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Martedì, 26 Settembre 2017 05:47
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Recensione

Broken Sword 4 - L'Angelo della Morte

 

il nostro voto
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il vostro voto (23 votanti)
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In breve

George Stobbart si innamora pazzamente della misteriosa e bellissima Anna Maria. La sua improvvisa e misteriosa scomparsa lo spingono ad una disperata corsa contro il tempo per ritrovare un antico artefatto capace di un'immensa distruzione. L'unico indizio di George è un antico manoscritto che sembra avere dei collegamenti inspiegabili col mfzkt, una sostanza mitica e dimenticata da oltre 2000 anni. Sfortunatamente per lui, sembra che George debba di nuovo salvare il mondo...

 

Recensione Completa del 04 Ottobre 2006
Come non ricordarsi delle epiche avventure di George Stobbart in una delle più grandi serie che gli appassionati di avventure grafiche abbiano mai avuto modo di provare: stiamo parlando ovviamente della saga di Broken Sword. George è il salvatore del mondo, un paladino della giustizia senza macchia che con le sue avventure ci ha portato nei luoghi più remoti del mondo confrontandosi con seguaci dei Templari, spie, profezie maya e tanto altro ancora: ma si sa, i tempi cambiano e pure George decide di “tranquillizzarsi” ed aprire uno studio legale in un quartiere non proprio alla moda di New York e che dovrebbe condurlo a vita più tranquilla. La Revolution Software di Charles Cecil ha però pensato bene che forse George non è adatto per una vita sedentaria e lo trascina di nuovo in un’avventura epocale, alla ricerca del misterioso angelo della morte.

Il nostro Stobbart, infatti, ritorna nel suo ufficio in una giornata piovosa e si imbatte nella più classica delle femme fatale, Anna Maria. La donna, visibilmente impaurita, gli parla di un manoscritto che ha trovato.. ma forse sarebbe meglio dire “rubato” ad una cosca mafiosa che naturalmente la sta inseguendo. Infatti la bella bionda non fa neanche in tempo a terminare il suo racconto che viene interrotta dall'irruzione di alcuni loschi individui nell’ufficio che vi costringeranno ad una fuga disperata. Da questo punto in poi avrete a che fare con i suddetti mafiosi e la loro bizzarra attività di copertura, in una storia che coinvolgerà presto anche le alte sfere ecclesiastiche del Vaticano, uno scienziato senza tutte le rotelle a posto alla ricerca di uno dei più antichi segreti del mondo e persino una fabbrica di ostie. Tutto come al solito infarcito di quel background storico che non guasta mai.

La storia è dunque molto intrecciata e rivela solo alla fine tutta la sua logicità: infatti è abbastanza difficile capirne bene tutti i passaggi mentre la si affronta, e tutto ciò che saprete è solo di dover andare avanti ed aspettarvi un colpo di scena da un momento all'altro. Vi sposterete da un posto all’altro a volte senza sapere cosa cercare o fare perché come detto è difficile afferrarne il legame. Il perno di tutto rimane comunque il manoscritto che dovrete recuperare alla mafia (la più classica delle mappe del tesoro..forse..), manoscritto che fa gola a tutti: infatti servirà per recuperare..beh non vi voglio svelare il finale...

Riguardo alla grafica tutta in 3D, realizzata in outsourcing dalla Sumo Digital (che si era già occupata dal porting su console di Broken Sword 3), all’inizio mi sembrava poter candidarsi come una delle più belle che avessi mai visto: poi andando avanti non ho potuto sorvolare su difetti abbastanza rilevanti. Infatti, gli ambienti sono tutti ben fatti ma troppo standard, i particolari non risaltano in modo appariscente e non c’è nulla di graficamente rilevante: tutto nella media, nessuna innovazione. Sarebbe stato appropriato avere delle panoramiche del Vaticano e dei palazzi storici di Istanbul che ne esaltassero il carattere culturale..peccato, un'occasione persa. I personaggi invece sono realizzati molto bene, specialmente nei filmati, dove emergono in modo positivo le espressioni dei volti e i movimenti veramente molto realistici, specialmente nelle curve delle protagonisti femminili, tra cui non mancherete di incontrare qualche vecchia e graditissima conoscenza. Nel gioco invece i movimenti a volte sono goffi, eterno problema del 3D che non ha una gestione fluida degli spostamenti: infatti spesso e volentieri i personaggi si “incastrano” in qualche angolo o dietro qualche mobile e bisogna cliccare molte volte in vari punti per sbloccarsi da questa empasse. I filmati come già detto sono molto belli, ben fatti e molto curati e ne vedrete parecchi nell’arco del gioco perché saranno il perno di collegamento tra un’azione e l’altra.

