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Sabato, 23 Settembre 2017 20:17
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Recensione

Bone Ep.2 - The Great Cow Race

di Carlo De Rensis  

il nostro voto
81
il vostro voto (6 votanti)
80
In breve

Continua la saga dei fratelli Bone, che si riuniscono giusto in tempo per la grande e annuale corsa delle mucche!! Se ne vedranno delle belle!!!

 

Recensione Completa del 22 Aprile 2006
Sembrava una promessa azzardata, una scadenza difficile da rispettare e invece i TellTale hanno mantenuto con fermezza la loro parola: far uscire un nuovo episodio di Bone, la loro prima “serie” in digital delivery, ogni sei mesi: ebbene l'obiettivo è raggiunto! Sui server del sito ufficiale, è infatti disponibile già da alcuni giorni e con perfetto tempismo The Great Cow Race, seguito di Out From Boneville, gioco che aveva aperto la serie nel novembre scorso. In più, due delle grandi critiche subite dal team di sviluppo sono state cancellate: prima di tutto, il gioco costa solo 13 euro e non più 19, prezzo che sembrava in realtà essere un po' eccessivo. Inoltre, chi è spaventato dal coraggioso e alternativo metodo di distribuzione utilizzato, potrà ordinare il gioco in confezione DVD.

Doveroso è un riassunto “delle puntate precedenti”: tratto direttamente dalla mai troppo sottovalutata (in Italia) serie a fumetti di Jeff Smith, il primo episodio ci presentava questi tre buffi cugini a forma di ossa e che vanno sotto il nome di Bone. Scacciati dalla loro Boneville a causa della boria e del carattere bizzoso e egoistico di Phoney, quest'ultimo e i suoi cugini Fone e Smiley sono costretti a farsi strada nel deserto. I tre si perdono a causa di un attacco di locuste e, una volta fatta la conoscenza di strane mostruose creature-ratto e di tutto il resto di un pazzo cast di supporto, riescono ad arrivare sani e salvi a Barrelhaven, luogo di una famosa fiera. Da questo punto prende le mosse questo secondo gioco.

Sale l'entusiasmo per l'evento dell'anno! Nessuno parla d'altro se non della corsa delle mucche, classica competizione con una sola favorita: la nostra Gran'ma Ben. Phoney non ha nulla a che pensare se non cercare di speculare sulla gara, progettando una truffa prendendo scommesse e convincendo nel contempo il cugino Phoney ad impersonare una imbattibile mucca misteriosa. Fone nel frattempo riceve una delusione da Thorn, che cercherà di riconquistare in ogni modo con dei regalini trovati qui e là negli stand della fiera. Alle spalle di tutto questo, un personaggio misterioso trama alle spalle dei nostri eroi e spedisce i suoi temibili mostri-ratto per eliminarli. Riusciremo a far si che i Bone non cadano sotto le minacce di questo perfido sconosciuto individuo e, soprattutto, della cupidigia di Phoney?

E' interessante analizzare come i personaggi del gioco vengano rafforzati episodio dopo episodio in una saga come questa. In Out From Boneville avevamo iniziato a conoscere Fone Bone in particolare, e qui lo conosceremo meglio, scoprendo i suoi veri e forti sentimenti nei confronti della dolce Thorn. Ma avremo la possibilità ora di indossare anche i panni di Smiley, il simpaticone dei tre e goderci la sua visione scanzonata della vita e di ogni occasione. Infine, Phoney, il personaggio più riuscito, con le sue personalissime peculiarità: avarizia, voglia di guadagnare ad ogni costo (l'inutile dollaro nel suo inventario ci spiega tutto) e di ingannare gli altri per il proprio interesse personale. Ma il bello è che anche tutto il resto del cast è davvero meravigliosamente rappresentato, in particolare Ted, il piccolo insetto esperto d'amore, che è veramente divertentissimo. Anche i paesani di Barrelhaven sono assolutamente ben riusciti: pollice su per TellTale che ha fatto davvero un ottimo lavoro in questo aspetto.

