondo!

Nota a parte meritano i dialoghi: la versione italiana è superlativa, ogni personaggio (e dico TUTTI) è splendidamente localizzato, a partire dalle eccellenti voci di George e Nico (ah, l’accento francese!) fino a giungere al difficile ma ottimamente realizzato doppiaggio degli altri protagonisti del gioco. Ottimi anche i suoni di sottofondo, quando presenti: infatti forse avrebbero dovuto essere in maggior numero per dare al gioco un maggior senso di "pienezza".

L’interfaccia è tanto semplice quanto efficace: il gioco, interamente in due dimensioni, è reso in una squisita visuale in terza persona, con una comoda interfaccia punta e clicca. Col tasto sinistro del nostro mouse possiamo interagire con gli hot spots (il cursore cambierà forma in relazione al tipo d’azione che potremo svolgere) mentre col tasto destro sentiremo una descrizione (spesso molto divertenti e minuziose) dell’oggetto/persona su cui clicchiamo.

Analizzando la parte alta dello schermo troveremo l’inventario, collocato in una posizione molto comoda; non avremo così bisogno di richiamarlo ogni volta ma sarà sempre a portata di mouse.

Anche l’originale impostazione dei dialoghi ha fatto scuola (basti pensare al recente Black Mirror che la copia in toto): quando inizieremo una conversazione disporremo nella parte bassa dello schermo di una serie di disegni che rappresentano domande varie da poter fare, e nella parte alta, del nostro inventario: eh si, potremo interrogare i nostri interlocutori a proposito di tutti gli oggetti in nostro possesso. Molti degli enigmi del gioco si risolvono così, attraverso un meccanismo di dialogo o inventory-based. Non mancano però altri tipi di enigmi, devo dire molto fantasiosi e originali (ehm… sul famigerato enigma del caprone penso che ognuno di noi abbia passato molto tempo…) come poche volte capita ad un’avventura (e solo alle migliori). Per il dolore degli amanti di Myst, non ci sono enigmi meccanici/matematici: d’altronde, non avrebbero avuto senso nel contesto della storia stessa.

Inoltre in diversi punti del gioco c’è la possibilità di morire: il consiglio è quindi quello di salvare in tempo e frequentemente.

La longevità del gioco è decisamente elevata: almeno 25 ore se siete proprio bravi o se vi divertite a skippare tutti i dialoghi. Il bello è che questa durata non sembra artificialmente pompata con situazioni sterili o inutili, anzi: Broken Sword vi terrà impegnati molto ma non stanca, esaurisce tutte le domande dei giocatori e li ricompensa con un finale epico e suggestivo, come è giusto che sia.

Una piccola nota tecnica: il gioco gira ancor oggi senza problemi su Win98, ma ha dei problemi sulle versioni piĂą moderne del sistema operativo. Comunque, potrete in ogni caso godervi il gioco grazie alla fruttifera collaborazione tra la Revolution e lo ScummVM.

Inoltre, per far partire il gioco, dovrete installarlo e farlo partire sul lettore cd principale (ossia quello con la lettera minore in ordine alfabetico) ivi comprendendo i lettori virtuali...

Riassumendo, Broken Sword è una delle avventure grafiche più belle e divertenti mai fatte, ed è una pietra di paragone obbligatoria per ogni altro titolo dello stesso tipo.

Se solo pochi titoli possono vantarsi di avere una schiera di fan così appassionata e fedele come BS, qualche motivo ci sarà: un’esperienza imperdibile per ogni vero sostenitore di questo genere!

 

Info Requisiti
Generale
Conosciuto anche come: Circle of Blood
Sviluppatore: Revolution Software
Distributore: Leader
Data Rilascio: Q1 1996
Piattaforma: GB, PC, PS
Caratteristiche
Genere: Avventura/Mistero
Grafica: 2D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
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Requisiti minimi
OS: Windows 95/98; DOS
Processore: 486/66 Mhz
RAM: 8 MB
Scheda Video: SVGA
Hard Disk: 50 MB
Supporto: 2 CD
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