Se la grafica è nella media così non si può dire per il sonoro che lascia molto a desiderare: le musiche di sottofondo sono sporadiche e quelle poche volte che partono non esaltano più di tanto il momento in cui ci si trova. Qualche rumore di fondo ma nulla di più. Gli effetti sonori sono anch’essi sporadici, di buona fattura ma tutto nella norma. Passiamo alla voce dei personaggi che è stato motivo di discussione in molti forum di appassionati. Preciso che il gioco è parlato in inglese con sottotitoli in italiano e distribuito ancora una volta da Halifax. Chiaramente nei due primi epici episodi la voce di George e degli altri personaggi ricorrenti è entrata nei nostri cuori: ora con le voci in inglese devo dire che il primo impatto non è stato dei più positivi, però man mano che si prosegue nel gioco sentivo di abituarmi ai nuovi timbri vocali e sicuramente si riusciva a rientrare in sintonia con queste voci a cui non siamo abituati. D'altronde, Rolf Saxon è il doppiatore storico del prode Stobbart nelle versioni inglesi e gli avventurieri anglofoni ne hanno sempre apprezzato il lavoro almeno quanto abbiamo fatto noi per il nostro Claudio Beccari. Quindi posso affermare che il doppiaggio è assolutamente di ottimo livello, compreso quello dei personaggi secondari che hanno la cadenza giusta e fanno risaltare molto bene il tipo di dialogo che stanno portando avanti. Chiaramente non è la stessa cosa, le classiche battute demenziali di George non hanno la stessa cadenza e caratura di quelle a cui siamo abituati, ma credo sia già importante il fatto che la saga di BS non si sia interrotta come molte altre.

Il gioco, dopo la parentesi del terzo episodio e a furor di popolo, è gestito nuovamente con un'interfaccia punta e clicca in terza persona con solo un leggero connubio con la tastiera (che può essere comunque usata per spostare il vostro personaggio in direct control): vi sarà necessario forse solo un tasto per correre in alcune occasioni, mentre il resto può essere gestito benissimo dal mouse (in realtà si può anche usare la rotellina del vostro topo per correre). Il controllo del mouse purtroppo non è dei più perfetti, il puntatore a volte risulta lento nelle macchine un po’ datate ed anche in quelle recenti molte volte è difficile trovare il punto dove agire: infatti mancano parecchi hot-spot e a volte bisogna “inventarsi” il punto sensibile per compiere una determinata azione. Non esistono indicatori di direzione per i vari spostamenti perché si può spaziare un po’ dappertutto, tenendo presente che ogni locazione è ristretta e si intuisce molto bene dove si deve o vuole andare. L’inventario è nella parte alta dello schermo e contiene tutti gli oggetti che si troveranno in giro. Infine, premendo il tasto “Esc”, si accede alla console del gioco con i tipici comandi: nota lieta i salvataggi che sono infiniti.

Neanche gli enigmi sono il piatto forte di BS4, ce ne sono pochi e tutti di medio-bassa difficoltà: forse si potrà rimanere bloccati in qualche occasione, come ad esempio nelle sequenze di hacking che ogni tanto ci troveremo ad affrontare, ma facendo alcuni tentativi si potrà uscirne in poco tempo anche senza capirne esattamente la meccanica.. peccato anche per questo. Tutta la difficoltà del gioco, oltre ai pochi enigmi presenti, sta nel capire cosa usare e dove usarlo, tenendo presente che non si esce da una locazione se non si è fatto tutto, ma che è anche quasi tutto abbastanza scontato e quindi è difficile rimanere in fase di stallo. Per concludere che dire.. la demo forse aveva fatto credere in un qualcosa di innovativo, spettacolare.. e forse lo è, dipende dai gusti. Indubbiamente L'Angelo della Morte, nella tradizione della serie, ha una bella trama avvincente e misteriosa, una grafica se non certo ai massimi livelli sicuramente piacevole, un motore di gioco abbastanza pesante, enigmi semplici, musiche quasi inesistenti. Rimane il finale che reputo tra i più belli anche per il fatto che è giocabile, mentre la longevità si attesta sulle 25 ore e non è poco.

Beh.. in fondo di cose positive ce ne sono e mi sento di consigliarlo a tutti, mi azzardo quasi nel dire che potrebbe essere rigiocato per capirne a fondo la storia e approfittarne per invitare le nostre affascinanti partner femminili a cena. Personalmente sono rimasto contento del gioco nonostante i suoi lati non proprio positivi: non mi ha entusiasmato ma nemmeno deluso. BS4 è uno di quei giochi che non è caratterizzato da una grafica o un sonoro da urlo, ma che ti dà quel senso di insoddisfazione quando si salva e lo si chiude: rimane la voglia matta di sapere cosa viene dopo e si vorrebbe finirlo tutto d’un fiato come un bel libro. Tutto sommato sono soldi ben spesi.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Revolution Software
Publisher: THQ
Distributore: Halifax
Data Rilascio: Q3 2006
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Mistero
Grafica: 3D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse/Tastiera
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Italiano
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Requisiti minimi
OS: Windows XP
Processore: 1,5 Ghz
RAM: 256 MB
Scheda Video: 128 MB
Hard Disk: 4.3 GB
Supporto: 1 DVD
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