Graficamente, The Great Cow Race è di certo molto “colorato”: tutto il mondo di gioco trasuda di una paletta di colore molto vivace che rende giustizia alle sue origini fumettistiche e cartoonistiche. L'utilizzo del motore 3D proprietario consente ancora di ottenere degli scenari di background molto ben fatti, anche se limitati alla risoluzione di 800x600: la foresta è davvero rappresentata al meglio così come la fiera e la locanda del paese. Notevole anche l'interattività dell'ambiente stesso: le macerie fumanti sono molto credibili e tutto sembra vivo e in movimento. Sui personaggi c'è da spendere qualche parola in più: le animazioni di movimento di Phoney sono semplicemente eccellenti, ma molto spesso i volti dei Bone non sono particolarmente curati. Ben dettagliati (niente di meraviglioso) invece gli altri personaggi, a partire da Gran'ma Ben a Lucius fino alla deliziosa Thorn. La gestione delle camere è gestita in maniera classica e fa il suo lavoro pur non eccellendo (in alcuni punti ci si sente un po' persi). Ottime le transizioni tra le parti di gioco e i filmati, che non si avvertono minimamente essendo realizzati in grafica di gioco.

Bone Ep.2 si avvale ancora una volta della colonna sonora firmata da Jared Emerson Johnson. L'autore americano ha fatto un buon lavoro, miscelando con sapienza musichette allegre e country con pezzi più carichi di tensione. Ogni locazione ha un suo tappeto musicale ben definito e riconoscibile che mai sembra stonare con quello che vedranno i nostri occhi. Anche per quanto riguarda i suoni di fondo, il gioco raggiunge buone vette: sentirete esattamente quello che vi aspettereste di ascoltare, e questo è sempre un ottimo segnalatore.

Da segnalare che il gioco è doppiato interamente in inglese con sottotitoli nella stessa lingua (speriamo che presto o tardi possa esserci un aggiornamento in italiano almeno per i testi) ma non è difficile da capire se si hanno medie conoscenze della lingua anglosassone. E' presente un po' di slang e delle espressioni un po' più colloquiali, ma niente di intraducibile. Dicevamo del doppiaggio: qualcuno aveva storto un po' il naso in Out From Boneville, perché alcuni personaggi secondari non avevano convinto più di tanto. La TellTale ha recepito il messaggio ed ha arricchito il suo cast di nuovi artisti che hanno reso ancor più professionale l'operazione: una menzione particolare va fatta comunque per Andrew Chaikin, la cui magistrale interpretazione di Phoney si adatta in maniera assolutamente perfetta al carattere burbero del personaggio, dandogli ancora più spessore e “vita”. Benissimo i dialoghi, molto ben realizzati (confermatissima la splendida possibilità di poter parlare con due personaggi in contemporanea), lunghi il giusto e assolutamente coerenti con l'atmosfera di gioco: la cura con cui è stata effettuata la sceneggiatura è veramente l'arma in più di questo gioco, che riesce a conferire quella particolare atmosfera che è alla base di tutto, caratterizzando benissimo i personaggi.

Prima di passare ad analizzare il gameplay vero e proprio, una nota sul menù iniziale: sorvolando sulle classiche opzioni di carica/salva (basti ricordare che i salvataggi sono fortunatamente illimitati) e su quisquilie grafiche varie, vale la pena soffermarsi su un paio di caratteristiche peculiari del gioco: prima di tutto il sistema di aiuto. Questo può essere attivato/disattivato dalle opzioni, ed è rappresentato da un punto interrogativo posto nell'angolo destro dello schermo. Cliccando su di esso, potrete avere degli indizi sempre più specifici sulle fasi di gioco che state affrontando, fino alla risoluzione vera e propria dell'eventuale enigma: insomma, una soluzione integrata nel gioco molto simile a quella vista in Keepsake. Essendo il gioco destinato a un pubblico di casual gamers, e anche ai più piccoli, ho trovato questa soluzione molto intelligente, anche perché spesso gli aiuti sono scritti davvero molto bene ed è divertente leggerli. La seconda particolarità risiede nella presenza di una sorta di presentazione dei personaggi (chiamata “who's who?”) principali del gioco: chi non ha giocato al precedente episodio della serie potrà farsi un'idea degli eventi e delle personalità dei protagonisti della vicenda senza esserne totalmente spiazzati. Complimenti a chi ha inserito questa feature, davvero gradita.

