Adventure's Planet
Lunedì, 25 Settembre 2017 04:36
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Recensione

Brothers: A Tale of Two Sons

di Overmann  

il nostro voto
80
il vostro voto (2 votanti)
92
In breve

Un uomo in fin di vita. Ai suoi due figli, alla disperata ricerca di una cura per il padre, non resta che un'opzione: devono imbarcarsi in un viaggio per trovare e recuperare l'Acqua della Vita, facendo affidamento uno sull'altro per sopravvivere. Uno dev'essere forte dove l'altro è debole, coraggioso dove l'altro ha paura ed entrambi devono comportarsi come veri fratelli.

 

Recensione Completa del 05 Maggio 2014
Si fa un gran parlare, negli ultimi anni, dell'evoluzione del genere dei giochi d'avventura e della comparsa sempre più frequente sul mercato di titoli che si avvicinano più al concetto di film interattivo che di videogioco: poca sfida, interazione semplice e focus sulla narrazione e sull'emotività. Tanti sono peraltro gli esempi che si potrebbero citare di titoli che stanno provando modi diversi per raccontare una storia a uno spettatore attivo: chi punta su bivi comportamentali, chi su sistemi di dialogo a scelta multipla, chi mette l'accento sull'esplorazione degli ambienti e chi si concentra su un'esperienza multimediale che abbia nell'estetica di grafica e sonoro il proprio punto di forza. Brothers: A Tale of Two Sons fa parte di questo ampio gruppo di videogiochi che provano a interpretare in modo diverso il concetto di avventura grafica.

Tutto in Brothers è semplice, essenziale. La storia inizia velocemente, e vi mette al comando di due giovani ragazzi, orfani di madre, che devono iniziare un viaggio per recuperare una cura indispensabile al loro padre malato. L'interfaccia di gioco è minimale – una levetta per muoversi e un tasto per interagire con gli oggetti – se non fosse per la particolarità che controllerete entrambi i fratelli in contemporanea. Lo stile e il linguaggio utilizzati ricordano un po' quelli di Benoit Sokal, Amerzone prima ancora di Syberia: il tema del viaggio (improvviso, spregiudicato e inevitabile) è centrale, i protagonisti sono silenziosi, i comprimari hanno poco da dire, e a parlare sono soprattutto le immagini, gli ambienti e il non-detto dei pochi dialoghi.

Dimenticatevi l'inventario, la raccolta di oggetti, i puzzle in stile Myst, le lunghe conversazioni e le trame articolate tipiche delle avventure grafiche tradizionali: Brothers è un gioco semplice, che offre interazione ma non sfida. E' vero che i due eroi dovranno continuamente superare degli ostacoli, ma il modo per farlo non sarà mai particolarmente complicato: il gameplay si concentra sul far cooperare i due giovani per avanzare nel loro viaggio. Gli enigmi, se così possiamo chiamarli, saranno quindi elementari e abbastanza ripetitivi: il fratello più piccolo potrà infilarsi in passaggi più angusti, mentre quello più grande godrà di maggior forza fisica; entrambi interagiranno diversamente col mondo di gioco e in pochi click potrete proseguire in ogni frangente.

I personaggi parlano una lingua a noi non intelligibile: un po' come le macchiette di The Sims e i protagonisti di Machinarium, si prodigheranno in improbabili, e ben poco prolissi, dialoghi nel loro dialetto. Non aspettatevi dunque l'esperienza classica di un'avventura tradizionale, dotata di una lunga sceneggiatura: gli autori di Brothers hanno puntato su un linguaggio molto più estetico per comunicare emozioni al giocatore.

Brothers è minato da alcuni difetti evidenti, quali la sfida quasi nulla, l'interfaccia spesso un po' scomoda (l'idea di controllare due personaggi contemporaneamente è carina per i primi dieci minuti, dopodiché, soprattutto se giocate con una tastiera, fa più danni che altro), la ripetitività del gameplay, la lentezza di alcune sequenze in cui dovrete ripetere lo stesso percorso con entrambi i personaggi e in ultimo, purtroppo, una longevità scarsa che si attesta attorno alle tre ore di gioco. Eppure...

Eppure la sensazione è che il gioco arrivi dove vuole arrivare. Attraverserete mondi fantastici e sfiorerete le vite di personaggi immaginari che, pur nei loro cinque minuti di palcoscenico, riusciranno a lasciarvi il segno. Le musiche azzeccate e le immagini, talvolta idilliache talvolta surreali, riescono a dipingere un'identità che spesso manca ai videogiochi moderni. Data la brevità del racconto, scegliamo di non anticiparvi nulla di quel che vedrete: vi basti sapere che Brothers parla di legame fraterno, di amore in senso lato, di perdita, di morte e di amicizia. Lo fa in modo delizioso e solo raramente ruffiano: dopo un inizio un po' lento inizierà a coinvolgere, stupire e commuovere.

Se questa sia un'avventura grafica è un altro paio di maniche: il livello di difficoltà bassissimo, il respiro del racconto e l'interfaccia suggeriscono che non sia un gioco adatto a tutti i fan di Guybrush, George e Gabriel. Il senso di avventura, di un piccolo, grande, coinvolgente viaggio che racconta una storia ed emoziona il giocatore, tuttavia, è lì. Se non vi serve altro, Brothers è un acquisto obbligato che si conquisterà facilmente un posto nel vostro cuore.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Starbreeze Studios
Data Rilascio: 08/08/2013
Piattaforma: PC, PS3, XBOX360
Caratteristiche
Genere: Fantasy
Grafica: 3D
Doppiaggio: Multilingua
Sottotitoli: Multilingua (italiano incluso)
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