Ma ora sotto col gioco: che novità ci sono dal primo Out From Boneville? La prima che salta all'occhio è la maggiore interattività con l'ambiente: ora ci sono tantissimi hot-spots per ogni locazione: cliccandoli, ridaranno in cambio al giocatore un commento oppure una piccola azione – superflua, magari, come ad esempio dare un calcio ad un sassolino - ma che aiuta tanto a migliorare l'esperienza complessiva. L'inventario è gestito sempre nel solito modo: cliccando sull'icona in basso a sinistra, gli oggetti in nostro possesso si disporranno in senso orizzontale e potranno essere esaminati o utilizzati con l'ambiente. Manca la possibilità di combinare due oggetti tra l'altro, e l'assenza di quest'opportunità si sente più di quanto si potrebbe pensare. Molto migliorati anche gli enigmi: carini quelli basati sull'inventario, ancora migliori sono quelli basati sui dialoghi, grazie soprattutto all'ottima sopracitata sceneggiatura. I mini-giochi arcade che poco avevano convinto sono stati quasi del tutto soppiantati, e quando resistono sono realizzati in modo sicuramente migliore e costituiscono un piacevole break dalle consuete dinamiche di gioco.

La parte più interessante di questo The Great Cow Race sta sicuramente nella possibilità di poter impersonare e di alternarsi nei panni di tutti e tre i cugini in alcune fasi di gioco: indubbiamente l'influenza di una delle più belle avventure della storia, Day Of The Tentacle, si fa sentire e i TellTale sono per la maggior parte degli ex-dipendenti della LucasArts, quindi è ovvio che il talento c'è e che questa opzione è stata ben realizzata: infatti, anche se non sarà possibile scambiare oggetti da un personaggio all'altro, sono rimasto molto colpito da come gli sviluppatori abbiano creato una “routine” per cui le azioni compiute impersonando uno dei tre, riuscissero a condizionare in maniera determinante anche il raggiungimento degli obiettivi degli altri, in maniera così fluida e ben realizzata che davvero fa ben sperare per il futuro.

Come detto, il tempo di gioco si è più che raddoppiato (dalle 2 ore di Out From Boneville, alle oltre 5 del secondo episodio), sia perché le cose da fare sono indubbiamente di più, sia per l'aumento di interattività, e anche perché gli enigmi si son fatti più complessi. Anche se il gioco si mantiene abbastanza semplice, questa volta anche gli avventurieri più rodati potrebbero aver bisogno di qualche istante in più per capire cosa fare rispetto alla eccessiva facilità che contraddistingueva l'episodio precedente.

Riassumendo, Bone Ep.2: The Great Cow Race è un passo avanti deciso nella serie. I suoi difetti principali sono stati limati con grande abilità dal team di sviluppo, che ha dimostrato di certo molta attenzione verso i commenti e le critiche mossegli dai giocatori e dalla critica specializzata. Il gioco è sempre più adatto ad un pubblico più giovane, ma è talmente ben fatto che sarebbe un delitto non provarlo: la bontà della realizzazione tecnica e i miglioramenti nel gameplay ne consigliano l'acquisto, specie ora che il il rapporto qualità-prezzo è diventato molto più vantaggioso. D'altro canto chi cerca un gioco che duri più di mezza giornata, difficile o più articolato, meglio che guardi altrove, o aspetti Sam&Max: per godere di Bone si deve entrare nel giusto ordine d'idea, altrimenti si corre il rischio di rimanere delusi.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Telltale Games
Publisher: Xider Games
Distributore: Blue Label Entertainment
Data Rilascio: Q2 2007
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Commedia
Grafica: 3D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Italiano
Ricerche
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Requisiti minimi
OS: Windows ME/2000/XP
Processore: 800 Mhz
Scheda Video: 64 MB
Hard Disk: 140 MB
Supporto: CD o Online Download
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